Sabato, 04 Luglio 2020

POLITICA NEWS

prossima crotoneNessuna è colpevole sino al terzo grado di giudizio. Questo non significa che si possono confondere i ruoli degli indagati con quelli dei magistrati. Il quadro che viene fuori dal dispositivo di 1.300 pagine redatto dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro è davvero drammatico, perché ipotizza l’accordo tra le organizzazioni ‘ndranghetiste del Cirotano e la politica. Le organizzazioni criminali del territorio mettono a regime l’intera economia del Cirotano ed esportano il modello fuori dai confini della Calabria: nelle realtà più ricche dell’Italia e addirittura in Germania. Per assicurarsi il successo mettono in campo anche l’organizzazione per garantire l’elezione degli uomini politici che suppongono siano più permeabili alle richieste delle attività degli uomini della ‘ndrangheta. Si adoperano per eleggere sindaci compiacenti e addirittura fanno pressioni sui consiglieri comunali che eleggono il presidente della provincia. Sindaco di Cirò Marina e presidente della Provincia nelle stesse mani (Nicodemo Parrilla). Secondo i magistrati che hanno svolto l’indagine è lui il collettore politico della cosca Farao-Maricola. L’accusa è davvero pesante e lascia senza respiro. La prudenza, in questi casi, è obbligatoria e anche i più convinti innocentisti dovrebbero contare sino a 100 e aspettare che almeno la fase di indagine sia conclusa. La “Prossima Crotone”, la coalizione che ha eletto il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, non la pensa così visto che ha diffuso un documento, per essere sinceri ambiguo e contraddittorio, che dà una botta al cerchio e l’altra alla botte (timpagno per dirla in calabrese). La “Prossima Crotone” esprime “sconcerto”, “confida e crede nella magistratura”, manifesta fiducia nella magistratura e al contempo affetto a Nicodemo Parrilla e vicinanza alla sua famiglia”. In sostanza si fida della magistratura ed esprime solidarietà all’arrestato e alla sua famiglia. La politica si sa, spesso parla alla suocera perché nuora intenda.

 

 

 

 

 

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oliverio aeroporto flyservusTutta colta di Flyservus. C’è da restare allibiti su come il governatore della Calabria, Mario Oliverio, intenda liquidare il grave schiaffo subito da Crotone per la vicenda dell’aeroporto. Oliverio definisce “gravissima” la decisione della compagnia e tenta di tutelare la Sacal e il suo presidente, Arturo De Felice. Secondo Oliverio la Sacal e De Felice sarebbero vittime della compagnia austriaca. Accettiamo, solo per ipotesi e per un istante, il ragionamento che fa Oliverio e cioè la Flyservus ha raggirato Crotone e la Sacal. L’impalcatura del suo ragionamento crolla all’istante, perché Flyservus non ha un centesimo di guadagno ingannando Crotone. E, poi, caro Oliverio chi ha scelto di fare il contratto con Flyservus? Difendendo De Felice e la Sacal si evince che anche Oliverio ha condiviso questa compagnia, che ha condannato un intero territorio all’isolamento totale. A meno che il governatore non sia stato costretto dal suo partito, il Pd, a difendere l’immagine di De Felice che viene dato tra i probabili candidati alle prossime elezioni. Viene prima la difesa degli interessi dei territori o quella delle ragioni della politica? Come si fa a giustificare uno che si paga lo stipendio, anche con i fondi pubblici, per fare scelte giuste ed equilibrate e va a fare un contratto con una compagnia area che si tira fuori ancor prima di partire con i voli? Oliverio deve spiegarlo e se De Felice ha delle responsabilità dovrà essere conseguenziale. Non si può lasciare al governo degli enti coloro che commettono errori che penalizzano, altrimenti si diventa conniventi e la gente queste scelte non le dimentica più. Sono certo che Oliverio non conosceva la Flyservus, così come non la conoscevamo nessuno dei calabresi. Questo non basta e non può pensare di andare avanti tirando a campare.

 

 

 

 

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defelice oliverioNonostante tutti si indignano, dall’aeroporto di Crotone non si vola. Da Mario Oliverio, governatore della Calabria, al sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, al parlamentare del Pd Nicodemo Oliverio, alla Sacal tutti gridano allo scandalo per l’annuncio di Flyservus di non poter avviare i voli dall’aeroporto per la mancanza di passeggeri. La verità cruda e pura è proprio questa: in un mese ci sono state solo 47 prenotazione di voli a fronte di otto voli giornalieri (due andata e ritorno per Roma, due andata e ritorno per Milano) e di altri sei voli settimanali da e per Bologna e quattro voli settimanali da e per Londra. Su una media di dieci voli al giorno, su aerei che dispongono di circa 150 posti, ci sarebbero prenotazioni irrisorie. Qualcosa non quadra in questa indignazione generale. Prima di tutti gli indignati avrebbero dovuto chiedersi, con largo anticipo, con quale magia si potevano riempire quotidianamente gli arei di Flyservus: dieci voli al giorno richiedono 1.500 passeggeri. Forse allora sono troppi i voli e troppo elevati i costi per pensare di raggiungere l’obiettivo. A questo punto viene il dubbio che ci sia stato un progetto per tranquillizzare gli animi in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento. Forse il calcolo dei tempi è stato sbagliato perché magari si sperava di arrivare alla chiusura dei voli dopo la prossima estate. In tempi lontani dal voto. Non possiamo escludere che ci sia anche buona fede, ma in questo caso viene il dubbio che i nostri amministratori siano troppo sempliciotti, per usare un eufemismo. Qualcosa in questa vicenda non quadra e va chiarito e chi ha le responsabilità dovrà pagare, almeno sul piano politico-professionale. Vorremmo capire se il presidente della Sacal, Arturo De Felice, abbia rappresentato alla politica che senza un adeguato numero di passeggeri la compagnia non avrebbe garantito l’attività. Vorremmo anche sapere quello che è stato scritto nel contratto stipulato con Flyservus. Quali sono le condizioni che la compagnia aerea deve rispettare. Ci sono cose da chiarire e devono venire prima delle indignazioni della politica.

 

 

 

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brindisi fine annoLa fiducia si conquista con i fatti. Il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, nel corso del tradizionale appuntamento con la stampa di fine anno ha chiesto alla città fiducia per l’anno che verrà. I cittadini dovrebbero concedergli credito per una serie di attività che dovrebbero consentire a Crotone il rilancio economico e occupazionale. Milioni e milioni di euro che dovrebbero tradursi in migliaia di posti di lavoro. Secondo Pugliese ci sarà lavoro e soldi per tutti. Il sindaco pescatore parla con entusiasmo della Crotone che verrà e chiede fiducia. L’entusiasmo va bene all’umore, ma la fiducia si dà solo quando si è certi del risultato altrimenti si rischia un salto ulteriore nella depressione che stritola Crotone e i suoi cittadini da ormai troppo tempo. Già altri politici prima di Pugliese, conti alla mano, hanno raccontato di milioni e milioni di euro che arrivavano da Bruxelles, Roma e Catanzaro. Milioni e milioni che a Crotone non sono mai arrivati probabilmente per la difficile situazione infrastrutturale che vive da troppi anni il territorio. I camion carichi di milioni si sono dovuti fermare a Sibari o Catanzaro e non c’è stata nemmeno la possibilità di trasportare i soldi su ferrovia o con gli aerei. I soldi annunciati non sono mai arrivati e non c’è stato nemmeno un aumento dei posti di lavoro o un salto in avanti dell’economia. L’unico salto praticato a Crotone è quello di qualche pasto da parte di una popolazione ridotta ormai alla miseria. L’anno che verrà sarà quello della svolta e Pugliese il magnifico paladino della riscossa? Tutti ce lo auguriamo, ma prima di brindare vorremmo essere certi che i soldi sono arrivati in città e i cantieri iniziano a marciare. Auguri Crotone ne hai tanto bisogno.

 

 

 

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cantiere crotoneI milioni di Santa Lucia che rievocano quelli della lotteria di Capodanno distribuiti il giorno della Befana. Il governatore della Calabria, Mario Oliverio, il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e la consigliera regionale Flora Sculco dai microfoni del “Cantiere Crotone” hanno invitato la città a sognare, perché in arrivo ci sono 181 milioni di euro. Guai ad uccidere i sogni, anche se spesso il risveglio e il ritorno alla cruda e dura realtà è ancora più doloroso del tempo vissuto da sveglio, cioè del periodo che precede il sogno. Il sogno non costa niente e fa bene alla salute. Sognate, quindi, di vedere una Crotone diversa da quella attuale povera e malconcia. Certe volte i sogni si avverano, come succedeva per i pochi fortunati che, il giorno della Befana, scoprivano di avere acquistato il biglietto della lotteria che ti cambia la vita. Peccato, però, che su milioni e milioni di acquirenti solo tre o quattro vedevano realizzare il sogno della ricchezza. A tutti gli altri sognatori l’unica cosa che restava era quella di sperare in una visita della dea bendata l’anno successivo. A vincere la lotteria, comunque, erano e sono quelli che se la sono inventata per fare cassa, perché dei soldi incassati solo una piccola percentuale viene destinata a chi mette i soldi (gli acquirenti dei biglietti). A parte la divagazione della lotteria nazionale più gettonata dagli italiani è importante capire a che serviranno i 181 milioni di euro promessi da Oliverio e auspicati da Pugliese e Sculco. A fare sognare sicuramente e, poi? Entriamo nel merito di alcune questioni. L’ammodernamento della ferrovia ionica non è una questione che interessa solo Crotone, visto che interessa la tratta tra Reggio Calabria e Sibari. Apriamo una sola parentesi su questo. Due volte in un mese i treni moderni che collegano Crotone a Catanzaro Lido sono rimasti bloccati nella galleria di Cutro, perché prima era passato un treno che emetteva fumo ed ha fatto scattare l’allarme antincendio di questi nuovi treni. L’ammodernamento della 106 Ionica, sognate ma nessuno della mia generazione vedrà la nuova strada. Cristo si è fermato ad Eboli e la 106 è ferma a Simiri Crichi, a Sud, e a Sibari a Nord di Crotone. Ho perso il conto dell’inizio dei lavori dell’Antica Kroton. Ricordo che il governatore Peppe Scopelliti, con la manipola in mano, pose la prima pietra sui lavori e quel mattone con la scritta “Antica Kroton” è stato rubato da ignoti, così come è stata rubata la recinzione in ferro del cantiere. L’aeroporto è ancora fermo e speriamo che possa mettere le ali. I 25 milioni di euro destinati all’ospedale di Crotone sono, così come ha detto Franco Grillo, della segreteria Cgil, gli stessi assegnati da una legge del 1988. Speriamo che siano ancora spendibili. Soldi per rifiuti e a Crotone non si riesce a fare partire una raccolta differenziata degna di questo nome. Questo non significa che bisogna uccidere i sogni, perché non bisogna impedire ad uno che acquista il biglietto della lotteria di vincere i milioni messi in palio. I sogni non costano niente e vengono proposti a milioni durante le campagne elettorali.

 

 

 

 

 

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pd spaccato2La torre di Babele. Dopo un lungo silenzio il Partito democratico di Crotone torna a farsi sentire con posizioni che, però, risultano diversificate e divergenti: il partito cittadino scende al fianco e a sostegno del movimento dei DemoKratici di Enzo Sculco e quello provinciale resta sull’Aventino. Il partito cittadino usufruisce, al momento, dell’appoggio del governatore calabrese Mario Oliverio, che ha schierato nel campo di battaglia il proprio segretario particolare, Giancarlo Devona. Dopo due mesi di assoluto silenzio il segretario cittadino, Antonella Stefanizzi, partecipa al Comune ad un incontro convocato dal sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e presieduto dal leader del movimento dei DeoKratici, Sculco. Con la partecipazione a questa iniziativa comincia l’attività del segretario cittadino. A quell’incontro Stefanizzi non è sola perché ci sono consiglieri comunali del suo partito e il suo padrino politico, Arturo Crugliano Pantisano. Non c’è il segretario provinciale, Gino Murgi. Non è stato invitato e persone a lui vicine dicono che non ci sarebbe nemmeno andato. Stranamente, quindi, la riunione viene presieduta da Sculco, che nel passato è stato il leader della Stefanizzi, considerato che lei è stata candidata, qualche anno fa, al consiglio comunale con i DemoKratici con la K in mezzo. Non hanno storie diverse, almeno per quanto riguarda il rapporto di amicizia con il reuccio di via Firenze, diversi rappresentanti del Pd presenti alla riunione al Comune. Viene da pensare davvero che nel Pd si sta facendo grande confusione tra Democratici e DemoKratici. La confusione è facile farla, perché la differenza è rappresentata solo da una K. Il fattore K sta inguaiando il Pd crotonese. Si fanno riunioni, si concordano iniziative mentre il Pd provinciale resta alla finestra, altro non riesce a fare. Forse in via Panella qualche lamento esce dalla segreteria provinciale, ma tutto resta all’interno. Il segretario cittadino sfida e mette alle corde quello che dovrebbe essere il suo punto di riferimento e tutto tace. Sarà anche questo un aspetto della modernità della politica.

 

 

 

 

 

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