Domenica, 27 Settembre 2020

POLITICA NEWS

I rappresentanti delle società aderenti al Consorzio Sportivo “Momenti di Gloria” comunicano di «aver presentato in data 9 giugno 2020 due esposti indirizzati alla Procura della Repubblica di Crotone, al commissario Costantino, al prefetto Trombesi, all’Asp di Crotone, alla Corte dei conti, al ministero dell’Interno, all’Anac».

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«Se, in qualità di cittadini autodeterminatisi, far valere diritti sanciti dalla Costituzione, significa fare la guerra, allora siamo in guerra, per come alcune testate giornalistiche locali hanno descritto i rapporti tra la Prefettura di Crotone, il commissario prefettizio, il consorzio “Momenti di Gloria” e il comitato “Piscina bene comune”.  Ma, così, in effetti non è!».

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Incontro in Prefettura con le associazioni per assicurare le attività sportive in città

 

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Il consorzio “Momenti di Gloria” comunica «che in data odierna l’incontro con sua eccellenza il prefetto di Crotone già fissato per discutere delle problematiche oggetto della manifestazione organizzata dal Consorzio, e alla quale avevano aderito numerose associazioni sportive e associazioni di categoria, non si è tenuto a causa di un impedimento oggettivo e imprevisto di sua eccellenza».

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«Il Comitato "Piscina, bene comune", nato – spiega una nota – con l'unico e solo fine di fare da sentinella su un bene pubblico di rilevante importanza per la città, sia dal punto di vista sportivo che sociale, insieme agli enti del terzo settore che sottoscrivono questo comunicato, ritiene che le vicende che stanno interessando la Piscina Olimpionica di Crotone non possano rimanere circoscritte agli utenti dell'impianto, ma debbano interessare tutta la collettività crotonese».

A sostegno del comitato, intervengono anche altre 35 fra associazioni e organizzazioni aderenti al Forum del Terzo settore. «Un bene comune – puntualizza il comunicato – non è prerogativa di chi lo utilizza, ma di un'intera collettività quale strumento di crescita comune. Si tratta di una infrastruttura utilizzabile tutto l'anno che consente la pratica di una disciplina sportiva particolarmente apprezzata e trasversale alle diverse fasce d'età, che funge anche da spazio aggregativo e formativo e, considerata la sua collocazione, riconnette il tessuto urbano attraverso la riqualificazione delle aree più periferiche».

«Gli avvenimenti – ricorda la nota – che hanno caratterizzato le ultime settimane hanno confermato il rischio concreto di perdere questa fondamentale infrastruttura.  Infatti, la determina dirigenziale con la quale è stata annullato l'Avviso pubblico per l'assegnazione degli spazi d'acqua dell'impianto natatorio, ma soprattutto quella successiva con la quale è stata revocata l'espletamento dei servizi di pulizia, di guardiania e di manutenzione degli impianti per il trattamento dell'acqua e fornitura di prodotti disinfettanti, hanno segnato un percorso ben preciso da parte dell'Amministrazione comunale, che porterà inevitabilmente all'abbandono definitivo del bene pubblico».

«Il rischio che i beni mobili (motori, centraline, impianto di allarme) contenuti nell'impianto sportivo vengano disinstallati è concreto con la conseguenza immediata, determinata anche dalla mancanza del servizio di guardiania e di manutenzione, di esporre il bene non solo ad auna rapida fatiscenza ma anche e soprattutto ad essere oggetto di saccheggio e vandalizzazione. Insomma – stigmatizza il comunicato – la semplicistica chiusura della struttura sportiva non soltanto non è la soluzione dei problemi ma, anzi, li moltiplicherà in quanto imporrà all'impianto la stessa fine già subita dall'altra storica struttura natatoria ubicata sul lungomare della città. Crotone non può permettersi un altro scempio!».

«Gli incontri richiesti sia al prefetto di Crotone che al commissario prefettizio, quelli che si intendono promuovere presso gli enti (locali e nazionali) di governo dello sport,  mirano ad un confronto franco con tutti i soggetti istituzionali che hanno responsabilità di gestione della “res publica”, al fine di elaborare soluzioni virtuose che possano garantire in una prima fase la conservazione dell'impianto per assicurare successivamente, si spera,  lunga vita al bene comune – risorsa della città - nell'interesse dell'intera collettività crotonese».

«A tal riguardo, l'ente – suggerisce la nota – proprietario del bene pubblico dovrà provvedere subito: a ripristinare i servizi di manutenzione dell'impianto natatorio e della sua guardiania, magari anche predisponendo adeguati e frequenti servizi di sorveglianza; assicurare il mantenimento delle utenze, in particolare quella elettrica, al fine di consentire il funzionamento dei motori, delle centraline e dell'impianto di allarme. Mentre – aggiunge il comunicato – nel tempo: a garantire la sua gestione mediante una procedura ad evidenza pubblica (altre soluzioni ricalcherebbero le strade intraprese in passato), che possa consentire la riapertura dell'impianto».

«Un percorso diverso – avverte il comunicato – darebbe, invece, la conferma della volontà di abbandonare definitivamente l'impianto sportivo, con un conseguente ed evidente danno erariale da parte dell'Amministrazione, oltre che la perdita di un altro pezzo importante della città, a discapito di un'intera collettività. Dunque, ben consci delle difficoltà che la situazione pone, auspichiamo che le Istituzioni di questo martoriato territorio possano assumere decisioni lungimiranti che mettano al riparo da qualsiasi rischio un bene comune, punto di riferimento non solo di numerosi sportivi, ma soprattutto di quelle fasce più deboli, che si vedrebbero sottratte uno strumento fondamentale per la loro crescita», conclude il comunicato.

Firmatari del comunicato

  1. Comitato "Piscina, Bene Comune"
  2. Centro Servizi per il Volontariato "Aurora" – Crotone
  3. Forum Terzo Settore – Provincia di Crotone
  4. Comitato "Crotone Pulita"
  5. Società Dante Alighieri di Crotone
  6. Arci Crotone
  7. Cooperativa "Agorà Kroton"
  8. Legacoop Crotone
  9. Codici Calabria
  10. Associazione "Gli Spalatori di Nuvole" Crotone
  11. Gruppo Archeologico Krotoniate
  12. Associazione "Maslow" Crotone
  13. Associazione "Nonostante tutto Resistiamo" Crotone
  14. WWf Crotone
  15. Aido Crotone
  16. Consorzio Jobel
  17. Associazione "Terra e Libertà" Crotone
  18. Associazione Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini – Crotone
  19. Italia Nostra - Sezione di Crotone
  20. Sentinelli Crotone
  21. Cooperativa "I tre melograni" Cirò Marina
  22. Associazione "Il Barrio" Crotone
  23. Associazione "Adultiraider" Cirò Marina
  24. Cooperativa "Kroton Community"
  25. Associazione "Crotone vuole volare"
  26. Cooperativa "Access Point" Crotone
  27. Associazione A.F.O.M.A. "Sasso nello stagno" Crotone
  28. S. Acli Crotone
  29. Cooperativa "Dalla parte dei ragazzi" Crotone
  30. Cooperativa "Shalom" Crotone
  31. Associazione "Libere donne" Crotone
  32. Associazione "Scaut Raider Calabri" Cirò Marina
  33. Associazione "Volontari di strada" Crotone
  34. Libera Crotone
  35. Anteas San Paolo Crotone
  36. Associazione "Diversi ma uguali Kr"

 

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Dopo la mancata assegnazione degli spazi d’acqua, il Comune di Crotone ha provveduto quest’oggi a revocare a due aziende crotonesi l’affidamento dei servizi di trattamento, manutenzione degli impianti, custodia, apertura, chiusura e pulizia della Piscina olimpionica di via Giovanni Paolo II.

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