Venerdì, 07 Agosto 2020

 

POLITICA NEWS

sbarco banchina generica2Lascia perplessi la polemica scoppiata a Crotone per l’istituzione di un hotspot. A meno che non siamo di fronte ad un inganno, che nasconde altro, il nuovo strumento istituito dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha l’obiettivo di fornire alle forze di polizia l’occasione di svolgere meglio e in maniera più celere l’attività di identificazione degli extracomunitari che sbarcano a Crotone. Non è un centro di accoglienza. L’impressione è che alcuni partiti hanno deciso di aprire la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento – si vota la prossima primavera – su un argomento che sta infiammando il dibattito dell’intera Europa: mettere un freno agli sbarchi per impedire lo spostamento dall’Italia nei paesi più ricchi. Il problema c’è, ma non sono legati alla istituzione degni hotspot. A Crotone, in particolare, il problema non sono gli sbarchi, ma la presenza di migliaia di persone in città. Non ne parla nessuno, ma per anni dal Cara di Sant’Anna, tutti i giorni, due pullman hanno trasportato extracomunitari abbandonandoli in città, senza mensa, senza un luogo dove soddisfare i bisogni fisiologici. In questi anni di “invasione” i Crotonesi hanno dimostrato tutto il loro altruismo e un livello elevato di civiltà. Nonostante la nostra difficile situazione economica non ci sono mai stati episodi di razzismo degli di essere ripresi dalla stampa. Qualcuno si è, però, arricchito sulla pelle dei disperati e su quella dei Crotonesi. Questo dovrebbe essere l’argomento da porre all’opinione pubblica e al governo nazionale, che ha sempre ignorato il segnale mandato da Crotone. In altre parti del Paese con quella presenza avrebbero preteso finanziamenti e royalties. L’altra faccia di questa medaglia è rappresentata dal ritorno in città di tutti coloro che sono sbarcati nel nostro porto e hanno ottenuto il permesso di soggiorno. Un trattato europeo impone a coloro che hanno in scadenza il permesso di soggiorno di dovere ritornare presso la questura che lo ha rilasciato per essere rinnovato. Migliaia di persone che tornano a Crotone, da tutta Europa, senza avere da mangiare e da dormire. Sono i disperati che dormono tra i cartoni alla stazione ferroviaria. Se vogliamo parlare di extracomunitari gli argomenti non mancano, senza scadere nel razzismo più becero. A Crotone, comunque, la battaglia politica va fatta sull’isolamento infrastrutturale in cui versa l’intera provincia. Il sindaco della città, Ugo Pugliese, correttamente ha posto il problema chiedendo un incontro con il ministro Graziano Delrio. Nessuna voce si è levata per sostenere il sindaco. La classe politica era impegnata a polemizzare per gli hotspot, a girarsi i pollici come spesso fa, non sapendo come impegnare il proprio tempo o in battaglie di piccolo cabotaggio nella speranza di conquistare qualche voto. Al ballottaggio delle ultime elezioni amministrative sono andati a votare meno del 50% degli aventi diritto. Non c’è da farsi meraviglia se la gente non va a votare visto che il problema diventano gli hotspot e sul resto si cala un preoccupante e colpevole sipario.

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imbocco complanareUnire le forze per fare uscire la provincia di Crotone da un terribile isolamento. La Calabria ha vinto la battaglia della mobilità con il resto dell’Italia, con l’Europa e il resto del mondo sfruttando tutti mezzi a propria disposizione: autostrada, aeroporti, porti e ferrovia. L’unica realtà regionale rimasta esclusa dall’uso di queste indispensabili infrastrutture è la provincia di Crotone. Il Crotonese non è attraversata dall’autostrada del Mediterraneo, per raggiungerla ci vogliono ore, aveva un aeroporto (attualmente è chiuso), aveva un porto (funziona bene solo per sbarcare extracomunitari), aveva una ferrovia con treni a breve e lunga percorrenza (oggi è ferma). Arrivare ed uscire dalla provincia di Crotone è diventata un’impresa, considerato che la mobilità con il resto del mondo può avvenire solo su gomma: a Sud con Catanzaro, utilizzando la statale 106 che attraversa parecchi centri abitati, a Nord sempre con la 106, che oltre ai centri abitati è disseminata di trappole per gli automobilisti (autovelox e tutor), ad Ovest con la 107 attualmente interrotta nel territorio comunale di Celico. Anche quando non becchi multe salate e decurtazioni di punti dalla patente devi fare i conti con strade che provocano incidenti mortali a cadenza settimanale. Gli abitanti della provincia di Crotone sono figli di un Dio minore anche per la classe dirigente poco attenta alla soluzione dei problemi seri quali quelli del diritto alla mobilità. Spesso a Crotone si porta ad esempio le attività messe in campo dai politici di Catanzaro, che sono riusciti a trasformare “un dirupo” in un centro moderno grazie alla viabilità. Evidentemente a Catanzaro la classe dirigente ama di più il proprio territorio e sa fare quadrato, superando le divisioni, quando ci sono in ballo gli interessi dei cittadini. A Crotone si litiga e ci si divide su tutto e il fondo è stato toccato. Sarebbe il caso che i partiti e i movimenti (tutti insomma) la finissero di produrre danni e trovassero le ragioni per fare uscire il territorio dall’isolamento. Senza questa scelta continueremo a meritarci l’isolamento e l’emarginazione.

 

 

 

 

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comitato cittadini aeroporto crotone manifestazionePartecipare sabato prossimo, 13 maggio, alla manifestazione in difesa dell’aeroporto di Crotone è un obbligo morale. L’obiettivo deve essere quello di fare arrivare sino a Roma il grido di allarme e di protesta della provincia di Crotone, unitamente agli abitanti di altre province calabresi interessate all’apertura dello scalo. Più gente ci sarà e maggiori saranno le possibilità che le alte sfere della politica mostrino interesse alla vicenda dell’aeroporto crotonese. Fatta questa premessa indispensabile c’è da dire che spesso a Crotone si interviene quando siamo di fronte ad un morto per chiedere il miracolo della resuscitazione. Siamo una popolazione abituata a demandare agli altri e ci moviamo solo quando la situazione è degenerata. Voglio dire che avremmo dovuto capire per tempo, cioè già al momento della richiesta di fallimento della società Sant’Anna, che c’era bisogno di mobilitarsi. Avremmo dovuto capire che la nostra classe politica-dirigente non è all’altezza del compito e non sa difendere gli interessi di questo territorio, che rappresenta il Sud della Calabria. Avremmo dovuto capire che abbiamo una classe dirigente che litiga e divide il capello in quattro anche sul nulla. Probabilmente perché mette al primo posto gli affari di famiglia. Meglio tardi che mai. La vicenda dell’aeroporto potrebbe rappresentare un punto di svolta per tutte le altre questioni, l’importante è mettere al primo posto le cose fondamentali da difendere e fuori dalla porta l’appartenenza politica e gli interessi di famiglia. Non c’è dubbio, però, che la chiarezza vuole che chi ha i carboni bagnati non vada a sfilare in prima fila con la medaglietta appuntata sul petto. Non va sottovalutato il fatto che alle manifestazioni contro la mafia spesso, in prima fila, sfilano mafiosi e sostenitori occulti della mafia. Evitiamo che la manifestazione di sabato diventi una passerella per coloro che hanno gravi responsabilità per la chiusura dell’aeroporto e partecipiamo in massa tutti. Questa volta non dobbiamo pensare che “tanto ci sono gli altri che ci vado a fare io”.

 

 

 

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sculco enzo platea apolloNon vedo non sento e non parlo. Non è da Enzo Sculco fare finta di niente su quanto si sta consumando al Comune di Crotone. Il leader dei DemoKratici, sino ad oggi, davanti ad una situazione critica aveva sempre espresso un suo parere. Ha sempre difeso l’operato dell’amministrazione comunale guidata da Ugo Pugliese o ha giustificato gli amministratori per la loro poca esperienza, come è successo pochi giorni prima di Natale. L’incontro con Sculco è stato casuale: davanti al palazzo comunale. Lui era diretto a Savelli ed io gli ho rappresentato la situazione in cui versava la città. «Bisogna avere pazienza – ha risposto Sculco – è colpa dell’inesperienza». Da quell’incontro sono passati altri tre mesi e l’unica novità dell’amministrazione è rappresentata dall’aumento del 10% delle competenze che vengono erogate a sindaco e assessori. Da un calcolo effettuato ai cittadini di Crotone questo aumento verrà a costare intorno a 42.000 euro all’anno. Dopo le polemiche delle ultime settimane sul mancato decollo dell’amministrazione comunale ci si aspettava un intervento del leader dei DemoKratici. Non c’è stato e la sua posizione odierna (non vedo, non sento, non parlo) è quanto meno sospetta. Circolano voci su una riunione infuocata che si sarebbe tenuta, nelle ultime ore, nella sede dei DemoKratici a via Roma. Di questa riunione siamo stati informati, ma non possiamo raccontarla perché non abbiamo riscontri diretti. In politica lo scontro nelle mura amiche è un sintomo di malattia grave. Sulco questo lo sa e sa anche che la malattia va curata per tempo, altrimenti diventa incurabile. Non può continuare a non vedere, a non parlare e a non sentire. Non può farlo perché la città nei suoi confronti non è stata malevola. Deve avere sempre presente il fatto che gli elettori crotonesi gli hanno consentito di eleggere un sindaco del tutto crudo di politica e di capacità amministrative. La maggioranza di quelli che sono andati a votare non hanno espresso fiducia in Ugo Pugliese, non lo conoscevano, ma hanno votato Sculco. Tenga conto di questo l’ideologo dei DemoKratici e faccia portare in officina la macchina amministrativa senza benzina e con un motore ormai fuso. Un bravo meccanico alla fine riesce a riaccendere anche un motore morto. Se Sculco non fa questo vuol dire che anche lui ha intrapreso la via del tramonto. La storia dice che prima o poi la fine della carriera arriva per tutti, ma a cadere dalle stelle sono prima coloro che fanno fatica a prendere atto della realtà.

 

 

 

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enzo sculcoBasta un anno a un bambino per imparare a camminare. Addirittura un anno potrebbe essere sufficiente per cambiare le sorti di una nazione. Quando si festeggia l’inizio di un nuovo anno si brinda e ci si augura che le cose possano andare meglio rispetto a quanto si è ottenuto nei dodici mesi precedenti. Tra tre mesi si brinda per la fine del primo anno di vita dell’amministrazione comunale di Crotone e dovranno essere prospettate le future azioni da mettere in campo. Il resoconto non sarà facile: l’aeroporto è stato chiuso; si è rischiato di perdere i finanziamenti per l’ampliamento dello stadio; la bonifica è ferma ad un palo; non è iniziata la raccolta differenziata perché l’amministrazione non ha fornito i fondi promessi e le bollette per i cittadini avranno un aumento considerevole (nel 2016 la scarsa percentuale di differenziata farà scattare costi aggiuntivi esorbitanti e sono stati assunti 28 lavoratori in più all’Akrea); per documentazione sbagliata presentata al bando “valorizzazione delle aree di attrazione culturali del Sud” sono evaporati i fondi del progetto denominato "Sistema culturale territoriale Pitagora"; il Comune non ha proprio partecipato al bando per “progetti sperimentali in materia di vita indipendente e inclusione nella società delle persone con disabilità - anno 2016”; c’è una guerra in atto con i sindacati per la vicenda dei dirigenti collocati in ferie forzata e altre decisioni che riguardano la gestione del personale; il rapporto con la Regione non è idilliaco; non è nemmeno buono il rapporto con la Camera di commercio e le associazioni di categoria. Mai nessuno aveva fatto peggio nei primi nove mesi di attività e le critiche vengono avanzate anche dall’interno della maggioranza (denuncia di Leo Pedace). Speriamo che di questo sia consapevole Enzo Sculco, che è l’ideologo di questa amministrazione. Sculco ha scelto il candidato a sindaco (aveva scelto a suo tempo anche Peppino Vallone) e ha elaborato le liste che lo hanno sostenuto. E visto che le cose non vanno per il verso giusto dovrà rispondere ai cittadini per le sue scelte. Non può, in sostanza, fare finta di non avere responsabilità. Tenga conto che il suo sindaco è stato eletto dal 25% degli elettori, il 75% ha votato altro o non è andato a votare (oltre il 50%). Se non si interviene per correggere la rotta, la prossima volta la maggioranza che si è astenuta al voto andrà a votare per esprimersi contro le proposte che verranno fatte da Sculco. La città va amministrata e rispettata, Sculco deve uscire allo scoperto e indicare la strada, altrimenti faccia trarre le conseguenze al sindaco.

 

 

 

 

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fascia sindacoNon è colpa dei cittadini se la classe politica della provincia di Crotone è, in gran parte, scadente. I cittadini sono costretti a scegliere tra le proposte che vengono avanzate. Può anche succedere che va a votare un quarto dell’elettorato, perché la stragrande maggioranza degli elettori non si fida delle proposte che arrivano anche da presunti comitati di affari, che hanno un unico interesse: la gestione dei fondi pubblici. Chi è a capo dei comitati predilige amministratori analfabeti di ritorno, magari con esperienza lavorative basata su piccoli imbrogli. Quando un territorio ha sindaci di questa portata è destinato alla morte certa. E’ capitato di avere a che fare con sindaci semialfabeti che ai tavoli ufficiali prendono impegni e, poi, quando vengono rimproverati da chi li controlla si rimangiano tutto. Capita anche che questi amministratori, parlando con il giornalista fanno confidenze, che il giornalista riprende negli articoli che scrive. Anche il giornalista sbaglia, perché non valuta magari di trovarsi di fronte un ossimoro vivente, che spesso ha dato prova di non sapere leggere le carte e scarsa capacità di comprendere la lingua italiana. Per non sbagliare ci sarebbe bisogno di un interprete per avere la certezza di avere capito bene quello che si intende dire. E, poi, ci si prende anche il lusso di lanciare accuse di ignoranza, facendo però la figura del bue che chiama cornuto l’asino.

 

 

 

 

 

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