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Lunedì, 14 Giugno 2021

POLITICA NEWS

sparatoria pistola coltello cirò marinaCIRO' MARINA - I carabinieri hanno arrestato un uomo di 71 anni, Cataldo Brunetti, pensionato di Ciro' Marina, incensurato, che durante una lite in famiglia per la suddivisione di un eredita' ha esploso svariati colpi di pistola contro alcuni familiari. La famiglia si era riunita per dividere un eredita' contesa ma la discussione e' degenerata al punto che il 70enne ha impugnato la sua calibro 32 ed ha esploso 7 colpi di pistola verso i familiari, colpendo due volte ad una gamba il fratello. Da qui una colluttazione a cui ha partecipato anche il figlio e nella quale e' stato utilizzato anche un coltello a scatto di 13 centimetri. L'uomo si e' poi dato alla fuga ma poco dopo si e' presentato in caserma con il proprio legale, dove e' stato arrestato per tentato omicidio, lesioni e porto di arma da fuoco mentre il figlio, rintracciato in seguito, e' stato denunciato per lesioni. Armi fumanti anche altrove nella stessa giornata nel Crotonese. Un altro episodio su cui indagano i carabinieri è accaduto nelle campagne di Scandale dove un, 29enne, G. D. P., bracciante, è stato sparato mentre piantava degli ulivi. Era con lui un gruppo di persone al momento dell'agguato. Il giovane è stato attinto da colpi di arma da fuoco in più parti del corpo. Ignoti hanno esploso dei colpi andati a segno da un’auto in corsa. L’uomo, trasportato al pronto soccorso di Crotone, non verserebbe in condizioni critiche.

 

 

 

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«Sono esterrefatto per la sorpresa che ho trovato stamattina a casa mia: qualcuno ha pensato di intimidirmi con 4 colpi di arma da fuoco colpendo la saracinesca del garage di casa, il motore della macchina della mia consorte». A scriverlo sul proprio profilo Facebook è il sindaco di Scandale Iginio Pingitore. «I colpi – spiega il sindaco – si sono sentiti nella serata di ieri, ad accorgersene sono state mia moglie e mia figlia, le quali hanno ignorato che si trattasse di un atto intimidatorio. Coloro i quali commettono queste azioni sono persone (se così possiamo definirle) abominevoli, ma consentitemi di esprimere anche le mie preoccupazioni – conclude Pingitore – nei confronti di quelle che vivono apparentemente nel silenzio assoluto, che forse fomentano ancor di più, senza dare il minimo contributo per la crescita morale, socio-culturale della nostra cittadina». Il primo cittadino ha denunciato l'intimidazione ai Carabinieri che hanno avviato le indagini. Il sindaco Iginio Pingitore e' stato eletto nel 2013 con una lista civica.

 

 

 

 

 

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I Carabinieri di Scandale hanno arrestato un uomo, Ferdinando Scalise, di 52 anni, per detenzione di armi clandestine e relativo munizionamento. Da tempo i militari della locale Stazione avevano avuto riscontri informativi che Scalise, oltre a detenere legalmente alcune armi ne occultasse delle altre illecitamente detenute. Nelle ore scorse, un nutrito dispositivo di militari agli ordini del comandante della Stazione il maresciallo ordinario Pasquale Castellana, unitamente ad unita' cinofile dello Squadrone cacciatori di Calabria e uomini del Nucleo Operativo della Compagnia di Crotone hanno "congelato" tre siti riconducibili all'uomo, ovvero l'abitazione, l'attivita' commerciale di vendita di casalinghi ed un magazzino di proprieta'. Le perquisizioni iniziate all'alba sono state condotte dai militari nei vari obiettivi con una certa difficolta' vista anche la grandezza degli spazi. Tuttavia il cane-carabiniere Willy ha individuato una traccia nel box dell'abitazione dove sono stati trovati circa 80 proiettili calibro 9 e 22. Avendo sempre piu' fondato il sospetto delle presenza di armi, i Carabinieri hanno chiesto e ottenuto rinforzi convincendo Scalise ad indicare dove fossero occultate le armi. In un sottoscala del magazzin oc'erano una pistola Beretta modello 34 calibro 9, con matricola abrasa; una pistola Carma Rhom cal22 con matricola abrasa ed una pistola a salve modificata per poter sparare colpi veri calibro 7.65, oltre a un centinaio di proiettili in tutto. Scalise e' stato quindi dichiarato in arresto di flagranza per detenzione di armi clandestine e relativo munizionamento, e ricettazione delle medesime. I militari hanno anche sequestrato tre fucili e una pistola per le quali l'uomo aveva regolare autorizzazione. Il ritrovamento del mini arsenale - fanno rilevare gli inquirenti - sta preoccupando non poco il Comando Carabinieri: il paese di Scandale e' da sempre considerato relativamente tranquillo, ma la disponibilita' di armi perfettamente funzionanti e pronte all'uso, per di piu' celato da un uomo che ne deteneva legalmente delle altre e' elemento sotto la lente degli investigatori che stanno cercando di capire per chi fossero detenute le armi e per quale motivo. Le armi verranno inviate al Ris di Messina per gli accertamenti balistici necessari per scoprire se le armi siano gia' state utilizzate in azioni delittuose.

 

 

 

 

 

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protesta discarica santa marina scandale«Era il primo marzo del 2010 quando il dirigente generale del dipartimento Politiche dell'ambiente della Regione Calabria autorizzava la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Santa Marina di Scandale. Esattamente 7 anni dopo, lo scorso 2 marzo ero finalmente in conferenza dei servizi, convinto di poter vedere concluso, una volta per tutte, l'iter autorizzativo dell'impianto». Inizia così la lunga lettera inviata alla stampa da Antonio Trivieri, il socio unico di "Ecolsystema Srl" che è il soggetto proponente della discarica in località Santa Marina di Scandale. Nella lettera-denuncia, l'imprenditore ripercorre tutte le tappe seguite per ottenere un iter autorizzativo per l'attività imprenditriale a tutt'oggi non concesso dalla Regione e si dichiara vittima di un presunto «monopolio sulla gestione dei rifiuti» vigente in Calabria. «Tra queste due date (1 marzo 2010 - 2 marzo 2017, ndr) - scrive Trivieri - non sono soltanto trascorsi 7 lunghissimi anni, ma si è consumata una vera e propria odissea burocratica la cui ragione mi fa sorgere il dubbio che la mia iniziativa imprenditoriale possa rompere l’attuale monopolio di gestione dei rifiuti, che opera in stato di emergenza con costi maggiori per la collettività e vantaggi per chi ne gestisce lo smaltimento. Vorrei non fosse vero, ma a questa amara consapevolezza sono arrivato dopo lunghi anni in cui, ottimista ed ingenuo, ho continuato ad essere rimbalzato dagli uffici regionali che chiedevano pareri e certificazioni sempre nuovi; ad essere bloccato da leggi regionali che sospendevano l'autorizzazione della discarica; a vedere rinviate le convocazioni della conferenza dei servizi per le più disparate ragioni. Non c'è stato passo in avanti compiuto, parere rilasciato che, in questi anni, non abbia dovuto ottenere attraverso sollecitazioni e diffide e nonostante questo, 7 anni dopo, la procastinazione della decisione continua. La mia odissea ha avuto inizio, dicevo, nel 2010, sebbene già da un paio d'anni lavorassi, con l'aiuto di professionisti del settore, al progetto di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi dedicata esclusivamente allo smaltimento di rifiuti contenenti amianto in località Santa Marina di Scandale, la cui utilità fu sottolineata da molti, considerata l'alta incidenza di amianto da smaltire. Tuttavia, subito dopo il decreto autorizzativo, comunicato l'avvio dei lavori, partirono una serie di sospensioni da parte del dirigente che aveva concesso l'autorizzazione e da parte del Comune di Scandale, per le proteste di qualche associazione. Tra sospensioni e revoche disposte dal Tar, che puntualmente mi dava ragione, sono trascorsi quasi due anni ed infine il 23/12/2011 veniva introdotta una norma ad hoc nella legge regionale n.47 del 23/12/2011 che all'articolo 54 disponeva la sospensione degli effetti delle autorizzazioni già rilasciate limitatamente alle discariche di amianto non ancora in funzione. Guarda caso calzava a pennello al mio impianto. Altri due anni sono trascorsi tra ricorsi vari, finché, avendo la Regione Calabria pubblicato una manifestazione di interesse per gestori di discariche e disponibili a ricevere nei propri impianti, vista l'emergenza regionale, rifiuti anche non autorizzati, ho riconvertito il progetto in una discarica di rifiuti non pericolosi per lo smaltimento dei rifiuti urbani non recuperabili, utile ad accogliere il residuo dell'impianto di trattamento meccanico biologico di Ponticelli. Trascorso un anno ed ottenuto il parere favorevole della Struttura tecnica di valutazione regionale, il 14 settembre 2015 si sarebbe dovuta tenere la conferenza di servizi. Ma un anno e mezzo è trascorso tra rinvii vari motivati quando dallo smarrimento del fascicolo nel trasferimento degli uffici alla cittadella regionale, quando dall'impedimento del dirigente, quando dall'assenza al tavolo del Dipartimento Agricoltura della Regione. Nel frattempo, il 22 dicembre del 2016 è stato approvato il nuovo Piano regionale gestione rifiuti, è decaduta legge 8/2016, recante “Misure di salvaguardia in pendenza dell'approvazione del nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti”, che aveva sospeso le autorizzazioni ed ho chiesto l'immediata convocazione della conferenza dei servizi. La risposta del dirigente generale del Dipartimento Ambiente Rodolfo Marsico è stata che aveva bisogno di tempo per studiare il nuovo piano... come se non fosse stato redatto dal settore di cui è a capo! Finalmente una data era stata individuata nel 31 gennaio ma, puntualmente, qualche giorno prima è arrivato l'ennesimo avviso di rinvio richiesto dal sindaco di Scandale per poter svolgere un consiglio comunale aperto sull'argomento. Consiglio che, tuttavia, non si è mai svolto. Ed eccoci al 2 marzo. Credevo davvero di essere arrivato alla fine di questa odissea ed invece ecco l'ennesimo coniglio dal cilindro: il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Carmelo Salvino, il cui parere era l'unico mancante, ha sollevato una pregiudiziale, facendo notare che essendo stata l'istruttoria avviata in vigenza della legge 8/2016 che sospendeva le autorizzazioni, va verificata la validità giuridica degli atti. A nulla sono valse le mie richieste di reinviare subito le carte alla Struttura tecnica di valutazione: ancora una volta è stata scelta la strada più lunga: chiedere un parere in merito all'avvocatura della Regione. Ora che non sono più ingenuo come un tempo so già come andranno le cose: il Dipartimento Ambiente invierà la richiesta di parere all'avvocatura non prima del termine ultimo di 30 giorni, a sua volta l'avvocatura potrà prendersene 90 e di nuovo il Dipartimento Ambiente ne avrà a disposizione 30 per comunicarci il parere. Il totale è di 150 giorni, sempre che non calcolino ferie e festivi: almeno altri 5 mesi con cui arriveremo alla fine del 2017. Ed anche se l'avvocatura decidesse che non ci sono pregiudizi alla legittimità dei pareri, sono certo che spunteranno altri cavilli, magari una miniera d'oro o chissà quale scarafaggio di specie protetta nel territorio individuato per la discarica. In extremis potrebbe intervenire qualche legge regionale ad hoc, come quell'articolo 54 della legge 47/2011 che sospese solo ed esclusivamente l'autorizzazione della mia discarica di amianto. Se la delusione dell'andamento della conferenza di servizi non fosse sufficiente, lo scorso 7 marzo è arrivato il colpo di grazia, con le dichiarazioni del governatore Oliverio riportate da “Il Crotonese”: “Sindaco stai tranquillo, la discarica non passerà mai”. Una dichiarazione gravissima da parte dell'amministratore di un ente che da anni mi tiene appeso ad un iter che pare infinito. Questo è davvero troppo anche per me che finora ho pazientato, ho rispettato regole e ruoli, ho operato nella massima trasparenza e legalità ed ho proposto al Comune di Scandale una vantaggiosa convenzione che prevede benefit per la popolazione, oltre ad assicurare l'assunzione di non meno di 15 unità lavorative selezionate tra i residenti. Forse, come dicevo all'inizio, sono semplicemente scomodo perché con la mia iniziativa imprenditoriale rompo la gestione attuale dei rifiuti, sebbene io offra semplicemente l'ultimo passaggio della catena, ovvero lo smaltimento degli scarti della selezione dei rifiuti urbani. Passaggio che, è bene che i cittadini lo sappiano, consentirebbe a tutti i cittadini di risparmiare denaro rispetto all’attuale sistema di lavoro in emergenza. Le dichiarazioni riportate, sono state per dovuta conoscenza inviate alla Procura della Repubblica».

 

 

 

 

 

 

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protesta discarica scandaleFilippo Sestito dell’Arci, Filly Pollinzi di Possibile, Teresa Liguori di Italia Nostra ed Elsa Bonazza della Cgil scrivono che «a ridosso della conferenza di servizi che si terrà il prossimo 2 marzo, a conclusione dell’iter autorizzativo relativo alla discarica di Santa Marina di Scandale, non registriamo la necessaria e dovuta attenzione da parte delle istituzioni preposte alla tutela del nostro territorio, martoriato da politiche inadeguate». «Nessuna notizia – commentano i quattro scriventi – è giunta alla cittadinanza da parte degli enti interessati e convocati presso la Cittadella regionale a Catanzaro per il prossimo giovedì. Ad oggi la Provincia di Crotone, la Asp - Servizio igiene e sanità pubblica, il dipartimento provinciale dell’Arpacal e il dipartimento Agricoltura della Regione Calabria non hanno palesato alcuna volontà in ordine al progetto della “Ecolsystema Srl”, trincerati dietro un pesante silenzio che li renderebbe complici dello scempio ambientale in atto. Riteniamo che non sia né pensabile né immaginabile che ogni pezzo di terra del nostro territorio sia destinato a diventare un buco dove interrare rifiuti, di qualsiasi genere, favorendo il profitto a tutti i costi a scapito dei diritti dei cittadini. Ricordiamo che più di cinque anni fa, quando fu posto in essere lo stesso tentativo di insediare e realizzare la discarica di amianto in località Santa Marina di Scandale, le istituzioni tutte, con il Comune di Scandale in testa, e la cittadinanza scesero in strada bloccando la strada statale 107 e prendendo una posizione netta e contraria. Oggi registriamo il silenzio. Perché? Cosa è cambiato? E’ la crisi economica che attanaglia il nostro territorio a favorire il tentativo di tenere “tiepide” le istituzioni di fronte ad argomenti così contingenti oppure sono pressioni ed interessi di altra natura, che non si leggono sul giornale e che vivono di parole sussurrate nell’ombra, a far sì che tutto taccia? Se così fosse non saranno sufficienti le pressioni di nessun genere a fermare il cambiamento e la voglia di riscatto del territorio ma ci renderanno più forti e convinti che la strada che abbiamo intrapreso dicendo no alla devastazione del territorio è la strada giusta. Auspichiamo che tutte le istituzioni coinvolte sappiano ritrovare il coraggio di difendere i cittadini ed il territorio che sono chiamati ad amministrare. In caso contrario le pressioni forti di un movimento coeso e partecipato saranno in grado, così come è avvenuto in passato, di difendere anche da fuori le istituzioni, il nostro territorio, la nostra salute ed il nostro futuro».

 

 

 

 

 

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correggia sorgiovanni comune«No alla discarica di Santa Marina: il sindaco tace». Lo ribadiscono in una nota i portavoce del MoVimento 5 stelle di Crotone Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia. «Ancora una volta – commentano i due – si vuole trasformare il territorio crotonese in una discarica. Mentre la Regione Calabria approva il piano regionale dei rifiuti con l'obiettivo "discariche zero'', nel territorio di Scandale, al confine con i comuni di Crotone e Rocca di Neto, si riesuma il progetto della discarica di Santa Marina. Il M5s di Crotone – è scritto nella nota – chiede al sindaco di Crotone Ugo Pugliese, in rappresentanza di tutti i cittadini, di far sentire il “No” dei cittadini alla realizzazione di ulteriori impianti ad alto impatto e rischio ambientale, in un comprensorio già disseminato di mezzi di trattamento rifiuti e di siti inquinati. Per la tutela della nostra salute – sottolineano i consiglieri comunali pentastellati – e per la valorizzazione di prodotti che hanno conseguito la registrazione di marchi collettivi Dop con indicazione dell'origine geografica o di prodotti di nicchia come il pecorino crotonese, dobbiamo difendere a tutti i costi i territori minacciati dalla volontà espressa di realizzare questa discarica. Ecco il nostro appello accorato: egregio sindaco, non si può aspettare che sia troppo tardi! Ti chiediamo di far sentire in maniera chiara e decisa il “No” dei crotonesi all'ennesima discarica».

 

 

 

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