Martedì, 11 Agosto 2020

 

POLITICA NEWS

sbarco2Un veliero bialbero di 12 metri battente bandiera Usa con a bordo 35 migranti di nazionalità siriana ed irachena, tra cui 8 donne, una delle quali incinta, 8 bambini e due presunti scafisti ucraini, è stato intercettato da un guardacoste ed una vedetta del Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Vibo Valentia, insieme a unità della Guardia costiera di Crotone, a dieci miglia da Isola Capo Rizzuto. I migranti sono stati condotti nel porto di Crotone. L'imbarcazione è stata individuata a 80 miglia dalle coste calabresi nella tarda mattinata di ieri da un velivolo islandese e di un pattugliatore inglese del dispositivo Frontex che, coordinati dal Gruppo aeronavale della Guardia di finanza di Taranto, l'hanno monitorata insieme ad un altro pattugliatore della Finanza, seguendola per ore. Una volta entrata nelle acque territoriali sono intervenute le altre unità navali delle Fiamme gialle e della Guardia costiera per soccorrere i migranti e individuare gli scafisti. La barca, secondo le testimonianze raccolte, sarebbe partita dalla Turchia circa sette giorni fa ed i migranti avrebbero pagato per il viaggio circa 800 euro, gli adulti, e 400 euro i bambini. A bordo c'era un gommone di circa tre metri, sproporzionato come tender di bordo, che verosimilmente sarebbe servito agli scafisti per darsi alla fuga una volta giunti in prossimità delle coste italiane. Le persone soccorse, trasbordate sulle unità militari, sono state rifocillate ed assistite e poi condotte nel porto di Crotone. Da un primo controllo sanitario effettuato in mare da un medico del Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta imbarcato sulla vedetta della Guardia di finanza, sono risultate complessivamente in discrete condizioni di salute. La donna in stato di gravidanza è stata comunque subito trasportata in porto con una vedetta veloce delle fiamme gialle. Il convoglio è giunto alle prime luci dell'alba a Crotone ove i migranti hanno ricevuto la prima accoglienza, predisposta dalla locale Prefettura, con la partecipazione e collaborazione di tutte le forze di polizia, della Croce rossa e delle associazioni di volontariato. I cittadini extracomunitari sono stati trasferiti al Cara di Sant'Anna per le procedure di identificazione. Il veliero è stato sequestrato.

Arrestati i presunti scafisti: sono due cittadini ucraini.

sbarco3Sono stati arrestati con l'accusa di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione clandestina i due cittadini ucraini ritenuti gli scafisti del veliero intercettato al largo delle coste calabresi con 35 migranti a bordo. Bohdan Zhuravlov, 28 anni, e Vitalii Natvieiev, 43, sono stati fermati al termine degli accertamenti compiuti dai finanzieri del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia con la collaborazione della squadra mobile di Crotone, coordinati dalla Procura della Repubblica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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concioIl patrimonio monumentale del nostro territorio sotto la minaccia continua del depauperamento.

Pubblicato in Attualita'

Alcune  vicende di mare accadute nelle acque crotonesi tra Crotone ed Isola dal 1583 al 1740.

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gianluca brunoFar lavorare gratis i migranti come propone Alfano? Non è fattibile. E' secco il giudizio di Gianluca Bruno (foto), sindaco di centrodestra di Isola Capo Rizzuto, comune sulla costa ionica crotonese che negli anni ha legato il proprio nome al centro di accoglienza per immigrati più grande d'Europa, il "Sant'Anna". Nella struttura gravitano ogni giorno un migliaio di migranti, ma nei momenti "caldi" degli arrivi, il numero può arrivare sino a 1.500, capienza massima del Cara. Gli ospiti del centro non hanno limitazioni e possono uscire quando vogliono per recarsi in paese o spostarsi a Crotone o in qualsiasi altra località. Al termine dell'odierna Conferenza Stato-Regioni il ministro dell'Interno, Angelino Alfano,ha dichiarato in proposito: «Dobbiamo chiedere ai Comuni di fare applicare la nostra circolare che permette di fare lavorare gratis, ovviamente, i migranti che risiedono nei Comuni. Invece di stare li' a non fare nulla, che li facciano lavorare". Il sindaco Bruno, che il fenomeno dell'immigrazione lo conosce, avendo sul territorio una simile struttura ha replicato: «La proposta del ministro - ha spiegato - è da valutare a 360 gradi, non può essere l'applicazione fine a se stessa di una circolare. Ma comunque non è possibile impiegare gratis i migranti visto che la nostra normativa prevede che ogni lavoro abbia un corrispettivo in denaro». «E poi - si chiede il sindaco - quali lavori dovrebbero fare? Verrebbero occupati nel pubblico o nel privato? Questa dei migranti è sicuramente une tematica importante sulla quale occorrerebbe un ragionamento serio. Un loro impiego potrebbe anche essere una decisione utile, dal momento che potrebbero essere impiegati per la cura del verde pubblico piuttosto che per altri impieghi». Resta tuttavia il problema di fondo dell'impossibilità, ad avviso del Sindaco di Isola Capo Rizzuto, del mancato pagamento. Ma anche qualora fosse previsto un compenso, la fattibilità della proposta, secondo Bruno, non sarebbe possibile: «se pagassimo i migranti per farli lavorare, cosa direbbero poi gli italiani? Potrebbero sentirsi parte lesa dal momento che una eventuale fonte di sostentamento verrebbe dirottata sui migranti per mezzo di un provvedimento. Ciò dimostra che quella dell'immigrazione è veramente una tematica delicata».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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omicidio catizone2Sarebbe Carmine Pullano, di 31 anni, l'autore dell'omicidio del giovane Maycol Catizone. L'uomo è stato fermato dai carabinieri. Il sedicenne era stato ucciso con due coltellate al termine di una lite scoppiata per futili motivi in un bar a Isola Capo Rizzuto, nel corso della quale sono stati feriti in modo lieve anche altri due giovani. L'episodio è accaduto in piazza Roma, davanti al bar Romania Style. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri del  Comando provinciale di Crotone, Pullano ha avuto una lite con un ragazzo del gruppo di cui faceva parte Catizone. Ne è nata una rissa nel corso della quale il trentunenne ha ferito con una coltellata un ragazzo. L'uomo è quindi uscito fuori dal locale dove ha sferrato altri fendenti, due dei quali hanno raggiunto Maycol al torace e al fianco, uccidendolo, e ferito un altro ragazzo. Avrebbe festeggiato il suo sedicesimo compleanno tra 9 giorni, Maycol Catizone. Il giovane è però spirato durante il trasporto verso l'ospedale di Crotone per due coltellate subìte, una sul lato destro del petto e l'altra al fianco sinistro. Nessuna conseguenza grave, invece, per i due suoi amici, di 23 e 20 anni. Uno è stato ricoverato nel reparto di chirurgia dell'ospedale di Crotone mentre l'altro ha rifiutato il ricovero.

 

L'autore si nascondeva sotto una pila di materassi in una casa vuota.

E' stato trovato nascosto sotto una pila di materassi in un'abitazione usata solo d'estate dalla madre, Carmine Pullano, il trentunenne disoccupato sottoposto a fermo dai carabinieri della Compagnia di Crotone e del Reparto operativo per l'omicidio del sedicenne Maycol Catizone ed il tentato omicidio di altri due ragazzi, avvenuto nella tarda serata di ieri a Isola capo Rizzuto. Subito dopo l'accoltellamento, i carabinieri hanno visionato le telecamere di sicurezza del bar davanti al quale è avvenuto l'omicidio ed hanno ascoltato i testimoni presenti al fatto, mentre gli esperti delle investigazioni scientifiche repertavano tutte le possibili fonti di prova. Dalla visione delle immagini della videosorveglianza, gli investigatori hanno subito riconosciuto Pullano, che era già noto alle forze dell'ordine per reati in materia di droga. I carabinieri si sono messi alla sua ricerca effettuando diverse perquisizioni in luoghi e abitazioni riconducibili alla famiglia di Pullano. In uno stabile in cui abitano due dei suoi tre fratelli, in un'abitazione attualmente disabitata ma usata solitamente dalla madre dell'uomo nel periodo estivo, i militari di Isola Capo Rizzuto, dopo aver abbattuto la porta di ingresso, hanno notato la mano di Pullano spuntare da sotto la pila di materassi e lo hanno bloccato alle prime luci dell'alba. L'uomo è stato portato nel carcere di Catanzaro a disposizione dell'autorità giudiziaria.

 

Il responsabile della tragedia: «Non volevo ammazzare nessuno».

«Non volevo ammazzare nessuno, con quel coltellino non capisco come sia stato possibile». A dirlo, secondo quanto si è appreso, sarebbe stato lo stesso Carmine Pullano, il trentunenne fermato con l'accusa di avere ucciso con due coltellate il sedicenne Maycol Catizone. L'uomo, in un primo momento, avrebbe cercato di negare le proprie responsabilità per poi ammetterle, implicitamente. A lui i carabinieri sono giunti sulla base delle riprese del sistema di videosorveglianza. L'identificazione è stata poi confermata dai due ragazzi rimasti feriti. I carabinieri stanno cercando il coltello usato per il ferimento mortale.

 

Il sindaco Gianluca Bruno: «Serve senso d'appartenenza da parte della comunità».

«Mettiamoci assieme per evitare che episodi del genere possano ripetersi in futuro. Serve il senso di appartenenza ad un territorio, il dovere civico di progredire per lasciare un futuro migliore a chi vivrà dopo di noi». Lo afferma il sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno, che, sul suo profilo Facebook, si stringe "alla famiglia del giovane Maycol". «La degenerazione - ha detto il sindaco Bruno - sta nel fatto che si è perso il dialogo nelle famiglie, si è smarrito 'lo stare insieme e socializzare', si è perso il senso di appartenenza ad una comunità, essere di Isola Capo Rizzuto! Bisogna fare tutti mea culpa per quanto accaduto. E non pensiamo che non riguardando direttamente noi, possiamo stare tranquilli».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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cane interna«Quando lo guardi ti chiedi come fa ad avere ancora fiducia nell'essere umano dopo quello che gli hanno fatto e poi ti domandi quale mente malata possa aver agito su un animale indifeso con tanta brutalità e ferocia». A raccontare la storia di questo cane sono i volontari dell'Anta onlus Capo Rizzuto, Associazione nazionale tutela animali, che hanno trovato l'animale di notte, buttato in un fosso. «Come fosse un gioco rotto - commentano i volontari dell'Anta - che non può più divertire i suoi crudeli aguzzini». I volontari hanno portato il cane al comando di Polizia municipale di Isola dove sta ricevendo le cure necessarie. «Le ferite riportate dall'animale sono molteplici – spiegano i volontari che se ne prendono cura – e da trascinamento, quindi possiamo immaginare che la povera bestia sia stata sottoposta ad un gioco perverso magari trascinato da un'autovettura. Il recupero è lento e doloroso ma lui non si arrende, lui vuole vivere. I cani - prosegue il comunicato - vengono spesso presi per compagnia o per i bambini, poi crescono, cambiano, magari si interpongono tra i propri padroni ed una vacanza o impegni vari e allora vengono "scaricati", abbandonati, vagano senza meta alla ricerca di cibo e non capiscono cosa abbiano fatto di male per meritarsi questa punizione. Nero, questo il nome che gli hanno dato i volontari è stato tradito due volte, prima dai suoi padroni che lo hanno considerato un peso e lo hanno abbandonato, e poi da chi considera torturare un animale come un divertimento. A tal proposito - conclude il comunicato - l'associazione Anta onlus Capo Rizzuto sta portando avanti un'opera di sensibilizzazione verso i giovani, attraverso eventi che hanno coinvolto i ragazzi dalle scuole elementari alle scuole medie, al fine di isolare gli episodi di violenza verso gli animali ed arginare il fenomeno dilagante del randagismo».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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