Sabato, 04 Luglio 2020

POLITICA NEWS

margherita corrado affreschiLa senatrice Margherita Corrado, maestrina con la penna rossa, prima di esprimere giudizi sui giornalisti calabresi e crotonesi farebbe bene a disinfettarsi la bocca. La categoria fa enormi sacrifici per garantire un’informazione puntuale e corretta a tutti i cittadini. Gli stipendi dei giornalisti non possono assolutamente paragonarsi a quelli dei parlamentari. Dopo un anno di attività un giornalista percepisce un salario dignitoso, ma sicuramente non potrà mai essere paragonato a quello di un senatore della Repubblica. Il giornalista vive e il senatore “cambia pelo”. Basterebbe fare un confronto con gli abiti che indossa la senatrice Corrado con quelli che indossava prima di diventare parlamentare. Il parlamento sicuramente non avrà affinato il suo gusto, una qualità che già possedeva. Il pelo si cambia con i soldi. Perché chi non ha gusto, nonostante i soldi, continua a non sapere vestire. In Calabria, poi, ci sono giornalisti come me che non chiedono e non vogliono compensi: non percepisco un solo centesimo per il lavoro a Teldiogene, al Corriere della Calabria e alla Provincia Kr. Vivo con la mia pensione di docente. Non solo l’unico della categoria ad avere deciso di mettersi a disposizione della gente per informarla in maniera corretta. Siamo tanti i giornalisti che svolgiamo il nostro compito esclusivamente per fare informazione corretta. Altro che pennivendoli. Mi consenta poi la senatrice maestrina di invitarla ad usare un linguaggio più consono al ruolo che svolge. Le cose si possono dire anche senza diffamare le persone. Quando accusa i giornalisti di essere pennivendoli li diffama, ma sta attenta a non fare i nomi perché altrimenti si beccherebbe una querela. Anche quando non fa i nomi dimostra di avere poco stile. Dà l’impressione di una persona che non vuole prendersi la responsabilità di quello che fa. Una che lancia la pietra e si nasconde la mano. Andiamo alla questione dei castelli chiusi. L’unico dato certo è che il castello di Crotone è chiuso dal 4 aprile del 2018 e quello di Le Castella è chiuso dall’1 gennaio 2019. Novità ufficiali sulla riapertura di Crotone, ad oggi 5 giugno 2019, non ce ne sono. La stessa cosa dicasi per Le Castella. La stessa senatrice scrive che “la bonifica del castello di Crotone rientra fra i sei interventi previsti in Calabria grazie allo sblocco di 120 milioni di euro annunciato recentemente dal ministero”. Il castello è chiuso da 14 mesi e siamo ancora fermi agli annunci. Vada a parlare con gli esercenti di Le Castella e li convinca che a luglio aprirà il maniero, ovviamente “salvo imprevisti”, come scrive la senatrice maestrina.

 

 

 

 

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consiglio comunale vuotoLa crisi della maggioranza al Comune di Crotone non è un’invenzione giornalistica. Coloro che dicono il contrario mentono sapendo di mentire. Sono tanti i fatti che confermano la situazione critica di una maggioranza che ha perso la tramontana da più di un anno. Prima di tutto ci sono le sedute dei consigli comunali dove la maggioranza uscita dalle urne di tre anni fa non ha i numeri per approvare, in prima convocazione, i punti all’ordine del giorno. Ci sono stati e continuano ad esserci, quando ce ne è bisogno, il soccorso con la pratica della respirazione bocca a bocca, dei consiglieri del Partito democratico. Non sono pochi i punti approvati in consiglio comunale con il voto favorevole di qualche rappresentante del Pd. Probabilmente è stato dimenticato quello che ha detto il leader della “Prossima Crotone”, Enzo Sculco, quando si è proceduto al primo rimpasto della giunta comunale guidata da Ugo Pugliese. Il leader avrebbe voluto smantellare l’intera Giunta, accusandola di evidente incapacità ad amministrare. Pugliese, che spesso mostra i muscoli per ribadire chi comanda, si è opposto ad un azzeramento del suo esecutivo. Anche altre volte il sindaco ha gonfiato il petto e Sculco, per non rompere il giocattolo, ha dovuto fare un passettino indietro. Tra Sculco e Pugliese c’è anche stato uno scambio di colpi bassi sulla stampa. La “Prossima Crotone” ha realizzato alla Provincia un accordo elettorale per eleggere gli organismi. Comune e Provincia, da quando è entrata in funzione la sciagurata riforma Del Rio, sono un’unica cosa, perché i rappresentanti del Comune di Crotone, con piccole alleanze territoriali possono eleggere chi vogliono. E’ successo quando è stato eletto Pugliese. L’accordo alla Provincia è anche una dimostrazione della perduta compattezza della maggioranza al Comune di Crotone. In verità anche l’accordo tra Sculco e Mario Oliverio ha avuto un ruolo determinante per la Provincia. Questo, però, conferma il dialogo che c’era con il Pd. C’era perché a quanto pare il Pd sta per scaricare Oliverio, che ha annunciato di volersi ricandidare alla guida della Regione con liste civiche. Probabilmente alle orecchie del governatore sono arrivate le notizie del programma che il nuovo segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, ha per la Calabria. In questo programma potrebbe non esserci più spazio per una candidatura di Oliverio. Da Roma arrivano notizie anche sul futuro del partito calabrese e queste notizie non sono positive per il governatore. Nei prossimi giorni l’intero partito calabrese potrebbe essere totalmente rinnovato. Si potrebbe mettere mano anche all’organizzazione territoriale. E’ in arrivo un terremoto di magnitudo catastrofica. Anche a Crotone potrebbero arrivare notizie nuove per i consiglieri e i dirigenti che pensano all’accordo organico con la “Prossima Crotone” per una entrata nella maggioranza e, quindi, nella giunta di Pugliese. Tornando alla situazione nella maggioranza c’è da dire che, nell’ultima seduta del consiglio comunale, sono emerse tutte le problematicità: il presidente del Consiglio comunale, Serafino Mauro, ha puntato il dito contro gli assenteisti che mettono in difficoltà il governo cittadino; il consigliere più votato alle elezioni, Enrico Pedace, ha chiesto di incominciare a guardarsi intorno per trovare nuova linfa alla maggioranza latitante; il consigliere Pisano Pagliaroli ha dichiarato che non avrebbe mai condiviso una maggioranza con il Pd. Non abbiamo nemmeno dimenticato l’ultima uscita di Sculco e la controreplica di Pugliese. Sono i fatti a dire che l’attuale maggioranza ha al suo interno una situazione di crisi, che va aggiustata. Mettendo in Giunta nuova linfa, dopo essersi guardato intorno? Con il Pd bisogna fare presto altrimenti si rischia di trovare la porta di via Panella chiusa per i rappresentanti della “Prossima Crotone”. L’altra via potrebbe essere quella del civismo: consiglieri comunali che intendono seguire Oliverio nella nuova avventura.

 

 

 

 

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castello carloV2Un anno fa è stato chiuso il castello Carlo V e non si fanno, almeno per il momento, ipotesi per la sua riapertura. Il castello è stato chiuso da un’ordinanza del sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, in seguito ad una denuncia pubblica presentata dalla senatrice pentastellata Margherita Corrado, che richiama alla mente la famosa “maestrina con la penna rossa” del Libro cuore. La senatrice “maestrina” chiese la verifica della presenza di Tenorm nell’area estrema del castello. Le analisi confermarono il sospetto e il sindaco ha emanato l’ordinanza di chiusura del maniero. In un anno di chiusura, non sono stati fatti passi avanti per la riapertura al pubblico del monumento. Sono stati fatti i carotaggi, che hanno confermato la presenza del Tenorm e le analisi da parte dell’Arpacal che, invece, non hanno rilevato la presenza in quantità pericolosa del terribile gas radon. Nonostante la presenza del Tenorm nel castello non c’è il rischio di ammalarsi di cancro. D’altra parte, se la casistica ha un qualche valore, c’è da dire che a nessuno dei dipendenti del Comune (quattro presenze alla biblioteca e quattro al museo) che hanno prestato la loro attività all’interno del castello sia stata, sino ad oggi, diagnosticata una qualsiasi malattia riconducibile all’esposizione del radon o del Tenorm. Alcuni di questi lavoratori (una ventina negli ultimi 23 anni) sono stati presenti, nei turni di lavoro, 40 ore la settimana. Una bella esposizione, durata per diversi di loro 23 anni, che sicuramente avrebbe inciso sullo stato di salute. Nessuno di loro, per fortuna, si è ammalato di cancro, una malattia che miete continuamente vittime in tutta la città e nella sua provincia. Non sono morti legati al Tenorm e al gas radon presente nel castello perché altrimenti, tra i lavoratori che hanno prestato l’attività nel monumento, qualche caso doveva essersi verificato. Il problema, quindi, in questo periodo dell’anno che avvia la stagione estiva e l’arrivo dei turisti è quello di trovare una soluzione per riaprire il monumento al pubblico. Ora non serve a questa città e ai suoi cittadini sapere chi ha sbagliato e che cosa doveva essere fatto prima. E’ il momento di mettere insieme le forze per riaprire il maniero senza dimenticare che c’è da trovare la soluzione definitiva alla presenza del Tenorm. Una soluzione che deve essere indicata dai tecnici in base alla disponibilità economica che c’è. L’errore più grosso, in questo, momento sarebbe quello di arroccarsi sulle questioni di principio.

 

 

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margherita corrado affreschiLa maestrina con la penna rossa. La mitica senatrice Margherita Corrado ama le battaglie e lo ha più volte dimostrato. Ha mostrato i muscoli quando ha costretto il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, ad emanare l’ordinanza di chiusura del castello Carlo V. Pugliese non poteva fare altro, perché la denuncia della mitica senatrice, che richiama alla mente il personaggio del libro Cuore della maestrina con la penna rossa, era circostanziata: il castello è inquinato per la presenza al suo interno di strane pietre colorate (rifiuti della attività industriali). La denuncia è stata fatta ad un mese preciso dalla sua elezione al Parlamento. La senatrice “maestrina” frequenta il castello da quando aveva le treccine degli adolescenti o forse addirittura anche prima. E’ un’ottima archeologa e esponente del Fai e come tale è in grado di raccontare la storia di ogni pietra del castello di Crotone. C’è da pensare che conosce anche la storia di quelle strane pietre. Perché, allora, ha aspettato di diventare senatrice per denunciare la presenza dell’inquinamento? Avrebbe dovuto e potuto farlo quando accompagnava, da rappresentante del Fai, le scolaresche in visita al maniero. Forse al tempo delle visite guidate delle scolaresche l’inquinamento non c’era o la senatrice non ne aveva contezza. La sua legittima denuncia ha portato alla chiusura del castello e ad oggi non si sa quando potrà essere riaperto al pubblico, perché si dovrà procedere con un intervento di bonifica e i tempi dei ministeri interessati sono tradizionalmente molto lunghi. Il problema dovrebbe porselo soprattutto la senatrice eletta anche con i voti di Crotone. Dovrebbe intervenire presso i ministeri e chiedere di darsi una mossa. In molti mi chiedono che ha fatto la senatrice in un anno al Senato della Repubblica. Francamente, anche se sono giornalista e dovrei saperlo, ammetto di non essere a conoscenza delle attività svolte. Anche molti cittadini non hanno consapevolezza del lavoro svolto e delle ricadute positive del territorio, a sentire quello che dicono. Probabilmente è tutta colpa dell’ignoranza. Faccio autocritica, anche io sono ignorante in materia e me ne dispiace. La gente chiede se sono stati assegnati i fondi per la costruzione del nuovo stadio, perché abbiamo rischiato lo smantellamento dello Scida, sempre per l’intervento della nostra senatrice. Per onestà di cronaca l’intervento per lo smantellamento dello stadio (opere realizzate per la promozione in A del Crotone) era stato fatto qualche giorno prima della sua candidatura. Torniamo al castello: il report sull’indagine condotta dall’Arpacal sull’inquinamento ha certificato la non pericolosità del sito. La stampa ha preso questi dati dal verbale e gli articoli scritti sono stati contestati dalla senatrice. Ho parlato con il tecnico dell’Arpacal che ha effettuato le analisi del sito. Il tecnico mi ha riferito a livello verbale che non sono stati rilevate situazioni di pericolo né nei locali chiusi e né all’aperto. Varrà qualcosa quello che riferisce un tecnico del settore che non ha interesse a mistificare i dati? La senatrice ha contestato i dati forniti da Arpacal, perché evidentemente ha realizzato nel proprio laboratorio (il laboratorio Corrado) un’analisi dei reperti più approfondita ed appropriata dell’Arpacal. Dispiace contraddire la senatrice, i dati dell’Arpacal sono quelli che fanno testo, invece quelli del “laboratorio Corrado” non possono avere valore scientifico. La dico ancora più chiara i giornalisti riferiscono dati riportati in un documento ufficiale dell’Arpacal, mentre la senatrice parla da esperta del settore.

 

 

 

 

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pd crotone insegnaIl grande capolavoro del Partito democratico. C’è da restare sbigottiti per l’accordo che il Pd della provincia di Crotone ha sottoscritto con i DemoKratici di Enzo Sculco. Diciamolo subito e in maniera chiara il problema non è Sculco, che ancora una volta ha dimostrato di avere capacità politiche e una lucida visione; il problema è rappresentato dalla dirigenza del Pd, che ha sottoscritto un accordo che penalizza tre sindaci del partito: a Petilia Policastro, a Rocca di Neto e a Castelsilano. La questione è quella della lista unica presentata da DemoKratici e Pd per le elezioni provinciali. Nel prossimo mese di aprile i consiglieri comunali e sindaci di tutti i comuni della provincia di Crotone dovranno votare per eleggere dieci consiglieri provinciali. Il Pd e Sculco hanno deciso di presentare una lista insieme nella quale ci sono tre candidati dei DemoKratici che, nei loro comuni di residenza sono all’opposizione della maggioranza guidata da sindaci dem. Sono, quindi, nemici-avversari del Pd. A Petilia Policastro Sculco ha candidato Simone Saporito, nemico politico di Amedeo Nicolazzi, che ha deciso di pararsi i colpi candidando il proprio vicesindaco Francesca Costanza nella lista del centrodestra. La scelta di Nicolazzi ha favorito la presentazione della lista del centrodestra che, altrimenti, avrebbe avuto difficoltà a partecipare alla competizione. Il grande capolavoro del Pd ha favorito il centrodestra ed ha allontanato un sindaco dal partito. Il secondo capolavoro è stato fatto candidando Enzo Lagani, rappresentante di Rocca di Neto e avversario del sindaco dem Tommaso Blandino. La stesa cosa dicasi a Castelsilano, dove la candidata di Sculco, Pina Piperio si oppone al sindaco dem Franco Durante. I tre sindaci messi in difficoltà rappresentavano uno zoccolo duro contro Sculco che, incassando il risultato, potrebbe mettere in un angolo i suoi avversari grazie all’accordo sottoscritto con la federazione dem di Crotone. E non finiscono qui le “buone notizie”, perché l’accordo non è stato condiviso da tutti i dirigenti provinciali. C’è stata una frattura, che di fatto ha determinato la nascita di una terza lista targata sinistra. Questa lista dovrebbe raccogliere i voti del dissenso interno al Pd perché, secondo quanto si racconta, è nata proprio per volontà di questo dissenso. Il Pd si è diviso e Sculco, da grande volpone della politica, potrebbe lanciare un’opa per farlo proprio. A questo punto non sarebbe nemmeno un compito tanto complicato considerato che le spaccature interne hanno indebolito tutti. C’è voluto davvero un grande ingegno per raggiungere questo risultato proprio nel momento in cui il Pd, grazie al risultato delle primarie, stava riprendendo la marcia dei consensi. Sono i giochi della politica e questo succede soprattutto quando chi dà le carte non risiede nel territorio. Non è la prima volta che il burattinaio politico si diverte a mortificare la classe dirigente di Crotone. Tornando all’accordo con il grande Sculco, che farà ora il gruppo consiliare di Crotone? Tornerà a reggere il velo e a garantire la maggioranza al sindaco Ugo Pugliese? Che fine farà quel documento con cui si è annunciato il ritorno all’opposizione al Comune di Crotone? Bisogna capire se in via Panella o in via Firenze sia finita la carta igienica. Il rischio è che metà del partito farà opposizione e l’altra metà garantirà il numero legale a Pugliese, visto che da tempo non lo ha più. Se così fosse il Pd farebbe la funzione dello zerbino: una cosa insignificante, buona solo per pulire le scarpe sporche. Non bisogna dimenticare che Pugliese ha vinto le elezioni chiedendo di votare contro il Pd. Si è proposto come alternativa al Pd.


P.S. Mi auguro che il Pd abbia la voglia di replicare al contenuto dell’editoriale, perché mi piacerebbe parlare delle vergogne commesse durante le primarie su cui è stato steso un velo pietoso.

 

 

 

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cadavere omicidioIn terra di barbari cantano le pistole. Non hanno nessuna giustificazione i due omicidi consumati nella nostra amara terra. Non ci sono, infatti, ragioni al mondo che possono giustificare l’uccisione di un uomo. Le pistole cantano solo quando il cervello va in tilt e sulla ragione prevale l’odio e l’egoismo. I due omicidi (quello di Crotone e Isola Capo Rizzuto) ci dicono che nella nostra terra le cose non vanno bene. Incensurati, in uno dei casi addirittura un ragazzo di 16 anni, scelgono la legge del Far West e ammazzano. A complicare la situazione del territorio ci sono altri episodi criminali: a Trepidò e Strongoli si bruciano negozi e camion. Non vanno sottovalutati e trattati come fatti di secondo piano gli atti criminali consumati a Trepidò e Strongoli. E’ evidente che la punta dell’iceberg è rappresentata dagli omicidi, ma è anche vero che la cultura della violenza si insinua più facilmente nelle menti di persone “normali” nei territori (nel nostro caso Crotone e la sua provincia) dove la legge è utilizzata come la foglia di un fico. Da noi la ‘ndrangheta impone tangenti e regole che non hanno nulla a che fare con la civiltà. Da noi i giovani, anche quelli che provengono da famiglie oneste, anche se non voglio, vengono contaminati dalla cultura della ‘ndrangheta. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se a Crotone e Isola Capo Rizzuto due persone “normali” si armano e uccidono. D’altra parte non c’è stata una reazione ai fatti di questi giorni. Gli omicidi e gli incendi sono stati archiviati come fatti di normale amministrazione. Un silenzio che accomuna tutti: dal semplice cittadino, agli amministratori regionali, locali e anche i parlamentari eletti nel nostro territorio. Far archiviare i fatti di questi giorni come “normale amministrazione” è molto grave e rischia di pregiudicare il futuro della nostra terra, già molto incerto. L’unica reazione positiva l’ha avuto il questore della provincia di Crotone, che si è rammaricato per l’omicidio del bar Moka. Il questore ha detto che quell’omicidio poteva e doveva essere evitato. Bastava fare una telefonata quando è scoppiata la lite all’interno del bar. Anche in questo caso è prevalsa un’altra logica: quella della pistola.

 

 

 

 

 

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