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Lunedì, 26 Settembre 2022

POLITICA NEWS

festa mamma cara«Allegria, entusiasmo e forti emozioni – rende noto un comunicato – in occasione della “Festa della mamma” celebrata questa mattina presso la ludoteca del Regional Hub di Sant’Anna. Una giornata di unione e condivisione, durante la quale non sono mancate musiche e rappresentazioni poetiche incentrate sulla figura della mamma. Protagonisti dell’iniziativa sono stati ancora una volta i migranti ospiti del Centro, coordinati dal personale della Miser Icr. La manifestazione, promossa dal direttore del Regional Hub di Sant’Anna, Vitaliano Fulciniti, ha visto tra gli altri la presenza del Prefetto di Crotone, Cosima Di Stani, del Vice Questore Maria Antonia Spartà (dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura di Crotone) e del Commissario Giovanni Buzzurro, responsabile del servizio di sicurezza e vigilanza all’interno del Centro d’Accoglienza. L’occasione è stata altresì propizia per l’inaugurazione del “Laboratorio sartoriale”, che sarà curato da uno dei migranti presenti nella struttura, che nel suo paese d’origine faceva il sarto di professione. Il nuovo laboratorio è stato allestito in uno dei locali adiacenti alla ludoteca del Centro e dispone di due macchine da cucire, donate da un’associazione benefica di Catanzaro che preferisce rimanere nell’anonimato. La direzione del Centro ha inoltre procurato numerose stoffe, così da permettere ai migranti interessati di poter svolgere un’ulteriore attività nel loro tempo libero e cimentarsi nella creazione o riparazione di tessuti. Più precisamente, il laboratorio sartoriale rappresenta una delle molteplici attività proposte ai migranti ed inserite nel più ampio progetto pilota denominato “Cara casa”. Quest’ultimo, ad oggi, annovera sette progetti già attivi, fra i quali “Rifiorisce il Centro” (atto a promuovere la cura del verde ed il giardinaggio); “Cara orchestrina”, progetto musicale rivolto ai più piccoli; “Cocopro – Conoscere, condividere, produrre”; “L’ora del tè”, il “Gioco degli scacchi”, “Sound e ritmo: la musica come incontro interculturale”».

 

 

 

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marijuana santanna carabinieriI carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Crotone hanno arrestato due persone, padre e figlio, per coltivazione e produzione di canapa indica. Da giorni i militari stavano effettuando delle perlustrazioni nel territorio a ridosso tra le localita' Sant'Anna, Campione e Salica, al confine tra i Comuni di Crotone ed Isola Capo Rizzuto, dove insistono molti terreni dotati di piccole vasche d'acqua o laghetti, la cui presenza rappresenta la condizione necessaria per poter irrigare in maniera sistematica delle eventuali piantagioni di canapa indica. Ieri mattina l'attivita' si e' concentrata sui terreni di Antonio e Carmine Scalise, padre e figlio, di 59 e 30 anni, in contrada Salica, dove c'e' un piccolo laghetto gia' appartenente all'Opera Sila. Le attivita' di perquisizione e controllo si sono dapprima concentrate sul rispetto delle condizioni di detenzione delle armi legalmente detenute dal trentenne per poi estendersi alla campagna circostante alcuni casolari. E' in questo frangente che Carmine Scaliseha ammesso di aver coltivato alcune piante di marjuana e ne ha indicato una decina nascoste a ridosso di un pollaio. Ma i controlli dei militari hanno permesso di rinvenire ulteriori 70 piante, particolarmente sviluppate ed in procinto di essere raccolte (alcune alte anche due metri e mezzo), abilmente nascoste tra ulivi e piante da frutta.Da qui l'arresto dei due, i quali, su disposizione del pubblico ministero di turnosono stati posti agli arresti domiciliari in attesa dell'udienza di convalida avvenuta stamattina dinanzi al giudice che ha disposto per entrambi l'obbligo di presentazione alla p.g. Le armi di Scalise sono state sequestrate in quanto erano venuti meno i requisiti di legge per la detenzione. Il "raccolto" avrebbe assicurato circa 30 kg di fogliame, il quale una volta essiccato ed immesso sul mercato al dettaglio, avrebbe fruttato non meno di centomila euro. La piantagione e' stata distrutta.

 

 

 

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Mahmmuod Mohammad2

Ha scritto oltre 50 canzoni e nel suo Paese d’origine la sua voce è molto conosciuta. Ora ha dovuto temporaneamente accantonare la propria passione, in quanto “rifugiato” nel Centro d’accoglienza di Sant’Anna. Mahmmuod Mohammad Farman, 35 anni, è un cantante di etnia curdo-irakena, attualmente ospitato nel “Regional Hub” gestito dalla “Sant’Anna accoglienza”. Ha raccontato di aver iniziato l’attività di cantante quando era poco meno che maggiorenne e ha esordito allietando matrimoni e feste. «Ho iniziato a cantare a 17 anni – ha detto Farman – e la musica è sempre stata la mia grande passione». I testi delle sue canzoni sono degli inni alla gioia, ma trattano anche il tema dell’amore. In patria è molto apprezzato, specie dal pubblico femminile, e lo è anche da molti suoi concittadini che vivono disseminati nei paesi europei. Durante un colloquio con i responsabili del centro d’accoglienza, ha raccontato di essere stato contattato da diversi connazionali sparsi in varie città della Germania che vorrebbero si esibisse alla “Festa della primavera”, il cosiddetto “Nauroz”, una festa che in molti paesi della tradizione mediorientale assume le sembianze del nostro capodanno. Ha infatti ricevuto laute proposte economiche da alcuni suoi connazionali curdi, per cantare a Colonia, Monaco, Stoccarda e Francoforte. A malincuore ha dovuto rifiutare, in virtù della sua condizione di richiedente asilo che gli impone di non potersi allontanare dal Centro per molti giorni consecutivi. In passato, però, ha già avuto esperienza di concerti in Paesi europei come la Svezia, la Finlandia, la Danimarca, l’Inghilterra e la stessa Germania. Nel Regional Hub di Sant’Anna vi ha fatto ingresso nello scorso mese di gennaio: ha già formalizzato la richiesta di protezione internazionale ed è ora in attesa di sostenere l’audizione presso la Commissione Territoriale. All’interno del centro d’accoglienza dice di trovarsi bene e di essere circondato da operatori premurosi e disponibili. In particolare è entusiasta di come i medici che operano all’interno del presidio sanitario, presente nella struttura, siano stati solerti ed attenti nel trattare alcuni suoi problemi di salute. Quanto alle prospettive per il futuro, Farman spera di poter rimanere in Italia e magari continuare a coltivare nel “Bel Paese” la passione per la musica. «Se avrò la possibilità di rimanere in Italia – ha osservato – spero di poter continuare la mia attività di cantante e magari tradurre in italiano i testi delle mie canzoni».

 

 

 

 

 

 

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giuliano dolce santanna«Nelle prime ore della giornata di martedì 21 febbraio – rende noto attraverso il suo sito la casa di cura istituto Sant’Anna – si è spento nella sua amata Crotone il professor Giuliano Dolce. Nel 1996 fu lui ad ispirare la nascita dell’Istituto S.Anna. Neurologo di fama internazionale è stato il pioniere della medicina riabilitativa. Ha portato in Italia la prima Unità di Risveglio, attualmente l’unica nel meridione, e ha dato il suo autorevole contributo su temi etici di grande interesse (quale la sospensione volontaria dell’alimentazione in pazienti in stato vegetativo). Tutti ricorderanno, oltre alle sue indiscusse doti scientifiche, la umanità e la caparbietà nel perseguire strade inesplorate nell’ambito della medicina. Tra le altre cose, ha contribuito allo sviluppo della robotica applicata alla riabilitazione, e lo dimostrano le molte apparecchiature robomeccatroniche di sua invenzione presenti ed utilizzate nelle sedi dell’Istituto S.Anna. Giovanni e Pina Pugliese, amministratori dell’Istituto S.Anna, ricordano un maestro, un ispiratore, un amico che resterà per sempre vivo nei ricordi e nei cuori degli operatori della Casa di Cura».

 

 

 

 

 

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nascite misericordia santanna«Al Cara di Sant’Anna trionfa la vita: 17 nascite in un anno». Lo rende noto un comunicato dell'ufficio stampa della Misericordia di Isola Capo Rizzuto. «Per un operatore del centro “Sant’Anna” - prosegue la nota -, assistere all’ingresso di nuovi migranti nella struttura è un’esperienza stravissuta. Ma alcuni neo-ingressi presentano qualcosa di speciale. Toccano il cuore e desterebbero emozioni anche negli animi più insensibili: sono i neonati, dati alla luce nell’ospedale di Crotone. Nel solo 2016 sono state complessivamente 17 le nascite registrate nel Regional Hub di Sant’Anna, dove è operativa una vera e propria equipe dedita all’assistenza degli infanti. Fra i neonati dell’anno passato, la Nigeria è la nazionalità di origine più rappresentata con ben 8 bambini; 6 sono eritrei, 1 somalo; 1 pakistano e 1 gambiano. In maggioranza sono i maschietti, ben 11, rispetto alle 6 femminucce. Il nuovo anno, poi, ha già fatto registrare un’ulteriore nascita lo scorso 11 gennaio, quando al San Giovanni di Dio di Crotone è stato dato alla luce un bimbo nigeriano. L’attività degli operatori della Misericordia che prestano servizio nel Centro è contraddistinta da un atteggiamento premuroso e amorevole nei confronti delle neo-mamme, reso evidente dalla disponibilità e dal sostegno offerto anche durante la degenza ospedaliera. Sono tante le storie in cui le operatrici, per mero spirito caritatevole, hanno sostenuto ed assistito le partorienti, che altrimenti sarebbero rimaste sole durante la degenza. Come non ricordare la storia della piccola Testimoney, la nigeriana nata il 13 giungo 2015, a distanza di una settimana di tempo da quando la mamma era sbarcata a Crotone assieme ad altri 610 migranti. In quella circostanza la madre e la sorellina Tristana sono state assistite giorno e notte dalle operatrici della Misericordia. Tra personale medico e paramedico, assistenti sociali ed educatrici, i neonati presenti nel Centro, possono beneficiare di un servizio di assistenza a tutto tondo: screening pediatrici programmati, vaccinazioni periodiche, programma alimentare appropriato e tutta una serie di servizi. Anche dopo il parto, le mamme sono costantemente supportate dallo staff sanitario, dai mediatori culturali e dall’equipe psico-sociale, pronti a dispensare consigli in base alle varie circostanze. In favore delle mamme sono infatti previsti appuntamenti periodici personalizzati, finalizzati all’apprendimento delle cure materne: in queste sedute, ad esempio, vengono dispensati suggerimenti su come allattare il proprio bimbo o come lavarlo; consigli igienico-sanitari; informazioni sugli orari delle poppate e sulle modalità si svezzamento. La professionalità messa in campo dall’equipe dei “Servizi alla persona”, operante nel Centro di Sant’Anna, nei confronti di categorie vulnerabili quali donne e bambini, la si percepisce già dall’attenzione riservata alle donne gravide. Nulla è lasciato al caso, ma a ciascuna viene garantito un accurato programma di visite ed esami specifici: dai test effettuati ad ogni trimestre, fino all’ecografia di accrescimento del settimo mese, passando per la visita morfologica del quinto mese».

 

 

 

 

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clinica santannaL’Istituto S. Anna compie vent’anni. Vent’anni di lavoro nell’ambito della riabilitazione, di studio, di ricerca al servizio dei pazienti, che ne hanno fatto una tra le realtà più avanzate sul territorio nazionale. Struttura di riferimento regionale per le cerebrolesioni e anche centro d’eccellenza per la riabilitazione neurologica e ortopedica per il trattamento di esiti da ictus, malattie degenerative, politraumi e protesi articolari. Una struttura che, collaborando con i migliori professionisti della comunità scientifica nazionale ed internazionale e utilizzando tecnologie all’avanguardia dà risposte concrete ad alcune delle più complesse patologie in ambito riabilitativo di alta specialità. Investimenti in ricerca e innovazione, collaborazioni prestigiose ed importanti contributi alla comunità scientifica l’hanno resa dopo vent’anni di lavoro un’eccellenza. Fiore all’occhiello della sanità calabrese,in grado non solo di limitare l’emigrazione sanitaria, ma di attrarre l’attenzione di pazienti di altre regioni. Oggi l’Istituto S. Anna conta 148 posti letto, 220 dipendenti (155 dei quali sono donne) 23 medici e 6 ingegneri, tra biomedici e informatici. Dal 1996 forte di un’esperienza maturata con oltre 14 mila ricoveri effettuati, con duemila pazienti che hanno trovato conforto nell’Unità di risveglio e per gravi cerebro lesioni, riesce ad erogare prestazioni sanitarie appropriate e qualitativamente di alto livello. Il professor Dolce, direttore scientifico, coadiuvato dagli ingegneri dell’istituto Sant'Anna, ha ideato e progettato apparecchiature robomeccatroniche riabilitative per il recupero funzionale degli arti superiori ed inferiori. Tali dispositivi innovativi, in fase di sperimentazione e validazione, consentono, con un nuovo approccio alla riabilitazione, il raggiungimento di risultati apprezzabili e comunque migliorativi rispetto alle sole metodiche tradizionali. Oggi, dopo 20 anni di lavoro ed esperienza, l’Istituto ha una visione chiara del proprio futuro: eccellere nell’assistenza ai pazienti, rendendo il percorso riabilitativo sempre più a misura d’uomo e delle famiglie. Un futuro nel quale la ricerca e la robotica devono essere al servizio del paziente, per dare la possibilità agli assistiti di riappropriarsi della propria vita. «È un compleanno speciale – commenta il fondatore e amministratore unico dell’Istituto Giovanni Pugliese – speciale come tutte le persone che ci hanno accompagnato in questi anni, durante i quali al nostro lavoro si sono intrecciate le competenze di diversi professionisti che hanno reso possibile il raggiungimento di traguardi importanti. Vorrei ringraziarli tutti. Un sentimento di profonda gratitudine mi lega al professor Giuliano Dolce, grande studioso e paladino della difesa dei principi etici nella neurologia, nostra Guida ed inventore del “modello” S.Anna». I ringraziamenti Pugliese li indirizza anche all’Università Magna Graecia «per la indispensabile e sostanziale collaborazione nella realizzazione di progetti di ricerca», all’Asp di Crotone «per averci dato la sicurezza e la consapevolezza di poter contare sempre sulla sua competenza; alla società S&D, al Direttore sanitario, ai medici e a tutti i collaboratori. Un pensiero - rivolge Pugliese - anche ai tanti pazienti e ai loro familiari che hanno avuto fiducia in noi e nel nostro lavoro. Colgo infine l’occasione - prosegue Pugliese - per ringraziare per la loro vicinanza e presenza, gli ospiti che da tutta Italia e dall’estero ci hanno raggiunto presso la nostra Casa di Cura, confermando l’attenzione che la comunità scientifica riversa nel nostro lavoro». Per celebrare i vent’anni dell’Istituto, sabato 24 settembre alle ore 9.30, presso la struttura di Poggio Pudano, avrà luogo la sessione scientifica della XIX edizione delle Giornate di Crotone. Faranno da moderatori il dottor Boldrini, presidente nazionale della Sinfer e la dottoressa Pistarini, presidente nazionale della Sirn, con l’introduzione del professor Dolce e le conclusioni del professor Basaglia, dell’ Università di Ferrara. Parteciperanno ai lavori, inoltre il professor Sazbon da Israele, il professor Schmutzahard da Innsbruck, la professoressa Richer da Bordeax e molti altri luminari.

 

 

 

 

 

 

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