Domenica, 09 Agosto 2020

 

POLITICA NEWS

Volovaci FlorescuUna pattuglia li ha "pizzicati" mentre tentavano di divellere la copertura (in lamiera coibentata) delle Terme di località Ponteconiglio (Cotronei). Nella giornata di domenica (22 marzo) i carabinieri della Stazione di Cotronei hanno così tratto in arresto in flagranza di reato due cittadini romeni, Iulian Volovaci di 42 anni e Stefan Florescu di 28 anni per furto aggravato. I carabinieri si trovavano nelle vicinanze, in quanto, era stata disposta l'intensificazione della vigilanza nel centro presilano durante i giorni festivi, con particolate attenzione al Villaggio Palumbo. Oltre alle pattuglie perlustrative della locale Stazione, sono state impegnate nel servizio anche le unità del nucleo Radiomobile. Il fine dell'attività era quello di prevenire i reati contro il patrimonio. Sotto tali premesse, alle 8.30 di ieri mattina, una pattuglia della locale Stazione, transitando lungo la strada provinciale 31 nei pressi di località Ponteconiglio, ha notato due uomini intenti a smontare lamiere e pezzi di muratura dello stabile in via di ristrutturazione ospitante le Terme comunali. Precipitatisi immediatamente sul posto, i carabinieri hanno così sorpreso i due romeni, muniti di scala e varia attrezzatura da scasso, intenti a divellere la copertura in lamiera coibentata delle Terme. Chiamata una pattuglia in supporto, i militari hanno quindi ammanettato i due uomini, provvedevando a contattare i responsabili del Comune per quantificare i danni arrecati alla struttura. Da un'attenta analisi è risultato che il tetto della struttura in lamiera coibentata aveva subito diversi "prelievi": questo si dedotto in relazione anche al fatto che i pannelli trovati in possesso ai romeni non erano sufficienti a coprire tutte le mancanze. I pannelli sequestrati, intanti, sono stati restituiti al Comune, mentre la squadra di militari ha subito provveduto a completare le operazioni di fotosegnalamento dei due arrestati. Il comandante di Stazione, maresciallo Ordinario Vozza, nel frattempo ha dato vita ad una fulminea attività di indagine che ha permettesso nella stessa notte di rinvenire nelle campagne di Scandale il resto della copertura del tetto che è stata prontamente riconsegnata al personale del Comune. I due romeni, entrambi con precedenti specifici a carico, su disposizione del sostituto procuratore di turno, sono stati posti agli arresti domiciliari rispettivamente nelle relative dimore di Strongoli e Rocca di Neto in attesa della celebrazione del rito direttissimo; su di loro, l'Arma formulerà la richiesta di divieto di ritorno nel Comune di Cotronei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Dagli atti dell'indagine sulla Tav di Firenze spunta l'ombra della 'ndrangheta attraverso le dichiarazioni di un pentito di Belvedere Spinello che, durante un interrogatorio, ha chiamato in causa il nome di un imprenditore citato anche nel caso di Lea Garofalo (la  testimone di giustizia crotonese uccisa nel 2009 per aver fornito importanti rivelazioni sulle faide interne tra la sua famiglia e quella del suo ex compagno Carlo Cosco). «A fine maggio 2011, prima che mi arrestassero, dalla Lombardia, mi recai in bus in Calabria. Nel viaggio incontrai un membro della famiglia di Petilia Policastro, un certo Garofalo di Pagliarelle, frazione di Petilia. Gli chiesi come erano messi in Toscana. Lui mi disse che fornivano il cemento e betoniere ai cantieri Tav tramite imprese di Firenze. Mi precisò poi che per il movimento terra c'erano i Casalesi e che si erano associati con noi (inteso come 'ndrangheta)». Lo ha spiegato ai Ros di Firenze Francesco Oliverio che, dal 2005 sarebbe a capo del 'locale' di Belvedere Spinello (Crotone). Le dichiarazioni del pentito sono venute durante un interrogatorio dell'ottobre 2013 e dal quale è venuto a galla come il nome di quell'uomo incontrato sull'autobus è spuntato anche nella terribile vicenda dell'omicidio della collaboratrice di giustizia Lea Garofalo. Il verbale, da cui emerge anche l'ombra della 'ndrangheta accanto a quella (già nota) della camorra sui lavori della Tav di Firenze, si trova in una informativa agli atti dell'indagine sulle grandi opere e che lunedì scorso ha portato agli arresti, tra gli altri, dell'ex dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei lavori pubblici Ercole Incalza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nella notte di ieri, i carabinieri della Radiomobile di Cirò Marina, hanno controllato un giovane con precedenti di polizia a Strongoli Marina, G.P., 22enne di Cirò Marina. A causa dell'atteggiamento sospetto, i militari procedevano ad una perquisizione nel corso della quale la persona è stata trovata in possesso di 5 grammi di sostanza stupefacente tra cocaina e marijuana, già suddivisa in dosi, pronte per essere cedute. Il ragazzo, pertanto, è stato tratto in arresto dai carabinieri. Nella mattinata di oggi, avrà luogo il procedimento per direttissima, durante il quale dovrà rispondere di spaccio di sostanza stupefacente.

 

 

 

 

 

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marijuana3I carabinieri della tenenza di Isola di Capo Rizzuto hanno arrestato un operaio di 37 anni, Antonio Suriano, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, in seguito ad una perquisizione dell'abitazione dell'uomo hanno trovato nel sottotetto una mini-serra artigianale, completa di lampade alogene, nella quale c'erano 5 piante di marijuana di 50 cm di altezza e un sacchetto contenente 80 semi di canapa indica. In un armadietto i carabinieri hanno inoltre trovato circa 30 grammi di marijuana gia' pronta per essere venduta suddivisa in due involucri di alluminio. L'operaio e' stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa del giudizio direttissimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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marijuana mesoraca2I carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro hanno arrestato Vincenzo Castagnino, 59 anni, dopo che in una abitazione nella sua disponibilità sono stati trovati 31,5 kg di marijuana. Le indagini sono cominciate dopo che a Mesoraca era stato notato un aumento di assuntori di droga. I carabinieri sono risaliti ad un caseggiato disabitato quale probabile fonte dello spaccio. Castagnino, dopo il ritrovamento della droga ha tentato di fuggire ma è stato subito bloccato.

 

Le indagini.

Da tempo i militari del Nucleo Operativo, supportati dalle pattuglie in divisa del Nucleo Radiomobile e della locale Stazione stavano monitorando la piazza di Mesoraca, con specifico interesse alla frazione di Filippa, nella quale era stata notata un'anomala impennata di ragazzi (anche minorenni) trovati in possesso di spinelli e modiche quantità di marjuana. Una decina i ragazzi, infatti, segnalati nelle ultime settimane quali assuntori della droga leggera presso la Prefettura di Crotone. Troppi secondo i carabinieri per non cercare di stroncare la rete di approvvigionamento. Una volta accertato, grazie ad un proficuo lavoro di intelligence, che il rifornimento della sostanza non proveniva dall'esterno, ma la disponibilità era in loco, i militari hanno intrapreso una sofisticata – quanto consolidata – tecnica di analisi dei vari rinvenimenti di sostanze stupefacenti, interpolando orari, luoghi e situazioni nelle quali erano stati fermati i ragazzi in possesso di spinelli. Cartina del paese alla mano, i militari hanno identificato una zona epicentrica – all'interno della frazione di Filippa- rispetto ai vari rinvenimenti di sostanza stupefacente: sono stati quindi individuati alcuni caseggiati, in relazione alla loro posizione ed ovviamente ai relativi proprietari. Proprio un caseggiato in via Foscolo, presumibilmente disabitato, è stato il primo ad essere perquisito alle luci dell'alba. Il proprietario è risultato essere Vincenzo Castagnino, residente in una via limitrofa. L'uomo ha immediatamente evidenziato nervosismo alla vista dei militari, cercando di convincerli di essere estraneo alla proprietà dell'immobile in questione. Proprio tale atteggiamento, di solito un'ottima cartina di tornasole per gli investigatori, ha convinto ancor di più i militari della bontà della loro convinzione. Sono state così rinvenute nella disponibilità del Castagnino le chiavi dell'immobile. I carabineiri hanno per tanto effettuato l'accesso, trovandovi all'interno pochi mobili, nessun segno di soggiorno recente, ma cosa molto più importante ben dieci grandi sacchi contenenti marjuana. Il Castagnino, nel frattempo, dapprima ha cercato di compiere una goffa quanto inutile fuga, in considerazione del dispositivo di cinturazione effettuato dai militari intorno l'immobile, per poi dichiarare di non saperne nulla riguardo all'immensa quantità di sostanza rinvenuta. Nella stessa stanza, adibita a supermarket della droga, sono stati rinvenute bilance, di precisione e di grande dimensioni e materiali per lo stoccaggio e confezionamento. Alla fine sono risultati essere 31.5 i kilogrammi di marjuana sequestrata, che ad un calcolo approssimativo avrebbero immesso nella piazza di Mesoraca droga per un controvalore economico di circa 95.000 euro. Il Castagnino veniva quindi dichiarato in stato d'arresto e su disposizione del sostituto procuratore di turno, una volta terminate le operazioni di fotosegnalamento, tradotto in carcere a Siano. Ora, l'attenzione degli investigatori si concentrerà per individuare le modalità di produzione della sostanza e l'eventuale, probabile, interesse che la criminalità organizzata potrebbe avere in un business che l'odierna operazione condotta dai Carabinieri ha dimostrato incredibilmente redditizia.

 

 

 

 

 

 

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bruno francescoSi è allontanato volontariamente da casa Francesco Bruno, il 22enne di Cirò i cui genitori avevano denunciato la scomparsa nella giornata di ieri, segnalandola ai carabinieri di Cirò [LEGGI ARTICOLO]. Il ragazzo sta bene e, attraverso un contatto telefonico, ha detto di non voler essere rintracciato, né ha voluto comunicare il posto in cui si trova adesso. Francesco si era volatilizzato nel nulla lo scorso mercoledì sera. Dopo essere stato a cena a casa della sua ragazza, infatti, era rincasato presso la sua dimora per poi riuscire pochi minuti dopo. In quel frangente aveva detto alla madre che avrebbe fatto ritorno a casa da lì a poco. Ma da quel momento, invece, si sono perse le sue tracce. Ebbene, nella tarda serata di ieri, il 22enne, forse colpito anche dal clamore mediatico scoppiato attorno alla sua scomparsa, ha deciso di contattare i genitori, comunicando loro di essersi allontanato volontariamente da casa. Il ragazzo ha inoltre aggiunto di non voler essere al momento rintracciato. È stata poi la sorella a trasmettere la notizia ai carabinieri che hanno quindi interrotto le ricerche. Gli uomini dell'arma avevano anche attivato il piano provinciale per la ricerca delle persone scomperse. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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