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Sabato, 20 Luglio 2024

POLITICA NEWS

cerrelli salviniIl “lumbard” nostrano al centro del dibattito nazionale. Se l’idea era quella di accendere i riflettori su di sé Gianfranco Cerrelli, il nostro “ce l’ho duro”, c’è riuscito pienamente. La stampa, se pur qualche ora, gli ha riservato più spazio di Matteo Salvini. Segno dei tempi che cambiano: una volta l’attenzione era rivolta a chi raccontava cose serie, oggi i riflettori si accendono su chi racconta “cazzate”. Più grossa la racconti e più attenzione riesci ad avere. Non è la prima volta che il nostro “ce l’ho durino” fa l’omofobo e attacca le donne. Lo ha fatto più volte da giurista cattolico, sollevando anche qualche piccola polemica. Oggi la sua notorietà è esplosa, anche se consensi non ne ha avuto. Dalle sue teorie da “integralista cattolico” ha preso le distanze persino Salvini. Il “ce l’ho” durino non ha fatto una piega e oggi ha diffuso un nuovo comunicato di chiarimento del suo pensiero. Nel nuovo messaggio ha scritto che è stato stravolto quello che voleva dire. Possibile che tutti hanno intrepretato in maniera sbagliata quello che voleva dire? Lui dice questo, ma a leggere quello che ha scritto nel volantino tutti hanno capito che la sua idea della donna è quella della fattrice: regina della casa e macchina che sforna figli. Attenzione a non interpretare male il suo pensiero: nella donna che lui ha in mente non c’è sesso, ma dovere coniugale e morale. Si può fare sesso, ma solo con l’obiettivo di fare figli. Il suo pensiero è chiaro: i figli si fanno solo in maniera tradizionale e non ricorrendo all’aiuto della scienza. La chiesa non vuole ed è peccato. Ve lo ricordaste Galilei? Ha fatto il carcere perché si era azzardato a dire che la terra era rotonda. Una eresia che gli ha fatto rischiare il patibolo in un periodo in cui la chiesa professava che la terra era piatta. In queste settimane la Rai sta trasmettendo il film tratto dal libro Il nome della rosa scritto da Umberto Eco. In quel libro il grande maestro della letteratura italiana rappresenta uno spaccato del medioevo e di come la chiesa ed il cattolicesimo abbiano tentato con ogni mezzo di bloccare il progresso. Quella chiesa arretrata e arroccata sulle proprie credenze ha messo in piedi il tribunale dell’inquisizione. Non me ne voglia il nostro “lumbard”, ma quando leggo le cose che scrive mi viene da fare una similitudine con quel tipo di cattolicesimo. Per fortuna la chiesa non è quella del “ce l’ho durino”. Nella chiesa di oggi ci sono figure illuminate come papa Francesco, che non prendono in considerazione le “battaglie” di Cerrelli. Il papa pone altre questioni e lo fa senza timore. Questa chiesa illuminata sorride e non prende sul serio il lumbard nostrano. Forse anche la stampa nazionale avrebbe dovuto sorridere come si fa quando ci si trova davanti ad uno che l’ha sparata grossa.

 

 

 

 

 

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Giancarlo Cerrelli«Il volantino della Lega di Crotone per la festa della donna - afferma Giancarlo Cerrelli segretario della Lega Salvini Premier Crotone - è un inno al ruolo centrale della donna nella società.
Un’autodeterminazione senza limiti della donna sostenuta da un femminismo antagonista contro l’uomo ha favorito un disequilibrio nella società, che ha avuto un riverbero negativo in tutti gli ambiti a cominciare da quello familiare che è stato decostruito scientificamente nelle sue basi. L’autodeterminazione senza limiti che come Lega Crotone disapproviamo è quella che propizia la vergognosa pratica dell’utero in affitto, pratica vietata un mese fa anche dalla Cassazione anche se gratuita, sancendo l’indisponibilità del proprio corpo.
Una certa sinistra tende a propiziare dal ‘68 una lotta tra i sessi che vede la donna contrastare in modo rancoroso l’uomo. La Lega di Crotone, al contrario, esprime la necessità di un’alleanza tra l’uomo e la donna per porre le basi a favore di una società a misura d’uomo. Se la sinistra è propensa ad accettare che la donna sia trattata da “incubatrice” per favorire l’egoismo di alcuni; così come intende eliminare i termini “papà” e “mamma” cari alla nostra civiltà e alla nostra antropologia per sostituirli subdolamente con i termini “genitore 1” e “genitore 2”. La Lega di Crotone è evidentemente contraria alla violenza perpetrata da chiunque commessa e ritiene che i cd. “femminicidi” come anche i cd. “maschicidi”, che sono evidentemente da condannare, sono la conseguenza di rapporti familiari sempre più labili e basati sulle emozioni».

 

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giancarlo cerrelli allevatoriAnche Crotone ha trovato “l’omino del ghe pensi mi”. E’ il leader pitagorico della Lega, Giancarlo Cerrelli. Ogni volta che scoppia un problema interviene e annuncia che la soluzione la solleciterà al ministro competente. E’ successo al tempo in cui si dibatteva del futuro dell’aeroporto e succede oggi con la vicenda del prezzo del latte. Quando scoppiò la questione del futuro dell’aeroporto, messo in forse dalla mancanza di finanziamenti il “lumbard nostrano” annunciò che avrebbe posto il problema al ministro. Probabilmente lo avrà pure fatto, ma se non ci fossero stati i soldi delle royalties di otto Comuni della provincia di Crotone, l’aeroporto Sant’Anna sarebbe stato chiuso definitivamente. L’aeroporto è aperto soprattutto grazie al sacrificio del Comune di Crotone, che messo mano al portafoglio e i benefici di questa scelta non ce l’hanno solo i Crotonesi o gli abitanti degli altri 26 comuni della sua provincia. Con i soldi delle royalties volano anche i lombardi, i cosentini e gli altri italiani che decidono di venire in questa parte della Calabria. Oggi il “ghe pensi mi” nostrano ha deciso di sostenere la lotta degli allevatori della provincia di Crotone e ha annunciato che “informerà subito il ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio dei gravi disagi che vivono gli allevatori della provincia di Crotone”. Così come è successo per l’aeroporto il nostro “lumbard” batte i pugni per difendere il nostro territorio. Meno male che c’è lui, perché altrimenti le nostre aziende rischiavano di fallire. In questa complicata vicenda qualcuno sta dimenticando i motivi che l’hanno originata. I grandi allevatori hanno deciso di abbandonare le regioni italiane (anche la Sardegna) per andare a produrre latte in Romania, Bulgaria e altre realtà nazionali che fanno pagare meno tasse e dove il costo del lavoro è inferiore. Fare concorrenza a questi produttori italiani che operano in altri stati è una impresa impossibile, a meno che il governo nazionale non decida di impedire, a chi produce all’estero, l’utilizzo dei marchi italiani. I grandi produttori che operano all’estero hanno impiantato, nei luoghi degli allevamenti, anche caseifici che trasformano il latte in formaggi. A questi formaggi viene assegnato il marchio di pecorino sardo o crotonese. Questo è uno dei problemi da sollevare al governo nazionale per impedire la concorrenza sleale che ha portato all’abbattimento dei prezzi. Sino ad una decina di anni fa il costo di un litro di latte di pecora era superiore ad un euro, oggi nel Crotonese viene pagato tra i 65 e i 70 centesimi. La colpa è del sistema e la soluzione non si può pensare di risolverla con l’aumento del pagamento del latte deciso con un decreto del Governo. L’Europa non ce lo consentirebbe e comunque questa scelta dovrebbe essere garantita con nuove entrate per le casse dello Stato. Nuove tasse. Gli interventi a sostegno di chi sta chiedendo giustizia e aiuto, se non si tiene conto degli aspetti che hanno provocato la crisi, è solo propaganda elettorale.

 

 

 

 

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cerrelli allevatori protesta«È necessario attuare al più presto seri provvedimenti per rilanciare i prodotti degli allevatori e degli agricoltori crotonesi. È necessario uscire da questa emarginazione territoriale in cui la provincia di Crotone è stata posta. Informerò subito il ministro dell’Agricoltura sui gravi disagi degli allevatori della Provincia di Crotone». Lo scrive in una note Giancarlo Cerrelli, segretario della Lega Salvini premier di Crotone, che questa mattina ha portato la sua solidarietà agli allevatori della provincia di Crotone che questa mattina hanno manifestato davanti al Comune di Crotone.
Cerrelli ha affermato che «il comparto degli allevatori della nostra provincia è in grave crisi; la nostra terra, negli anni passati, è stata usata da altri per arricchirsi e per poi lasciarla nella più triste emarginazione e povertà. È necessario attuare al più presto – ha sostenuto Cerrelli – serie e tempestive misure atte a rilanciare i prodotti degli allevatori e degli agricoltori crotonesi. Molti crotonesi non sanno probabilmente che molti formaggi che abitualmente portiamo sulle nostre tavole non sono fatti con il latte dei pascoli del Crotonese, ma hanno alla base cagliata proveniente dalla Germania, o da altri Paesi. Tutto ciò è insostenibile! L’agricoltura crotonese deve tornare ad essere protagonista grazie alla realizzazione di una politica agricola sostenibile che valorizzi l’alta qualità dei prodotti agricoli crotonesi. È urgente che gli agricoltori e gli allevatori della provincia di Crotone siano aiutati a uscire dall’emarginazione in cui versano, emarginazione che è stata favorita da politiche scriteriate, che hanno tradito la nostra terra e la nostra gente. Cerrelli assicura che, dopo aver ascoltato a lungo questa mattina i problemi degli allevatori del Crotonese, informerà subito il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio dei gravi disagi che vivono gli allevatori della provincia di Crotone La politica che è stata attuata negli anni passati dai partiti che hanno governato la nostra terra ha molti peccati da scontare», ha sottolineato ancora Cerrelli.
«La Lega Salvini Premier – ha quindi concluso Cerrelli - è vicina agli allevatori della provincia di Crotone e presto sarà organizzato un incontro con i rappresentanti del settore. Un ringraziamento Cerrelli lo rivolge a tutti gli allevatori che lo hanno reso edotto dei loro problemi e un altro ringraziamento lo rivolge anche al presidente regionale dell’Associazione regionale allevatori (Ara), Raffaele Portaro».

 

 

 

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cerrelli scrivania«Rimaniamo colpiti dalle attenzioni che il ricco ereditiero neoleghista riserva al terzo settore che, secondo la sua percezione, è una area formata da speculatori, opportunisti e ignoranti». Così il Comitato “Stop decreto sicurezza” al segretario della lega di Crotone Giancarlo Cerrelli.
«Purtroppo, per l’aspirante inquisitore, non è così – commentano quelli del comitato – in quanto la storia delle singole strutture dice il contrario. Siamo invece preoccupati per la sua difficoltà sia nella lettura dei bandi e sia nel riuscire a capire come funziona l’universo del Terzo settore.
Insomma delle due l’una. O il fine giurista neoleghista non ha capito cosa c’è scritto nel bando di gara o è, da un punto di vista politico, un bugiardo compulsivo e mente sapendo di mentire. Infatti a forza di decantare la validità e la bontà del Decreto sicurezza riesce a vederlo “scritto” anche in quegli atti pubblici che nulla hanno a che fare con lo stesso, come il bando di gara del Comune di Roccabernarda, che, a suo dire, è andato deserto perché riduce la “mangiatoia”. Invitiamo al ricco, e confuso, ereditiero novello neoleghista, a fare uno sforzo, leggere anche solo l’oggetto dello stesso e scoprirà che è emanato in base al decreto ministeriale 10 agosto 2016; altro non è che la continuità, alle stesse condizioni economiche del precedente biennio Sprar. Ci auguriamo, per la sua credibilità professionale, che sia l’incarico di plenipotenziario del segretario nazionale della Lega, Salvini Matteo, a spingerlo a forzare la verità fino a raccontare menzogne. Gli suggeriamo di stare attento perché a furia di dire bugie rischia di trovarsi con il naso allungato. Aspettiamo, sempre con maggiore ansia, le ulteriori esternazioni del ricco ereditiero neoleghista, e novello Pinocchio, invitandolo a studiare gli atti prima di citarli evitando, come si mormora in giro, l’estenuante e continuo tragitto tra via Vittorio Veneto e piazza Duomo, nella speranza di una candidatura a qualunque carica lautamente retribuita».

 

 

 

 

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cerrelli pugliese«Tre sono i motivi per cui il Sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, non è rimasto in silenzio, ma si è lasciato irretire dalle lusinghe sconsiderate del nuovo capogruppo del Pd al Comune di Crotone, Michele Ambrosio e da quelle interessate delle associazioni del Terzo Settore pro-migranti, così, decidendo di porsi in modo critico sul “dl sicurezza”». L oscrive in una nota il segretario della Lega di Crotone, Giancarlo Cerrelli.

«Il primo motivo – spiega il leghista – che ha convinto il sindaco a intervenire, facendo un endorsement alle posizioni del capogruppo Pd al Comune e, così, unendosi al coro stonato dei “sinistri” sindaci disobbedienti, è stato quello di spostare l'attenzione dei cittadini da temi vitali come quello dell'andamento finanziario dell'Ente, che vede l'amministrazione comunale assediata dai contenziosi, dalla Corte dei Conti e dai cittadini delusi da questa amministrazione. Il secondo motivo – prosegue Cerrelli – è stato quello di voler puntellare l’intesa con il Pd, che consente all’amministrazione Pugliese di andare avanti e di non gettare la spugna. Il terzo motivo – conclude l’elenco il leghista –, che non ha consentito al sindaco di rimanere in silenzio, è stato quello di non poter dire di no a un amico carissimo, che è un “professionista dell’accoglienza dei migranti”, è responsabile di un’associazione del Terzo settore e non solo e che tra l’altro è stato, anche, mandatario elettorale del nostro sindaco alle ultime elezioni comunali».
«È da capire – scrive ancora Cerrelli – perché le associazioni del Terzo settore pro-migranti stanno alzano la propria voce, offendendo volgarmente chi si oppone loro, perché piangono la fine di un business. La prova, infatti, che senza soldi non si cantano messe sta in un evento clamoroso che è di pochi giorni fa: infatti, pensate un po', non avendo più la possibilità di realizzare lauti guadagni, nessuna associazione o cooperativa ha deciso di presentare una propria offerta per la gestione delle attività rientranti nella rete Sprar per il triennio 2018-2020 a Roccabernarda e ciò per un solo motivo: perché il decreto sicurezza ha portato da 35 euro a 20 euro giornalieri le somme dirette all’accoglienza di ogni migrante. Troppo scarso, dunque, il guadagno, a parere delle associazioni del Terzo Settore, per potersi occupare dell’accoglienza dei loro “cari migranti”. Quante bugie sul Dl sicurezza pur di non fare finire il business dell’accoglienza. Brevemente è bene fare chiarezza.
Cosa cambia con il dl sicurezza? Che oggi la seconda accoglienza (quella con corsi di lingua, formazione, eccetera) sarà riservata solo ai 'veri' profughi e non anche (come successo fino ad ora) ai semplici richiedenti asilo. Per questi ultimi lo Stato spendeva grosse risorse per poi scoprirli inidonei ad ottenere una forma di protezione internazionale. Un onere per l'erario criticato pure dalla Corte dei Conti. Altra obiezione che è fatta dalle associazioni del Terzo Settore e da alcuni sindaci: i titolari di protezione umanitaria "finiscono per strada" per gli "effetti della legge Salvini"? Non proprio. O meglio, come visto, accadeva lo stesso in passato. Anzi: peggio. Nel caotico sistema creato dalla sinistra, infatti, non erano solo molti richiedenti asilo a rimanere fuori dalle strutture, ma anche i veri profughi. Questi, una volta ottenuti i documenti regolari, si ritrovavano abbandonati a se stessi, senza arte né parte».

«Era l'assurdo effetto – conclude Cerrelli – di un sistema che lasciava i "rifugiati" a spasso (con i documenti) e coccolava i richiedenti asilo (al 60% clandestini) nei centri di accoglienza (sia Cas che Sprar). Paradossalmente stante la presenza di richiedenti asilo nello Sprar, i beneficiari di protezione internazionale spesso rimanevano per periodi prolungati nei centri di prima accoglienza o finivano chissà dove, senza poter accedere alle forme di integrazione pensate per loro. Era normale tutto ciò? Consigliamo, pertanto, al sindaco di non fidarsi di chi da tempo lo sta portando su una strada senza ritorno, con la scusa dei migranti».

 

 

 

 

 

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