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Giovedì, 18 Agosto 2022

POLITICA NEWS

«Questo inciucio “non s’ha da fare”». È quanto scrivono in una nota 12 candidati al consiglio comunale per il centrodestra che avevano sostenuto la volata a sindaco (poi persa al ballottaggio) di Antonio Manica.

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Illustrissimo Presidente, siamo qui a significarLe le contraddizioni divenute disagio che ormai da tanto, troppo tempo, l’area dell’Arco Jonico vive.

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Cara Crotone ti scrivo…

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Egregio signor sindaco, egregi assessori,

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La scelta di ristabilire nuove linee nel dibattito politico odierno nasce dalla decisione di uomini e donne con una visione chiara del panorama politico attuale e il passo conseguente di metterlo in discussione.

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Cara Presidente Santelli,

ho scoperto di essere positiva al covid-19 all’esecuzione del secondo tampone faringeo, in seguito al ricovero  di mio padre e alla riscontrata positività di mia madre.

Ho deciso di raccontarLe la mia storia, per esternare le mie perplessità e condividere sfumature che gli ordini di governo ignorano, ma che al contrario rimarranno impresse nelle menti e nei cuori delle nostre famiglie. 

Ho pensato di condividere la nostra esperienza, spinta dall’esigenza di mettere in guardia gli abitanti di Calabria, (della mia e della sua terra) raccontando l’altra faccia della medaglia: quella che si è costretti a vivere in solitudine consapevoli del fatto che se il distanziamento sociale è stato quello che più ci ha fatto soffrire, è stato in realtà ciò che ci ha salvato.

Non abbiamo un ospedale Covid regionale, parte dei tamponi vengono processati in Campania per avaria degli unici macchinari presenti nelle strutture del Pugliese e che registrano un sovraccarico della mole di lavoro, non abbiamo un piano screening, bisogna aspettare settimane per i risultati dei tamponi,  i medici e gli operatori sanitari sono sfibrati.

Nella provincia in cui abito (Crotone), medici, infermieri ed operatori sanitari provano a dare sollievo ai positivi in isolamento domiciliare ma non esiste un piano di sostegno con strutture a supporto, per i pazienti non autosufficienti o per gli anziani. Io stessa, per scelta, sono rimasta affianco a mia madre (contagiandomi a mia volta), poiché il suo quadro clinico prevedeva cure quotidiane e costanti che l’emergenza nei territori non avrebbe mai potuto sopperire. 

Non esiste un protocollo che consenta ai soggetti ospedalizzati, di sanificare tramite lavanderie del settore,  gli indumenti per le cure igienico sanitarie quotidiane. Con il lockdown in corso e i negozi chiusi, non ha idea di quanta difficoltà abbiamo riscontrato noi famiglie a reperire continui e nuovi  indumenti per  garantire le cure necessarie ai familiari ospedalizzati. E per fortuna, mio padre non è stato trasferito in altre province!

Non è una presa di posizione politica la mia, ma mettere a disposizione il mio vissuto  per riflettere delle sue scelte a ridosso di una festa, quella dell’1 maggio, che potrebbe indurre i cittadini ad avere atteggiamenti poco responsabili e che mettano a repentaglio la propria e la salute anche degli altri.

A ridosso delle belle giornate e grazie al clima mite che la nostra Calabria ci regala, sentiamo un po' tutti la necessità di  godere anche solo di un pizzico di normalità che la pandemia ci ha negato. Le attività sentono la necessità di aprire, l’economia ha bisogno di andare avanti, gli artigiani hanno bisogno di lavorare. Ma siamo veramente sicuri che questo non può essere fatto in forma graduale, programmando  risorse e sostegni alle piccole e medie imprese, diminuendo le tasse fiscali alle P. Iva,  e in contemporanea rafforzare un sistema sanitario al collasso ormai da anni?

Siamo sicuri che questa schizofrenia di scelte non induca in errore quanti, anche durante questi mesi, hanno sfidato le forze dell’ordine e le misure restrittive non tenendo in considerazione che dietro quei  decessi  non vi era solo un aggiornamento di numeri ma intere storie familiari? La provincia di Crotone, con “solo” 117 casi positivi (ad oggi 30.04.20),  ha arginato il contagio solo grazie all’atteggiamento responsabile dei cittadini, tenendo testa ad un sistema amministrativo al collasso e ordini di quarantena mai notificati.

Abbiamo vissuto un incubo e continuiamo a combattere questa guerra batterica con l'unica arma a nostra disposizione: il distanziamento sociale. L’auspicio è che, al di là degli ordini di scuderia, Lei possa rivedere l’ordinanza emanata facendo tesoro della mia storia e di quanti non hanno avuto la fortuna di poterla raccontare.

Rifletta sull’importanza della tutela della salute del cittadino tenendo in considerazione l’equilibrio già precario della nostra regione. E se così non dovesse essere, è sul buon senso dei miei conterranei che cercherò di fare affidamento.

Simona Mancuso

 

 

 

 

 

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