Giovedì, 09 Luglio 2020

POLITICA NEWS

Volto teso e parole amare. Il sindaco Ugo Pugliese ha incontrato questa mattina, nella sala giunta, la stampa per motivare le ragioni delle sue dimissioni avvenute lo scorso 13 novembre. Il sindaco ha precisato che le motivazioni della sua scelta «partono da lontano, avendo esternato più volte la sovrapposizione di ruoli e funzioni e di non aver preso prima una decisione maturata da tempo per non compromettere l'esito di alcuni percorsi fondamentali che stava seguendo come la bonifica dell'ex area industriale e il futuro dell'aeroporto».

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È in corso la riunione della giunta comunale convocata dal sindaco di Crotone Ugo Pugliese per formalizzare le sue dimissioni dagli incarichi istituzionali (è anche presidente della Provincia) dopo il coinvolgimento nell’inchiesta sull’affidamento in gestione della piscina olimpionica comunale al consorzio Daippo.

Il sindaco Pugliese, dopo la revoca del divieto di dimora da parte del gip, ha ottenuto ieri il ritiro della sospensiva dall’incarico (previsto in questi cadi dalla Legge Severino). Nullaosta, questo, ottenuto ieri dal prefetto sulla base di quanto dichiarato al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia nel quale Pugliese ha chiesto di potersi difendere da «sindaco in carica» e non già da «sindaco sospeso». Ieri, il sindaco Pugliese, ha quindi convocato i componenti della giunta che non avrebbe sentito da quando l’8 novembre scorso era scattato per lui il divieto di dimora.

Nel frattempo, sempre ieri, la Prossima Crotone si è riunita nel quartier generale di via Firenze, dove l’aria sarebbe stata ovviamente molto tesa, con i leader politici della coalizione avvolti da profonde incertezze sul futuro.

Con le dimissioni del sindaco, infatti, cade automaticamente anche il consiglio comunale, anche se la legge prevede 20 giorni perché, queste, siano realmente attuabili.

Sarà nel frattempo il vicesindaco Benedetto Proto a fare da facente funzioni, dopo di che entrerà in gioco il commissario prefettizio che gestirà l’Ente fino a nuove elezioni (non assolvibili prima della primavera 2020). Presentando le dimissioni da sindaco, Pugliese decade automaticamente anche da presidente della Provincia e quindi anche presso l’Ente di secondo livello bisognerà convocare nuove elezioni. È questa la giornata più lunga di Ugo Pugliese che, dopo tre anni alla guida del Comune di Crotone, si trova a lasciare l’investitura popolare dietro la pesante onta subìta dell’inchiesta giudiziaria della piscina e dalla quale si difenderà da privato cittadino.

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Il gip di Crotone Michele Ciociola ha revocato quest'oggi il divieto di dimora su territorio cittadino per il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, al termine dell'interrogatorio di garanzia.

Il provvedimento era scattato per lui e per altri quattro lo scorso 7 novembre a seguito della contestazione da parte della Procura della Repubblica di Crotone dei reati di abuso d’ufficio e turbativa d’asta in merito all’affidamento in gestione della piscina comunale al consorzio Daippo.

«Nell'ambito della nota vicenda giudiziaria – informa il legale Francesco Laratta – relativa alla piscina olimpionica il sindaco di Crotone Ugo Pugliese è stato ascoltato in sede di interrogatorio di garanzia dal Gip. del Tribunale di Crotone Michele Ciociola nel pomeriggio di oggi 11.11.2019. In un clima oggettivamente disteso, il Giudice ha formulato tutta una serie di domande alle quali il primo cittadino ha risposto dando non solo la sua versione dei fatti ma, ha chiarito il perché di tutta una serie di atti amministrativi posti in essere dalla sua amministrazione in relazione alla vicenda processuale».

«Alla fine dell'interrogatorio – rende noto l’avvocato Laratta – e alla luce di alcune frasi contenute nell'ordinanza che applicava la misura del divieto di dimora nella città di Crotone, il sindaco Pugliese ha espresso al giudice la sua volontà, indipendentemente dalla misura adottata e dall'esito dell'interrogatorio di garanzia, di dimettersi dalla carica di Primo cittadino per potere essere libero di difendersi nel processo e per poter dimostrare, a tutti, in maniera inequivocabile, di essere estraneo a tutti i fatti contestati e di non essere assolutamente "ancorato" ad alcun incarico o poltrona. Ha, però, chiesto al Giudice di potersi dimettere da "sindaco in carica" e non già da "sindaco sospeso". Il dottore Ciociola, preso atto dell'esaustivo contenuto del reso interrogatorio, nonché di questo fatto nuovo intervenuto, ha immediatamente raccolto il parere favorevole del pm alla revoca della misura imposta, ed in calce al verbale ha subito revocato la misura dell'obbligo di dimora. Il Sindaco di Crotone ha, quindi, avuto la possibilità di rientrare nella sua Città e all'affetto dei suoi cari. L'ufficio Digos di Crotone comunicherà, nel più breve tempo possibile, alla competente Prefettura di Crotone, l'avvenuta revoca della misura si da concedere al Prefetto di attivare la procedura di reintegro nella carica previsto dall'art. 11 della Legge "Severino". Altre comunicazioni, sul piano strettamente politico, saranno effettuate direttamente dal Sindaco. Nella mia qualità di difensore di fiducia non posso che accogliere favorevolmente, sul piano strettamente giudiziario, la decisione adottata dal Gip di Crotone».

 

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È stato notificato questa mattina il provvedimento della Prefettura di Crotone che sospende il sindaco Ugo Pugliese dalle sue cariche istituzionali (è anche presidente della Provincia).

Stessa sorte per l'altro assessore indagato, Giuseppe Frisenda. Questo avviene in ragione del provvedimento di divieto di dimora comminato ieri dal gip di Crotone a seguito della contestazione da parte della Procura della Repubblica dei reati di abuso d’ufficio e turbativa d’asta in merito all’affidamento in gestione della piscina comunale al consorzio Daippo. Come anticipato ieri dalla ProvinciaKR, viene richiamato l’articolo 11 della legge Severino. Il provvedimento è firmato dal prefetto vicario Sergio Mazzia ed è incaricato il segretario comunale per l'esecuzione.

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«Siamo rimasti a dir poco sbigottiti nell’apprendere la notizia del provvedimento a carico del sindaco Pugliese, dell’assessore Frisenda e dell’ingegnere Germinara». È quanto scrive la coalizione di maggioranza al Comune di Crotone sull’inchiesta relativa all’affidamento in gestione della Piscina comunale al consorzio Daippo, su cui la procura contesta i reati di abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

«L’azione dell’amministrazione Pugliese – commentano –, sin dal suo insediamento, si è caratterizzata per l’assoluta trasparenza e per un poderoso riordino non solo della macchina burocratica, ma dell’intero sistema amministrativo del Comune di Crotone e delle attività della città.

L’azione di riordino è stata iniziata e portata avanti con convinzione e senza indugi, riprova ne è, per esempio, il bando emesso a luglio per l’affidamento della piscina, la delibera approvata a ottobre per avviare la procedura legale tesa al recupero delle somme che il Comune vanta nei confronti del consorzio Daippo, per non parlare delle numerose iniziative di demolizioni di opere abusive, cominciate nel 2018 e continuate anche quest’anno, che per la prima volta nella storia di Crotone si sono verificate e realizzate.

Questi sono solo alcuni esempi della strada intrapresa dalla giunta Pugliese. Siamo certi che la magistratura saprà portare avanti il proprio lavoro nell’interesse esclusivo della verità, e che il sindaco Pugliese, di cui conosciamo la cristallina moralità, come degli altri amministratori coinvolti e dell’ingegnere Germinara, saprà fare chiarezza sulla vicenda».

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Potrebbe scattare la tagliola della “Legge Severino” sul sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, con la conseguente sospensione dalla carica istituzionale? Il gip di Crotone ha infatti disposto per il sindaco un provvedimento di divieto di dimora dietro la contestazione dei reati di abuso d’ufficio e turbativa d’asta sull’affidamento della piscina comunale al consorzio Daippo.

L’articolo 11 del “Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità” al comma due parla chiaro: «La sospensione di diritto consegue, altresì, quando è disposta l'applicazione di una delle misure coercitive (…) del codice di procedura penale, quando il divieto di dimora riguarda la sede dove si svolge il mandato elettorale».

Il successivo comma 4 della stessa legge dispone inoltre che sta a cura della cancelleria del tribunale o della segreteria del pubblico ministero che «i provvedimenti giudiziari che comportano la sospensione ai sensi del comma 1 siano comunicati al prefetto del capoluogo della Regione che ne dà immediata comunicazione al presidente del Consiglio dei ministri il quale, sentiti il ministro per gli Affari regionali e il ministro dell'Interno, adotta il provvedimento che accerta la sospensione. Tale provvedimento è notificato, a cura del prefetto del capoluogo (…) per l'adozione dei conseguenti adempimenti di legge».  

Nel caso scattasse la tagliola della legge Severino, dovrebbe essere il vicesindaco Benedetto Proto a prendere in mano le redini dell'amministrazione, in quanto il sindaco sarebbe solo sospeso dalle sue funzioni e non dichiarato decaduto. Eventualità, quest'ultima, che verrebbe a concretizzarsi qualora venisse pronunciata una sentenza di condanna definitiva superiore a due anni. La sospensione ha una durata massima di 18 mesi.

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