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Sabato, 20 Luglio 2024

POLITICA NEWS

Giancarlo CerrelliArrivano le prime reazioni rispetto alla candidatura dell’avvocato Giancarlo Cerrelli, in quota Lega, del centrodestra nel collegio uninominale per la Camera di Crotone. Cerrelli, gia' vicepresidente nazionale dell'Unione giuristi cattolici italiani, è da anni impegnato in movimenti a difesa della famiglia tradizionale. Da segretario nazionale del comitato "Sì alla famiglia!" e' stato al centro, negli anni scorsi, di aspre proteste e polemiche contro le unioni civili omosessuali e l'equiparazione al matrimonio tradizionale. Intanto, è stato proprio il responsabile regionale del movimento di Salvini, Domenico Furgiuele, a fare chiarezza sulla candidatura di Cerrelli. Furgiuele è capolista nei due listini proporzionali per la Lega in Calabria. In una nota, precisa di avere «rinunciato all'uninominale assegnatogli a Crotone» perché «noi siamo un fortemente territoriale che parte dal territorio ed ha pienamente rispetto dello stesso e che non avrebbe mai espresso una candidatura non strettamente connessa al territorio. Abbiamo avuto – sottolinea Furgiuele – la fortuna di esprimere l'avvocato Giancarlo Cerrelli per l'uninominale di Crotone, un esponente della societa' civile, dell'associazionismo, della famiglia e della tradizione che concorrera' sotto l'insegna della Lega per cercare di portare avanti quelli che sono i nostri ideali. Il segretario nazionale per la Lega in Calabria come rappresentante di tutta la regione - e' detto nella nota - sostiene di avere preso l'onore e l'onere di rappresentare tutta la Calabria e non vede l'ora di percorrerla in lungo e in largo proprio per il ruolo che riveste. Salvini ha fortemente voluto questa candidatura in Calabria per sostenere un progetto nel quale ha investito e crede fortemente. Tra le candidature del leader della Lega c'e' la Calabria. Il nostro partito ha dimostrato di essere diverso dagli altri perche' ha premiato chi ha lavorato e creduto negli ultimi 4 anni in un percorso difficile ma molto entusiasmante». Chi proprio non manda giù il boccone della candidatura di Giancarlo Cerrelli, che etichettano come «impresentabile», sono alcuni esponenti di associazioni rispondenti ad Alessia Bausone (Unione forense per i diritti umani), Marco Marchese (Associazione radicale certi diritti), Riccardo Cristiano (Associazione Liberi.tv) e Salvatore Belfiore (Comitato diversi uguali). Non in senso legalistico, ma in senso sociale e culturale. «Con questo epiteto (impresentabile, ndr) – scrivono in un comunicato – si può sintetizzare la nostra indignazione come calabresi che lottano quotidianamente a favore dei diritti, dell’emancipazione e dell’autodeterminazione nella nostra Regione nei confronti della candidatura alla Camera dell’avvocato Giancarlo Cerrelli, esponente di primo piano dell’Unione giuristi cattolici italiani, che da anni si distingue per le sue posizioni antiscientifiche, antiprogressiste e antistoriche. “Anti”, difatti, è il suffisso che meglio si accompagna a Cerrelli. Persona che è costantemente “contro”. Contro l’omosessualità, che definisce non solo una situazione “contro natura”, ma anche una malattia depennata dal manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (dall’Organizzazione mondiale della sanità Nel 1990) per motivi politici e non scientifici. Arrivando a dirsi contro “la dittatura omosessualista alla base dell’omosessualizzazione della società”, contro le “lobby gay” e contro “l’ideologia e il totalitarismo gender”. Una intolleranza estremista, quella del leader Ugci, che ipotizza l’imposizione di “modelli omosessuali di vita per la costruzione del nuovo disordine sociale e giuridico”, lietandosi per la triste diffusione delle terapie riparative, veri atti di violenza nei confronti di giovani omosessuali. Una posizione indubbiamente priva di fondamento sul piano scientifico e sociologico, foriera di un pregiudizio sociale e sub-culturale che tentiamo con tenacia di sradicare anche in Calabria. Da giurista e avvocato Cerrelli si dice contro le leggi per il superamento dell’omofobia, negando l’esistenza stessa del termine e del fenomeno, asseritamente definito come emblema del gergo della “neolingua della comunità Lgbtqia”, ignorando dolosamente le prese di posizione e i documenti giuridici sul tema approvati soprattutto in Europa, a partire dalle risoluzioni del Parlamento Europeo e l’appello del nostro Capo dello Stato Sergio Mattarella nella giornata internazionale contro l’omofobia. Cerrelli è contro la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e contro le procedure di fecondazione medicalmente assistita e il diritto all’autodeterminazione delle donne perché, a suo dire, le lotte femministe, l’emancipazione della donna e la conseguente messa in discussione del ruolo del pater familias hanno portato alla dissoluzione della famiglia. La famiglia che ha in mente il visionario Cerrelli è quella che vede la sudditanza della donna alla quale è consentito unicamente fare l’angelo del focolare e usare la Convenzione di Istanbul contro la violenza di genere come asse da stiro. Non si può, pertanto, non lanciare un segnale di allarme per chi vuole una Calabria che abbia come baluardo i valori democratici ed europei cercando di salvare Crotone dal bieco oscurantismo».

 

 

 

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Giancarlo Cerrelli

«Felice primato di Crotone: non ci sono strutture che praticano aborti e non è mai esistita l'Arcigay». Trova soddisfazione in questi che definisce due «primati» l'avvovato "teocon" Giancarlo Cerrelli che è presidente dell'Unione giuristi cattolici provinciale. «Apprendo dalla lettura dei quotidiani di oggi - prosegue l'avvocato in una sua nota - due dati significativi che fanno onore a Crotone, una volta definita la Stalingrado del Sud. Crotone è l'unica provincia calabrese in cui non ci sono strutture che si prestano a praticare aborti che equivalgono a omicidi. Chi sceglie, infatti, di fruire di questa barbara pratica deve recarsi nelle altre provincie calabresi. A Crotone - annovera inoltre l'avvocato Cerrelli - non è mai esistito un comitato Arcigay, che ricordo è un'associazione Lgbt (lesbiche, gay, bisex, transgender) che promuove, in modo militante, una politica di omosessualizzazione della società, anche nelle scuole, con corsi, spesso finanziati da enti pubblici e che hanno lo scopo, con la scusa di superare i cosiddetti stereotipi di genere, di insinuare nei giovani una mentalità gay friendly, che sostituisce i concetti di natura e normalità, a favore di un'indifferenziazione sessuale, aperta a circa 56 orientamenti sessuali. È da precisare - prosegue il giurista teocon - che sono da distinguere gli omosessuali che vivono la loro omosessualità dignitosamente e nel privato, dai gay, che sono agenti politici, che hanno di mira la sopra descritta omosessualizzazione della società. Il fatto che la comunità omosessuale di Crotone non abbia finora costituito l'Arcigay dimostra che gli omosessuali di Crotone non vogliono imporre a tutta la comunità il loro sentire, ma lo vivono nel privato. Queste 2 notizie - conclude - evidenziano che il tessuto sociale e culturale di Crotone non è ancora stato fagocitato del tutto dalla dittatura del pensiero unico e che, dunque, si può partire da questi dati positivi per il rilancio di questa storica città anche sul piano economico».

 

 

 

 

 

 

 

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