Mercoledì, 25 Novembre 2020

PRIMO PIANO NEWS

Coronavirus, quarantena non obbligatoria fino a notifica ordinanza: decisione Tar Calabria

Posted On Mercoledì, 15 Aprile 2020 16:49 Scritto da Redazione

Liberi fino a quando non verrà notificata loro l'ordinanza del sindaco che li pone in quarantena obbligatoria.

E' quanto ha stabilito il Tar della Calabria per le centinaia di cittadini che, in seguito ai controlli scattati per l'emergenza coronavirus, sono stati fermati e 'mandati a casa' dalle forze di polizia per sottoporsi alla quarantena obbligatoria di 14 giorni che il presidente della Regione Calabria, con un'ordinanza del 20 marzo, ha imposto ai trasgressori del divieto di uscire per validi motivi.

E' stato il presidente del Tar Calabria ad esprimersi in tal senso nel decreto urgente richiesto dagli avvocati Sandro Cretella e Francesco Verri che hanno reclamato la sospensiva e poi l'annullamento dell'ordinanza regionale per conto di un imprenditore crotonese che si trovava fuori casa per documentate ragioni di lavoro ma, nell'occasione, aveva ritirato anche un oggetto da consegnare a un'altra persona.

L'avvocato Verri chiarisce. La questione è rilevante perché in Calabria ci sono centinaia e forse migliaia di persone "recluse", che non possono neppure andare a fare la spesa, in farmacia o al lavoro (se svolgono un'attività consentita) perché, fermate dalle forze di polizia, hanno ricevuto un "invito" a rientrare a casa e restarvi basato su un'ordinanza regionale. Quest'ordinanza prevedeva (ora è stata in parte modificata) la quarantena obbligatoria "immediata" per chi viola le misure di contenimento del contagio da Coronavirus. E le forze di polizia la applicavano di conseguenza "spedendo" inevitabilmente il cittadino a casa.

Ora, però, il Tar ha chiarito che, fino a quando la disposizione regionale non viene "concretizzata" da uno specifico provvedimento individuale del Comune, non è efficace. Perciò, fino a quel momento, il presunto trasgressore del divieto è libero.

Il danno però è fatto. Le persone che hanno ricevuto l'invito a rimanere in casa hanno, di fatto, sofferto un'ingiusta detenzione domiciliare. Che ora si può interrompere, stando al decreto pronunciato dal TAR, ma fin quando non interverrà l'ordinanza del sindaco o del commissario. In quel momento la quarantena comincerà o ricomincerà, a seconda delle interpretazioni che i Comuni stanno dando alle norme in questione.

Ma la questione è anche un'altra e ancora più rilevante. Il Presidente della Regione non ha il potere di prevedere con ordinanza una sanzione (tale perché esplicitamente destinata ai "trasgressori" del divieto) sostanzialmente penale. Penale perché - come spiega la Corte di Strasburgo - indipendentemente dall' 'etichetta' amministrativa priva il cittadino della libertà personale. Solo lo Stato può farlo con legge (principio che si chiama, infatti, "riserva di legge" ed è previsto dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo). Solo un Giudice, d'altra parte, può applicare all'individuo una sanzione penale all'esito di un processo o di un procedimento: non hanno, ovviamente, tale potere né l'Azienda Sanitaria né il sindaco di un Comune né le forze di polizia.

Su questa parte del ricorso il TAR si pronuncerà il 6 maggio in udienza anche se non è escluso che qualche provvedimento d'urgenza possa essere emesso prima. Naturalmente, abbiamo chiesto anche il risarcimento dei danni: un conto è restare a casa nel rispetto di misure dettate per motivi precauzionali di tipo sanitario, che tutti dobbiamo rispettare, e tutt'altro un conto è subire l'ingiusta privazione della libertà per effetto di una sanzione incostituzionale che viola i più elementari principi dello Stato di diritto protetti anche dalle Carte internazionali.