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Giovedì, 08 Dicembre 2022

POLITICA NEWS

Dopo lo scandalo della "gettonopoli comunale", che ha fatto assurgere alla vergogna nazionale la classe politica crotonese, ora anche la "gettonopoli provinciale" ci da lacifra del livello infimo della classe politica locale. "E' veramente incredibile - diceIlario Sorgiovanni, candidato sindaco 5 stelle di Crotone - che dei rappresentanti delle istituzioni, pervicacemente, non abbiano lasciato neanche le briciole del loro malloppo e abbiano falsificato o celato i verbali per intascare anche le 37 euro per ogni commissione racimolando uno stipendiuccio aggiuntivo sottratto alla comunità". E' bene che stiano lontani dalle liste elettorali per le prossime elezioni amministrative e che stiano a casa a riflettere sulle proprie responsabilità. Il M5S fa dell'onestà in politica il suo principale cavallo di battaglia ed i candidati delle sue liste hanno dovuto presentare non solo i certificati del casellario giudiziale, ma anche quelli dei carichi pendenti, proprio per consentire ai cittadini di poter votare gente onesta, "sconosciuta alle procure", che non si è macchiata di reati e non ha alcun procedimento in corso. Chiediamo alle altre forze politiche di "ripulire" le loro liste da indagati e condannati per dare alla nostra città la dignità che merita, anche in politica. Noi staremo "col fiato sul collo" di questi partiti e vigileremo sulle loro liste. Per ripartire, Crotone ha bisogno di amministratori pubblici onesti e competenti; senza onestà la competenza è inutile e dannosa. Come dice Beppe Grillo: "L'onestà andrà di moda", ed è una vergogna che a ripulire le liste debba essere la magistratura e non la politica. Ma alle prossime elezioni amministrative i cittadini potranno scegliere il simbolo a 5 stelle, che è un vero e proprio marchio di qualità dell'onestà in politica.

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guardia finanza comuneTruffa aggravata e falso, in concorso: sono questi i reati contestati ai 24 consiglieri comunali cui, nella mattinata di oggi, il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Crotone ha provveduto a notificare altrettanti avvisi di conclusione indagini emessi dalla Procura della Repubblica pitagorica. La notizia era già stata anticipata nel primo pomeriggio dalla Provincia KR [LEGGI ARTICOLO], adesso è arrivata la comunicazione ufficiale da parte del comando provinciale delle Fiamme gialle pitagoriche. Secondo l’accusa, i consiglieri comunali, in occasione delle riunioni delle commissioni consiliari, avrebbero falsificato i verbali delle sedute, al fine di ottenere, indebitamente, il cosiddetto "gettone di presenza".

 

Le indagini (che all'inizio hanno visto impegnati sia i finanzieri che i poliziotti della Digos) sono poi proseguite in relazione a profili specifici di spesa pubblica. L’attività di servizio, in particolare, si è incentrata su tutti i verbali relativi all'anno 2014, per una spesa totale di circa 357mila euro. Le indagini hanno permesso di accertare che in quell'anno, i verbali irregolari delle diverse commissioni ammontavano a una spesa di  170.652,41 euro che sarà contestata ai presidenti e segretari delle Commissioni.

 

Sono emersi orari di sedute improbabili, come anche l’attestazione di presenze formali dei consiglieri, al fine di raggiungere il numero legale e quindi poter segnalare la seduta fra quelle per le quali il Comune di Crotone ha poi proceduto a pagare i gettoni di presenza ai consiglieri effettivamente presenti o presunti tali. I casi scoperti dai finanzieri si riferiscono a sovrapposizioni di commissioni nelle stesse giornate e orari, di altre sedute in cui i consiglieri mentre erano al lavoro, risultavano presenti nelle commissioni o di commissioni interrotte per alcuni motivi ma pagate lo stesso.

 

Le indagini sono proseguite anche per il mese di febbraio di quest'anno riscontrando le medesime condotte già descritte, individuando altre 52 commissioni irregolari. Questa volta oltre agli orari delle sedute, alle mancate presenze, altro motivo di irregolarità è la non trattazione degli argomenti che le commissioni ponevano all’ordine del giorno. In altri casi i verbali venivano redatti con la tecnica del copia incolla o firmati, come in un caso, con un nome di fantasia. Per il solo mese di febbraio l'importo indebitamente segnalato è pari a 10.637,31 euro.

 

Sembrerebbe che siano esclusi dall'indagine Dorina Bianchi, Flora Sculco, Antonio Scandale, Cesare Spanò, Franco Pristerà, Lorenzo Donato, Antonio Curatola, Giusy Regalino, Camillo Ivan Lucente e Mario Megna (all'epoca consigliere comunale e non vicesindaco). Ovviamente non sono indagati il sindaco Peppino Vallone e il presidente del consiglio Arturo Crugliano Pantisano perché non fanno parte delle Commissioni.

 

 

 

 

 

 

 

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comuneAvvisi di conclusioni delle indagini per 24 consiglieri comunali di Crotone. Si è concluso l'iter procedurale avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone e oggi, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Crotone che ha eseguito l'indagine, ha iniziato la notifica degli atti con le relative contestazioni e addebiti. In occasione delle riunioni delle commissioni consiliari, infatti, i desitnatari dell'avviso hanno proceduto, secondo l’accusa, a falsificare i verbali delle sedute, al fine di ottenere, indebitamente, il cosiddetto "gettone di presenza". Tutti i consiglieri indagati sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica per truffa aggravata e falso, in concorso.

 

Ancora non ci sono notizie dettagliate, ma sembrerebbe che siano esclusi dall'indagine Dorina Bianchi, Flora Sculco, Antonio Scandale, Cesare Spanò, Franco Pristerà, Lorenzo Donato, Antonio Curatola, Giusy Regalino, Camillo Ivan Lucente e Mario Megna (all'epoca consigliere comunale e non vicesindaco). Ovviamente non sono indagati il sindaco Peppino Vallone e il presidente del consiglio Arturo Crugliano Pantisano perché non fanno parte delle Commissioni.

 

Tra gli indagati, invece, ci sono anche assessori in carica, ma le contestazioni risalgono a vicende legate alle loro attività di consiglieri comunali: prima di essere nominati assessori hanno svolto il ruolo di consigliere e, quindi, hanno partecipato alle riunioni delle commissioni consiliari, percependo per questo i gettoni di presenza. Anche i consiglieri comunali hanno 20 giorni di tempo per le controdeduzioni altrimenti ci sarà il rinvio a giudizio e l'apertura del processo. La vicenda scoppia proprio la settimana fissata per la presentazione delle liste per il rinnovo dell'assise comunale. Gli indagati si ricandideranno? E nel caso di ricandidatura quale potrà essere la reazione della Procura? Vedrà vista come una sfida ai magistrati? Su questo, ovviamente, dovranno riflettere gli indagati destinatari del foglio di conclusione delle indagini, valutando attentamente anche l'ipotesi accusatoria messa in atto dal magistrato.


palazzo provinciaMentre vengono consegnati gli avvisi per i consiglieri comunali emergono alcuni particolari per l'indagine effettuata dagli investigatori della Digos di Crotone sui 22 consiglieri provinciali che hanno avuto notificato l'avviso di conclusione delle indagini sempre per i gettoni di presenza. In particolare devono rispondere delle accuse, per avere certificato le presenze, i cinque presidenti di commissione: Michelangelo Greco (I), Giuseppe Berardi (II), Alfonso Donato Proietto (III), Pietro Caterisano (IV) e Salvatore Bonofiglio (commissione speciale trasparenza). Ai 22 consiglieri provinciali si contesta per avere "in concorso tra di loro" procurato "intenzionalmente ingiusto vantaggio". Secondo l'ipotesi accusatoria mancano i verbali di alcune riunioni per cui gli interessati si sarebbero pagati il gettone di presenza pari a circa 37 euro senza che vi sia traccia della riunione; ci sono riunioni di due commissioni contestuali per le quali sono stati chiesti il pagamento di due gettoni di presenza. La riunione è stata una e i gettoni due. Sono stati anche pagate le spettanze chilometriche per raggiungere la sede della Provincia, anche in assenza di verbali delle riunioni. Ci sono consiglieri che erano fuori sede e risultavano presenti alle commissioni e per questo si sono pagati i gettoni di presenza. La vicenda del Comune ha molte similitudini con quella della Provincia.

 

 

 

 

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La Guardia di finanza ha acquisito i registri originali con i verbali delle commissioni del Comune di Crotone per le annate che vanno dal 2015 al febbraio 2016. Gli uomini delle Fiamme gialle, in borghese, sono stati ieri mattina e oggi al primo piano di piazza della Resistenza, sostando nella stanza del segretario comunale Teresa Mansi. I vari presidenti di commissione sono stati quindi invitati a consegnare gli originali dei registri. Nel corso di questi mesi, le Fiamme gialle, avevano più volte setacciato i documenti riguardanti i consiglieri e le commissioni, fotocopiando il copioso materiale custodito nella stanza del segretario comunale Teresa Mansi. Un colpo di scena si era ferificato ad indagine avviata, quando non sarebbero più stati reperibili per gli inquirenti i verbali del 2014. L'attività della Gdf avrebbe anche riguardato contesti come l'Inps, l'Asp e altri luoghi di lavoro dei consiglieri. L'acquisizione dei verbali originali potrebbe voler dire qualcosa in più nell'economia dell'attività inquirente. Va avanti quindi e si scava ancor più in quello che è stato definito lo scandalo "Gettonopoli" che ha investito le commissioni consiliari del Comune di Crotone a seguito di inchieste giornalistiche che hanno poi destato l'interesse, anche e soprattutto, della Corte dei conti. Il massimo organo di revisione contabile sta cercando di comprendere se c'è il danno erariale nei confronti dello Stato da parte di quei che consiglieri di Crotone che, solo nel 2014, avevano riunito 1.478 volte le commissioni, comportando con un costo complessivo, in gettoni di presenza, di 357 mila euro. Nell'ambito dell'inchiesta sarebbero ventiquattro i consiglieri indagati.

 

 

 

 

 

 

 

 

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«Sulla vicenda delle commissioni consiliari le dichiarazioni espresse dal sindaco Vallone e dal presidente del consiglio comunale Pantisano sono assolutamente chiarificatrici» [LEGGI ARTICOLO]. Così il parlamentare del Pd Nicodemo Oliverio sulla vicenda "Gettonopoli", l'inchiesta che sta riguardando lo scandalo sull'utilizzo delle commissioni consiliari al Comune. «E' una vicenda - spiega l'onorevole Oliverio - che deve essere al più presto definita. Accertando responsabilità se ve ne sono da parte della magistratura, alla quale esprimiamo piena fiducia. Non c'è altro da aggiungere. Se non che utilizzare questa vicenda, al solo scopo di continuare a sollevare un polverone, rende il clima sempre più torbido, alimentando tensioni e soffiando sul vento dell'antipolitica. Con questi argomenti - prosegue Oliverio - non si affronta e non si risolve alcun problema. Tocca alla magistratura fare presto e bene nell'accertare e ristabilire la verità, nell'interesse di tutti. E se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. Ma questo può dirlo solo il Tribunale. Non spetta certamente a coloro che tengono processi sommari - conclude - ed emettono condanne con una gratuità ed un qualunquismo che è francamente insopportabile».

 

 

 

 

 

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pantisano vallone«Le indagini in corso - scrivono il sindaco Peppino Vallone e il presidente del consiglio comunale Arturo Crugliano Pantisano -, sulla vicenda spregiativamente definita "Gettonopoli" è una delle inchieste che stanno riguardando numerosi Comuni italiani e che hanno la evidente funzione di accertare la legittimità delle riunioni delle commissioni consiliari nello spirito della normativa che ne attribuisce tale funzione prevista come potere-dovere. Auspichiamo che le indagini - scrivono il sindaco e il presidente del consiglio comunale - e la successiva verifica della magistratura si concludano al più presto per la definizione della vicenda e se, nel caso, si dovessero individuare responsabilità vengano perseguite: se qualcuno ha sbagliato deve pagare. Riteniamo che questo percorso sia un atto dovuto da parte della magistratura anche nell'interesse stesso dei consiglieri comunali. Tuttavia - chiosano i due - il continuo e ripetuto dileggio da parte di una ben individuata stampa, appare strumentale più all'apertura di una campagna elettorale, cavalcando il fenomeno della cosiddetta anti politica, piuttosto che a concorrere a stabilire una verità obiettiva. Chi opera e partecipa ai lavori del consiglio comunale e delle commissioni, esercitando così un mandato elettorale ricevuto, viene puntualmente delegittimato e additato alla pubblica opinione. La mancata partecipazione alle stesse commissioni impedisce di fatto al consigliere di esercitare le funzioni specifiche, atteso che è in quella sede che lo stesso approfondisce le tematiche di indirizzo e di controllo dell'attività amministrativa. Avvisi di garanzia - commentano amamro - sbandierati da più parti, anche nel numero, non fanno altro che alimentare il clima di antipolitica dovendo viceversa costituire patrimonio di tutti che l'eventuale e non auspicato avviso di garanzia ha la funzione specifica di garantire i diritti dell'indagato e non di determinarne la colpevolezza e la condanna. E' esclusivamente nelle sedi deputate, quelle dei Tribunali, che si stabilisce la verità; non nelle piazze né tanto meno sulle pagine dei giornali e sulle televisioni. Il dato che ci sentiamo di evidenziare - concludono -, pur nella difficoltà del dialogo politico, è che i consiglieri per la parte di attività svolta nelle Commissioni, che riguarda le attività di indirizzo e di controllo dell'amministrazione, si sono rivelati utili per l'attività della stessa».

 

 

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