Martedì, 22 Settembre 2020

POLITICA NEWS

consiglio comunale debiti«I consiglieri comunali dei Demokratici di Crotone - informa una ntoa - (Manuela Cimino, Enrico Pedace, Francesco Pesce, Vincenzo De Franco, Maria Rita Megna, Ines Mercurio, Fabiola Marrelli, Tommaso Pupa e Massimiliano Bianchi), visto lo stato di disagio che in questi giorni stanno vivendo gli abitanti delle contrade nord di Crotone (Margherita, Bucchi, Cantorato, Iannello, Carpentieri e loc. Brasimato) a causa di una perenne carenza idrica, chiedono a sua eccellenza il Prefetto di convocare urgentemente un tavolo tecnico per individuare una immediata soluzione alla problematica su esposta. Sicuri di un suo immediato intervento, cogliamo l’occasione per porgerle i nostri più cordiali saluti».

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

atto aziendale asp crotoneIl management dell'Azienda sanitaria provinciale nelle persone del commissario Sergio Arena, del direttore sanitario aziendale Agostino Talerico e del direttore amministrativo Giuseppe Fico tengono a precisare che «nel prendere atto della nota stampa dei Democratici [LEGGI ARTICOLO], riteniamo opportuno far presente quanto segue: preliminarmente, teniamo a ribadire che l’Atto aziendale è stato adottato nella piena osservanza delle norme vigenti in materia nonché in ossequio alle Linee guida del dipartimento regionale “Tutela della salute e politiche sanitarie” e in conformità ai dettami dei Dca del commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro. Ciò premesso - prosegue la precisazione del management - va da sè che sarà la magistratura, cui i dipendenti aziendali hanno fatto ricorso, a chiarire definitivamente la legittimità o meno del suddetto Atto. Infine ci preme evidenziare che questo management avrà cura di presentare ai cittadini di questa Asp, nel corso della conferenza stampa di fine anno, tutti i risultati e traguardi raggiunti nonché di esporre la programmazione delle attività in corso e di futura realizzazione».

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

sergio arena asp«Un nutrito gruppo di medici ed operatori della sanità - scrivono i Demokratici di Crotone - hanno proposto ricorso giudiziario avverso l’atto aziendale dell’Asp di Crotone. Non sarà certo un caso - commentano - che in una occasione così importante per le prospettive della sanità crotonese ci siano tante conflittualità e tante irritualità. Il provvedimento, del resto, è l’ultima “perla” di questo commissariamento che, già a suo tempo inopinatamente insediato, è stato clamorosamente prorogato nella scorsa primavera con un’apposita “leggina” regionale, impugnata dal Governo nazionale e pendente davanti alla Suprema Corte. L’ultimo ricorso - ricorda la nota - evidenzia una serie di molteplici e macroscopiche anomalie che dovrebbero preoccupare il vertice aziendale da tempo solamente teso e dedicato alla cura di interessi carrieristici, particolari, specifici e singolari. Questo modo di procedere, tra l’altro, appare del tutto illegittimo in quanto l’atto aziendale predisposto non è stato portato a conoscenza, e quindi discusso, nell’assemblea dei Sindaci che, per legge, rappresenta la massima autorità di programmazione e vigilanza del sistema sanitario locale. Ne è mai stato istituito alcun tavolo di confronto vero e di concertazione con le forze sociali sindacali. Tutto - stigmatizzano i Demokratici - è stato fatto in “semi clandestinità”, alla “chetichella”, per tutelare e promuovere posizioni di parte che non coincidono minimamente con la difesa degli interessi dei cittadini utenti e alla funzionalità dello stesso Sistema sanitario territoriale e delle relative strutture ospedaliere. Mai nella storia recente - commenta ancora la nota - si riscontra un continuo e progressivo processo di degrado e di riduzione del livello dei servizi e delle prestazioni sanitarie. La percezione dei cittadini è chiara ed inequivocabile e ne consegue un giudizio ed una preoccupazione che non può che suscitare allarme di cui non possiamo farcene interpreti. Mai un management pubblico - incalzano i Demokratici - si è spinto così oltre il limite, non solo della legge ma anche del più comune buonsenso. Viene spontaneo sospettare che la principale preoccupazione dell’attuale “Governance” il tandem Arena-Talarico sia dedicata a compire spesa improduttiva e non sanitaria e sia rivolta, essenzialmente, a predisporre condizioni di “vantaggio” per sé stesse, per consentire il proprio rientro in attività in posizione di comando nei dipartimenti di propria competenza. Un premio che sicuramente non meriterebbero. Vedremo… Resta assodato - prospettano i Demokratici - che non è più sopportabile che soggetti la cui legittimazione è aleatoria per la mancanza dei requisiti previsti ed in attesa della pronuncia della Suprema Corte sulla proroga del commissariamento, continuino imperterriti e con inedita celerità, a condizionare il presente ed il futuro dell’azienda e del sistema sanitario della provincia di Crotone. Ancora una volta - concludono -, e tra l’altro in regime di ordinaria amministrazione, viene perpetuata l’aberrante abitudine di privilegiare interessi di parte e non di tutti, piuttosto che impegnarsi alla riorganizzazione ed al rilancio delle nostre strutture Sanitarie per assicurare l’efficienza dei servizi ai cittadini!».

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

boschi demokraticiFoto ricordo con Maria Elena Boschi. Oggi si chiama selfie, ma lo scatto fotografico che mette insieme un gruppo rappresentativo del movimento dei Demokratici di Crotone e il ministro Maria Elena Boschi ha il sapore della vecchia foto ricordo, che ha l’obiettivo di ricordare un avvenimento importante. Con il ministro delle Riforme, Boschi, in Calabria per il tour elettorale referendario si sono messi in posa, tra gli altri, il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, la consigliera regionale di Calabria in rete, Flora Sculco, il sindaco di Cirò Marina, Nicodemo Parrilla e Leo Pedace, figura di primo piano dell’area politica che fa riferimento ad Enzo e Flora Sculco. Pochi minuti dopo lo scatto, attraverso Whats app, l’immagine è stata inviata a tutti i telefonini delle persone che, a avario titolo, si interessano di politica (a chi scrive è arrivata da tre amici diversi). E’ evidente che chi si è messo in posa voleva che la foto fosse diffusa per sancire il rapporto che c’è tra il movimento dei Demokratici di Crotone e il ministro Boschi. Non è la prima volta che si incontrano: la prima stretta di mano è avvenuta a Roma, ma senza prove fotografiche. Questa volta probabilmente è scattata la voglia di dimostrare il collegamento con il governo nazionale, messo in dubbio dalla mancata partecipazione del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ad un’iniziativa referendaria organizzata a Crotone dai Demokratici. Il ministro aveva dato la sua disponibilità per venire a Crotone, ma non è venuto e gli organizzatori non hanno saputo o non hanno voluto spiegare le ragioni ai giornalisti che hanno posto la domanda. Con la foto di ieri si recupera il rapporto. Qualcosa che non quadra in questo rapporto c’è. Bisognerebbe chiarire se i Demokratici vogliono o non vogliono aderire al Partito democratico. La foto direbbe di sì, ma alcuni esponenti di primo piano, una è Flora Sculco, dicono “mai con il Pd”. Se il rapporto con il Pd non si vuole avere, che cosa spinge i Demokratici a mettersi in posa con la Boschi, che ha cellule Pd anche nelle unghia dei piedi? Verrebbe da dire la bonifica. Verrebbe da pensare che i Demokratici daranno una mano a votare favorevolmente al referendum e in cambio chiedono amicizia, che dovrà poi trasformarsi nella nomina di un vicecommissario della bonifica espressione del movimento.

 

 

 

Pubblicato in Politica

comune cerenzia lacaria«La segreteria provinciale dei Demokratici manifesta e comunica - commenta una nota - la più viva sorpresa per le pesanti insinuazioni e le paradossali affermazioni del meetup “amici di Beppe Grillo” di Cerenzia che hanno voluto stigmatizzare una presunta mancanza di responsabilità istituzionale del sindaco Maria Lacaria, rea, a loro dire, di essersi trasferita lontano dalla casa comunale di Cerenzia. Viviamo tempi e modalità politiche di chiara decadenza - scrivono -, ma ciò nonostante quest’accusa è ridicola e quanto mai pretestuosa. Paradossalmente, seguendo il loro ragionamento il sindaco attuale sarebbe responsabile di percepire redditi personali inferiori a quelli del proprio predecessore e di conseguenza di aver minori trattenute sull’indennità prevista per legge che è rimasta identica. Questo - commentano ancora i Demokratici - è un argomento talmente risibile e meschino che, già da solo, qualifica il livello di una presunta opposizione che in realtà non fa altro che camuffare il pettegolezzo più sciocco e la maldicenza più becera. La compagine che guida la cittadina di Cerenzia - sottolineano - si è distinta nei tre anni di governo per la propria attenzione e puntualità nell’affrontare, pur con i ridotti mezzi di cui oggi sono dotati i piccoli Comuni, le incombenze ordinarie ed anche situazioni d’emergenza. La continuità di questa Amministrazione non può essere messa in discussione da esigenze private che costringono quasi tutti i cittadini di Cerenzia ad avere interessi anche in altri territori. Anzi, viene sottaciuto il sacrificio di sospendere la propria attività professionale con nocumento anche economico, pur di svolgere il proprio ruolo istituzionale di servizio alla comunità. Questo stravolgimento della realtà - sottolineano i Demokratici - è figlio di logiche politiche demolitive e mai costruttive di chi ha la pretesa di prospettare “scandali” e non soluzioni; esprime un sentimento di orfananza per le passate “Baronie”, politiche ed istituzionali, che nulla hanno mai prodotto per questi territori. Movimenti e forze politiche - concludono - che dicono di promuovere il cambiamento e l’innovazione utilizzano argomenti e banalità da faida politica e ci convincono sempre di più di essere in realtà soltanto dei replicanti di vecchi commedianti!».

 

 

 

Pubblicato in Politica

csi crotone depuratore«Una ulteriore grave criticità - avvertono i Demokratici - per il futuro di Crotone e del suo territorio è stata realizzata, nel generale disinteresse e nella più totale indifferenza di quanti dovrebbero seguire, a vario titolo, le vicende della “cosa pubblica”. La Regione Calabria - ricorda il movimento politico - il 29 giugno 2016 ha dato avvio, con apposito decreto, al processo di accorpamento delle Asi calabresi, così per come era stato disposto e legiferato con la Legge numero 24 del 2013. La normativa - entrano nel merito i Demokratici - prevedeva il riordino dei consorzi industriali provinciali come un processo di incorporazione per fusione; in realtà stravolge la natura e la struttura dei Csi, cancellando le assemblee e sacrificando tout court le partecipazioni degli enti pubblici e le quote dei privati, senza alcuna forma di regolamentazione. È un provvedimento - commentano i Demokratici - che, al di là delle clamorose antinomie giuridiche, provoca effetti disastrosi per il territorio crotonese, ancora una volta privato di una sua risorsa e mortificato nella propria autonomia. Il nuovo Ente, il Corap, è sorto senza alcuna programmazione finanziaria - denunciano i Demokratici - da parte della Regione e senza una preventiva definizione di obiettivi e funzioni. È, di fatto, una “sommatoria” realizzata alla rinfusa di enti che come il consorzio provinciale di Crotone, erogano pubblici servizi, e promuovono ulteriori attività, sempre ottemperando equilibri di bilancio, ed altre strutture finanziariamente deficitarie prive delle più comuni regole di sana amministrazione. La conseguenza più immediata - stigmatizzano - è che il Csi di Crotone viene accorpato ed utilizzato al solo scopo di compensare i deficit finanziari prodotti da altri territori. In questa sede non si vuole certamente “accendere” una rivendicazione di carattere localistico. Riconosciamo pienamente - ammettono i Demokratici - la necessità di un più stretto raccordo istituzionale tra la Regione e gli enti industriali, ma la stessa avrebbe potuto essere esaudita, mantenendo e preservando le specificità dei territori stessi. Nel caso del Csi di Crotone, è notorio come esso costituisca un punto di riferimento in quanto ente erogatore di servizi indifferibili come: trattamento dei rifiuti liquidi di terzi e dei reflui provenienti dalla falda acquifera oggetto di interventi di bonifica del sito ex Pertusola; trattamento reflui prodotti dall’ agglomerato industriale; trattamento dei reflui civili provenienti dall’ area nord della città. Le finalità di riordino non possono giustificare la soppressione di un ente virtuoso e fondamentale per il territorio come il Csi di Crotone, la qui funzione sarà ancora più determinante e decisiva nella vicenda bonifica. Ed è ancora più paradossale - commentano ancora i Demokratici - ritenere di dare corso e corpo al “Masterplan” messo in campo dal governo nazionale per le regioni del sud, demolendo, proprio qui in Calabria gli strumenti più atti alla stessa realizzazione del “Masterplan”. Verrebbe da dire e da pensare che i governanti regionali siano stati colti da una crisi autolesionistica o più banalmente che rispetto ad essi Penelope era una smarrita dilettante. È il caso - concludono - che tutte le rappresentanze istituzionali del territorio, le associazioni economiche e le forze sindacali facciano pesantemente sentire la propria voce per provare a bloccare l’ ennesimo disastro annunciato».

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano
Pagina 5 di 8