Martedì, 22 Settembre 2020

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Adeguamento tariffario Trasporto pubblico locale: ''rivolta'' contro decisione commissario

Posted On Lunedì, 27 Aprile 2020 20:49 Scritto da Redazione

«Inaccettabile taglio del traposto pubblico». È quanto denuncia Antonio Megna a nome del movimento politico dei “Demokratici”. «Siamo indignati – ribadisce –, la decisione del commissario prefettizio di tagliare di netto e senza alcuna interlocuzione ben 97.000 chilometri di trasporto pubblico è inaccettabile». Il riferimento è con ogni probabilità alla delibera di giunta comunale numero 67 del 16 aprile scorso con cui il commissario prefettizio ha revocato l’adeguamento tariffario approvato nel 2016 in ossequio alla legge che assegna alla Giunta regionale far stabilire i criteri per la determinazione delle tariffe dei servizi di trasporto pubblico locale e non ai singoli Comuni».

Inaccettabile non solo per le ricadute che una decisione simile avrà su parte della città, lasciando a piedi tanti crotonesi, soprattutto anziani, in zone lontane dal centro come Capocolonna e Farina. Ma è inaccettabile soprattutto per il metodo. Un commissario non può pensare di prendere decisioni che influiscono sulla quotidianità della città di Crotone senza alcun confronto. Non siamo in monarchia, né in una parentesi autoritaria, ma siamo in democrazia, e forse va ricordato a chi, come il commissario, non ha voluto celebrare il 25 aprile a Crotone, forse unica città italiana a non dare un segno nel giorno della Liberazione. Come Demokratici non possiamo non rilanciare le richieste dei sindacati, chiedendo anche noi al commissario l'apertura immediata di un tavolo con azienda e sindacati e il ripristino dei chilometri per evitare disagi sociali in una città che è già allo strenuo e che faticherà non poco per rilanciare la propria economia».

Sulla stessa linea di pensiero sono le “Contrade di Capocolonna” che paventano in una nota di essere «fortemente penalizzate dalla scelta del commissario cittadino di voler tagliare il servizio del trasporto pubblico locale». «Noi come abitanti di Capocolonna – sottolineano – chiediamo che il commissario possa rivedere le sue scelte in virtù di quelle che saranno poi le ricadute sulla nostra mobilità. Riteniamo che forse il commissario non conosce bene il territorio e disconosce la reale distanza che c’è dalle contrade sud e la città, e abbia operato questa sua scelta adottando la solo logica economica. Il primo supermercato dista diversi chilometri, così come la farmacia e i servizi medici se vogliamo riferirci ai soli spostamenti consentiti in questa emergenza sanitaria. Dramma nel dramma quindi per noi che abbiamo la sola colpa di voler vivere lontano dal centro città ma come tutti paghiamo servizi e tributi».

«Amministrare una città significa, fondamentalmente, ascoltare le esigenze dei cittadini e dare loro risposte. L'amministrazione non si può ridurre al semplice rispetto delle leggi e dei regolamenti senza comprendere se questi creino o meno disagi alla popolazione». È quanto scrive sullo stesso argomento Laboratorio Crotone. «Amministrare significa – incalza il movimento politico – prendere delle decisioni nell'ottica dell'interesse generale della propria comunità, anche andando borderline con la normativa. Altrimenti sarebbe così facile fare il sindaco di una città che non ci sarebbe nemmeno bisogno di eleggerlo, basterebbero i dirigenti di un Comune per far applicare leggi e regolamenti. Ma la vita reale non è un manuale di un codice civile. La vita reale è un insieme di variabili, per lo più incontrollate, che, però, vanno gestite per consentire agli abitanti di un territorio di vivere avendo servizi pubblici che ne soddisfino le principali esigenze. Amministrare e farlo in trasparenza e secondo legge non è facile, ma è un dovere per chi sceglie di occupare determinati ruoli. La città di Crotone è senza “amministrazione” dal 4 dicembre, da quando un freddo burocrate, con il gusto dell'inquisizione, si è seduta sullo scranno più alto del palazzo comunale. E, nonostante tutto, ancora c'è chi, accecato dall'odio politico, osanna la commissaria come il nuovo messia da tempo atteso, la città sta pagando amaramente questa presenza. Prova concreta di questa assenza di “guida” è stato il silenzio assordante del commissario in tutta questa fase di isolamento obbligatorio. La Commissaria, chiusa nel suo giglio magico e circondata dai soliti lacchè che abitano il palazzo Comunale, ha chiuso ogni rapporto con la città. Le vittime di oggi di questa amministrazione cieca e sorda ai bisogni della gente, sono gli abitanti delle periferie crotonesi, soprattutto quelle delle contrade Sud (Capocolonna, Salica, Campione etc.) e di Farina, che da un giorno all'altro si vedono negare il diritto ad un trasporto pubblico. Perché tagliare il contributo comunale alla ditta Romano, da un giorno all'altro e senza preavviso, significa ridurre di decine di migliaia i chilometri di servizio pubblico. Questo equivale fondamentalmente a tagliare autobus e linee, lasciando a piedi anziani e bambini e costringendo migliaia di persone a dover prendere la macchina per qualsiasi bisogno. Unascelta scellerata che è stata presa in perfetta solitudine dal Commissario, senza confronto con azienda e sindacati, e che va anche nettamente in controtendenza rispetto alle indicazioni del Governo. Se pensiamo, infatti, che dal 4 maggio, giorno in cui dovrebbe iniziare la Fase 2, per disposizioni del Governo, anche sugli autobus si dovrà mantenere il distaccamento sociale e, quindi,si dimezzerà la capienza di ogni mezzo, si comprende come la scelta del Comune penalizzerà molte più persone di quelle che si possa pensare. Diminuire i posti sugli autobus e tagliare le corse, significa, fondamentalmente azzerare il servizio pubblico. Se a questo si aggiunge che senza il contributo comunale, verranno cancellati gli abbonamenti gratuiti o a basso costo per le persone in difficoltà, tra cui studenti e anziani, è facile comprendere la brutalità di una decisione del genere. Tutto questo è intollerabile. Non si può accettare che il Comune compia scelte che si trasformino in disagio sociale, prenda decisioni che aumentano le distanze invece di accorciarle, compia atti contro la cittadinanza. A nulla varranno le flebili motivazioni che stanno alla base di questo ulteriore atto contro la città. Riordinare un settore o un servizio significa cercare di riorganizzare il sistema senza penalizzare gli utenti. Non possono essere i cittadini a pagare un gap “organizzativo” ormai atavico per il Comune di Crotone. Chiediamo che il Commissario ritiri immediatamente l'atto che azzera il contributo alla ditta Romano e di fatto riduce il trasporto pubblico nella città di Crotone».