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Domenica, 25 Settembre 2022

POLITICA NEWS

La città non può aspettare

Da sette giorni sulla Capperina

aspettavo la grande “fujitìna”

di chi non interessato al risultato

per la strada l’avrebbe abbandonato.

 

Non basta fare cumulo di liste

convinti di andare alle conquiste

di spazi di governo e di potere

con chi soltanto guarda il suo sedere.

 

Se non vinci alla prima con trecento

che vogliono mangiare nel convento

non lo fai certo dopo sol con venti

che per strada han perso pure i denti.

 

Al vincitore or primo cittadino

lo saluto ma non gli fo l’inchino

e dico di finirla di gridare

perché la città or deve governare

 

con il supporto d’una forte giunta

fatta soltanto d’uomini di punta

e da cercarsi fuor dei consiglieri

anche se questi gli aprono crateri.

 

La città ancor non può aspettare

il voto è l’espressione del cambiare

perciò se non si vuol tornar indietro

e misurar la fame con il metro

 

bisogna or impegnarsi per il porto

chi lo dice di certo non ha torto

di chiedere d’avere qualche treno

che lo sviluppo senza è sotto freno,

 

avere una città sempre pulita

e non quand’è in pericolo la vita

il traffico veicolar più ordinato

e il mercato sempre presenziato.

 

Lo so che il comune non ha denaro

e il governo adesso è pure avaro

ma il progettare è una gran risorsa

da utilizzare al meglio e pur di corsa.

 

Dati i suggerimenti al vincitore

vorrei parlare a chi non ha più onore

ma sol per dargli gratis un consiglio

come può fare un padre con il figlio:

 

lascia il comando tu non ci sai fare

con tutti i tuoi non fai che litigare

dal primo giorno che tu sei arrivato

a quel paese lor ti hanno mandato.

 

Sono convinto che non han ragione

e chi ti lotta non è un gran campione,

per dirla tutta, è più mezza calzetta

che demolir potevi senza fretta

 

ma non l’hai fatto e or paghi la mora

qualcosa che di certo non ti onora

ma di sicur qualcosa l’hai imparato

anche se a casa torni bastonato.

 

Nel parlare m’ha colto lo sconforto,

perciò pardon per come mi comporto

ma prima d’andare sulla Capperina

a quanti hanno il cervello da gallina:

 

siete riusciti a darla a bere a tutti,

alberi senza fiori e senza frutti,

che tutto era per chi vi dava il voto

calcolandoli palle dello scroto.

 

Avete fatto una cosa poca bella

lo diceva stamane anche Carella.

Ora, come si dice, il dado è tratto

e con la città io faccio un patto

 

di non lasciar di criticar su tutto

sperando tra sei mesi qualche frutto.

Ora nei pressi del castello mi ritiro

ma ricordate che siete sotto tiro.

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