Martedì, 22 Settembre 2020

POLITICA NEWS

pd primarie eletti«Sostegno incondizionato». È quello che ha chiesto il segretario provinciale del Pd di Crotone ai suoi iscritti e dirigenti nella conferenza stampa convocata per commentare il voto alle primarie dello scorso 30 aprile. Vittoria indiscussa per la mozione Renzi, ma su Crotone e in qualche altro centro del territorio tengono relativamente bene anche le altre due mozioni Orlando ed Emiliano (la lettura del dato è politica perché sono molto distanti algebricamente parlando dal “plebiscito Renzi”). Com’è noto, il risultato del voto è stato accompagnato da ricorsi e polemiche espresse soprattutto dalla mozione Orlando che si è più volte ribellata in tutti i processi che hanno portato al dato del 30 aprile scorso. La mozione Renzi ottiene l’elezione di 6 delegati su 7 all’assemblea nazionale. Forte di questo dato, Gino Murgi ha chiesto unità e sinergia tra le varie anime del partito per calarsi, adesso, sulle vere problematiche di Crotone e della sua provincia. L’appello è stato lanciato nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina nella federazione provinciale di via Panella cui erano inoltre presenti gli altri delegati eletti assieme a Gino Murgi, Stella Adamo e Arturo Crugliano Pantisano; il componente della segreteria provinciale Giuseppe Dell’Aquila; il commissario cittadino dimissionario Maurizio Tricoli e il presidente dell’organismo di garanzia Pietro Secreti. «Oggi come non mai – ha esordito Murgi – c’è la necessità – di un ritorno alla politica e, la buona riuscita di queste Primarie, ci deve riportare a lavorare con passione e senza secondi fini al ricompattamento del partito. Nessuno può esimersi da questo obbiettivo all’interno del partito per conquistare maggiore fiducia tra la gente». Dell’Aquila ha aggiunto che, nonostante i ricorsi della viglia, «le operazioni di voto a Crotone e provincia si sono sono svolte in un clima di serenità e di fattiva collaborazione tra i rappresentanti delle tre mozioni». Per Arturo Pantisano «i risultati raggiunti dalla mozione Emiliano e della compagine Orlando mettono in luce la democraticità con cui il Partito democratico di Crotone ha affrontato quest’ultima tornata delle Primarie». Lo scorso 30 aprile, però, è stato fatto notare nel corso della conferenza stampa, che si sono intravisti al voto tra i seggi al Palamilone esponenti della moggioranza al Comune di Crotone come il capogruppo dei Demokratici Francesco Pesce e Tommaso Pupa. Su questo ha riferito il responsabile della commissione di garanzia Pietro Secreti. «Anche io – ha spiegato Secreti – ho provato stupore nel vedere al voto il consigliere Pesce ed è per questo motivo che lo ho avvicinato al seggio. Gli ho fatto subito notare che, sebbene lo Statuto del Pd consente a tutti di votare, in quel caso si sarebbe dovuto impegnare a sottoscrivere i programmi e le idee del nostro partito. Ebbene – ha rivelato Secreti – il consigliere Pesce ha motivato il suo voto come atto di democrazia verso l’unico partito che consente agli elettori di scegliere il proprio candidato a premier. Il consigliere Pesce - ha proseguito Secreti - ha anche aggiunto che, fra l’altro, non avrebbe escluso di poter scegliere in un futuro prossimo di aderire al Partito democratico. Noi siamo un partito aperto – ha concluso Secreti – e nulla ci vieta di fare campagna acquisti anche in queste occasioni». A concludere gli interventi è stata Stella Adamo che attraverso l'espressione «solo chi fa sbaglia» ha tenuto a precisare il grande impegno e dinamismo che, a suo dire, hanno accompagnato questa tornata di Primarie e che mostrano la bontà del partito.

 

 

 

 

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I consiglieri comunali dei Demokratici Enrico Pedace, Maria Rita Megna e Giuseppe Pucci hanno scritto al sindaco e al prefetto di Crotone per segnalare una «grave carenza idrica nelle contrade nord della città». «Segnaliamo – scrivono i tre consiglieri di maggioranza – per ulteriore volta la carenza improvvisa di acqua nelle zone a Nord di Crotone. È inutile ribadire le difficoltà oggettive che si generano nelle abitazioni a seguito della carenza di acqua. A quanto sopra si rischia di aggiungere gravi problemi igienico sanitarie anche di ordine pubblico. Per quanto sopra chiediamo l'immediato intervento da parte Vostra atto al ripristino dei disservizi generati con la chiusura dell'acqua».

 

 

 

 

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Due al posto di uno. No, non siamo di fronte ad un’offerta di un ipermercato, ma alla nomina del nuovo capogruppo dei DemoKratici nel consiglio comunale di Crotone. Le dimissioni di Manuela Cimino da capogruppo potrebbero avere determinato qualche fibrillazioni all’interno del gruppo consiliare dei DemoKratici per la nomina del suo successore. Le indiscrezioni hanno subito indicato in Franco Pesce il successore della Cimino, ma per procedere alla sua nomina il leader politico dei DemoKratici, Enzo Sculco, ha dovuto convocare una riunione in via Roma. Alla fine della riunione la quadratura del cerchio è stata raggiunta senza mugugni - qualche malcontento è rimasto latente e comunque inespresso – grazie alla strategia di Sculco che ha proposto la nomina di due vice capogruppo nelle persone di Vincenzo De Franco e Massimiliano Bianchi. Tutti tranquilli, tranne il malumore inespresso destinato a restare tale. Resta, comunque, da capire la vera ragione delle dimissioni di Cimino. A naso sembrerebbero essere legate a vicende politiche, ma l’interessata nega. In casi come questi, quando le dimissioni arrivano come un fulmine a ciel sereno, non è sbagliato pensare che le motivazioni non sono riconducibili a questioni personali, ma ad altro. Si può immaginare che Cimino possa avere avuto legittime aspirazioni di essere nominata assessore all’Urbanistica, posto ancora vacante. Si può anche immaginare che qualche promessa è stata anche fatta. L’immaginazione, però, è frutto di fantasia e la realtà potrebbe essere diversa, anche se chi ha una fervida fantasia spesso ci azzecca.

 

 

 

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manuela ciminoPrimo scricchiolio ufficiale nella maggioranza che appoggia il sindaco Ugo Pugliese al comune di Crotone. Manuela Cimino si è infatti dimessa da capogruppo dei Demokratici. Cimino ha protocollato quest’oggi la lettera di dimissioni irrevocabili nella quale fra l’altro si legge: «Rassegno le mie dimissioni da capogruppo del gruppo consiliare "I Demokratici", per motivi strettamente personali, certa di avere svolto fino ad oggi il ruolo affidatomi con serietà e responsabilità. Resto comunque a servizio e a disposizione del progetto politico intrapreso ma rinuncio al ruolo di capogruppo, incarico che oggi non mi sento di portare avanti; non certo per incapacità, sia chiaro, ma per scelta; scelta ponderata e irrevocabile!». Cimino fa dunque riferimenti a motivazioni personali alla base della scelta di rassegnare le dimissioni, ma trattandosi di un ruolo strettamente politico è chiaro che la motivazione va ricercata nei rapporti interni ai gruppi di maggioranza, o forse proprio all’interno dei Demokratici stessi. Intanto, il movimento ideato da Enzo Sculco pare abbia convocato in tutta fretta una riunione per questa sera in cui si discuterà anche e soprattutto di quanto accaduto. Dovrebbe essere adesso il consigliere Francesco Pesce a ricoprire l'incarico di capogruppo dei Demokratici. La consigliera Cimino, intanto, tiene a precisare che le dimissioni sono da ricerca nell'attività stessa assegnata al capogruppo la quale richiede impegno costante nella vita istituzionale e politica del consiglio comunale. Impegno che la consigliera Cimino, in questo momento, sente di non poter garantire ai colleghi perché assorta quotidianamente dalla libera professione.

 

 

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giunta puglieseSarà ritirata la delibera che aumenta lo “stipendio” agli assessori comunali di Crotone. La decisione è stata annunciata nella riunione dei consiglieri comunali di maggioranza, tenutasi ieri sera nella sede dei DemoKratici a via Roma. E’ stato il sindaco Ugo Pugliese ad annunciare la decisione nel suo intervento. Pugliese ha anche fatto autocritica per una serie di errori che l’amministrazione ha fatto sino ad oggi. Secondo il sindaco tutto sarebbe riconducibile alla mancanza di esperienza del suo esecutivo. Nessuno degli assessori, compreso il sindaco, ha fatto esperienza amministrativa per cui sarebbe più facile incorrere in errori. Secondo Pugliese c’è bisogno di fare quadrato e guardare al futuro con maggiore speranza, anche se sino ad oggi la giunta comunale qualche pecca l’ha evidenziata. Si è anche parlato, quindi, di futuro della giunta. A questo proposito ogni discussione è stata spostata a dopo l’approvazione del bilancio. E’ stato, comunque, chiarito che dopo l’approvazione del bilancio si procederà alla nomina dell’assessore all’Urbanistica. Con questa nomina la Giunta sarà completata almeno nei numeri.

 

 

 

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pizza demokraticiUna pizza ti salva la coalizione. Ieri sera la leadership dei Demokratici si è riunita in pizzeria per fare il punto della situazione alla luce del terremoto provocato dalle dimissioni di Leo Pedace dal consiglio di amministrazione dell’Akrea. Davanti ad una quattro stagioni e ad un boccale di birra alla spina è stato fatto un passo avanti ed è stato avviato il confronto per arrivare al chiarimento chiesto da Pedace con le sue dimissioni. Secondo quanto è stato possibile apprendere il ragionamento è stato focalizzato proprio sulle questioni poste da Pedace: l’Akrea non ha raggiunto nessun obiettivo e occorre intervenire su alcuni assessori della giunta comunale guidata da Ugo Pugliese. Se l’obiettivo di Pedace era quello di aprire la discussione, ieri sera ha avuto la conferma di averlo raggiunto. Il riconoscimento c’è stato, ma le orecchie sono state tirate anche a lui per il metodo adottato. Enzo Sculco avrebbe voluto risolvere la questione con un confronto interno che, però, Pedace aveva posto 15 giorni prima delle sue dimissioni. La pizza di ieri sera ha stemperato il clima, ma il calumet della pace non è stato ancora fumato. A meno che Pedace non voglia rinunciare ai proposti di rilanciare le attività dell’Akrea e dell’amministrazione comunale, il trattato di pace sarà firmato solo quando Pugliese metterà mano alla sua giunta per tagliare i rami secchi. Questo è il problema posto da Pedace con le sue dimissione dall’Akrea.

 

 

 

 

 

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