Martedì, 22 Settembre 2020

POLITICA NEWS

Il Partio democratico di Crotone replica alle accuse formulate sul finire della scorsa settimana in merito all'immobilismo amministrativo registrato al comune capoluogo e che si sta ora riflettendo sulle società partecipate [LEGGI ARTICOLO].

«I Demokratici - commentano da via Panella (sede del Pd) -, a qualche mese dalle elezioni, scoprono la problematica delle partecipate e le criticità che ciascuna di esse porta dietro. Per tutta risposta richiamano un convegno fatto nel 2012 sostenendone il suo contenuto con effetti traumaturgici. Prima di entrare nel merito, almeno alcune riflessioni, giusto per dire che i Demokratici non sono una forza nata ieri, ma i suoi rappresentanti politici hanno contribuito almeno al governo degli ultimi trenta anni di questa città. Giusto per ricordare gli ultimi dieci, hanno condiviso la prima consiliatura comunale con il sindaco Vallone, hanno espresso un consigliere nella giunta regionale Loiero, hanno espresso un consigliere e un assessore regionale nella giunta Scopelliti. Esprimono attualmente un consigliere regionale nella amministrazione Oliverio. Sono sempre stati presenti nelle amministrazioni della provincia, di destra e di sinistra. Se il loro impegno lo avessero profuso per mettere ordine a temi quali il sistema integrato di rifiuti e il sistema integrato delle acque, la cui competenza è di esclusiva pertinenza della Regione, certamente i temi avrebbero oggi un approccio più semplice rispetto alla criticità con la quale ci si deve confrontare. Nessun cappello in mano negli incontri con la Regione, ma richieste alla stessa di assumere le sue responsabilità su entrambi i temi. Il Partito Democratico, in particolare attraverso il Comune di Crotone, sta assumendo la responsabilità di tentare di mettere ordine a tutto il disordine che nel recente passato è stato realizzato, con Soakro in particolare con l'ultima amministrazione Zurlo e in Akros per il disimpegno che parecchi comuni della provincia hanno realizzato lasciando consistenti debiti alla stessa società. Il percorso su Akros e Akreavede un piano industriale che nel biennio assicura il mantenimento dei livelli occupazionali attuali senza pregiudicare la tenuta di Akrea nell'immediato futuro. A tal proposito si evidenzia che Akrea è l'unica partecipata al cento per cento dal Comune ed è l'unica a non avere problemi di liquidità o di altra natura. Per quanto riguarda Soakro, in assenza di normative regionali che disciplinano la materia, abbiamo ipotizzato la costituzione del Consorzio che allo stato ha visto la adesione di dieci comuni, anche questa discussione e approvazione è avvenuta in totale assenza del gruppo dei Demokratici in consiglio comunale. Anche questo tema, sia pure con le criticità che possono realizzarsi in sede di prima applicazione, comunque si realizza salvaguardando un bacino di lavoratori a cui attingere nella gradualità dei percorsi che necessariamente si dovranno condividere con la Regione Calabria. Diverso il tema della Società di Servizi poiché trattasi di società strettamente legata alla Provincia di Crotone, la cui legge nazionale ne prevede l'estinzione con la creazione di enti di area vasta. In questo percorso le poche soluzioni possibili dovranno essere utilizzate con tutte le opportunità che le normative consentono. Questi percorsi non vengono realizzati in solitudine ma sono frutto di una serie di incontri, anche con le organizzazioni sindacali e in ogni caso il loro tema principale, trattandosi tutti di servizi pubblici a domanda individuale, trovano la loro rigorosa disciplina nel principio che i costi dei servizi hanno esclusiva copertura con le tariffe che i cittadini sono chiamati a corrispondere. Il Partito Democratico e l'amministrazione comunale sono impegnati ad affrontare temi delicati che incidono su un sistema  occupazionale fragile esistente nel nostro paese ed in particolare nella nostra città, ma nello stesso tempo con la responsabilità che si tratta di servizi pubblici essenziali a cui bisogna dare risposte definitive per uscire dalla precarietà. Su questi principi il partito è pronto a confrontarsi con tutti quelli che di questi temi non intendono fare campagna elettorale».

 

 

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«La vicenda che riguarda i servizi pubblici locali - scrive il coordinamento cittadino dei Demokratici di Crotone - è esplosa nella sua deflagrante drammaticità. Un'escalation che non risparmia niente e nessuno: la Soakro, che occupa circa 110 lavoratori, nei giorni scorsi è stata dichiarata fallita [LEGGI ARTICOLO]; l'Akros, che occupa oltre 60 lavoratori, è da più tempo in stato comatoso e praticamente in fallimento; la Gestione servizi, che occupa 77 dipendenti, è praticamente inattiva e da oltre sei mesi i lavoratori non percepiscono lo stipendio. E' questo un quadro allarmante - commentano i Demokratici - che procura gravi e irreparabili danni alle imprese del sistema pubblico locale dedicate a svolgere servizi essenziali e indispensabili per la comunità e i cittadini, provocando inoltre drammatiche conseguenze e sofferenze alle centinaia di lavoratori e alle loro famiglie. Come dichiarato unanimamente ieri nella conferenza stampa di Cigl, Cisl e Uil [LEGGI ARTICOLO], questa catastrofe non è la conseguenza di un destino avverso, ma il prodotto di una incapacità e di una inadeguatezza, espressamente richiamate e riconosciute, della classe dirigente locale e dei soggetti politici e amministrativi che da anni hanno governato il Comune e la Provincia di Crotone. Un vero e proprio fallimento - rincarano i Demokratici - che in tutti questi anni si è nascosto dietro un fiume di inutili parole e di irresponsabile inconcludenza. In particolar modo, per queste situazioni e in tutti questi anni non si è realizzata alcuna attività di cura e di prevenzione, nonostante i processi di cambiamento da più tempo in atto nel settore. Le istituzioni - dichiarano i Demokratici - sono rimaste sorde e insensibili alle sollecitazioni che più volte ha espresso lo stesso governo nazionale. Ancora ieri, nel corso di una conferenza stampa, il premier Matteo Renzi ha ricordato a tutti gli amministratori locali, e pensiamo anche a quelli di Crotone, l'urgenza di provvedere ad una forte azione di riordino e di ammodernamento del sistema delle cosiddette "partecipate". In questo senso ha annunciato che adotterà apposite e stringenti disposizioni vincolanti che imporranno processi di unificazione e accorpamento di tutti i servizi pubblici locali. Tutto questo fa premio e dà ragione a quanto i Demokratici, nel corso di questi anni, hanno sostenuto e sollecitato, più volte e tante volte, in appositi documenti e, per ultimo, nel convegno del febbraio del 2012, nel quale venne redatto un apposito "manuale" che forniva specifiche indicazioni e linee guida attraverso cui pervenire ad una efficace azione di riordino del sistema delle aziende che gestiscono i servizi pubblici nella città e nella provincia di Crotone. Questa, come qualunque altra sollecitazione ed invito a darsi da fare, espressi da noi e da qualunque altro livello di responsabilità, compreso il governo nazionale, sono stati come al solito disattesi e si sono puntualmente infranti contro il muro di gomma che circonda i nostri amministratori e ne caratterizza le loro attività. L'unica azione - proseguono - che ha saputo compiere la classe dirigente che ha guidato negli ultimi dieci anni il Comune e la Provincia è stata quella di compiere periodici, quanto inutili pellegrinaggi della speranza da Crotone a Catanzaro, presentandosi sempre con il cappello in mano e senza idee, proposte e progetti sui quali richiedere apporti e condivisioni. Prima che sia troppo tardi e che la situazione diventi irrimediabile - esortano - sarebbe quanto mai auspicabile, necessario ed opportuno, che il presidente della Provincia, nonché sindaco della città di Crotone, convochi tutte le forze istituzionali e politiche del territorio, insieme alle associazioni rappresentative del mondo delle imprese e del lavoro, per affrontare di petto tutte le crisi in atto, in un quadro strategico e programmatico e non solo emergenziale. Non è più tempo di tirare a campare. Non è nemmeno il tempo delle solitudini. E' tempo, invece - concludono -, di far scendere in campo, responsabilmente ed in uno sforzo unitario e corale, tutte le energie innovative che possono aiutare a superare le difficoltà in modo coerente e in una visione di prospettiva, nell'intesse delle imprese, dei cittadini e dei lavoratori».

 

 

 

 

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discarica abusiva2I consiglieri comunali dei Demokratici Manuela Cimino, Enrico Pedace e Fabio Antonio Trocino comunicano che su «via Volturno nel Comune di Crotone (frazione Apriglianello, ndr), sono stati abbandonati contenitori di rifiuti pericolosi. Pertanto, si prega di voler intervenire per bonificare e  ripristinare l'area sopra citata».

 

 

 

 

 

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Alcuni consiglieri di minoranza (Flora Sculco, Enrico Pedace, Manuela Cimino, Gateano Sorrentino, Antonio Fabio Trocino, Vincenzo Camposano, Cesare Spanò e Fabrizio Meo) non ci stanno alle accuse ricevute ieri del sindaco Peppino Vallone che, intervenendo sull'aeroporto [LEGGI ARTICOLO], ha tacciato gli otto di assenteismo circa le decisioni importanti riguardanti lo scalo in consiglio comunale. «Auspichiamo - scrive la minoranza - che l'inedita intraprendenza e vitalità di Vallone e company non si limiti al tempo e allo spazio concesso alla conferenze stampa di ieri 12 gennaio, ma si prolunghi almeno fino alla conclusione della vicenda che riguarda il salvataggio e lo sviluppo dell'aeroporto Sant'Anna di Crotone. D'altra parte - incalza la minoranza - è quello che desideriamo e auspichiamo da tempo, nel supremo interesse della città e dei cittadini. Per questo non possiamo che esprimere momentanea e prudente soddisfazione per aver sortito, con la nostra iniziativa, in particolar modo con la richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale, un soprassalto di vivacità, per adesso mediatica, del sindaco Vallone e della sua ciurma. Tuttavia - proseguono gli otto - conoscendo la storia e l'andazzo di tutti questi anni, permangono e sono condivisibili le forti preoccupazioni dei cittadini che non si fidano dell' improvviso "risveglio" e nemmeno si fidano di annunci e di "capriole" mediatiche, quasi sempre, finora e nel passato, manifestate a tempo scaduto e a risorse perdute. Per troppe e tante volte, anche sulla vicenda dell'aeroporto, oltre che su tante altre problematiche, l'attività dell'Amministrazione comunale, a guida Vallone e Pd, si è puntualmente rivelata deludente ed infruttuosa. Quindi non erano pretestuose e strumentali le preoccupazioni dei consiglieri di minoranza, né ispirate da pulsioni elettorali, quanto invece dovute e collegate alla necessità di ottenere un più preciso e puntuale cronoprogramma di tutte le attività e di tutti gli atti da compiere e da mettere in campo per assicurare e rassicurare il raggiungimento dell'obbiettivo di mantenere in vita l'aeroporto oltre che il suo potenziamento e il suo sviluppo. Per questo, per svolgere fino in fondo il nostro dovere, continueremo ad incalzare l'amministrazione affinché resti in linea, almeno per una volta, con quanto enunciato ed annunziato. Restiamo in fiduciosa attesa di una rapida convocazione del consiglio comunale. Tutto il resto - concludono - sono chiacchiere di cui, tutti, senza eccezione alcuna, sono stanchi e stufi».

 

I Demokratici replicano con veemenza al sindaco sull'aeroporto.

A pochi minuti di distanza dal comunicato dei consiglieri di minoranza è arrivata un'altra nota dello stesso tenore sull'affaire aeroporto. «Con incredibile travisamento della realtà - commentano i Demokratici - e con inossidabile spudoratezza il sindaco Vallone prova a rovesciare sulla minoranza consiliare le responsabilità della sua ormai proverbiale sciatteria amministrativa; i consiglieri comunali di minoranza sarebbero rei, nei suoi vaneggiamenti, di disertare le riunioni di consiglio comunale che la sua maggioranza in realtà ha artatamente e continuamente evitato di convocare per tanto tempo, pur in presenza della gran mole di lavoro prodotta dalle "famose commissioni" che hanno, in tutti questi lunghi anni di vallonismo, dimagrito i bilanci comunali. "Scortato e vigilato" - stigmatizzano i Demokratici - dalla componente "culturale" del Pd che facendo opposizione interna alla stessa maggioranza ha spesso inibito la convocazione e lo svolgimento di tanti consigli comunali, paralizzando, di fatto, l'azione amministrativa, il sindaco Vallone ha spiattellato la sua solita ricetta tranquillizzante e cloroformizzante circa la vicenda aeroportuale a suo dire, avviata a soluzione, magari per il lavoro e l'impegno di altri, non certo per il suo apporto scandito da tempi biblici. È evidente - commentano ancora - che ci troviamo di fronte agli ultimi spasimi e rantoli di chi è in piena crisi di asfissia. L'ennesimo esodo annunciato a Roma (i viaggi della speranza) delle Istituzioni crotonesi, segnala il livello minimo delle stesse, come rilevato oggi dallo studio Svimez [LEGGI ARTICOLO] circa la qualità delle istituzioni nella provincia di Crotone battezzata come la più bassa in Italia; vanno ad invocare risposte e soluzioni presso i vertici Enac senza aver predisposto gli atti che potrebbero essere condivisi o corretti comunque in tempi utili. Tutto ciò in un quadro amministrativo e politico da ultima spiaggia e da assalto alla diligenza che ha vanificato e banalizzato quote di royalties destinate al S. Anna, privilegiando e preferendo le opzioni di "assistenza" e "vettovagliamento" rispetto alle attività produttive ed infrastrutturali che avrebbero potuto e possono creare sviluppo e occupazione nel pieno rispetto del dettato legislativo circa l'utilizzo delle royalties».

 

 

 

 

 

 

 

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galleria 107 statale2I consiglieri comunali del Comune di Crotone appartenenti al gruppo dei Demokratici Manuela Cimino, Enrico Pedace e Antonio Fabio Trocino hanno scritto al ministro delle Infrastrutture, al presidente della Regione e al presidente dell'Anas per segnalare la pericolistà della "Strada statale 107 Silana Crotonese" per la scarsa illuminazione delle gallerie presenti sulla stessa. «È nostro dovere sollecitare - scrivono i tre consiglieri - a chi di competenza di provvedere una volta per tutte alla definitiva risoluzione di una problematica che purtroppo persiste da diversi anni. La Strada Statale 107 che collega le città di Cosenza e Crotone, attraversando l'altopiano della Sila, è un'arteria di fondamentale importanza nell'ambito della viabilità calabrese e delle due provincie sopracitate. Si tratta di un collegamento viario - spiegano i consiglieri - all'interno del quale ricadono diverse località e pertanto ad alta densità di traffico. Inoltre è fruita quotidianamente da un congruo numero di studenti che devono raggiungere il polo universitario di Cosenza. La Strada Statale 107 - entrano nel merito - è interessata da una serie di gallerie lasciate nel buio più totale; e sappiamo benissimo che laddove non c'è illuminazione, non c'è sicurezza. È impensabile che esistano ancora arterie viarie principali, perché ricordiamo che dalle nostre parti le arterie viarie principali sono le strade statali, che versano in condizioni di abbandono e che presentano disservizi tali da mettere a repentaglio la vita delle persone. Per tutto quanto sopra riportato - concludono - si chiedono interventi urgenti atti a ripristinare, o meglio a realizzare, una pubblica illuminazione che possa garantire la pubblica incolumità così come accade in ogni luogo degno di definirsi civile».

 

 

 

 

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smottamento papanice2Smottamento di terreno al km 7 della strada provinciale 52 "Crotone - Papanice". Lo segnalano in una lettera inviata al prefetto e al presidente della Provincia i consiglieri comunali dei Demokratici Manuela Cimino, Enrico Pedace e Antonio Fabio Trocino. «È nostro dovere segnalare a chi di competenza - scrivo i consiglieri di minoranza - la situazione verificatasi al km 7 della strada provinciale 52 che collega la città di Crotone alla frazione Papanice. A causa delle incessanti piogge - spiegano i tre - che nei giorni scorsi hanno colpito la nostra provincia, la strada a ridosso dell'abitato di frazione Papanice, è interessata da un pericoloso fenomeno di smottamento di terreno. Segnaliamo altresì nel medesimo ambito territoriale, la presenza di un pilone enel attualmente tenuto in piedi da un cavo d'acciaio e pertanto in apparente stato di precarietà e pericoloso per l'incolumità degli abitanti che quotidianamente fruiscono la zona. Chiediamo - concludono - che si provveda immediatamente a verificare l'entità della problematica posta in essere al fine di tutelare la pubblica incolumità e laddove ce ne fosse bisogno, avviare tutte le azioni necessarie finalizzate alla risoluzione di quanto segnalato».

 

 

 

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