Domenica, 25 Ottobre 2020

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Comitato Marrelli hospital: «Perché non si procede subito con il rilascio del parere di conformità?»

Posted On Lunedì, 16 Novembre 2015 17:26 Scritto da

marrelli hospitalI componenti del Comitato Marrelli hospital hanno scritto una nota stampa per sollecitare l'iter autorizzativo della struttura sanitaria crotonese. In particolare nel ricordare l'udienza del Tar sulla vicenda (in programma il 19 novembre prossimo), i componenti del comitato citano una lettera del 14 ottobre scorso con cui la struttura commissariale comunicava che, in collaborazione con il ministero della Salute, era in fase di predisposizione il fabbisogno dei posti letto da destinare ai privati. Ricordano inoltre che «nell'attuale programmazione regionale sono inseriti 99 posti letto da destinare con requisiti tutti già posseduti dalla struttura crotonese». I componenti del comitato si chiedono dunque perché non si provvede a rilasciare il parere di conformità della struttura, nonostante si spendano soldi per mantenere la stessa secondo gli standard di apertura e funzionalità.

 

La lettera del comitato.

«In un tempo in cui i media nazionali - scrivono i componenti del Comitato Marrelli hospital - evidenziano che i dati sulla sanità regionale continuano a essere negativi a tal punto da portarci a essere gli ultimi della classe, continuiamo ad assistere, imperterriti, al rimpallo di responsabilità su chi è stato, su cosa si doveva fare e su cosa oggi si vorrebbe fare (ma non si fa) per autorizzare a far aprire a costo zero (dal punto di vista sociale) una struttura d'eccellenza, pronta da ormai oltre due anni, che potrebbe assorbire almeno il 5% dell'attuale mobilità sanitaria regionale di malati che quotidianamente si dirigono verso altre regioni. Il comitato "Vogliamo il Marrelli Hospital" - è scritto nella nota - non intende arrendersi e non intende essere frenato da ulteriori rinvii. La lettera che l'azienda ha ricevuto il 14 ottobre con cui la struttura commissariale comunicava che in collaborazione con il ministero della Salute era in fase di predisposizione il fabbisogno dei posti letto da destinare ai privati, ancora a oggi, a distanza di un mese e prossimi ormai all'udienza del Tar di giorno 19 novembre, non ha alcun riscontro. Continuiamo a vivere alla giornata - stigmatizzano - in attesa di notizie, informazioni che ci indichino a che punto siamo. Attrezzature nuove con tecnologie avanzate sono ferme, farmaci e fili di sutura comprati (e ormai scaduti) sono stati ancora una volta riacquistati, garanzie e contratti di manutenzioni di tutti gli apparati della clinica sono ormai in scadenza. I collaudi fatti e pagati dovranno essere rifatti. Chi pagherà questo danno enorme? Chi ripagherà i tanti professionisti che hanno deciso di collaborare con questa struttura e sono in attesa di un contratto di lavoro da mesi? A chi dovrebbero essere rivolti gli imprechi di tante famiglie crotonesi che avrebbero potuto trovare in questa struttura conforto e cura? Questa del Marrelli Hospital continua ad essere un paradosso ed una situazione inaccettabile sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista legale. La confusione normativa - commenta la nota - che si è creata oggi ha penalizzato ulteriormente la struttura che poteva essere autorizzata alla pari delle altre strutture autorizzate nelle medesime condizioni normative, creando una evidente e grossolana disparità di trattamento. E poi vogliamo ricordare a tutti che nell'attuale programmazione regionale sono inseriti 99 posti letto da destinare con requisiti tutti già posseduti dalla struttura crotonese. Perché non si procede subito con il rilascio del parere di conformità? Ciò che è accaduto in questi mesi e continua ad accadere è vissuto da un'intera comunità come un vero e proprio atto di ingiustizia, perpetrato contro cittadini, contro i malati, contro i lavoratori ma anche contro un impresa economica importante del nostro territorio. Si dia subito atto e si completi - conclude il comunicato - senza indugio l'iter autorizzativo della struttura crotonese senza altri rinvii. E' in gioco la credibilità delle istituzioni regionali».