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Cgil e Flai Crotone no a sfruttamento in agricoltura: «Regione approvi normativa stringente»

Posted On Venerdì, 28 Agosto 2015 22:14 Scritto da

«Come fatto nei giorni scorsi - scrivono la Cgil di Crotone e la sigla di categoria Flai - torniamo a sollecitare una rinnovata attenzione sul fronte del "caporalato" in agricoltura nella nostra provincia come in tutta la Calabria [LEGGI ARTICOLO]. La presa di posizione dei giorni scorsi dei ministri Maurizio Martina e Andrea Orlando è un fatto importante. L'incontro dell'altro ieri dei ministri Poletti e Martina con le Associazioni di categoria e il sindacato - commenta il sindacato - dimostrano che il fenomeno del caporalato in agricoltura nel nostro Paese ha raggiunto limiti non più sopportabili. È per queste ragioni che nei prossimi gironi la Cgil e la Flai di Crotone invieranno una richiesta d'incontro al prefetto di Crotone per sollecitare, anche a livello territoriale, una task forse che impegni tutti i soggetti interessati per guardare con più attenzione al nascente Ispettorato nazionale del lavoro e così puntare a un modello organizzativo in grado di attivare azioni locali immediate. Inoltre noi come sindacato provinciale diamo, come fatto a livello nazionale, tutta la nostra disponibilità a costutire gruppi di lavoro che possano collaborare con le istituzioni preposte al controllo del territorio rispetto al lavoro nero e al fenomeno del caporalato. Ormai - commentano Cgil e Flai -, da diverse settimane, si sta consumando nelle nostre campagne la raccolta dei pomodori e delle angurie. Tra settembre e ottobre ci sarà la vendemmia. Si tratta - spiega la nota - di attività che necessitano di un maggiore controllo e che vedono impeganti decine e decine di lavoratori spesso non italiani. Inoltre, riteniamo non più rinviabile una reale presa di posizione della politica calabrese rispetto ad una legge regionale che potrebbe introdurre scelte utili sui requisiti di accesso ai fondi europei dello sviluppo rurale incentivando proprio chi aderisce alla "Rete del lavoro di qualità" . Infine, sempre la Regione Calabria, come del resto hanno già fatto altre regioni (in particolare la Puglia), potrebbe introdurre una normativa stringete per tutte quelle aziende che approfittano del fenomeno caporalato e che non rispettano le leggi in materia di sicurezza sul lavoro. Noi ci crediamo - conclude il comunicato - e pensiamo che intervenire in questa direzione possa dare più dignità ai lavoratori e ridurre le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore delle produzioni agricole».