Giovedì, 21 Gennaio 2021

POLITICA NEWS

«Questa mattina – informa un comunicato della Provincia di Crotone – il presidente facente funzioni Giuseppe Dell’Aquila ed il dirigente del settore architetto Nicola Artese hanno incontrato il commissario straordinario del Comune di Strongoli Umberto Campini per verificare e concordare le iniziative da intraprendere per avviare i lavori di ripristino della palestra del liceo Scientifico».

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liceo scientifico filolao crotoneLa scuola pubblica deve garantire la pluralità culturale. I genitori che non gradiscono una formazione plurale per i propri figli possono indirizzarli alla scuola privata. Gli obiettivi e le finalità della scuola di “tutti” sono, quindi, quelle di “formare l’uomo ed il cittadino” stimolando e provocando la crescita culturale e le capacità di analisi critica. Alla luce di questa premessa diventa davvero incomprensibile la polemica scoppiata per volontà della Lega di Crotone e l’intervento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, contro un insegnante del Liceo Scientifico di Crotone. La colpa del docente è quella di avere chiesto ai propri alunni di svolgere un tema sul razzismo: “Il 5 settembre del 1938 in Italia furono promulgate le leggi razziali. Oggi in Italia dopo 80 anni si registra un ritorno al razzismo, è un’opinione diffusa che proprio il recente decreto in discussione al Parlamento, che riguarda l’immigrazione, contenga delle istanze razziste. Descrivi le leggi razziali e confronta il testo con il decreto di recente ideazione ed esprimi le tue riflessioni”. Il testo chiede un confronto su un argomento, che da qualche mese sta occupando quotidianamente le pagine dei mass-media in Italia ed in Europa. Che ha fatto di male l’insegnante? Proprio niente, perché si è limitata a rilevare che c’è “un’opinione diffusa”. Non ci sono bugie in quel testo e nemmeno malafede, perché gli allievi sono chiamati a valutare criticamente alcuni documenti legislativi e confrontarli. Se mai qualcuno di loro avesse deciso di scrivere che non c’è nessun termine di paragone tra il periodo fascista e quello attuale avrebbe potuto farlo tranquillamente. Non è escluso che qualcuno o più di qualcuno lo abbia pure fatto. I ragazzi hanno bisogno di sviluppare le proprie capacità critiche e la crescita avviene soprattutto quando si discute di questioni attuali. La scuola, poi, non è l’unica agenzia di formazione per i giovani di oggi. Forse la scuola, purtroppo, è quella che incide di meno nella loro formazione, pur restando la più pulita ed onesta. Anche per questo non si capisce la reazione spropositata dei rappresentanti della Lega contro il povero insegnante. Spesso la politica, non solo la Lega, usa due pesi e due misure quando si trova in situazioni similari. L’attuale responsabile provinciale della Lega, Gianfranco Cerrelli, che ha sollevato la questione del tema al Liceo scientifico, durante la campagna elettorale che si è conclusa con il voto del 4 marzo scorso ha chiesto ad un dirigente di una scuola di Crotone di volere incontrare i docenti. E’ evidente che voleva chiedere un loro impegno per il voto. Il dirigente, lo abbiamo scritto su questo giornale, ha girato l’invito agli insegnanti, impegnando in qualche modo la scuola a schierarsi nella campagna elettorale. Quello è stato un gesto grave di cui non si è detto nulla e non sono stati fatti processi. La scuola deve essere lasciata fuori dai giochi della politica e agli insegnanti deve essere lasciata la libertà dell’insegnamento perché così i giovani possono crescere con una cultura plurale per sviluppare le capacità di orientamento e di scelta. Alla politica spetta il compito di creare i posti di lavoro, che dovranno impegnare i nostri giovani dopo la formazione scolastica. Serve questo e non individuare il nemico da mandare al rogo.

 

 

 

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biji biji kobane locandinaÈ prevista per domani mattina a mezzogiorno presso l'auditorium del liceo scientifico Filolao di Crotone la presentazione del documentario breve "Biji Biji Kobane" realizzato dal filmaker Francesco Scarfò. Il docufilm è stato tra i finalisti al Mobgrafia film festival 2015 (Brasile) e ha conquistato il secondo posto al AS film festival del MAXXI di Roma 2015.

 

Francesco Scarfò è nato a Crotone nel 1990. Ha però frequentato le scuole materne, elementari e medie a Pallagorio, il paesino arbëresh dell'alto crotonese. Ha conseguito il diploma al liceo scientifico Filolao di Crotone proseguendo gli studi all'Università di Parma dove si è iscritto alla facoltà di Scienze politiche. Francesco ha avuto modo, sin da giovanissimo, di unire le sue due grandi passioni: quella del viaggio e quella del cinema.

 

Le prime esperienze fatte in lungo e in largo per l'Europa hanno profondamente alimentato e rafforzato la curiosità di scoprire il mondo, di osservarlo con il suo personale punto di vista e di raccontarlo attraverso la forza della fotografia. Nel 2015 decide di iscriversi e partecipare al concorso del Centro sperimentale di cinematografia di Palermo, nella sezione documentari. Pur non avendo mai frequentato un corso di studio cinematografico decide a giugno dello stesso anno di intraprende un viaggio di quasi un mese in Turchia per realizzare il suo primo documentario "Biji Biji Kobane" che parteciperà al concorso di Palermo e che in questa occasione, purtroppo, non riceverà nessun riconoscimento.

 

Il riscatto, però, è dietro l'angolo: il suo video documentario rientra tra i finalisti al Mobgrafia film festival 2015 (Brasile) e conquista il secondo posto al AS film festival del MAXXI di Roma 2015. Questo successo porterà Francesco a coltivare ancora di più le sue passioni e a decidere di continuare sulla strada intrapresa. Francesco aveva organizzato il suo viaggio insieme ad un amico Turkmeno con l'intento di esplorare la Turchia.

 

Durante una tappa nella città di Nevsheir in Cappadocia, il suo amico dovette tornare ad Ankara. La mattina del 25 giugno si apprese la notizia che proveniva da Kobane e che annunciava l'esplosione di quattro autobombe avvenuta per mano dell'Isis. A questo punto, Francesco decise di partire alla volta di Sanliurfa dove incontrò i cinque ragazzi che diventarono i protagonisti del documentario. Con loro si recò all'ospedale cittadino e a quello di Suruc alla ricerca di un loro amico ferito e proseguì successivamente verso il confine Turco-Siriano.

 

 

 

 

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Il presidente onorario dell'Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, ospite del liceo scientifico Filolao. L'apprezzato linguista, filologo e lessicologo italiano ha approfondito due temi, tenendo due interventi all'interno dell'auditorium dell'istituto crotonese: la mattina, per gli studenti e nel pomeriggio, per gli adulti. "Tecnicismi, neologismi e forestierismi nella lingua italiana" e "Il concetto di testo e la varietà di tipi di testo: il testo poetico e la prosa saggistica". Questi i temi trattati dal professor Sabatini lo scorso 20 gennaio. La personalità di riguardo è stato accolto dalla dirigente scolastica, Antonella Romeo, in qualità di conferenziere. Gli argomenti individuati, di indiscutibile attualità, sono stati presentati ai convenuti con estrema accessibilità espositiva e linearità, in perfetta coerenza con le linee-guida alla base delle proposte didattiche dello studioso, convinto sostenitore della precisione, della correttezza e, della chiarezza come " elementi fondanti" dello scambio comunicativo efficace. Il professor Sabatini ha spiegato in modo assai incisivo che la lingua, "struttura complessa", può corrispondere a una sorta di "macchina predisposta per pensare", ancor prima che per veicolare informazioni o scambi interpersonali; in ragione di ciò, l'importanza dell'elaborazione di più mirate strategie didattiche tese all'acquisizione di padronanza espressiva e consapevolezza dei meccanismi di produzione e fruizione linguistica diventa determinante, per un più armonico sviluppo di tutte le facoltà cognitive. Gli studi neurologici più recenti hanno evidenziato quanto sia stretto il rapporto tra la conoscenza di un numero elevato di vocaboli e la possibilità di sviluppare adeguatamente il pensiero astratto; in definitiva, chi conosce poche parole, pensa di meno, in termini qualitativi e quantitativi. Trasmettere vocaboli nuovi e, soprattutto, competenze linguistiche e metalinguistiche diventa quindi indispensabile, l'obiettivo prioritario, per chi opera nel mondo della scuola; ma tale compito, come ha opportunamente ribadito in più occasioni il professore Sabatini, diventa piuttosto delicato in un contesto assai "liquido" e "acritico" come quello attuale: la globalizzazione e i social network inondano il web e, conseguenzialmente, i parlanti di nuovi termini, spesso mediati, talvolta completamente "stravolti", dalla cultura anglosassone. Inoltre giornalisti e "opinion maker" (personaggi del mondo dello spettacolo, politici, ecc., considerati di indiscussa presa mediatica e quindi modelli di riferimento per diverse persone), coniano in continuazione e copiosamente neologismi che, spesso, cadono in disuso, a tal proposito il linguista ha citato la parola "cerchiobottista" piuttosto in auge qualche tempo fa, più frequentemente, invece, rimangono stabilmente nel bagaglio lessicale dei parlanti, con effetti e risultati non sempre apprezzabili. Indubbiamente la lingua, struttura flessibile per definizione e intrinsecità, deve accogliere innovazioni e mutamenti d'ordine morfo-sintattico: è inverosimile, e poco proficuo, pensare di cristallizzare e perpetuare le regole grammaticali attualmente in uso. Quale criterio di discrimine può essere adottato in casi simili? Il linguista Sabatini ha indicato semplicità e chiarezza come punti cardine della corretta comunicazione. La semplicità non comporta la banalizzazione dei concetti; anzi, denota ordine mentale e piena consapevolezza dei propri mezzi e argomenti, soprattutto durante l'azione didattica. L'influenza delle lingue straniere, specialmente l'inglese, può risultare assai benefica, se ne vengono mediati appunto gli aspetti più positivi, come l'immediatezza espressiva, la linearità e la tendenza ad eliminare ambiguità e tecnicismi superflui, tanto ricorrenti invece nel linguaggio burocratico delle pubbliche amministrazioni italiane. Le classi coinvolte hanno partecipato con interesse e attenzione all' incontro e hanno rivolto alcune domande relative agli argomenti trattati e al ruolo rivestito attualmente dalla prestigiosa Accademia della Crusca. Il professore ha dialogato con i giovani, dimostrandosi attento a tutte le loro curiosità e considerazioni. Durante l'incontro del pomeriggio, lo studioso ha affrontato tematiche più specialistiche, addentrandosi nella definizione delle diverse tipologie testuali e dei modelli grammaticali: secondo il professor Sabatini, esistono precisi parametri per potersi orientare in merito. Il testo rigido (regolativo, normativo e parzialmente argomentativo) non prevede l'uso di sinonimi, linguaggio figurato, i riferimenti alle esperienze personali, i traslati o un uso disinvolto della punteggiatura; il testo flessibile, categoria alla quale appartiene la letteratura in generale, invece ne abbonda. La grammatica valenziale costituisce una nuova forma di classificazione e sistemazione logica dei vari attanti-complementi della frase; pertanto partendo dal verbo, elemento portante dell'enunciato, è possibile individuare, come in chimica, bivalenze, trivalenze o tetravalenze, a seconda che i verbi in oggetto necessitino di uno o più "elementi di appoggio" o che siano pienamente autosufficienti (esempio: piove). Stabilito ciò è possibile realizzare una rappresentazione grafica dei concetti, il cui scopo è quello di disporre sequenzialmente nello spazio, in base a rigorose geometrie gerarchiche, gli elementi accessori rispetto a quelli fondanti. Secondo Sabatini, i modelli proposti vengono introiettati e trovano adeguata collocazione nella mappa cognitiva del soggetto apprendente e diventano, pertanto, maggiormente comprensibili e applicabili durante l'esecuzione della consegna o nella semplice pratica quotidiana; soprattutto in considerazione che l'analisi grammaticale, logica e del periodo non dovrebbero mai essere scisse dalla lettura o dalla fruizione e produzione di un qualsiasi evento o fatto comunicativo. Indubbiamente, pensare a un approccio "olistico" e interdisciplinare potrebbe costituire un percorso alternativo affascinante rispetto alla tassonomia tradizionale; ma, in tal senso, per poter riscontrare effettivamente risultati misurabili e durevoli dovrebbero essere riformulati integralmente i programmi scolastici di scuola primaria, secondaria di I e II grado relativi allo studio della lingua italiana.

 

 

 

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È stato rinviato l'incontro sul tema della violenza sulle donne all'auditorium del liceo scientifico Filolao di Crotone a causa del problema idrico che sta interessando la città. Il dibattito doveva tenersi alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: al suo posto, invece, è stata tenuta una conferenza stampa, sensibilizzando i cittadini crotonesi su un tema presente nella nostra società. A parlare sono stati i ragazzi dell'associazione Blu Gioventù che, armati di propositi per la propria città, hanno deciso di mettere insieme le loro idee per una Crotone migliore, in mano ai giovani. Questa mattina, insieme all'associazione "Libere Donne" del Filolao e all'Accademia Karate Crotone, durante la conferenza stampa si è discusso del tema che sarà presentato agli studenti, un argomento su cui è difficile parlare ma bisogna prenderne atto, affinché altre vite non siano violate della propria dignità e non siano lasciate sole: «I giovani ci tengono a parlare della violenza sulle donne perché è un problema latente – recita una nota dei presidenti Gabriele Belfiore e Matteo Tommasini -, ma che fa parte della realtà in cui viviamo, un problema che spesso noi giovani non consideriamo, magari perché non fa parte dei nostri interessi, o delle notizie "alla moda", eppure la violenza sulle donne miete centinaia di migliaia di vittime ogni anno». Affinchè questo problema non sia un tabù, l'associazione Blu Gioventù crede che «non ci sia un modo migliore di affrontare tale problema se non confrontandoci con un pubblico di giovani, ovvero le persone che andranno a costituire la società del domani». E al domani questa giovane associazione ha sempre cercato di guardare, mettendo insieme idee e ragazzi per fare di Crotone un posto migliore, insieme alle donne e al coraggio di aiutare e ascoltare chi ha subito queste violenze. Domani 25 novembre l'associazione curerà un incontro sullo stesso tema al liceo Classico Pitagora. Quello del liceo Filolao si terrà invece giovedì 26.

 

Danilo Ruberto

 

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scientificoProtesta "bianca" degli studenti del liceo scientifico "Filolao" di Crotone che, questa mattina, hanno deciso di non assistere alle lezioni (pur rimanendo all'interno dell'istituto) a causa del mancato funzionamento dell'impianto di riscaldamento da poco rinnovato. La problematica era già emersa al rientro dalle festività natalizie, quando gli studenti avevano trovato le loro aule gelide, vista la drastica riduzione delle temperature registrata tra fine dicembre e inizio gennaio. Freddo, questo, che invece non era stato avvertito nelle settimane precedenti e che quindi non aveva fatto richiedere l'accensione dei caloriferi. Da inizio gennaio, però, le condizioni metereologiche sono mutate rapidamente. Da qui la necessità di provvedere con tempestività alla riattivazione dell'impianto. Ecco perché gli studenti avevano chiesto e ottenuto un incontro col presidente della Provincia Peppino Vallone il quale aveva assicurato i ragazzi tutto il suo impegno affinché il problema venisse risolto. Ed effettivamente l'impianto era stato rimesso in funzione lo scorso lunedì. Questa mattina, però, all'orario d'entrata, i termosifoni erano ancora spenti per un nuovo guasto all'impianto su cui nessuno è intervenuto. Sarebbe in corso, infatti, un contenzioso tra l'Ente intermedio e la ditta che ha da poco affettuato i lavori d'efficientamento energetico sull'istituto. I ragazzi, per tanto, hanno deciso  di uscire dalle classi pochi minuti dopo essersi accomodati tra i banchi per chiudersi in assemblea nell'atrio centrale dell'istituto. Hanno poi esposto cartelloni di protesta sui muri e le porte della struttura. «Ci avevano assicurato - ha dichiarato Mattia Mungari, uno dei rappresentanti d'istituto - che questo inconveniente non sarebbe più capitato. A noi non importa in quali rapporti siano Provincia e l'azienda che ha effettuato i lavori, vogliamo solo che ci venga garantito il diritto allo studio». Malfunzionamento agli impianti di riscaldamento si stanno registrando anche in altri istituti superiori della città e del territorio [LEGGI ARTICOLO] come la Ragioneria, l'Ipsie e il Nautico. I vari rappresentanti di istituto stanno adesso pensando di riunire tutti gli studenti in un'unica protesta.

 

 

 

 

 

 

 

 

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