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Martedì, 28 Maggio 2024

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Cdm Cutro, pugno duro del governo. Meloni: «Fino a 30 anni per gli scafisti»

Posted On Giovedì, 09 Marzo 2023 22:03 Scritto da

CUTRO Pene più dure per i trafficanti di esseri umani, fino a trenta anni di reclusione, un nuovo reato per chi provoca la morte o lesioni gravi in conseguenza del traffico di migranti. “E che verrà perseguito dall’Italia anche se commesso fuori dai confini nazionali. Lo consideriamo un reato universale“.

 

La premier Giorgia Meloni in conferenza stampa fuori dal municipio di Cutro presenta il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri che fa seguito al tragico naufragio in cui hanno perso la vita almeno 72 persone.
Palazzo Chigi fa sapere che la presidente del Consiglio inviterà nelle prossime ore i familiari delle vittime del naufragio. E in conferenza la stessa Meloni ribadisce “il cordoglio compatto per le vittime e per il dolore dei loro cari” e difende ancora il ministro dell’Interno, per il quale le opposizioni hanno chiesto le dimissioni: “Ringrazio il ministro Piantedosi, il Governo non poteva fare nulla di più o di diverso” sul naufragio di migranti sulle coste della Calabria, assicura la premier. “È strumentale voler dimostrare che l’Italia non ha fatto qualcosa che poteva fare. Qualcuno pensa davvero che il Governo e le istituzioni potessero fare qualcosa che non hanno voluto fare o che si siano girate dall’altra parte? Non è un bel messaggio e non lo accetto, è molto grave. Abbiamo sempre fatto tutto quello che potevamo fare“.

UNA CONFERENZA STAMPA AD ALTA TENSIONE Alla fine, quando le domande a Meloni e ai ministri diventano molto insistenti circa la dinamica dei mancati soccorsi al barcone naufragato a Steccato di Cutro, sembra quasi che la conferenza stampa si trasformi in un ping pong tra gli esponenti del Governo e la stampa. Tanto che chi modera le domande è costretto più di una volta a intervenire e dire: “La conferenza così si trasforma in un dibattito, vi prego”. Meloni e i ministri rispondono alle domande e i cronisti sono molto interessati ad approfondire. Di nuovo chi modera deve intervenire quando, ad esempio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, viene interrotto durante una sua risposta. “Scusate, scusate, non è un dibattito, andiamo con ordine”, viene detto alla stampa.

MELONI: CACCIA AGLI SCAFISTI IN TUTTO IL GLOBO TERRACQUEO “Cercheremo gli scafisti lungo tutto il globo terracqueo”, promette Meloni, che poi spiega: “Il nostro compito è cercare soluzioni e fare quel che si può fare perché queste tragedie non si ripetano. Noi siamo determinati a sconfiggere la tratta di essere umani che è responsabile di questa tragedia. La nostra risposta è una politica di maggiore fermezza sul tema. Se qualcuno pensa che i fatti del 26 febbraio ci spingano a cambiare la nostra politica si sbaglia di grosso”, puntualizza la presidente del Consiglio.

MELONI: PER ANNI TRAFFICANTI HANNO AGITO INDISTURBATI, ORA BASTA Per Meloni “non c’è politica più responsabile di quella finalizzata a rompere la tratta degli scafisti, a combattere la schiavitù del terzo millennio, rappresentata da queste organizzazioni criminali. Non vogliamo replicare la politica di chi ha lasciato che per anni i trafficanti di morti agissero indisturbati. Faremo tutto quello che va fatto per bloccarli”. Meloni attacca poi le opposizioni: “Le stesse persone che se la prendono col Governo non spendono una parola contro i trafficanti che si sono fatti pagare fino a 9mila euro da persone che poi hanno messo su una barca che alla prima difficoltà è andata in mille pezzi e hanno lasciato una persona con le mani legate al timone. Questa gente io la voglio combattere e sconfiggere, è la politica più seria che si possa fare”.

MELONI: VOGLIAMO ABOLIRE LA PROTEZIONE SPECIALE Nel decreto varato dal Consiglio dei ministri riunito a Cutro, prosegue la premier, “viene nuovamente ristretta la protezione speciale, una fattispecie allargata a dismisura: l’intento del Governo è abolirla e sostituirla con una norma di buonsenso che corrisponda alla normativa europea di riferimento”. Meloni aggiunge: “Credo che un altro modo per combattere i trafficanti di essere umani sia dare il messaggio che in Italia non conviene entrare illegalmente, pagare gli scafisti e rischiare di morire“.

MELONI: CDM A CUTRO SEGNALE SIMBOLICO E CONCRETO “Abbiamo voluto celebrare qui il Consiglio dei ministri perché all’indomani della tragedia del 26 febbraio volevamo dare un segnale simbolico e concreto – dichiara Meloni – È la prima volta che un Cdm si svolge in un luogo in cui si è consumata una tragedia legata al tema migratorio e la presenza dell’intero Consiglio dei ministri è un modo per ribadire quanto questo Governo sia attento e concentrato su questo dossier“.

MELONI: QUOTE PER I LAVORATORI DI PAESI CHE INFORMANO SUI RISCHI “Immaginiamo quote riservate ai lavoratori di Paesi che collaborano informando i loro cittadini sui rischi che corrono a mettersi nelle mani degli scafisti, per raccontare loro quanto la realtà sia spesso distante da quella che gli viene raccontata da questi criminali. Daremo quindi quote privilegiate ai governi che faranno un lavoro di informazione”, annuncia Meloni.

PIANTEDOSI: ESTESI TEMPI PRIMO PERMESSO, DA 2 A 3 ANNI In conferenza stampa interviene anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che annuncia una “estensione di un anno, da due a tre, del primo rinnovo del permesso di lavoro, per comporre un quinquennio per il quale poi si possa richiedere il permesso di lungo soggiornante“. Il Cara di Crotone non diventerà un Cpr – precisa il titolare del Viminale – Spesso i Centri sono oggetto di vandalizzazione da parte degli occupanti, è una condizione difficile. Puntiamo a velocizzare le permanenze, in quei centri le persone potrebbero uscire prima se collaborassero per l’identificazione“.

SALVINI: ALMENO UN CPR IN OGNI REGIONE “È un decreto di buonsenso, proposto e approvato all’unanimità. Ci stavamo lavorando a prescindere dalla tragedia dei giorni scorsi. L’obiettivo è garantire pieno diritto chi scappa da guerre vere, non lasciando alla malavita organizzata questo sistema”. Queste le parole del vicepremier Matteo Salvini, durante la conferenza stampa post Cdm a Cutro. Per il leader della Lega, il nuovo decreto “dà più diritti ai già aventi diritti, a chi scappa da guerre vere, e aumenta controllo e rigore. In alcune regioni mancano i Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) – aggiunge Salvini – Con questo decreto, tutte le regioni dovranno dotarsi di almeno un Cpr”.

SALVINI: CHI DEFINISCE ITALIA RAZZISTA IGNORANTE O IN MALAFEDE Salvini aggiunge: “Conto con oggi che si metta la parola fine alle polemiche indecorose per un Paese accogliente e solidale come l’Italia, che ha conosciuto l’immigrazione”. E attacca dopo le critiche ricevute in seguito al naufragio a Steccato di Cutro: “Chi parla dell’Italia come di un Paese razzista è ignorante o in malafede”.

NORDIO: INTERVENTO MOLTO SEVERO CONTRO SCAFISTI E TRAFFICANTI “Se non fermiamo” il traffico di migranti “anche con l’arma dello strumento penale i rischi sono di aumentare anche le vittime in mare”. Lo dice il ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo il Consiglio dei ministri straordinario a Cutro. Nel nuovo decreto migranti c’è “un intervento estremamente severo nell’ambito del diritto penale nei confronti degli scafisti ma anche verso chi organizza, promuove e finanzia questa tratta di persone” e anche “un allargamento di giurisdizione penale dello stato italiano”.

NORDIO: REATI PUNIBILI ANCHE SE AVVENGONO FUORI DAL TERRITORIO ITALIANO Il Guardasigilli aggiunge l’introduzione di “un inasprimento delle pene all’articolo 12 del Testo unico sui migranti, che vengono aumentate in maniera consistente” e soprattutto c’è una nuova fattispecie “che punisce con una pena severa da 20 a 30 anni di reclusione quando ne deriva come conseguenza non voluta da parte degli scafisti la morte o la lesione grave o gravissima di più persone. Se fosse voluta ci troveremmo di fronte a omicidio aggravato”. Nordio dettaglia: “Il reato è punito secondo la legge italiana anche quando la morte e le lesioni si verificano al di fuori del territorio italiano, se è diretta nel territorio nazionale“.

LOLLOBRIGIDA: DECRETO INCIDE SU LOTTA A CAPORALATO, È PRIORITÀ GOVERNO “La lotta al caporalato è una priorità di questo Governo e questa norma” sui migranti “incide proprio sull’ipotesi di sfruttare i lavoratori e fare concorrenza sleale alle aziende che invece agiscono nella piena legalità”. Così il ministro dell”Agricoltura Francesco Lollobrigida in conferenza stampa al termine del Cdm straordinario svolto a Cutro. (DIRE)