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Fusione Camere di commercio, Crotone e Vibo: «Rimuovere da commissario Maurizio Ferrara»

Posted On Lunedì, 18 Aprile 2016 18:40 Scritto da

maurizio ferrara«Io spero che Catanzaro riesca alla fine a non perderci». Questa frase è stata pronunciata da Maurizio Ferrara (foto), commissario ad acta per la costituzione del consiglio della nuova Camera di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, nel corso di una conferenza stampa tenuta il 7 aprile scorso nella sede del capoluogo di regione. Questa e altre dichiarazioni anche riguardanti investimenti «poco limpidi fatti dalla Camera di commercio di Crotone» hanno mandato su tute le furie i presidenti degli altri due entri camerali che andranno accorparsi col capoluogo catanzarese.

 

 

I due presidenti hanno messo le loro riflessioni in una lunga nota congiunta in cui chiedono: «l’annullamento della procedura attivata con determinazione del commissario ad acta numero 2 del 31 marzo scorso e dell’Avviso pubblicato il 7 aprile relativi all'avvio delle procedure di costituzione del Consiglio della nuova Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia».

 

I presidente delle Cciaa di Crotone e Vibo chiedono poi «la revoca della nomina a commissario ad acta di Maurizio Ferrara; la nomina di un organo di commissariamento per l’avvio delle procedure di accorpamento volontario della Camere di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, che rappresenti le ragioni e gli interessi di tutte le Camere di commercio, dei territori e delle associazioni accorpande e non solo quelle di Catanzaro».

 

Secondo le due Cciaa di Crotone e Vibo il commissario Ferrara «ha dato avvio alle procedure di costituzione del consiglio della nuova Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, senza tenere in alcun conto, così come aveva fatto in quella precedente del 21 settembre 2015 poi sospesa, sia della rappresentanza equilibrata negli organi camerali, sia del mantenimento dei servizi sul territorio e sia delle altre condizioni previste nelle delibere di accorpamento di cui in premessa».