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Mercoledì, 28 Settembre 2022

POLITICA NEWS

Trasferimento della Scuola materna a Papanice, 9 consiglieri presentano esposto

Posted On Martedì, 20 Settembre 2022 17:00 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

Nove consiglieri consunali di minoranza a Crotone hanno presentato un esposto per denunciare «significative criticità riguardo agli istituti scolastici ubicati a Papanice». Si tratta di Enrico Pedace, Fabrizio Meo, Marisa Luana Cavallo, Alessia Le Rose, Carmen Giancotti, Fabio Manica, Giuseppe Fiorino, Salvatore Riga e Anna Maria Rita Cantafora.

I consiglieri comunali riferiscono di aver appreso da «dichiarazioni rese dal consigliere Enrico Pedace, dell’esistenza di significative criticità avuto riguardo alla situazione degli istituti scolastici relativi al grado d’istruzione Scuola media, scuola elementare e scuola dell’infanzia, ubicati a Papanice».
«Specificatamente - annota l'esposto -, sino all’anno scorso, la Scuola dell’infanzia servente l’utenza di Papanice era ubicata in via Oceania, doveva poteva fruire di locali ampi e sicuramente idonei. Tra l’altro la scuola di via Oceania è provvista di bagni sicuramenti idonei agli alunni della Scuola dell’infanzia, nonché di laboratori didattici che ad oggi risultano essere stati smantellati senza che vi sia stata una loro collocazione altrove».
«Durante il corrente anno - entra nel merito l'esposto -, per determinazione della dirigente scolastica, determinazione rispetto alla quale, il Comune di Crotone ha prestato completa acquiescenza, la scuola dell’infanzia è stata trasferita in un edificio in via Calabria, dove sono state accorpati la Scuola media, la scuola elementare e la scuola dell’infanzia. Inutile evidenziare quale sia la limitatezza degli spazi rispetto alla precedente sistemazione che già di per sé costituisce un elemento che rende del tutto inopportuno se non addirittura inspiegabile, l’avvenuto trasferimento», sottolineano i 9 consiglieri.
«Specificatamente - evidenziano ancora i firmatari dell'esposto -, per come dettagliatamente evidenziato dal consigliere Pedace nel corso di svolgimento di più di una seduta di commissione consiliare, in via Calabria, le aule della Scuola materna sono ubicate in locali provviste di grate; in corrispondenza di una porta che costituisce accesso secondario in un’aula, vi è una inopportunamente collocata una scala antincendio che ostruisce tale accesso; si dubita dell’idoneità dei servizi igienici di cui è dotata la scuola di Via Calabria. A tacer d’altro, i bagni serventi la scuola dell’infanzia, non hanno le tazze di altezza adeguata ed i locali non sono provvisti di finestre. Inoltre nella scuola di Via Calabria, non esiste un locale mensa», stigmatizzano i consiglieri.
L'esposto è stato indirizzato oltre che al sindaco Vicnenzo Voce, anche al prefetto di Crotone, all'assessore alla Pubblica istruzione Rachele Via, al Provveditorato agli studi della Provincia di Crotone, al Comando dei Vigili del fuoco di Crotone e all'Asp di Crotone. «Si invitano altresì le autorità in indirizzo - quindi esortano i consiglieri - a volere verificare l’esistenza del collaudo della struttura, nonché l’efficienza, piuttosto che adeguata e certificata sussistenza del sistema antincendio. Altresì, la scuola materna risulta essere ubicata a circa 2 chilometri dall’abitato e pertanto, tale distante ubicazione, non pare risulti conforme ai dettami del Decreto ministeriale del 18 dicembre 1975, (in SO alla GU 2 febbraio 1976 n. 29) e successive modifiche ed integrazioni. Si tenga conto a riguardo - aggiungono i consiglieri - che non esiste allo stato un servizio di trasporto scolastico che garantisca il raggiungimento di tale edificio, si considerino poi le problematiche che saranno particolarmente gravi, avuto riguardo agli alunni affetti da disabilità».
«Più in generale, francamente non si comprendono le ragioni - chiedono i consiglieri - che abbiano motivato un simile trasferimento che costringe le attività didattiche e di segreteria in spazi angusti, comunque decisamente inferiori rispetto alla precedente sistemazione, tantomeno, le stesse ci sono state riferite dall’assessore alla pubblica istruzione Rachele Via che si è limitata a far riferimento alla decisione assunta dal dirigente scolastico in forza di una potestà che gli deriva dal principio dell’autonomia scolastica ma che certo, pare evidente, non può sconfinare nell’immotivato arbitrio e soprattutto, riteniamo, non può esimere le autorità in indirizzo dall’esercitare i necessari controlli piuttosto che le necessarie valutazioni», chiedono i consiglieri che si rivolgono «per ciò che ogni autorità in indirizzo per quanto di sua competenza voglia esercitare il ruolo di vigilanza e d’intervento che gli attribuisce la legge».