Martedì, 11 Agosto 2020

 

POLITICA NEWS

airgun«Il Mise pubblica i decreti autorizzativi nel silenzio-assenso dei portavoce pentastellati locali». Lo scrive in una nota il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «La lettura – scrive il sindaco – del bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse del 31 dicembre 2018 pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico, dicastero guidato dal vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, è l'ennesimo colpo inferto al territorio ed è la nuova, chiara, dimostrazione di una netta rottura tra il Movimento e i territori.
Sono ben tre i decreti con i quali il Mise accorda i permessi di ricerca nel Mar Ionio, permessi che erano stato oggetto di ricorsi e scontri per criticità sia sul profilo autorizzativo che su quello ambientale.
Non sono lontani i giorni in cui i portavoce locali del Movimento 5 Stelle lanciavano l'allarme contro la possibilità che nel nostro mare si potesse utilizzare per la ricerca di idrocarburi la tecnica dell'air gun. La memoria fortunatamente, mi assiste, al contrario dei rappresentanti istituzionali, forza di Governo, e dei portavoce locali improvvisamente silenti sul tema. Forse distratti?
Ebbene, io ricordo la dura presa di posizione dell'Amministrazione comunale da me guidata, la contrarietà espressa nelle assise da me convocata e alla quale hanno partecipato i sindaci dei Comuni costieri, ricordo il ricorso presentato dal Comune di Crotone e dalla Regione Calabria, ricordo che da crotonese e membro di questa comunità, ancora prima che sindaco e oggi presidente della Provincia, ho sempre difeso il mare, patrimonio ambientale e risorsa del territorio.
Ho fatto mia questa battaglia, non l'ho semplicemente sponsorizzata pro-tempore. Il governo giallo-verde sembra aver dimenticato velocemente quelle battaglie. Il Movimento 5 Stelle sembra averle dimenticate!
I portavoce locali del Movimento "attivi" sui social, sui media locali, probabilmente ignorano che la tecnica "air gun" demonizzata ieri , oggi è stata redenta : "l'air gun è ad oggi considerata la tecnica più efficace per lo studio delle caratteristiche geologiche del suolo marino, non solo ai fini della ricerca di idrocarburi ma anche a scopi scientifici e di protezione civile (...) - e ancora – si riscontra l'assenza di una correlazione provata del tipo causa-effetto degli impatti degli airgun sui mammiferi marini" (Fonte: Bollettino ufficiale 31/12/2018). Si rappresenta il territorio, si è portavoce dei cittadini e del territorio, si è parte di una comunità prima che di un movimento politico o partito che sia: ricordiamolo!
Oggi abbiamo la possibilità di fare squadra, di essere uniti nella comune battaglia per la difesa del territorio, ed è per questo che ancora una volta, come già fatto nel febbraio del 2017, convocherò i sindaci dei comuni costieri per discutere e per valutare "insieme" la possibilità di un'azione unitaria.

Il "nostro" territorio può essere tutelato solo se l'obiettivo è comune, se competenze, lavoro e ruoli amministrativi (maggioranza ed opposizione),ed istituzionali sono il mezzo, lo strumento, per ottenere il migliore risultato possibile per la comunità, se finalmente si ritorna ad essere comunità».
«Il Movimento 5 Stelle “cambia” idea, ancora una volta, e autorizza l'air gun nel nostro mare». È il commento della consigliera regionale Flora Sculco che lo reputa un «nuovo, ennesimo, tradimento del territorio da parte dei pentastellati».
«Lo stupore – prosegue la consigliera regionale di Cir – ha lasciato il posto ormai da tempo alla consapevolezza che per governo del “cambiamento” si intende il cambio di idee che sta caratterizzando la componente “gialla” dell'esecutivo nazionale.
Ed ecco servito il nuovo, ennesimo, “cambio” di rotta dei grillini fino a ieri, fino alla campagna elettorale profondamente contrari alle trivellazioni, alla tecnica dell'air gun, ed oggi firmatari (Mise) delle autorizzazioni e permessi per la ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio con la tecnica denominata “air gun”.
Non sono lontani i tempi in cui erano attivamente impegnati sul fronte del “no”, in cui erano pronti anche qui a Crotone ed in Calabria a puntare il dito contro l'amministrazione Pugliese, contro la Regione, insomma “contro”! Certo oggi il “cambiamento” c'è stato...è evidente!
Non reggono gli alibi, inconsistenti almeno quanto la loro capacità di rispettare gli impegni assunti con i territori. Il Coordinamento Nazionale No Triv ha in modo attento, meticoloso e puntuale individuato le responsabilità per le autorizzazioni e permessi pubblicati nel Bollettino del 31 dicembre 2018, smontando di fatto la tesi proposta e propinata dal sottosegretario Crippa.
“Le autorizzazioni, spiega bene il Coordinamento nazionale No Triv, concesse dal Mise non sono affatto "la conseguenza obbligata dell'ennesima legge assurda ereditata dal passato Governo". Le firme dei quattro decreti non erano un atto dovuto!
Il diniego dei tre permessi e della concessione non avrebbe comportato lesione del legittimo affidamento in capo ai richiedenti e, quindi, nessuno mai avrebbe potuto attivare un contenzioso. La solita storia delle "penali" non funziona”. Bene ha fatto il presidente della Provincia e sindaco di Crotone Ugo Pugliese ad intervenire sulla questione, convocare i sindaci dei comuni costieri è il primo passo per valutare “insieme” come agire per tutelare il territorio, per difenderlo.
Bene ha fatto a ricordare che le battaglie per il territorio non si sponsorizzano ma si fanno! Anche la Regione, come già fatto in passato, dovrà fare la sua parte. Il nostro “no” alla tecnica dell'air gun era forte ieri e lo è ancor di più oggi. Non siamo disponibili, credo lo sia più nessuno ormai, ad ascoltare la solita storiella che “è sempre colpa di qualcun altro”, ha stancato e soprattutto non è più credibile!
Il timore oggi è che se il “cambiamento” è da intendersi così, i signor “no” locali potranno fare chissà quali altri improbabili e pericolosi “cambi” su temi fondamentali per il territorio: uno su tutti la bonifica».

 

 

 

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barbuto pugliese corrado«Chi conosce l'origine delle royalties spettanti ai territori sui quali viene effettuato estrazione di metano sa bene che si tratta di un tributo che viene riconosciuto in virtù di tale attività». Lo dichiara il sindaco di Crotone Ugo Pugliese. «La corresponsione – spiega – è regolata dal legge dello Stato e per quanto riguarda Crotone e i comuni costieri anche da legge regionale che ne prevedono la corresponsione agli enti territoriali. La vicenda della mancata corresponsione di eventuali royalties ai pescatori ripresa dalle parlamentari Cinquestelle e dai consiglieri comunali di Crotone sicuramente non incide sulla volontà dell'Amministrazione comunale, semmai riguarda la Regione che, tuttavia, ha più volte obiettato che tale corresponsione rappresenterebbe un aiuto di Stato ed una violazione del diritto di legittima concorrenza sancito dall'Unione europea. Tra l'altro, se come affermano gli stessi esponenti Cinquestelle, nel caso specifico, ci troviamo di fronte ad un danno subito per mancato pescaggio, l'interlocutore, in questo caso, è proprio Eni verso quale i pescatori dovrebbero indirizzare le loro richieste di risarcimento. La responsabilità di eventuali risarcimenti, se si tratta come affermato di danno subito, dunque va ricondotta verso Eni. In questo caso, davanti ad un colosso nazionale ed internazionale, il sostegno delle nostre parlamentari sarebbe quanto mai fondamentale nel sostenere la causa dei pescatori. Il Comune di Crotone, che ha sempre costantemente dialogato con un settore particolarmente importante, sarà pronto a sostenere l'eventuale azione che gli stessi intendano proporre».

 

 

 

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incendio 300 alloggi«La legge a Crotone: per molti ma non per tutti, soprattutto nella gestione dei rifiuti…». Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali del M5s Andrea Correggia e Ilario Sorgiovanni assieme alle parlamentari Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado. «Nei giorni scorsi il Movimento 5 Stelle – si legge nella nota – ha presentato formale esposto al Comando dei Carabinieri del Gruppo Forestale di Crotone relativamente all’incendio divampato nel mese di agosto presso il capannone dell’Arssa, situato in via Gioacchino da Fiore. Da alcune foto pubblicate sulle testate giornalistiche, siglate con il logo dei Vigili del Fuoco, si evince che tra le ceneri vi era materiale di vario genere non compatibile con gli sfalci. Tale circostanza è stata constatata anche da un nostro sopralluogo. L’evidente pericolo d’incendio è stato segnalato al Comune anche con una missiva dell’Arssa, in cui si riferiva la presenza di rifiuti che avrebbero potuto rappresentare un serio rischio per l’incolumità pubblica. Pare che, sia i dirigenti comunali, che i dirigenti di Akrea fossero al corrente di tale pericolo, almeno questo riferiscono contributi giornalistici sulla vicenda. In ragione di tutto ciò, abbiamo chiesto alle autorità competenti di fare luce sull’accaduto e verificare eventuali responsabili dell’episodio, che ha provocato danni alla salute pubblica e timore per le possibili conseguenze immediate e future dello stesso, non ultime quelle legate al rischio ambientale. Ad aggravare la situazione, infatti, già di per sé anomala e pericolosa, si aggiunga il fatto che il capannone in fiamme presentava l’intera copertura in pannelli di eternit. Ci dispiace che il sindaco, forse troppo occupato a svolgere la campagna elettorale per il presidente Mario Oliverio, non si sia occupato di questa faccenda, che dovrebbe vederlo in prima linea, pronto ad intervenire in quanto primo responsabile della salute pubblica della città. Altra preoccupazione suscitano le indiscrezioni lette in questi giorni relativamente al processo “Six Tows” contro i clan del Crotonese, in seguito alle dichiarazioni di alcuni imputati che hanno definito la forza politica che sostiene questa amministrazione “il partito della pagnotta”, ragion per cui, secondo quanto riportano i giornali, gli stessi sostennero la candidatura di Flora Sculco alle passate Regionali. La Magistratura farà di sicuro la sua parte e noi del Movimento 5 Stelle faremo la nostra, perché la gestione dei rifiuti non sia la “pagnotta” di “qualcuno” ma sia un servizio efficiente per i cittadini che, se gestito in modo trasparente, potrebbe assicurare posti di lavoro, decoro alla città, attrattiva per i turisti, fonte di benessere, anche economico, per tutti».

 

 

 

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margherita corrado«Ho dichiarato in campagna elettorale che il monitoraggio del progetto “Antica Kroton” sarebbe stato una mia priorità, se eletta. Insieme all’associazione “Sette Soli”, infatti, ne seguo le sorti con passione e apprensione fin dal 2010, quando il finanziamento era ancora più cospicuo dei 61,7 milioni di euro del Pac odierno. Una cifra comunque enorme, specialmente per una realtà come Crotone». Lo scrive in una nota la senatrice del M5s Margherita Corrado, dopo l’avvenuta firma del protocollo tra Mibact, Comune di Crotone e Regione Calabria. «La sottosegretaria Dorina Bianchi – scrive la senatrice pentastellata –, che ringrazio per gli auguri rivoltimi pubblicamente, ma della cui azione, stante la deplorevole ‘riforma Franceschini’ del Mibact, non ho condiviso alcunché, e la consigliera regionale Flora Sculco si attribuiscono ora il merito della firma di un accordo ministero-Regione-Comune valido per 5 anni. L’oggetto di quell’accordo, però, a leggere i resoconti di stampa, contiene alcune potenziali criticità sulle quali occorre subito puntare l’attenzione e interrogarsi. Lo affermo da tecnico del settore non meno che da cittadina crotonese, oltre che nella veste di parlamentare di questo territorio. Più di 15 milioni di “Antica Kroton” sarebbero destinati all’area statale antistante le fabbriche dismesse, il cui profilo pedologico sconsiglia, com’è noto, l’esecuzione di scavi archeologici e comunque rende di fatto impossibile la musealizzazione di quanto eventualmente messo in luce. Diciamola tutta: lì un parco archeologico in senso tradizionale non potrà mai fiorire, con buona pace delle prime pietre posate e da posare. Per questo avrebbe molto più senso il recupero dei casali in rovina, che però la scheda riassuntiva pubblicata dai media limita al casino e alla torre di Vigna Morelli (la seconda quasi del tutto crollata), mentre esclude gli altri 4 edifici analoghi, costruiti tra il ‘500 e l’800, altrettanto bisognosi di un intelligente recupero funzionale. Il cosiddetto museo ‘sospeso’ è invece un’idea obsoleta e tecnicamente irrealizzabile, in quel contesto peculiare, se non mettendo fortemente a rischio l’incolumità dei resti archeologici sottostanti. C’è da sperare, perciò, che il ministero, garante della tutela del patrimonio culturale del Paese, richiami gli altri attori dell’accordo all’esercizio del buon senso e li convinca a destinare risorse alle diverse tecniche di ricerca non invasiva che sfruttano le tecnologie più avanzate. Oltre 26 milioni andrebbero poi all’area urbana, con una sproporzione palese quanto difficilmente giustificabile alla luce di quanto noto. Nel merito, trovo menzionate come cardini del “parco archeologico urbano diffuso”, oltre al centro storico – dove nulla sopravvive di Kroton, è bene ricordarlo, ma resta intatto lo straordinario potenziale di Piazza Villaroja –, anche Acquabona e Parco Pignera. Si tratta di due zone marginali nell’ambito della polis achea. Basti dire, del primo, che i limitrofi quartieri di Marinella e S. Antonio nell’Antichità non erano neppure terraferma, mentre gran parte del Parco Pignera si sviluppa su quelle colline che, disabitate in antico, vedevano correre in sommità le mura cittadine, demolite poi nel Cinquecento per la realizzazione delle fortificazioni spagnole di Cotrone. Scavare a Parco Pignera, dunque, significa né più né meno gettare via denaro, mentre il risultato sperabile ad Acquabona è viziato dalla parziale distruzione di quel settore dell’abitato greco da parte di un corso d’acqua connesso all’Esaro, come accertato nel 2011. Perché, allora, l’attenzione si è concentrata su centro storico, Acquabona e Parco Pignera fino a farne dei punti cardine? Non sarà che, come al solito, l’archeologia a Crotone serve ad attrarre risorse per realizzare operazioni che con la conservazione e fruizione del patrimonio culturale crotonese hanno poco a che vedere? Più in generale, il concetto stesso di “rete museale diffusa” mi preoccupa non poco, subodorando una replica di quella gestione comunale che finora ha dato pessima prova di sé, come dimostra la vicenda di “ArkeoUrbe”, progetto grazie al quale, spendendo circa 1 milione, abbiamo perso parte della visibilità delle mura bizantine di Corso Vittorio Emanuele II, bucherellato inutilmente i sotterranei del Municipio e reso (finora) non fruibile l’area archeologica sottostante la vecchia Bpc siti a pochi metri da quello. In merito a Capo Colonna, poi, dove il buon senso avrebbe concentrato le risorse, in quanto sede del principale santuario di Kroton, e le avrebbe indirizzate verso un incremento della conoscenza dei resti dell’area sacra magno-greca e della città romana, dal momento che nel solo circuito del parco resta non scavata almeno il 70% della superficie totale, leggo che poco più di 7 milioni – una ‘miseria’ rispetto al totale – saranno destinati alla fantomatica “area archeologica Lacinia”. Il denaro sarà impiegato per la messa in sicurezza della strada litoranea di collegamento a Crotone e per la “fruibilità dell’area archeologica nord-orientale dell’heraion”. Quest’ultimo è solo uno dei tanti interventi di cui il parco dovrebbe giovarsi per migliorare la propria offerta. Per decollare, infatti, il parco archeologico di Capo Colonna, esso sì esistente e passibile di sviluppo, ha bisogno di un progetto di largo respiro. “Antica Kroton” avrebbe potuto offrire questa opportunità ma nelle menti dei progettisti sembra essere Crotone l’elemento attrattivo per il turista del futuro, non Capo Colonna, se non in subordine. Che dire in fine dei 3,1 milioni destinati all’Area Marina, o meglio ad 8 percorsi subacquei e ad un’ambigua “struttura di supporto dell’antica Kroton marina”? Giova forse ricordare che il sito di Kroton, per quanto esteso, non rientra nel perimetro della Riserva, né esiste o è mai esistita alcuna ‘antica Kroton marina’. A pensar male, i 3,1 milioni sembrano le ‘briciole’ a sette cifre di una torta sontuosa che non si vuole negare a nessuno... Il monitoraggio di “Antica Kroton” si rende oggettivamente indispensabile, e in questo senso mi attiverò da subito per fare chiarezza sui contenuti di un progetto che, proprio perché costituisce una straordinaria opportunità per Crotone, non può essere pensato e gestito con le ‘solite logiche’ se non a rischio di vanificarne l’efficacia, come fanno temere anche certe scelte operate nella costituzione del Tavolo direttivo Mibact-Regione-Comune. È poi allarmante e inaccettabile che il risultato scientifico atteso da un progetto da 61,7 milioni di euro denominato “Antica Kroton” consista, come dichiarato prudentemente dal segretario regionale Mibact alla stampa, nel fatto che: “fra un paio di anni Crotone sarà un centro di documentazione a livello internazionale”. Per renderla tale bastano una decina di milioni; gli altri 50 sono destinati ad interventi che già ora, evidentemente, si temono qualitativamente mediocri e senza concrete ricadute di lungo periodo».

 

 

 

 

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parentela votazione scheda elettorale«Grazie a voi abbiamo distrutto un sistema politico che in Calabria ha prodotto emigrazione, poverta' e isolamento. In primo luogo, abbiamo 'fatto a fettine' Mimmo Tallini, dunque Sergio Abramo, e Piero Aiello, raggiunti da una sconfitta cocente e, credo, definitiva». Lo scrive in un post sul suo profilo facebook, Paolo Parentela, deputato confermato del Movimento Cinque stelle. «Non solo – prosegue Parentela –. Insieme a voi, abbiamo 'bastonato' le vecchie volpi: Andrea Gentile (erede del 'cinghiale' cosentino Antonio), l'ambasciatore del Pd Ferdinando Aiello, i 'tromboni' lametini Franco Talarico e Antonio Scalzo, il deputato dem Nicodemo Oliverio, il cercatore di poltrone Giacomo Mancini junior e il politicizzatissimo commissario di Sorical Luigi Incarnato. Abbiamo "silurato" pure Enzo e Flora Sculco, liberando la provincia di Crotone dai loro artigli. Il MoVimento 5 Stelle - aggiunge - ha conquistato l'intera Calabria. E nel resto dell'Italia siamo pure la prima forza politica. Il risultato calabrese parte da lontano, pero' e' il frutto di un lavoro incessante e continuo sul territorio, con centinaia di denunce coraggiose in materia di tutela dell'ambiente e della salute. Ed e' il frutto di un ascolto paziente e continuo dei cittadini, di una politica dal basso fatta di esempio, di umilta', di sacrificio e di limpidezza. Nel tempo, ci siamo conquistati fiducia e credibilita', nonostante le bugie degli apparati, le mistificazioni, gli annunci propagandistici del governatore Oliverio e la difesa a oltranza delle logiche d'affari da parte di potentati pubblici e privati. Per esempio, a proposito della Cardiochirurgia del Policlinico universitario, che adesso, grazie al Movimento 5 stelle, ha una terapia intensiva dedicata, proprio come prescritto dalla legge. Vi ringrazio di cuore - conclude Parentela - per avermi confermato (vostro) deputato per la seconda volta. Saro' ancora piu' attento e operativo, sapendo di dover rispondere soltanto a voi, che con spirito rivoluzionario mi, e ci, avete investito di una responsabilita' enorme, che e' quella di costruire insieme il vostro futuro, il futuro comune».

 

 

 

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correggia sorgiovanni comune«Ci permettiamo di scrivere perché in città stanno avvenendo fatti incresciosi durante questa campagna elettorale, con particolare riferimento all’incontro avvenuto presso la chiesa di S. Chiara dal titolo “L’impegno politico dei cattolici”, alla presenza di don Giovanni Barbara». È la lettera che i consiglieri d’opposizione del Movimento cinquestelle, Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia, hanno rivolto al vescovo di Crotone-Santa Severina Domenico Graziani. «Magari – commentano i due consiglieri d’opposizione – l’intenzione era quella di parlare del coinvolgimento dei credenti nella vita politica, ma a nessuno è sfuggita la presenza del candidato della Lega Nord, che ha affermato l’opportunità che i cattolici sostengano la Lega dal momento che le altre forze politiche non rispettano, a suo dire, i principi della vita, della famiglia e della “libertà”! Questa iniziativa appare una chiara indicazione di voto, legittimata dalla Chiesa per la presenza di don Giovanni Barbera. E’ più che giusto che la Chiesa inviti alla partecipazione alla vita politica e suggerisca di appoggiare forze politiche che si ispirino ai principi della dottrina della Chiesa, quando ciò risulti veritiero e suffragato da prove ed argomentazioni ma, onestamente, il suo silenzio, in questa circostanza, potrebbe risultare colpevole davanti alla condotta scorretta di chi, come l’avvocato Cerrelli, si propone come candidato che vuole realizzare il “disegno di Dio”, come fosse un profeta, mentre in realtà è esponente della Lega Nord, una compagine di persone che da anni in Italia professa una politica di odio e disprezzo verso gli extracomunitari, scatenando un duro contrasto tra poveri, tra rifugiati nel nostro paese e famiglie italiane meno abbienti. E’ risaputo che la Lega Nord si ispiri a politiche fasciste contrarie alla nostra Costituzione, basti pensare ai suoi alleati nella coalizione come “Fratelli d’Italia”, partito che guarda al regime fascista con ammirazione. Che dire dell’altro alleato della Lega, Silvio Berlusconi, personaggio oramai famoso alle cronache per varie vicende giudiziarie? La cosa più spaventosa è che esistono sentenze secondo cui lo stesso avrebbe foraggiato Cosa nostra per un ventennio! Come è possibile che la Chiesa appoggi un candidato che dichiari di seguire “il progetto di Dio” a nome della Lega e della suddetta coalizione e lo faccia, soprattutto, all’interno di un luogo sacro, con il consenso del parroco e con un battage pubblicitario giunto persino nelle scuole? Crediamo che abbia fatto bene l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, a prendere le distanze dal leader della Lega Nord che in piazza Duomo, a Milano, ha usato in maniera strumentale la Bibbia per il suo comizio elettorale, perchè un cristiano non deve invocare il nome di Dio invano nemmeno in politica. Siamo semplici portavoce di fedeli che si sono sentiti smarriti e traditi, pertanto chiediamo un incisivo intervento da parte Sua, certi che vorrà porre rimedio a questa incresciosa, inopportuna ed imbarazzante situazione. Voglia accogliere il senso della nostra rispettosa osservazione. Buon operato pastorale!».

 

 

 

 

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