Martedì, 22 Settembre 2020

POLITICA NEWS

arturo pantisanoIl coordinamento provinciale dei Demokratici si scaglia contro il segretario del Pd Arturo Crugliano Pantisano rea, a loro dire, di impersonarelo il celebre smemorato di Collegno. Il riferimento è dovuto al fatto che il segretario del Pd, secondo i Demokratici, si trova «in perenne conflitto di interesse con la verità» circa le sue esternazioni in merito alla candidatura di Ugo Pugliese a sindaco della Prossima Crotone. Non si fa alcun riferimento nel comunicato al mezzo o al luogo in cui Pantisano abbia aperto le argomentazioni, ma la replica dei Demokratici è in risposta molto evidentemente alle parole pronunciate al loro indirizzo da Pantisano durante la venuta del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini a Crotone [LEGGI ARTICOLO]. «Arturo Crugliano Pantisano - scrivono i Demokratici -, continua a tentare a tutti i costi, ad impersonare la parte dello "smemorato di Collegno", reitera come un pappagallo, una formuletta inventata di sana pianta per darsi un qualche tono. Sostiene Pantisano - spiegano i Demokratici - che il candidato a sindaco de "La Prossima Crotone" sia stato scelto con decisione monocratica dall'alto, cioè da Enzo Sculco. Le cronache degli ultimi sette mesi - ribatte il movimento politico -, smentiscono lo spericolato assunto, essendo stato lungo e partecipato il percorso di formazione delle decisioni che hanno portato alla scelta di Ugo Pugliese. Dal "Chicco di Grano" a "La Prossima Crotone" sono stati tanti i passaggi e le occasioni strapartecipate che hanno indotto il variegato mondo rappresentato oggi dalla Prossima Crotone a definire il profilo del candidato. E guarda caso il processo di lavorazione ha, dall'inizio, escluso categoricamente che si potesse condividere una ipotesi che riguardasse il nome di Arturo Crugliano Pantisano. Questo è stato già un primo successo - dicono i Demokratici - della "Prossima Crotone", che ha evitato alla città una ipotesi funesta, restituendo ai crotonesi la possibilità di votare persone esterne al circolo chiuso di pessimi "Ottimati". D'altro canto, è notorio alla città che l'Arturo Pantisano Crugliano è in perenne "conflitto di interesse" con la verità. Lui, bocciato alle elezioni regionali, lui, bocciato per un rigurgito di pudore dal Pd di Crotone, di Catanzaro e di Roma, proclama di essere stato tra i protagonisti della scelta riguardante la Barbieri, dopo essere stato in realtà il primo a doverla subire, nonostante innumerevoli "viaggi della speranza" in tutta Italia. Spergiura - dicono in meriito a Pantisano i Demokratici - che la candidatura Barbieri sia frutto di una ponderata valutazione crotonese, quando invece tutti sanno che dopo innumerevoli tentativi rigorosamente andati a vuoto, l'ispettrice scolastica sia stata incoronata dal commissario di Botricello. La differenza - sottolineano i democratici - tra lui, molti dei suoi accoliti ed il mondo de "La Prossima Crotone" è che quest'ultima è portatrice dell' idea e della consapevolezza che Crotone non sia una "Repubblica" a sovranità limitata, ma decisamente in grado di compiere autonomamente le proprie scelte. I "gradi" - dicono ancora all'indirizzo del segretario del Pd - si conquistano sul campo caro Arturo, non per gentile concessione di potestà esterne come avveniva per le baronie ottocentesche. Badasse Pantisano a giustificare i personaggi d'operetta, in qualche caso anche da tragedia greca, che stanno intorno a lui e, soprattutto, alla Barbieri: "i Devoniani", "gli Scarriglia", che non sono una famiglia di boxeurs, "gli ectoplasmi" alla Ottavio Rizzuto, i "Megna", vera negazione dell' assonante Magna Graecia , Arena "mignon" che non è un cinema all'aperto ormai dismesso, lui stesso, Arturo, funambolico "clandestinatore" delle commissioni consiliari e prestigiatore di "primarie settimine", sia quando si svolgono che quando vengono abolite per un minimo di vergogna! Quanto alle valutazioni - cambiano pagina d'argomentazione i Demokratici - sull' onorevole Flora Sculco, appare evidente dal suo operato e dalle dichiarazioni univoche più volte espresse, che la stessa, antepone Crotone e i cittadini calabresi a qualunque vincolo di appartenenza, soprattutto quando il colore politico stride fragorosamente con l'interesse della città. E' un esempio - esortano - che dovrebbero seguire tutti i cortigiani (vil razza malnata) vergognosamente proni a tradire Crotone, pur di obbedire agli ordini di scuderia. Ed è ancora più ottusa la considerazione su altri presunti manovratori della cosa pubblica crotonese, visto che lui ed il suo Pd hanno "sgovernato" Crotone da dieci anni con un impegno degno di miglior causa, bivaccando sulle macerie da loro stessi realizzate. Ed è il Pd di Crotone - inclanzano ancora - ad essere il bersaglio di tutti, non perché sia recepito quale principale avversario, ma perché appare come una organizzazione arcaica e parassitaria, a cui si è aggiunto qualche nuovo "mandarino" accanto agli spremuti limoni. Del resto anche Lorenzo Guerini - concludono - ha garbatamente, ma decisamente, invitato Pantisano e la Barbieri a declinare finalmente una qualche idea programmatica, lasciando in pace Pugliese e Sculco che propugnano un cambiamento netto che lui stesso, se potesse, sottoscriverebbe».

 

 

 

 

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I consiglieri comunali del Comune di Crotone Manuela Cimino, Fabio Lucente, Enrico Pedace, Gaetano Sorrentino e Antonio Fabio Trocino hanno scritto Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per rivendicare il diritto alla salute dopo l'emenazione del decreto numero 30 del 2016 emanato dal commissario ad acta per la riorganizzazione della rete ospedaliera calabrese.

 

«Nostro malgrado - scrivono i 5 consiglieri comunali - siamo costretti a scrivere questa lettere per rivendicare un diritto sancito dalla nostra Costituzione: il diritto alla salute. Diritto da garantire attraverso una Sanità pubblica che assicuri a tutti i cittadini italiani le stesse condizioni e parità d'accesso ai suoi servizi. Nello specifico è nostro dovere tutelare e salvaguardare la Sanità calabrese e, in maniera più specifica, la riorganizzazione operata sull'ospedale civile San Giovanni di Dio di Crotone dove, i commissari Scura ed Urbani hanno deciso di non assegnare i posti letto al reparto di Nefrologia, nonostante i numerosi pazienti costretti alla dialisi ed obbligati a servirsi del reparto di microcitemia. L'ospedale di Crotone ma soprattutto i cittadini di questo territorio, non possono essere penalizzati per scelte politiche e amministrative che a noi appaiono scellerate e basate su criteri ragionieristici, del tutto lontani dal garantire un servizio pubblico alla popolazione di riferimento».


«I pazienti - spiegano i consiglieri - che fanno la dialisi, non sono solo i residenti sul territorio ma anche quelli emigrati in Italia e nel mondo che rientrando nei periodi festivi, usufruiscono di una struttura, Nefrologia, che è considerata all'avanguardia nazionale ma che non viene assolutamente valorizzata dalla nuova riorganizzazione. Stesso discorso è da riferirsi al reparto di Microcitemia. Per tutto quanto sopra riportato, chiediamo fortemente di far recedere i commissari calabresi da scelte scellerate che penalizzano tutto il territorio, privando i cittadini di un diritto che, come già puntualizzato, è sancito dalla costituzione. In attesa di risposte positive, ringraziamo per l'attenzione posta ad una problematica di vitale importanza».

 

 

 

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bitumazione strada papanice collageI consiglieri comunali dei Demokratici di Crotone Manuela Cimino, Enrico Pedace e Fabio Antonio Trocino esprimono il loro «vivo ringraziamento al prefetto De Vivo per il suo interessamento, nonché al sindaco Peppino Vallone e al dirigente ai Lavori pubblici Gianfranco De Martino e a tutti gli uffici tecnici interessati che, con sollecitudine, hanno posto rimedio ai tanti ritardi accumulati negli anni scorsi, nella risoluzione del problema da noi segnalato con nota dello scorso 16 febbraio in cui abbiamo segnalato la pericolosità della strada provinciale 52"Crotone-Papanice". Anche se trattasi di una piccola ma comunque importante opera - commentano i tre - ciò dimostra che se pur da posizioni politiche diverse, quando si lavora sui problemi e sulle esigenze della nostra collettività i risultati arrivano rapidamente e puntuali. In un momento così delicato - concludono - per tutta la nostra collettività, anche la bitumazione di una strada, di sicuro rappresenta il raggiungimento di un risultato apprezzabile».

 

 

 

 

 

 

 

 

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sversamento esaro collageI consiglieri comunali dei Demokratici di Crotone Manuela Cimino, Enrico Pedace e Antonio Fabio Trocino hanno scritto al sindaco, all'assessore comunale all'Ambiente e al dirigente di settore del Comune per segnalare uno sversamento di liquami nel fiume Esaro. «Segnaliamo - scrivono i tre - una grave situazione che da giorni si sta verificando in città e che riguarda un importante sversamento di liquami fognari nel fiume Esaro. Ovviamente è inutile specificare - commentano - che si tratta di un problema di estrema gravità causato forse dagli scarichi delle pompe sommerse ubicate nella zona del fiume (lato cooperativa Scintilla) e dalla scarsa portata del depuratore. Abbiamo potuto constatare - sottolineano - che da giorni l'aria è irrespirabile ed esiste il rischio concreto che questi liquami finiscano direttamente in mare. Pertanto, vista l'importanza della questione posta in essere, che potrebbe causare ulteriori danni ambientali nell'ambito di un territorio che avrebbe bisogno di tutto meno che di questo, chiediamo interventi urgenti atti a ripristinare una condizione dignitosa».

 

 

 

 

 

 

 

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sp52I consiglieri comunali dei Demokratici Manuela Cimino, Enrico Pedace e Fabio Antonio Trocino hanno scritto al sindaco e presidente della Provincia di Crotone e, per conoscenza, al prefetto Vincenzo De Vivo per «segnalare ancora una volta il dissesto viario sull'arteria principale che collega la città di Crotone alla frazione Papanice (Strada Provinciale 52)». «Considerato che la suddetta strada - scivono i tre consiglieri - già da quattro anni è stata interessata da lavori di scavo finalizzati al collegamento della rete fognaria al depuratore e che, durante questo periodo, è stata più volte segnalata la pericolosità del manto stradale che risulta frastagliato ed evidentemente non soggetto ad adeguata manutenzione; considerato che i lavori effettuati per conto del Comune hanno provocato l'abbassamento della carreggiata, creando seri pericoli alla circolazione veicolare, chiediamo, con somma urgenza, il ripristino di una viabilità che consenta di percorrere in sicurezza una strada quotidianamente fruita da un numero altissimo di cittadini che dalla frazione raggiungono il centro cittadino e viceversa. Inoltre, come purtroppo è riscontrabile in molte altre circostanze, specie nelle contrade e nelle strade periurbane, anche la SP52 è caratterizzate da sistemi inefficienti ed obsoleti di pubblica illuminazione, non atti a garantire la tutela delle persone. Per tutto quanto sopra riportato, visto che in questi anni la Strada Provinciale 52 è stata luogo di incidenti gravi e addirittura mortali, considerato che l'ente Provincia pare non avere fondi per ripristinare l'assetto stradale e per addivenire alla risoluzione di tutte le altre problematiche poste in essere, ci appelliamo al Comune di Crotone quale Ente Appaltante dei lavori di collettamento della rete fognaria "Papanice - depuratore", affinchè si possa intervenire per rendere la SP52 una strada sicura per la pubblica incolumità».

 

 

 

 

 

 

 

 

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comune strappatoAltro che largeh intese. Tra Pd e Demokratici volano ormai gli stracci. Tutto è cominciato sul finire della scorsa settimana, quando i Demokratici hanno accusato il Pd di immobilismo amministrativo e di scelte scellerate sulle aziende partecipate. Via Panella, dal suo, ha ricorda il ruolo dei Demokratici in numerose amministrazioni da quella comunale alla regione. Adesso la nuova replica di via Roma. «È difficile confrontarsi - scrivono i Demokratici di Crotone - e anche polemizzare con interlocutori che non accettano la realtà, che disconoscono la propria storia e quella degli altri, che consapevoli del proprio disastro governativo distorcono la verità per occultare le proprie responsabilità. Il Pd di Crotone- rincarano i centristi - asse portante di questa consiliatura e di questa amministrazione si è dissolto, è evaporato; ha perso qualunque funzione politica e mediativa mirata a condividere e sinergizzare gli sforzi e le proposte di altre forze politiche e le istanze dei cittadini; ormai prevalgono i rigurgiti di settarismo e di ideologismo con modelli mediatici che richiamano meccanismi di riflessi condizionati. Sono rimasti - proseguono nella nota - i flebili e solitari replicanti dei Ds, del Pds, persino del Pci. I Demokratici hanno puntualmente sottolineato la drammaticità della crisi delle aziende dei servizi pubblici invocando tutte le forze politiche e sociali a ripensare la logica delle società partecipate secondo quelli che sono gli indirizzi del governo Renzi e che sono stati in questi giorni illustrati dal ministro Madia. Il famoso convegno del 2012 -puntualizzano i Demokratici - a cui è stato fatto riferimento aveva evidenziato l'indispensabilità dell'accorpamento dei vari servizi in un'unica grande azienda, superando la tendenza a creare piccoli contenitori figli della logica degli "orticelli". È noto a tutti che in questi lunghi anni passati si è preferito realizzare, nei servizi pubblici locali, tanti "nanetti" divisi e separati tra di loro in totale spregio persino di apposita normativa di legge che suggeriva altri percorsi più adatti ad ottenere un equilibrio tra costi e ricavi che avrebbe garantito solidità economico-gestionale alle stesse aziende e sicurezza stabilità e futuro ai lavoratori e alle loro famiglie. Lo sforzo dei Demokratici del resto, non è solamente teorico, basti ricordare che i primi anni della sindacatura Vallone furono caratterizzati, positivamente, dalla trasformazione dell'Aspc in Akrea con il chiaro intento ed obiettivo di avviare un processo di accorpamento di servizi e attività che hanno reso più forte e solida la stessa Akrea, anche se questo processo è rimasto, come al solito, incompiuto. Quelli furono i soli anni in cui gli attuali Demokratici, allora Margherita, ebbero funzioni di governo locale e furono molto utili per procurare risorse all'Ente comunale che in gran parte sono ancora nella dotazione finanziaria del Comune. La rottura successiva con la maggioranza e la conseguente nascita dei Demokratici interruppe quella sinergia ed è allora che venne coniato lo slogan pro Vallone "finalmente liberi di governare" (sic). Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. I novelli Icaro, sopravvalutando le proprie capacità politiche ed amministrative si bruciarono presto le ali, con la conseguenza di vanificare vecchie e nuove risorse, di non riuscire mai a creare le condizioni per l'apertura di un solo cantiere, trascinando la città in una immota e paralitica gestione, ignorando sistematicamente tutte le occasioni che potessero contribuire a modernizzare Crotone e restituire un minimo di rotta politica ed amministrativa al governo della stessa città. Le drammatiche problematiche inerenti alla partecipate provinciali, magari causate, anche, dall'insolvenza dei Comuni minori, derivano comunque da un'antica pratica, familiare a questo "gruppo dirigente" ed anche a coloro che ne furono i predecessori: scaricare su Crotone le insufficienze amministrative di altri comuni generalmente a guida Pd, Ds, Pds. Ricordiamo che l'Akros fu costituita dalla Provincia a guida Pds senza la partecipazione del Comune di Crotone, allora governato dalla giunta Senatore. Successivamente a guida Ds la Provincia costituì la Soakro de poi fece nascere la Società dei Servizi e quelli furono alcuni dei motivi che determinò la fuoriuscita dalla maggioranza degli "esponenti" della Margherita. L'attuale gruppo dirigente del Pd, tra l'altro, ignora o occulta un fatto gravissimo che è passato inosservato sotto gli occhi dei cittadini di Crotone: la vicenda delle Royalty, da sempre incassate per intero dalla città, furono distribuite diversamente con una semplice convenzione nel 2009. Non si capisce, ancora oggi, per quale ragione e per quali obiettivi. Di tutt'altro tenore il comportamento e lo stile del rappresentante regionale de i "DemoKratici" in seno alla precedente giunta regionale che ha assicurato alla città di Crotone consistenti risorse pari a 1.200.000 euro per avviare la raccolta differenziata, puntualmente dissipati e mal spesi e, per questo dovranno essere restituite. Questo prevalere degli interessi di parte sugli interessi della città è confermato dagli ultimi provvedimenti adottati dall'attuale giunta comunale nella notte del 31 dicembre 2015, che distribuisce Royalties a pioggia, disattendendone le finalità normative. Da questo derivano le ultime operazioni "distributive", in tanti casi con affidamenti e assegnazioni diretti ed ignorando obbiettivi più complessivi e più importanti per la città. Questa è la verità una ed inoppugnabile ed il malumore dei tanti cittadini prevale sulla soddisfazione dei pochi privilegiati. Una uguale reazione scomposta ed inopinata era stata provocata dalla richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio comunale da parte di undici consiglieri per mettere a punto l'iter per la costituzione della New-Co finalizzata al salvataggio dell'aeroporto. Sia pure con la solita lentezza, finalmente, il consiglio comunale viene convocato per procedere alla approvazione degli atti indispensabile ad avviare un percorso solutivo della importante e decisiva infrastruttura aeroportuale. Era quello che volevamo e niente altro. Il nostro desiderio non mai stato quello di fare inutili polemiche, quanto piuttosto compiere il nostro dovere e dare soddisfazione ai cittadini ed alla intera comunità. Su tutte le altre questioni e problemi che drammaticamente incombono sulla città avevamo richiesto e proposto ed invitato a compiere uno sforzo corale ed un impegno unitario, nella consapevolezza che gli stessi problemi non si risolvono in solitudine amministrativa e nemmeno solo in via Panella».

 

 

 

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