Martedì, 14 Luglio 2020

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Comune, le Rsu insorgono contro il commissario: «Interrotte le relazioni sindacali»

Posted On Giovedì, 28 Maggio 2020 17:58 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

«La rappresentanza sindacale unitaria del comune di Crotone, colma di indifferenza e per il ruolo che, giorno dopo giorno, questa amministrazione comunale svilisce sempre di più, sente la necessità di puntualizzare alcune cose». È questo l’incipit di una dura e dettagliata lettera con cui la Rsu del Comune di Crotone accusa il commissario straordinario, Tiziana Costantino, sostanzialmente della rottura delle relazioni sindacali.

«Innanzitutto, non riusciamo ad esercitare il nostro mandato – sottolineano subito –, perché di fatto non esistono relazioni sindacali tali da consentire una partecipazione reale e fattiva in ordine ai processi amministrativi che l'ente assume, anche nei confronti del tessuto sociale cittadino. Senza l'applicazione di uno strumento, quale quello delle relazioni sindacali, non c'è dialogo, partecipazione, confronto, ma soprattutto trasparenza nelle decisioni assunte, quest'ultime quasi sempre decise unilateralmente. Sono venuti meno i diritti e gli obblighi che ciascuna delle parti ha nei confronti dell'altra. Abbiamo raccolto, come è nostro dovere, diverse problematiche gravi e meno gravi, poste dai dipendenti, di cui bisogna assolutamente parlarne».

«In primis – evidenzia la Rsu –, a seguito dell'ennesima nota numero 29065 del 15 maggio scorso indirizzata al commissario straordinario, nella quale venivano richieste delucidazioni circa il possibile conflitto di interesse che segretario generale potesse avere, quale responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, visto che è dirigente di altri settori particolarmente esposti a fenomeni corruttivi, abbiamo appreso, così si legge nella risposta: "che il commissario straordinario ha inteso confermare con decorrenza dei termini il segretario generale nello titolarità della segreteria generale dei comune, ma non ha ancora adottato alcun provvedimento di nomina del responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza”».

«Quindi dal 4 dicembre 2019 – si interroga la Rsu –, data in cui si è insediato il commissario straordinario, il Comune di Crotone è sprovvisto della figura del responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct), seppure l'ente sia stato investito da diverse inchieste di magistratura. Qui c'è da aprire una parentesi in ordine alla negazione del patrocinio legale ad alcuni dipendenti, non a tutti però, investiti da avvisi di garanzia per lo stesso “reato”. Due pesi due misure? Appare altrettanto illogico poi, come sul sito istituzionale (nella sezione amministrazione trasparente — disposizioni generali — piano triennale per Prevenzione della corruzione e della trasparenza) sia stato pubblicato un piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza 2020/2022, approvato con deliberazione del commissario prefettizio nelle funzioni di giunta comunale n. 23 del 29.01.2020 con proponente il segretario generale».

«Dobbiamo consideralo – domanda ancora la Rsu – nullo? Visto the non abbiamo un Rpct. Se il segretario generale non è stato nominato Rpct allora perché nella nota si cerca di giustificare in tutti i modi, opinabili a nostro avviso, che non sussistono le condizioni di incompatibilità come Rpct con gli altri incarichi? Sarebbe stato necessario specificare semplicemente che il segretario generale non è il Rpct, di conseguenza non possono sussistere incompatibilità con gli altri incarichi. Siamo a giugno ed ancora non sono stati avviati i lavori per la contrattazione decentrata 2020, non è stato ancora costituito il fondo delle risorse decentrate e non sono stati liquidati tutti gli istituti contrattuali relativi all'annualità 2019. In una nota, contestualmente alla richiesta dell'avvio dei lavori della contrattazione decentrata 2020 abbiamo chiesto, a chi di dovere, di sollecitare i dirigenti a procedere con la consegna delle schede di valutazione e misurazione della performance dei dipendenti che, ancora oggi non ci risulta siano state consegnate, causando il blocco della produttività generale 2019 che, a sua volta blocca l'avvio della contrattazione 2020».

«Un vero e proprio circolo vizioso – commenta la Rsu –, dove chi ne fa le spese è solo ed esclusivamente il personale dipendente. Abbiamo perso per due anni di seguito l'opportunità di far progredire i dipendenti, sia dal punto di vista professionale che sul piano della gratificazione, ci riferiamo all'istituto delle progressioni verticali previste nel decreto cosiddetto "Madia". Questo significa che non si è messa ancora mano, malgrado i numerosi pensionamenti, al piano triennale del fabbisogno del personale. Rimane appeso, chissà per quanto ancora, il concorso per il reclutamento dei 15 agenti della polizia locale, dal quale sono stati introitati nelle casse comunali circa 18mila euro per diritti. E a proposito di economie c’è da dire che, risultano depositate presso l'ufficio del dirigente della polizia locale numerosi decreti ingiuntivi emessi dal giudice del lavoro, contenziosi con i dipendenti, sorti a causa di mancate liquidazioni per prestazioni di attività straordinarie che, gli stessi dipendenti non stanno mettendo in esecuzione per non gravare sulle casse comunali».

«E ancora – incalza la Rsu –, si affidano all’esterno, per diverse migliaia di euro, patrocini e assistenze in giudizio, quando nell'ente abbiamo diverse figure capaci professionalmente di sostenere le attività suddette traendone economie consistenti. Infine, durante l'emergenza Covid-19 abbiamo assistito a lungaggini, circa un mese, per l'attivazione del lavoro in modalità agile "smart working", per non parlare della sanificazione dei locali, dei dispositivi Dpi e dei materiali igienici a consumo. Ci chiediamo: è stato applicato il protocollo accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all'emergenza sanitaria da Covid-19? Quali misure sono state adottate dal responsabile della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro? Speriamo bene!»

«Infine – rende noto la Rsu – vogliamo cogliere l'occasione per esprimere il diffuso malcontento che aleggia tra tutti i dipendenti per il clima di caccia alle streghe messo in campo da questa amministrazione, teso a voler per forza trovare colpevoli e responsabili di una disorganizzazione che, come abbiamo detto prima, risale alla notte dei tempi e per la quale però non si riscontra alcuna iniziativa verso un cambiamento, anzi un radicamento sempre profondo. Non abbiamo un numero adeguato di dirigenti rispetto all'organigramma dell'ente, su 7 settori abbiamo soltanto 2 dirigenti di ruolo, 2 dirigenti ex art. 110 Tuel e uno in comando».

«La nostra non vuole essere polemica – conclude la Rsu –, ma la cronaca di quanto sta accadendo nell'ente. Dal commissario straordinario ci aspettavamo un segnale forte di discontinuità, capace di disinnescare quella inesorabile corsa verso la distruzione della macchina organizzativa iniziata negli ultimi anni. Speravamo in una inversione di marcia che potesse ricostruire seppur lentamente tutto il demolito, ma non facciamo altro che raccogliere cocci. Siamo stanchi e non lo diciamo noi rappresentanze sindacali ma il personale dipendente tutto».