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Mercoledì, 24 Luglio 2024

POLITICA NEWS

"La vicenda di Cutro e' stata provocata dalla Turchia che ha fatto partire una nave senza controllo, dalla Grecia che non e' intervenuta a vigilare, da Frontex che non ha fatto bene il suo dovere e dal fatto che, in presenza di alcuni interventi italiani, gli scafisti hanno fatto una brusca manovra facendo morire quelle persone".

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ROMA Tra i leader mondiali nel Palazzo di Vetro o nel fango della Romagna alluvionata. Nel 'cimitero dei barchini' a Lampedusa o al G20. E, solo ieri, tra Egitto e Israele per cercare di aprire un varco alla "de-escalation" nella crisi aperta dall'attacco di Hamas. Emergenza e agenda programmatica vanno in tandem nel primo anno di Giorgia Meloni da presidente del Consiglio.

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È iniziato ed è stato subito rinviato al 15 novembre prossimo il processo nei confronti dei presunti scafisti della Summer Love, l'imbarcazione che il 26 febbraio scorso è naufragata a poche centinaia di metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro causando la morte di 94 migranti - tra i quali 35 bambini - oltre ad una decina di dispersi. Solo 82 persone riuscirono a salvarsi.

 

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Una delegazione dell'Istituito penitenziario di Crotone ha consegnato a Papa Francesco, al presidente della Repubblica Mattarella - per il tramite del consigliere per gli Affari dell'amministrazione alla Giustizia Stefano Erbani - e al capo del dipartimento per l'Amministrazione penitenziaria Giovanni Russo, delle opere artistiche realizzate dai detenuti del locale per ricordare il naufragio che ha provocato 94 vittime accertate - tra le quali 35 bambini - e un numero imprecisato di dispersi, almeno una decina.

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Sta cercando ancora la figlia dispersa nel naufragio di Cutro. Layla, una donna afgana di 40 anni, non si arrende all'evidenza dei fatti e dalla Germania ha chiesto al giornale il Crotonese di pubblicare la foto della sua bambina, Niyayesh di 8 anni, perché spera che sia ancora viva.

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«Le autorità italiane avevano accesso esattamente alle stesse informazioni di Frontex». Lo afferma a LaPresse un portavoce di Frontex, l'agenzia di gestione delle frontiere dell'Ue, a proposito della perizia depositata presso la Procura della Repubblica di Crotone sul naufragio di Cutro, in cui si afferma che i dati forniti da Frontex fossero «poco attendibili e fuorvianti».

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