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Mercoledì, 29 Maggio 2024

POLITICA NEWS

corrado barbuto macchina«Torna a Crotone l'incubo delle trivelle: il governo più nero e bugiardo della nostra storia ha concesso due permessi di ricerca per gas e petrolio a largo della nostra costa». Lo scrivono in una nota 9 associazioni del Crotonese (Associazione terra e libertà, Verità democrazia e partecipazione, Arci Crotone, associazione Il Barrio, Mddc – Movimento per la difesa dei diritti dei cittadini, cooperativa sociale Agorà Kroton, Le Lampare Bassojoniocosentino, Mga – associazione nazionale forense, associazione Nonostante tutto resistiamo e associazione Gli Spalatori di nuvole).
«L'ennesimo regalo alle multinazionali dell'energia – commentano – arriva da coloro che avevano costruito la loro campagna elettorale sulla difesa del nostro territorio. Ma le promesse da marinaio, si sa, hanno le gambe corte. E così è accaduto che i 5 stelle, dopo aver sostenuto il referendum contro le trivelle si sono venduti al potere del dio petrolio. Un'azione, questa, del governo più nemico dei territori di tutta la storia repubblicana, che pesa su una provincia devastata da decenni da chi ha scavato fosse ed interrato rifiuti tal quali, guadagnando decine di milioni di euro, e dall'Eni».
«Un territorio stuprato – incalzano le associazioni – più volte, anche da chi ha scelto la facile via dell'attaccare solo la multinazionale e non trova il coraggio di dire la verità sulle imprese del territorio che lucrano ed inquinano l'ambiente. Le due parlamentari indigene Margherita Corrado ed Elisabetta Barbuto, cosa dicono? Continuano a difendere imperterrite questo governo bugiardo. Lo hanno fatto votando il decreto sicurezza, continuano a farlo oggi, propinando menzogne su menzogne in merito alla vicenda delle autorizzazioni alla ricerca con l'Air-gun».
«Alle due parlamentari – conclude la nota –, novelle Pinocchio, ribadiamo nuovamente la richiesta di rimette il mandato, dimettersi dall'incarico lautamente retribuito e liberare questo territorio dalla loro inutile presenza».

 

 

 

 

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airgun«Il 5 dicembre 2016, con decreto del ministero dell'Ambiente, del territorio e della tutela del mare, e' stato sancito il giudizio negativo riguardo alla compatibilita' ambientale del progetto di prospezione di idrocarburi da realizzarsi nel canale di Sicilia attraverso la tecnica dell'airgun». Lo riferisce una nota dei portavoce del Movimento 5 Stelle Crotone Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia. «Nel decreto - spiegano - si prende atto del parere della commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale, la quale afferma che detta prospezione potrebbe avere degli impatti negativi sulle attivita' di pesca e di conseguenza causare possibili perdite di reddito alle marinerie coinvolte. La zona e' considerata sensibile a causa della presenza di aree di riproduzione nei fondali e in mare aperto. Anche il ministero dei Beni culturali ha inteso condividere il parere della Commissione per la particolare intensita' degli indotti negativi sugli aspetti identitari e tradizionali propri della cultura delle popolazioni costiere interessate, legati alle economie locali tipiche nel settore della pesca commerciale e del turismo». «Sono queste le argomentazioni - proseguono - che avremmo preferito poter leggere in relazione ai ben tre diversi progetti di prospezione al largo delle nostre coste che invece hanno avuto, seppur in condizioni del tutto simili quali sono quelle del Mediterraneo e delle sue popolazioni costiere, giudizi e pareri diametralmente opposti. Tali argomentazioni, inoltre, una volta di piu' ci persuadono sul rischio sia della fauna marina che popola le nostre acque sia delle attivita' ittiche ed economiche dei nostri pescatori, preoccupati non senza ragione dalle conseguenze che le prospezioni potrebbero causare». «Ci chiediamo infine se, a differenza di quella siciliana, la nostra classe politica, quella seduta nelle stanza dei bottoni, non abbia potuto fare di piu' per tutelare gli interessi del nostro territorio. Come Movimento 5 Stelle, intanto, ci siamo attivati presso la Camera dei deputati per mezzo del nostro portavoce Paolo Parentela per un'interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro dell'Ambiente in merito alla situazione della subsidenza nell'area di Crotone, ed in particolare di Capo Colonna, cosi' come rilevata dai dati di monitoraggio dell'analisi altimetrica integrata Cgps, livellazioni e Sar eseguita dall'Eni nel periodo 2003-2013 e sull'opportunita' di eseguire ulteriori e piu' approfonditi rilievi in relazione alla incessante attivita' di estrazione di idrocarburi che perdura ormai da decenni nel nostro territorio e che e' comprovato inducano fenomeni di subsidenza. Per quanto ci e' possibile - concludono -, noi continueremo a vigilare e a denunciare le innumerevoli contraddizioni alle quali, come cittadini, siamo costantemente sottoposti».

 

 

 

 

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airgun«Sindaci compatti sul no alle esplorazioni marine con il sistema airgun nelle acque del mare della costa ionica crotonese». Lo rende noto un comunicato stampa del Comune di Crotone. «Un "No" chiaro, netto, compatto - prosegue la nota - ribadito questa sera nel corso della riunione che si è tenuta nella Casa Comunale convocata dal sindaco Ugo Pugliese ed alla quale hanno partecipato Gino Murgi sindaco di Melissa, Domenico Vulcano sindaco di Crucoli, Michele Laurenzano sindaco di Strongoli, Anna Battaglia vice sindaco di Cutro, Carmela Maiolo vice sindaco di Isola Capo Rizzuto e Nicodemo Baffa assessore di Cirò Marina. Riunione alla quale ha partecipato il Comandante della Capitaneria di Porto di Crotone Giuseppe Andronaco. I sindaci si sono determinati nel ribadire la loro netta contrarietà alle esplorazioni marine ed hanno convenuto di ufficializzaare la loro decisione attraverso un documento che intendono condividere anche con altri sindaci della costa ionica, compresi nelle aree oggetto delle ispezioni. I sindaci hanno espresso contrarietà rispetto alla tecnica utilizzata, il sistema airgun, e sono impegnati per la tutela del mare nell'interesse delle rispettive comunità. Nel documento che sarà trasmesso alla Regione Calabria si chiederà alla stessa di farsi portavoce della istanza che parte dal territorio e di adottare tutti i provvedimenti avverso i decreti ministeriali autorizzativi a cominciare dalle impugnazioni presso il Tar. I sindaci ritengono inoltre di coinvolgere in questo percorso le associazioni ambientaliste».

 

 

 

 

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rizzo gallettiL'assessore regionale all'Ambiente della Calabria Antonella Rizzo ha scritto al ministro dell'Ambinete e della tutela del mare e del territorio Gian Luca Galletti in merito alle due autorizzazioni concesse di recente per la ricerca di idrocarburi nello ionio, chiedendo di sospendere le stesse e avere un incontro nel più breve tempo possibile. «A seguito delle autorizzazioni concesse - esordisce l'assessore regionale - alla società Global Med Llc in data 18 ottobre 2016, avente ad oggetto la ricerca di idrocarburi con l’utilizzo della tecnica dell’air-gun, esprimiamo profonda preoccupazione, in quanto le aree individuate al largo delle coste calabresi (precisamente Sic Ita9320095 “Foce Neto”, Sic Ita 9320096 “Fondali di Gabella Grande”, Sic Ita9320101 “Capo Colonna”, Sic Ita9320103 "Capo Rizzuto”, Sic Ita9320097 "Fondali da Crotone a Le Castella”, Zps Ita9320302 "Marchesato e Fiume Neto”), sono limitrofe a importanti concessioni per l’estrazione di idrocarburi attive da decenni ed i cui impatti sull’ambiente circostante sono ancora oggi noti solo in parte. Infatti, partendo dal presupposto - sottolinea l'assessore Rizzo - che l’estrazione di idrocarburi da giacimenti ubicati in prossimità della costa, determina sempre abbassamenti significativi del suolo, cosiddetto fenomeno noto come subsidenza, non si può non tenere in considerazione, nel rilascio di ulteriori autorizzazioni, che quasi tutte le concessioni, attive a largo delle coste calabresi (rilasciate tra il 1973 ed il 1987) non sono mai state sottoposte a Valutazione di impatto ambientale, nonostante nel tempo più volte prorogate. Le preoccupazioni qui rappresentate - spiega Rizzo - aumentano sensibilmente leggendo il report di “Monitoraggio geodinamico e subsidenza del Bacino crotonese dal 2003 al 2016” realizzato nel 2016 dalla società titolare delle concessioni attive su richiesta di Arpa Calabria, da cui si evincono sostanzialmente due elementi: la Società titolare della concessione, nonostante monitori da diversi anni con estrema precisione i movimenti sia verticali che orizzontali del suolo dell’entroterra e della linea di costa interessata, non è in grado di discernere il contributo dell’attività estrattiva alla subsidenza (mancando di fatto un modello matematico affidabile che stimi le conseguenze delle attività estrattive). Ne consegue che, ad oggi, non è noto quale sia il reale impatto di tali attività sulle coste calabresi, e, soprattutto, quali siano le previsioni per l’evoluzione del fenomeno. In ogni caso - prosegue Rizzo - sono stati registrati nel periodo 2003-2013 “tassi di abbassamento anomali” con valori che oscillano, con le diverse tecniche utilizzate, tra 1 e 2 cm annui (es. Promontorio di Capocolonna, Porto di Crotone). Si evidenzia, altresì, che ci troviamo ormai quotidianamente a fronteggiare crolli di costoni del promontorio, che mettono in grave pericolo l’immenso ed unico patrimonio archeologico di Capo Colonna, luogo in cui sorgeva il tempio di Hera Lacinia e la scuola di Pitagora su cui tante risorse ha investito il ministero dei Beni culturali. Questa Amministrazione regionale - annuncia l'assesssore regionale - considera non più tollerabile che, a distanza di quarant'anni dalla messa in esercizio dei pozzi, manchi ancora un modello previsionale dettagliato che stimi gli impatti sull’ambiente circostante. Riteniamo, pertanto, che l’autorizzazione alla Global Medd Llc, il cui progetto di ricerca consiste nella registrazione di 222 chilometri di linee sismiche 2D nella zona “d 86 F.R-GM”, localizzata in prossimità del margine meridionale del Golfo di Taranto e di fronte alle coste calabresi all’interno dell’area marina “F”, possa creare ulteriori sconvolgimenti al nostro territorio. Alla luce di quanto sopra esposto, si può ben comprendere come la concessione di nuove esplorazioni, desta notevole preoccupazione e dovrebbe essere revocata, in attesa di definire in maniera quanto più reale possibile la situazione esistente e la sua evoluzione futura probabile. Pertanto, chiediamo, a lei onorevole ministro - conclude la missiva -, di volere almeno sospendere le autorizzazioni concesse ed avere un incontro nel più breve tempo possibile, al fine di potere esplicitare in modo dettagliato la preoccupante situazione venutasi a creare».

 

 

 

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ugo pugliese porto

«Battaglie come quelle contro le esplorazioni marine con il sistema airgun sono di tutti i cittadini di Crotone, non di parte» dichiara il sindaco Ugo Pugliese. «Il sindaco - precisa la nota - condivide, combatte e guida le battaglie della gente della sua città. Battaglie che vanno combattute uniti, sotto un unico vessillo che è quello della città. E condivise anche con le altre comunità al fine di favorire una ampia riflessione ed unità di intenti sulla problematica» aggiunge il sindaco. A tale scopo è stata convocata dal sindaco di Crotone per giovedì 17 novembre alle ore 16 presso il Comune capoluogo una riunione con i sindaci dei comuni costieri (Cirò, Cirò Marina, Crucoli, Cutro, Isola Capo Rizzuto, Melissa e Strongoli). «Dopo l’incontro con i sindaci, che sono certo sarà proficuo, sposteremo l’asse verso la Regione e poi al ministero. Ho più volte espresso le mie perplessità per quanto attiene la ricerca effettuata con sistema airgun e la mia contrarietà all’utilizzo di questa tecnica nelle acque del nostro mare. Giovedì prossimo sarà l’occasione di affrontare in maniera unitaria con i colleghi sindaci un tema che interessa e coinvolge tutte le comunità amministrate» conclude il sindaco Ugo Pugliese. Proprio in queste ore il sindaco Pugliese ed il sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno sono a Roma presso il ministero dell’Ambiente per discutere di altre problematiche, ma non mancheranno di investire fin d’ora il dicastero competente della tematica in questione.

 

 

 

 

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petizione airgun possibileUna Petizione pubblica in difesa del mare. È questa la nuova iniziativa – informa una nota – ideata e promossa dal comitato Mediterraneo Possibile, in stretta collaborazione con i comitati presenti nel Golfo di Taranto e il gruppo parlamentare del partito. In particolare, l’iniziativa è indirizzata al ritiro delle autorizzazione rilasciata dal ministero dell’Ambiente all’uso della tecnica “Airgun” e vietarne l’uso nelle prospezioni marittime. Le ragioni di questa nuova mobilitazione, sono state presentate dal comitato crotonese di Possibile durante una conferenza tenutasi presso i locali del Museo d’arte contemporanea. «Abbiamo deciso di lanciare questa petizione – ha esordito il portavoce del comitato Davide Dionesalvi – per porre l’accento su un’azione politica del Governo che purtroppo ancora una volta tradisce le nuove direttive comunitarie di tutela ambientale, riconversione energetica, eco sostenibilità e salute pubblica. Dunque – ha spiegato ancora Dionesalvi – non vogliamo solo informare sul pericolo che queste nuove prospezioni comporterebbero, ma dare l’opportunità alla popolazione di fare sentire la propria voce con un’azione che forse non ha potere legislativo, ma di opinione e presa di posizione nei riguardi del Ministero e del Governo tutto». Come spiegato in una breve, ma dettagliata documentazione fornita durante l’incontro, sono già ampiamente noti, e da diverso tempo, i danni provocati dalla tecnica “Air gun” all’intero ecosistema e all’ambiente marino. La stessa società beneficiaria dell’autorizzazione del ministero dell’Ambiente, la “Sclumberger Italia” (ma esiste anche la “Global Med Lcc”) ha depositato infatti uno studio confermando che i principali impatti ambientali di questa pratica potrebbero riguardare la fauna marina. A ciò si aggiungono poi numerosi studi di GreenItalia e Legambiente che contestano l’utilizzo di questa tecnica per il forte rumore, che può provocare danni e alterazioni comportamentali, anche letali in molte specie marine, in particolare per i cetacei. A ciò si aggiunge anche lo studio Ispra del 2012, che definisce tale tecnica di prospezione come “dinamite del nuovo millennio”. «La cosa singolare, ma che non ci stupisce – ha aggiunto Filly Pollinzi – è che proprio il Parlamento italiano lo scorso anno aveva ritenuto pericolosa la tecnica “airgun”, al punto da inserirla tra i reati ambientali perseguibili penalmente, salvo poi fare marcia indietro. Ad allarmare – ha aggiunto Pollinzi – sono inoltre le notizie circa il vaglio, da parte del ministero, del rilascio di nuove autorizzazioni anche per l’area di Capocolonna, area già compromessa ma che ancora conserva un patrimonio marino, territoriale e archeologico da tutelare assolutamente». Insomma – è scritto ancora nel comunicato –, la prospettiva è quella di un nuovo, ennesimo, errore politico italiano di gestione delle risorse ambientali, proprio mentre gli Stati Uniti bandiscono la tecnica “Air Gun” dai loro oceani e la Conferenza internazionale sul clima di Parigi, la Cop21, annuncia una nuova accelerazione nel processo di decarbonizzazione, nell’ottica di un approvvigionamento completamente rinnovabile entro il 2050. Possibile – rende noto il comunicato – ha già attivato le azioni necessarie per accendere i riflettori su una questione che per adesso coinvolge il mare Adriatico e lo Ionio, ma che potrebbe allargarsi ad altre zone. L’ha fatto dapprima con la presentazione di un’interrogazione parlamentare che ha come primo firmatario il segretario di Partito Pippo Civati e a seguire il comitato Mediterraneo Possibile di Crotone, attraverso la raccolta firma che prenderà il via la mattina di domenica 13 novembre presso piazzale Marinai d’Italia, a margine di un’altra manifestazione, organizzata dal locale movimento “Amici di Beppe Grillo”, proprio contro le autorizzazioni di prospezioni rilasciate dal ministero dell’Ambiente. Iniziativa che Mediterraneo Possibile ha sposato ed alla quale prenderà parte. «Finalmente – ha aggiunto Filly Pollinzi – su alcune tematiche così universali, si è giunti ad una forma di dialogo e collaborazioni che travalica l’appartenenza politica e si intreccia esclusivamente con gli interessi dei territori, già provati da mille e mille problematiche». «In definitiva – ha concluso aggiunto Dionesalavi - con questa raccolta firme e con l’interrogazione parlamentare promossa da Civati, chiediamo dunque al Governo di revocare tutte le autorizzazioni, in virtù del principio di precauzione promosso dall’Unione Europea, e ripristinare il Piano delle aree marine, che consentirebbe di rivedere e ridefinire autorizzazioni e fattibilità anche in ottica di una nuova strategia energetica nazionale».

 

trivellazioni striscione2Sempre in relazione ai sondaggi condotti con la tecnico airgun «il meetup Amici Beppe Grillo Crotone – è scritto in una nota – invita la stampa ed i cittadini interessati alla discussione aperta in videoconferenza che si terrà questo pomeriggio alle 18.30 (sala Santa Veneranda piazza Santa Veneranda, Centro storico), con il professor Andrea Billi dell'Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Cnr, coautore dello studio sulla megafrana che interessa il territorio crotonese». Sempre il il meetup Amici Beppe Grillo informa che «si svolgerà domenica 13 novembre a Crotone la Manifestazione "Difendiamo il nostro mare" contro i decreti di compatibilità ambientale per attività di prospezione e ricerca di idrocarburi nella acque del Golfo di Taranto ed a largo di Crotone rilasciati il 18 ottobre 2016. Il corteo partirà alle ore 10.00 dalla passerella sul lungomare di Crotone e si dirigerà verso la piazzetta Marinai d'Italia, luogo di raduno dell'intero corteo, dove si svolgeranno i vari interventi sul tema. La valutazione di impatto ambientale conclusasi presso il ministero dell'Ambiente prevede un'istanza di prospezione nello Ionio per ben 4000 kmq promossa dalla Schlumberger e di ricerca da parte della Globalmed riguardante le coste a largo della città di Crotone per circa altri 1500 kmq. Tale tecnica può provocare danni alla fauna marina causando alterazioni comportamentali, talvolta letali, in specie marine assai diverse, in particolare per i cetacei, fino a chilometri di distanza. Senza calcolare i danni economici alle attività di pesca ed all'economia locale. Questa manifestazione vuole rappresentare il punto di inizio di altre iniziative volte a contrastare questi progetti e continuare la raccolta di adesioni e consensi, ma anche aumentare la conoscenza relativamente a temi che il governo vuole trattare in maniera esclusiva. Infatti si intende anche far presente quanto la modifica del Titolo V della Costituzione determini un passaggio di competenze esclusive in materia di energia allo Stato, togliendo alle Regioni la possibilità di decidere sulla tutela del proprio territorio. A tal proposito sono stati invitati tutti i sindaci dei comuni interessati e coinvolti da tali attività quali Cropani, Montepaone, Soverato, Borgia, Staletti', Sellia Marina, Catanzaro, Isola di Capo Rizzuto, Botricello, Cutro, Simeri Crichi, Montauro, Squillace, Belcastro, Galatone, Lizzano, Strongoli, Manduria, Corigliano Calabro, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Albidona, Pulsano, Maruggio, Taranto, Rossano, Ciro' Marina, Castellaneta, Ugento, Melissa, Crucoli, Rotondella, Palagiano, Leporano, Crotone, Racale, Sannicola, Rocca Imperiale, Castrignano del Capo, Cariati, Pietrapaola, Taviano, Ginosa, Crosia, Scanzano Jonico, Nova Siri, Massafra, Cassano allo Ionio, Porto Cesareo, Policoro, Morciano di Leuca, Patu', Ciro', Scala Coeli, Gallipoli, Mandatoriccio, Alliste, Salve, Bernalda, Nardo', Trebisacce, Pisticci, Torricella, Calopezzati, Villapiana, Amendolara. Nella lettera ai Sindaci si precisa che la tutela del territorio e di parte della nostra economia è nuovamente costretta a soccombere dinanzi agli interessi delle lobbies e delle multinazionali. Le istituzioni comunali devono assumere un ruolo primario di difendere i propri territori, la loro sicurezza e quella dei cittadini, l'economia locale e, soprattutto, la salute dei cittadini. La manifestazione è promossa da Amici Beppe Grillo Crotone, Coordinamento Pescatori Autonomi, Federazione provinciale C.G.I.L., Movimento Difesa del Cittadino, Comitato Verità Democrazia e Partecipazione, Lega Ambiente Calabria, Arci, E.n.p.a., Ass Cult. Infinito Incerto, Articolo 32 di Catanzaro, WWF, Forum "Stefano Gioia", Federconsumatori Calabria, Ass. "Solidarietà e Partecipazione-Castrovillari", Altra Calabria, Forum delle Associazioni Vibonesi, Città Aperta di Vibo Valentia, USB (Unione Sindacati di base Calabria), F.I.A.D.E.L., Partigiani della Scuola Pubblica, Tavolo Tecnico di Tutela Ambientale della Piana di Gioia Tauro, SOS Mediterraneo e Forum Ambientalista Calabria. All'iniziativa aderiscono anche Movimento 5 Stelle, PCI-Calabria, Sinistra Italiana-Calabria, Rifondazione Comunista Crotone, Possibile-Crotone, Meridionalisti Democratici-Catanzaro».

 

megafrana crotone

 

 

 

 

 

 

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