Giovedì, 09 Luglio 2020

POLITICA NEWS

«Il ricorso al Tar, promosso avverso l'ordinanza contingibile e urgente del presidente della Regione Calabria n. 246/2019 che dispone l'ampliamento della discarica di Columbra (Crotone), sarà discusso nel merito».

È quanto precisano in una nota le associazioni ricorrenti: "Comitato per i diritti del cittadino di Papanice", Forum Terzo settore e "Crotone pulita", "Italia nostra", Wwf di Crotone, Pac (Protezione animali Calabria) e un gruppo di privati cittadini di Cutro. «Il Tar – spiegano – non ha concesso la sospensiva richiesta dai ricorrenti, sostenendo che l'ampliamento della discarica, allo stato, non arreca un danno grave e irreparabile alle popolazioni interessate. Il Collegio della Prima sezione ha ritenuto, infatti, che è prioritario, al momento, garantire lo smaltimento dei rifiuti e che non ci sono elementi tecnici certi che dimostrino un danno alla salute dei cittadini crotonesi; pertanto, la trattazione del ricorso seguirà i canali "ordinari" e sarà, prossimamente, fissata per la decisione definitiva. Gli avvocati Giuseppe Pitaro e Gaetano Liperoti, che difendono i ricorrenti, hanno già presentato istanza di prelievo al fine di chiedere che la fissazione del merito avvenga con sollecitudine, visti i delicatissimi interessi in gioco, la cui sussistenza è stata riconosciuta dallo stesso Tar».

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discarica columbraIl Tar Calabria ha fissato per il prossimo 23 ottobre l’udienza sul ricorso presentato contro l'ordinanza numero 246 del 7 settembre con la quale il governatore della Calabria, Mario Oliverio, ha disposto l'ampliamento della discarica di Columbra per 120.000 tonnellate. Il ricorso è stato promosso dal “Comitato per il diritto del cittadino di Papanice” ed è stato sottoscritto da Italia nostra, nella persona del presidente nazionale, Maria Rita Signorini, dall'associazione Wwf provincia di Crotone, dall'associazione Protezione animali Calabria atv, dal Forum del terzo settore (rappresenta 64 associazioni) e da un gruppo di cittadini di Cutro. Il provvedimento è stato presentato contro la Regione Calabria, nei confronti di Sovreco Spa, e le Ato di Cosenza, Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria; contro il ministero dell'Ambiente e della tutela del mare e il ministro dell'Interno. A curare il ricorso sono stati gli avvocati Giuseppe Pitaro e Gaetano Liperoti del Foro di Catanzaro che chiedono l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza della Regione in quanto, tra le tesi sostenute, verrebbero meno i criteri della contingibilità e quelli dell’urgenza su cui essa si fonda.

 

 

 

 

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cgil area vasta congresso«Nel leggere stamattina l’editoriale sulla testata “La Provincia KR - crotonese” ci siamo sorpresi e rammaricati difronte alle affermazioni quanto meno ingenerose, ma soprattutto non rispondenti alla realtà, mosse dall’estensore nei confronti della Cgil». È quanto replica in una nota la Cgil dell’area vasta di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.
«Il giornale – scrive la Cgil – lamenta infatti una supposta assenza della nostra organizzazione dalle questioni sociali che riguardano la città. Nel rispetto delle prerogative giornalistiche e, naturalmente, della libertà di informazione ed opinione, vorremmo però precisare che la Cgil non solo non ha ammainato alcuna bandiera ma, come sempre, è presente ed affianca i lavoratori nelle mille vertenze che investono il territorio crotonese. E’ presente e promuove incontri con le istituzioni, con le associazioni, con le imprese, con il tessuto produttivo della città. Non ci risulta che ci siano state iniziative di protesta o mobilitazioni a cui la nostra organizzazione non abbia assicurato la presenza ed il necessario contributo di idee e proposte. Né sono mancate le iniziative assunte su questioni dirimenti come la bonifica, agenda urbana, antica Kroton, i contratti istituzionali di sviluppo invitando le istituzioni ad avviare tavoli di contrattazione sociale per assicurare al territorio le migliori soluzioni di investimento e rivendicando concrete ricadute occupazionali. Questioni come la sicurezza sul lavoro, il diritto alla mobilità, il diritto alla salute dei cittadini crotonesi sono sul tavolo di lavoro della Cgil ogni giorno. La stessa questione relativa ai rifiuti e all’ampliamento delle discariche crotonesi, richiamata dal giornale, è stata più volte oggetto della riflessione della Cgil che ha puntualmente denunciato, anche pubblicamente, un arretramento delle politiche regionali sulla annosa questione dei rifiuti, a causa delle quali si è passati da un piano regionale che prevedeva “discariche zero” alla sua assoluta negazione, per ritrovarsi ancora nella solita emergenza di sempre che fa riproporre alla politica le solite soluzioni a danno dei territori già duramente sfruttati a prescindere dalla loro conclamata fragilità ambientale. Non è mancata, né mancherà, la presenza della Cgil alle iniziative degli studenti sul clima. Presenza che non è mai di facciata ma concreta ed innegabile. E, se tutte le cose dette sono dunque innegabili anche dallo stesso giornalista, allora accettiamo di buon cuore le critiche mosse da Gaetano Megna e vogliamo considerarle come uno stimolo a fare di più e meglio, cosa che ci sentiamo di assicurare perché per la nostra città mai nulla è abbastanza e, nel contempo però, vorremmo chiedere alla stessa testata giornalistica (che per onor del vero non ha mai inteso ospitare le nostre prese di posizione né ha mai partecipato alle nostre iniziative) di non fermarsi alla superficie delle cose e soprattutto di non voltarsi dall’altra parte quando è in giro con la propria telecamera. Le bandiere della Cgil ci sono, sventolano come prima, certe volte, però, non le vede chi non le vuole vedere».

 

Siete tra i pochi a non essersi accorti delle bandiere ammainate. C’è stata un’ordinanza con la quale Mario Oliverio ha deciso l’ampliamento della discarica di Columbra e non avete detto nemmeno una parola. Sino a qualche anno fa la Cgil è stata protagonista delle lotte ambientali oggi, invece, aspettate di essere invitati alle manifestazioni organizzate da altri. I cittadini e le associazioni sono entrate in azione e, in questa fase, il silenzio della Cgil è stato assordante. La Cgil è un patrimonio di questo territorio, e per questo occorre prendete atto che c’è bisogno di tirare fuori dai cassetti polverosi le bandiere rosse e scendere in mezzo alla gente. Non si può pensare solo agli equilibri di potere e alle vertenze. È ingeneroso, infine, lamentare da questa Testata lo spazio e l'attenzione per le vicende, le battaglie e gli enventi pubblici condotti dalla Cgil a partire dal 1994 (anno di fondazione di questo giornale che è avvenuta proprio in ambienti interni alla Camera del lavoro di Crotone) a oggi... Chi scrive, o non ha visto, o molto più verosimilmente non si è nemmeno preoccupato di documentarsi a tal proposito!

g.m.

 

 

 

 

 

 

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cgil crotone manifestazione cittadellaLa Cgil di Crotone grande assente sulle questioni sociali. C’era una volta la Cgil? Forse sì, perché sulle questioni che riguardano i temi fondamentali della provincia di Crotone non parla più. Non ha detto una sillaba sulle vicende ambientali, che l’hanno vista protagonista sino a qualche mese fa. Le associazioni e i cittadini di Crotone si stanno organizzando per chiedere l’annullamento dell’ordinanza emessa dal governatore della Calabria che di fatto condanna Crotone a diventare, ancora una volta, la pattumiera della Calabria. Il problema non è l’avere sancito l’aumento della capacità della discarica di Columbra di 120.000 tonnellate, ma la mancanza di un progetto per risolvere la questione dello smaltimento dei rifiuti in Calabria. Mancando questo progetto l’ordinanza rappresenta la linea su cui intervenire per governare l’emergenza rifiuti anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Il rischio è che le 120.000 tonnellate possano moltiplicarsi e diventare milioni. Senza un progetto che trova ed indichi la soluzione definitiva Crotone rischia di soccombere sotto il peso della monnezza. Associazioni e cittadini hanno compreso il rischio che si corre in questo momento e si sono mobilitati. Ci si aspettava che anche la Cgil dicesse presente. Sulle questioni ambientali, in passato, il sindacato di Landini era stato sempre in prima fila. Oggi è totalmente assente. Assenza non giustificata. Mancano le bandiere rosse e soprattutto mancano le idee. Non è, quindi, un problema sentimentale. C’è bisogno che la Cgil, insieme agli altri sindacati, torni a essere protagonista delle questioni che riguardano la vita dei cittadini della provincia di Crotone. Non si può pensare solo alla gestione del Caf e delle pratiche di pensioni. In questo modo il sindacato muore e a pagare il prezzo più alto è la popolazione. C’è bisogno di riprendere il bandolo della matassa e c’è bisogno di rivedere le bandiere dei sindacati sventolare al fianco dei cittadini e delle associazioni che hanno deciso di difendere la città e il suo territorio dagli attacchi che arrivano dai “commercianti” di monnezza.

 

 

 

 

 

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discarica columbraAnche un peto può inserirsi e migliorare l’armonia di un’orchestra. L’importante che il “rumore” non sia disgiunto dal resto degli strumenti, cioè non disturbi l’orecchio dell’ascoltatore. Fuori di metafora voglio dire che la lotta che, in tanti e in ordine sparso, stanno mettendo in campo per scongiurare l’aumento della discarica di Columbra deciso dal governatore della Calabria, Mario Oliverio, è tutta da condividere e sostenere. Si può e si deve andare avanti anche con metodi e mezzi diversificati, l’importante è non dividersi aprendo polemiche di bottega, che denotano scarse capacità intellettuali e una visione confusa della realtà. Non siamo tutti uguali e ognuno è libero di impostare come meglio crede la lotta. L’importante è l’obiettivo che deve accomunare tutti. L’esempio positivo, al di là di quello che sarà il risultato e senza entrare nel merito delle responsabilità oggettive, è quello che arriva dal Comune di Crotone e dalla società di calcio, che hanno deciso di opporsi alle diffide del Soprintendente (Archeologia, belle arti e paesaggio) per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone. Il Soprintende ha intimato a Comune e società di calcio di smantellare le strutture mobili costruite all’Ezio Scida in occasione della storica promozione in sere “A” e i due destinatari del provvedimento si sono separatamente costituiti davanti al Tar Calabria chiedendo l’annullamento delle diffide. Hanno proceduto separati, ma non in contrapposizione perché l’obiettivo da raggiungere è condiviso. L’importante, quindi, è condividere l’obiettivo. Ognuno può procedere come meglio crede alla luce del fatto che la soluzione dei problemi non è prerogativa di nessuno. Nessuno può avere l’esclusiva di affrontare i problemi. Si può suonare strumenti diversi, inserendo nel contesto anche i peti, ma l’importante è non interrompere l’armonia (obiettivo da raggiungere). Sulla vicenda della discarica ci sono diversi movimenti e anche diversi ricorsi al Tar. Meno male che ci sono. L’ipotesi peggiore sarebbe stata quella di combattere una guerra difficile e complessa da soli. Magari armati solo di buona volontà e con qualche forcone, sapendo che sul fronte opposto “il nemico” è armato di cannoni e bazooka. Ben vanga anche l’impegno dei partiti, quando decidono di scendere nell’agone della battaglia. L’importante è non pensare solo al voto dei cittadini, mettendo in atto strategie e procedure che non risolvono il problema e mantengono lontano l’obiettivo da raggiungere. Ecco a cosa serve la pluralità delle forze in campo: se un movimento ha limiti strategici potrebbe essercene un altro che sopperisce a questi limiti mettendo in atto strategie che danno risultati. In questa vicenda, al momento, solo i rappresentanti del Movimento 5 stelle di Crotone sono scesi sul campo di battaglia. Gli altri partiti ufficialmente sonnecchiano. I pentastellati crotonesi, lo sottolineo, perché nelle altre province sono contro la realizzazione di discariche. La posizione contraria, non solo dei pentastellati, ha determinato l’emergenza rifiuti in Calabria e ha favorito la scelta di Oliverio di allargare la discarica di Columbra. Se nelle altre province non vogliono discariche i rifiuti vengono mandati nelle realtà più deboli anche dal punto di vista della rappresentatività politica. Gli amici di 5 stelle devono parlare lo stesso linguaggio in tutta la Calabria e su Columbra devono chiedere l’aiuto di tutta la delegazione parlamentare calabrese. Ben venga l’iniziativa organizzata per le 19 di domenica prossima nella piazza centrale di Papanice. Anche un peto fa rumore e se inserito in un contesto giusto può servire a raggiungere i giusti obiettivi. Non ho condiviso il documento approvato nell’ultima seduta del consiglio comunale: non era chiaro e non ha aiutato la causa.

 

 

 

 

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consiglio comunale columbraDopo ampia discussione il consiglio comunale, nella seduta di ieri sera, ha approvato un documento con il quale ribadisce la propria contrarietà all'ordinanza regionale gestione rifiuti. «Il consiglio comunale della città di Crotone - recita il testo - si è riunito oggi in seduta straordinaria per affrontare il tema relativo alla discarica di Columbra oggetto della proposta di ordinanza trasmessa al Comune di Crotone il 2 settembre 2019 e la successiva ordinanza numero 246 del 9 settembre 2019 emanata dalla Regione Calabria. La seduta nasce anche dalla iniziativa di diciannove consiglieri comunali, rappresentativi di tutti i gruppi presenti in consiglio, ed è pienamente condivisa dal presidente del consiglio e dal sindaco di Crotone, Ugo Pugliese. Va preliminarmente ricordato e sottolineato che nel momento in cui è stata palesata da parte della Regione l'intenzione di disporre, attraverso una apposita ordinanza, un aumento della volumetria di rifiuti conferibili nella discarica di Columbra, ubicata nel perimetro della città di Crotone, i livelli di allarme e preoccupazione nostra, di cittadini e associazioni si sono immediatamente manifestati. Nel contempo è stata rapida e pronta la reazione del sindaco Pugliese, dei consiglieri comunali e dei rappresentanti istituzionali del territorio, che si sono prodigati, sin da subito, per bloccare l'iniziativa. La reazione nasce non solo per ragioni di merito, ma anche per il mancato confronto tra la Regione, che aveva già predisposto l'atto, e la città di Crotone, costretta solo a subire le decisioni altrui e la degenerazione di un sistema integrato dei rifiuti che, da decenni, soffre l'assenza di una adeguata e efficace programmazione. Si stava, in tal modo, concretizzando il rischio per la città di Crotone e per il suo territorio di trovarsi un ampliamento della discarica di Columbra senza limiti di tempo e di volumetrie, e senza alcun controllo pubblico, un rischio che avrebbe messo in pericolo la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente. La successiva ordinanza, emessa il 9 settembre 2019 pur non modificando il dispositivo contiene alcuni accorgimenti che inquadrano la stessa ordinanza in un sistema di regole e di limitazioni necessarie per evitare i pericoli della degenerazione, precisando che, anche questi, pur necessari, non mutano la contrarietà assunta dalla città nei confronti della ordinanza, contrarietà che questo consiglio intende ribadire e confermare. Nel merito, la nuova ordinanza definisce, in primo luogo, il tempo massimo di utilizzo della discarica che viene fissato a giugno 2020, e, contemporaneamente, definisce le quantità di rifiuti possibili pari a 120 mila tonnellate. Questo il quadro in cui si è svolta l'attività dei rappresentanti istituzionali del territorio che hanno agito sempre a difesa dei diritti di Crotone e dei crotonesi. Quadro che viene offerto doverosamente alla conoscenza e alla valutazione di tutti i cittadini. Nel quadro generale va ribadito che i sindaci di tutte le Ato non hanno mai preso una posizione relativa alla realizzazione di nuove discariche pubbliche e questo ha prodotto i ritardi da parte delle Ato stesse. Anche il commissariamento non ha prodotto, per anni, alcuna soluzione. Proponiamo quindi di istituire una commissione speciale dei consiglieri comunali, rappresentativa di tutti i gruppi consiliari, affinché vigili sugli adempimenti, tempi, modi e volumi massimi della predetta ordinanza oltre che su tutto quanto verrà messo in atto dalla Regione per la soluzione definitiva del problema. Per le eventuali inadempienze la Commissione metterà in atto tutte le misure utili a contrastarle. Ciò detto prendendo atto di questa nuova ordinanza che, pur acconsentendo all'aumento di volumetrie della discarica di Columbra ne limita le potenziali degenerazioni, questo Consiglio comunale conferma la propria contrarietà, invitando la Regione a cambiare passo e a darsi da fare per dare soluzioni moderne ed efficienti ad un sistema dei rifiuti calabresi che nelle attuali condizioni, manifesta tutta la sua deficienza procurando danni ai territori e a tutti i cittadini ed in modo particolare alla comunità e alla città di Crotone».
In apertura della seduta, si era proceduto alla surroga e alla convalida di quattro nuovi consiglieri comunali: Roberta Luly, Francesca D'Agostino, Alfonso Esposito e Giovanni Riganello. Dopo aver letto il giuramento e salutato il presidente del consiglio comunale Serafino Mauro e il sindaco Ugo Pugliese i neo consiglieri, applauditi dai colleghi, hanno preso posto nei banchi dell'aula.

 

 

 

 

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