Lunedì, 13 Luglio 2020

POLITICA NEWS

piazza duomoLa chiesa della provincia di Crotone assente ingiustificata. La crisi economica e sociale che sta soffrendo il popolo di questa realtà è la più terribile mai vissuta nell’era moderna: non si trova un posto di lavoro nemmeno a gratis, il sistema delle infrastrutture è andato in tilt e non si intravvedono prospettive credibili per una sua ripresa, i giovani e i cervelli più dotati stanno abbandonando definitivamente il territorio e tanto altro. La politica che dovrebbe trovare la soluzione è impegnata in altre attività e il nuovo che avanza parla dei massimi sistemi e produce danni mettendoci una manina per chiudere lo stadio e il castello. Ci sarebbero, insomma, le condizioni ideali per un intervento della chiesa e del suo arcivescovo. E’ un dato storico quello che la chiesa sopperisce i limiti della politica quando la situazione sociale è in difficoltà. Sarebbe stato auspicabile, quindi, un intervento autorevole dell’arcivescovo e dei sacerdoti per riportare la discussione nell’alveo giusto. L’arcivescovo è assente da anni, impegnato probabilmente nel suo progetto universitario. Non ha speso una sola parola sulla vicenda dell’aeroporto e sulla grave situazione ambientale che la città vive da quando sono state dismesse le fabbriche. Non ha speso una sola parola in favore della massa di poveri che aumentano quotidianamente e non hanno i soldi nemmeno per comprare il pane. Non abbiamo letto un rigo nemmeno per la situazione grave determinata dalla chiusura di attività lavorative e perdita di posti di lavoro. L’arcivescovo si è chiuso nel suo “palazzo di cristallo” e dedica tutto il suo tempo all’organizzazione delle attività scolastiche. Anche il resto del clero di questa provincia sonnecchia e non si capisce di che cosa si occupa. Mancano i sacerdoti impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta e nelle attività sociali. Se ci sono non sono visibili ai più, perché restano al chiuso delle proprie sacrestie. Sono alquanto “timidi” anche quei sacerdoti che sono costituzionalmente e culturalmente portati all’impegno sociale. L’impressione è che lanciano la pietra e nascondono la mano. Eppure ci sarebbe tanto bisogno di una chiesa attiva sui fronti delle questioni che stanno stritolando e cancellando Crotone e la sua provincia. Ci sarebbe bisogno di qualcuno che chiedesse alla chiesa: “Alzati e cammina”.

 

 

 

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stadio ezio scida curva tribunaIl problema dello stadio non è una prerogativa esclusiva dell’amministrazione comunale in carica. Preoccupa e non si comprende il silenzio dei partiti e dei movimenti sulla vicenda dello “Scida”: non dicono una parola i rappresentanti di MS5, il Partito democratico continua a restare a mollo nella salamoia in cui lo ha cacciato il segretario provinciale Gino Murgi, Forza Italia e Lega non pervenuti. Questo strano comportamento della rappresentanza politica crotonese che rappresenta lo zoccolo dell’opposizione all’amministrazione guidata da Ugo Pugliese, molto probabilmente non ha messo a fuoco il problema. Lo stadio, anche per un non frequentatore come me, è un bene che appartiene a tutta la città. Quando il Crotone è stato promosso in serie A tutti gli abitanti della provincia di Crotone e gran parte dei calabresi hanno avuto un sussulto di orgoglio. Lo sport, in diverse circostanze, diventa uno strumento di riscatto. Ecco perché lo stadio è un bene che appartiene all’intera comunità e va al di là della competizione sportiva che viene praticata. Nell’attuale situazione il popolo si aspettava unità d’intenti per restituire lo “Scida” alla squadra del Crotone. Così non è stato. Il ruolo più importante lo avrebbero dovuto svolgere i parlamentari pentastellati, perché il tappo allo stadio è stato messo dal Mibact. Chi è nella maggioranza può incidere di più di quelli all’apposizione. Purtroppo i rappresentanti pentastellati continuano ad avere atteggiamenti e comportamenti più consoni a coloro che siedono negli scranni dell’opposizione. Non si può dimenticare, infatti, che le due parlamentari hanno annunciato di “vigilare” quando la giustizia sportiva si è occupata della procedura del Chievo. Vigilare su che? Con un colpo di mano i magistrati hanno mantenuto il Chievo in A e le parlamentari che cosa hanno fatto? Hanno vigilato. Meno male che c’è chi vigila. Non si comprende di che cosa si occupa Nico Stumpo (Leu), altro parlamentare eletto anche con i voti di Crotone. Non ha nemmeno vigilato. Sul comportamento degli altri partiti stendiamo un velo pietoso. Questa purtroppo è la classe politica che esprime il territorio. In altre realtà tutti avrebbero fatto quadrato per difendere lo stadio. A Crotone c’è anche chi rema contro. L’incomprensione della vicenda è totale. Non sono stati commessi reati eppure il Mibact continua a stare fermo sulla propria posizione. Lo può fare perché l’unica voce che arriva da Crotone è quella dell’amministrazione comunale, che ha delle responsabilità sulle procedure adottate. In altre realtà, però, gli errori di procedura o le incapacità amministrative sarebbero state corrette con il contributo di tutti. A Crotone ad una settimana dall’inizio del campionato si dice solo che non ci sono le condizioni per autorizzare l’uso dello stadio. Ma è pericoloso per i tifosi che lo frequentano? No. Si tratta di procedure. Stiamo facendo la figura degli incapaci e dei pirla.

 

 

 

 

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sculco critelli mauro pedaceQuando fa caldo i veleni della politica dati in pasto all’opinione pubblica trasformano le bugie in verità. Il caldo estivo, quindi, diventa ancora più pericoloso quando qualcuno fa arrivare una scintilla alla miccia. Specialmente se la miccia viene posta nelle mani della politica l’esplosione è certa. Succede così che una pizza organizzata per passare una buona serata tra amici diventa l’inizio delle attività per preparare la prossima campagna elettorale regionale dall’area politica che fa riferimento al reuccio di via Firenze, Enzo Sculco. La dose viene addirittura rincarata quando viene raccontato che alla pizza “elettorale” partecipano persino Peppino Vallone e Rocco Gaetani. Sono stato, senza volerlo, quasi testimone oculare dell’evento. La pizza si è tenuta lo scorso 8 agosto su iniziativa di Filippo Esposito, che ha pagato il conto. Esposito, tra l’altro non è nuovo a questi inviti, lo fa anche con altri gruppi di suoi amici; inviti che non hanno finalità politiche. Alla pizza che si è tenuta presso il locale di Annibale a Le Castella hanno partecipato Cesare Spanò, Filippo Esposito, Enzo Sculco, Serafino Mauro, Leo Pedace, Mimmo Critelli e Carmine Talarico. Esposito, Spanò e Talarico sono arrivati da Praialonga, dove passano la stagione estiva. L’unica motivazione di “ordine politico” che avrebbe potuto spingere Esposito a riunire il gruppo potrebbe essere riconducibile alla necessità di tentare di porre fine alle divergenze che si sono determinate nell’area dei DemoKratici. Esposito sa, però, che questo tentativo potrebbe essere catalogato tra le “missioni impossibili”. Nel gruppo il rapporto di amicizia c’è, ma le distanze politiche sono quasi insormontabili. Gli incontri per gli accordi politici, poi, non si fanno nel locale di Annibale, che in estate è frequentatissimo. La sera dell’8 agosto, infatti, ad un altro tavolo c’era l’ex presidente del Crotone, Raffaele Vrenna, in compagnia di altre persone e ad un altro tavolo c’era Sergio Arena (il locale è della sua famiglia) con il vescovo di Noto, monsignor Tonino Staglianò, e altri suoi amici. Finita la pizza, intorno alle 23, Esposito ha espresso il desiderio di tornare a casa per cui i tre di Praialonga hanno abbandonato il resto della compagnia che si è attardata sul corso del centro turistico estivo. Quando li ho incontrati ho anche scattato una foto ricordo, pensando di poterla poi utilizzare per qualche servizio giornalistico futuro. Vallone e Gaetani? Fanno parte delle palle estive frutto dei veleni della politica.

 

 

 

 

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pd spaccato2Il Partito democratico della provincia di Crotone in salamoia. Il metodo utilizzato dal segretario provinciale Gino Murgi è lo stesso che le nostre mamme e i nostri nonni impiegavano per conservare olive, olive peperoni, pomodori verdi e tante altre delizie. Le conserve sarebbero servite alle famiglie per avere cibo buono durante l’inverno. A che servirà il Pd in salamoia. Non a passare l’inverno. Questa ipotesi potrebbe rappresentare una speranza, perché le classi dirigenti di tutti i partiti, quando vengono messe nelle condizioni di operare, sono una ricchezza per il territorio. Se sono all’altezza quando governano le popolazioni godono dei benefici e la stessa cosa succede quando dall’apposizione fanno da pungolo alle maggioranze che amministrano. Il Pd posto in salamoia da Murgi da Melissa non sta svolgendo alcun ruolo. Non ha detto una sillaba sulle grandi questioni del Crotonese: sanità, aeroporto e infrastrutture, ‘ndrangheta e sicurezza per i cittadini e quant’altro. Il Pd è assente ingiustificato su tutto. L’unico momento di vitalità lo ho mostrato quando Murgi ha partecipato all’incontro con i DemoKratici per eleggere Ugo Pugliese alla carica di presidente della Provincia. Poi nulla e tutto è stato posto in salamoia. Murgi latita e il resto della brigata sonnecchia. C’era stato un sussulto di orgoglio da parte dell’ex parlamentare Nicodemo Oliverio quando ha chiesto le dimissioni del segretario. Una richiesta lanciata a sordomuti, visto che nessuno l’ha voluto cogliere. Ci si aspettava un intervento del governatore della Calabria, Mario Oliverio, che non c’è stato. Oliverio dialoga con Crotone, ma lo fa con Enzo e Flora Sculco, che sulla carta dovrebbero rappresentare il “nemico” da battere, visto che il loro movimento ha vinto le elezioni comunali proponendosi come alternativa al Pd. Che strana storia la politica. Oliverio probabilmente si ricorderà che a Crotone esiste anche il Pd appena inizierà il teatrino delle candidature alla Regione. In quell’occasione si ricorderanno del Pd anche tutti quei dirigenti che sono immersi nella salamoia e ci stanno anche bene. Sono comportamenti questi che sono invisi agli elettori. Lo hanno ampiamente dimostrato con il voto del 4 marzo: a Crotone per la prima volta nella storia, il più importante partito della sinistra è sceso al di sotto del 10%. Se il Pd non manda a casa immediatamente Murgi ed esce dalla salamoia alle elezioni regionali non prenderà nemmeno l’1%. Di questo dovrebbero preoccuparsi Oliverio e i suoi scudieri, ma anche i dirigenti di Crotone che pensano ancora di poter fare politica.

 

 

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stadio ezio scida linea laterale bordo campoLo stadio “Ezio Scida” scelto come campo di battaglia per la lotta politica. Lo sport intriga molti, specialmente il calcio. Sotto gli ombrelloni e mentre si magia il cornetto caldo al bar il tema più trattato è quello del pallone: gli acquisti, il prossimo campionato e tutto ciò che si muove intorno al calcio. A Crotone l’argomento più discusso è quello dello stadio: le squadra potrà disputare o no le partite casalinghe allo “Scida”? La risposta non è facile, perché sullo stadio di Crotone è in atto uno scontro politico. Le due parlamentari crotonesi di M5s, Margherita Corrado e Elisabetta Barbuto, si rifiutano di collaborare con l’amministrazione comunale di Crotone per trovare una soluzione. Puntano il dito contro Ugo Pugliese e la sua amministrazione e li accusano di avere perso inutilmente due anni senza avere messo in campo il progetto per il nuovo stadio. Pugliese dal canto suo cerca una soluzione praticabile per evitare la fine del calcio a Crotone. Gli schieramenti sono questi e la palla resta sempre ferma al centro. Con il passare dei giorni aumenta il rischio del blocco dello stadio, anche se in molti annunciano di essersi mossi presso il governo nazionale a favore dello stadio. Lo fanno le due parlamentari pentastellate, lo fa il responsabile provinciale della Lega, Giancarlo Cerrelli, e lo fa persino Vittorio Sgarbi. Questi interventi a favore dello stadio, sino ad oggi non hanno sortito nulla: il Governo tace e la Soprintendenza ai Beni archeologici non fa nemmeno un passettino indietro. Stante questa situazione due sono le cose: o chi è intervenuto “lo ha fatto a trucco”, oppure non sono stati presi in nessuna considerazione. Altra chiave di lettura questi fatti non ne hanno. Forse sarebbe il caso che tutti deponessero le armi per vedere come uscire dal cul de sac in cui si è andati a finire. Lo spettacolo del calcio non appartiene né all’amministrazione comunale e né al resto della politica: è di proprietà del popolo. Il popolo chiede e la politica litiga sulle questioni di principio e sui massimi poteri. La situazione è triste, perché a questo popolo crotonese tanto maltrattato viene negato il diritto di poter godere della propria passione. Anche il pallone, ultima speranza, rischia di lasciare Crotone.

 

 

 

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vrenna saluta tifosiSolo davanti ad un delitto non ci può essere mediazione. Diventa davvero difficile comprendere la rigidità con cui si sta affrontando la vicenda dello stadio “Ezio Scida” di Crotone. E’ vero che due anni fa, quando è stata data l’autorizzazione a realizzare gli interventi di adeguamento, il Mibact era stato chiaro e cioè il permesso sarebbe scaduto improrogabilmente il 18 luglio 2018, così come è anche vero che in due anni non è stato fatto niente per costruire un nuovo stadio. Queste due verità, però, non possono essere utilizzate con estrema rigidità per impedire ad una città ed ad una regione di poter godere della visione dello “spettacolo più bello del mondo”. Intanto va chiarito che il Comune e la società di calcio che avrebbero dovuto adoperarsi per costruire il nuovo stadio non hanno commesso un reato, altrimenti a giudicarli sarebbe intervenuta la magistratura, quella che applica la “dura lex” perché la “legge è dura ma è legge”. Non essendo stato commesso un reato penale e nemmeno uno amministrativo non si riesce a comprendere la rigidità con cui sia il Mibact e coloro che chiedono il rispetto delle regole del gioco stanno affrontando la questione. Il permesso all’uso delle strutture mobili non è prorogabile? Prendiamone atto, ma contestualmente tentiamo di trovare una soluzione legale diversa, perché altrimenti si andrà a penalizzare una popolazione che di penalizzazioni ne ha subito oltre ogni misura. Non una soluzione illegale, ma nelle pieghe delle norme e delle leggi che regolano le attività del nostro Paese. Sono milioni i miracoli che sono stati fatti, quando c’è stata la volontà di trovare una soluzione. Miracoli che non hanno nemmeno prodotto elevazioni di santi. Miracoli possibili e umani. Il miracolo può e deve essere fatto anche per lo stadio di Crotone, perché è un popolo che lo chiede e ci sono le condizioni per farlo. Le condizioni sono rappresentate dal fatto che le strutture mobili costruite due anni fa allo stadio non hanno prodotto nessun danno ai resti archeologici sottostanti. Lo dicono le indagini effettuate. Altra condizione importante è che non ci sono i soldi per scavare e riportare alla luce i resti. Dal punto di vista archeologico la situazione non è destinata a cambiare sia se vengono tolte le strutture mobili che se vengono lasciate dove sono attualmente. Ecco perché tanta rigidità non si comprende e viene il dubbio che qualcuno ci gode a determinare questa situazione. Si faccia prevalere il buon senso e si mettano da parte le armi. Crotone non può rinunciare anche al calcio, che è l’ultimo “bene” rimasto. Se, poi, entro tre anni non sarà trovata la soluzione per delocalizzare lo stadio vuol dire che la città, per colpa di inetti, dovrà rinunciare anche allo spettacolo del pallone.

 

 

 

 

 

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