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I sindacati scrivono al sindaco: «Illegittima l'esclusione dei dipendenti interni dal concorso»

Posted On Giovedì, 08 Gennaio 2015 18:38 Scritto da

neoassunti

I sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl contestano all'Amministrazione comunale i criteri utilizzati per la selezione dei partecipanti al Bando che ha poi portato all'assunzione di tre nuovi dipendenti.

«La stampa, in quest'ultima settimana - scrivono le tre sigle di categoria - ha fatto conoscere all'opinione pubblica (purtroppo o per fortuna?) cosa sta succedendo a proposito delle assunzioni al Comune di Crotone, e della battaglia legale che un dipendente ha intrapreso a seguito della sua esclusione. Le scriventi organizzazioni sindacali, a tal proposito, ritengono opportuno evidenziare, sia l'aspetto squisitamente tecnico-contrattuale e giuridico, che la preoccupante superficialità ed approssimazione nella gestione delle sue risorse umane, posta in essere dall'Amministrazione comunale, nonché l'inopportunità di atti adottati, in piena autonomia, interpretando norme legislative e contrattuali, ben oltre il dettame delle stesse, allo scopo di escludere da legittime aspettative candidati interni collocatisi utilmente in graduatoria, dopo aver partecipato quali riservisti in base a specifiche ed inequivocabili norme di riferimento. Brevemente - sintetizzano i sidacati - e solo per dare un senso compiuto alla nostra ferma contrarietà verso tali comportamenti discriminatori, riteniamo evidenziare, nel caso in specie, i diversi ordini di motivazioni per le quali l'esclusione del/dei dipendenti riservisti interni appare palesemente illegittima. Ci preme puntualizzare, comunque, come la circostanza che il comune abbia deciso di portare a conclusione questo concorso non può che trovare la nostra piena condivisione, non fosse altro che, in un territorio martoriato da una disoccupazione dilagante, ogni posto di lavoro significa salvare famiglie e mettere in circolo risorse per dare un po' di respiro all'economia della nostra provincia e, dato non trascurabile, creare condizioni migliori per l'erogazione dei servizi ai cittadini, spesso carenti anche per l'esiguo numero dei preposti all'erogazione degli stessi. Da questo punto di vista sarebbe auspicabile che anche gli altri concorsi in itinere possano trovare, nel più breve tempo possibile, una positiva conclusione, sperando, soprattutto, che nel frattempo si risolvano i contenziosi che sono stati già avviati e che gli stessi, che è verosimile pensare si concluderanno con la soccombenza dell'amministrazione e relativo aggravio di spese, possano essere dirimenti per le determinazioni future. Di seguito - comunicano le tre sigle - le nostre valutazioni che, lungi dal voler fare giurisprudenza, ci illudiamo siano semplici profezie fatte da "umili dirigenti sindacali di campagna", e lasciano presagire che, con molta probabilità, le casse del comune saranno gravate da inutili spese di soccombenza. Nella domanda di partecipazione al concorso spiegano - come previsto dall'art. 11 del Bando, approvato con delibera di Giunta comunale n. 273 del 19 agosto 2010, si prevedeva la possibilità di partecipare alla riserva al personale interno, le cui domande sono state accolte e gli interessati non hanno mai ricevuto comunicazioni sulla non ammissibilità alla riserva. Il bando all'art. 11 prevedeva, infatti, che la riserva poteva essere utilizzata dal personale interno assunto a tempo indeterminato in possesso della categoria immediatamente inferiore a quella a concorso (C) e quindi la (B) senza nessun'altro requisito di profili specifici. La previsione della riserva per il personale interno è prevista dal decreto legislativo 150/2009 (decreto Brunetta) il quale all'art. 62 riporta testualmente: I dipendenti pubblici, con esclusione dei dirigenti e del personale docente della scuola, delle accademie, conservatori e istituti assimilati, sono inquadrati in almeno tre distinte aree funzionali. Le progressioni all'interno della stessa area avvengono secondo principi di selettività, in funzione delle qualità culturali e professionali, dell'attività' svolta e dei risultati conseguiti, attraverso l'attribuzione di fasce di merito. Le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l'amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso. Come si può ben vedere - incalza la nota - nella norma di riferimento, non vi è nessuna specificazione sull'eventuale profilo che deve essere posseduto per l'accesso alla riserva, il particolare non è di poco conto ove si consideri che chiunque avesse potuto ipotizzare un'eventuale interpretazione restrittiva postuma da parte dell'amministrazione, rispetto all'introduzione sul bando del possesso della categoria immediatamente inferiore (B3), avrebbe avuto la possibilità di impugnare il bando stesso perché non coerente con la previsione della norma di riferimento di cui al citato decreto legislativo 150/2009 (decreto Brunetta). L'amministrazione, nella delibera di giunta comunale, cita l'orientamento applicativo dell'Aran n. 1370 che, secondo quanto studiatamente riportato nel testo della delibera, chiarirebbe che non è possibile utilizzare la riserva per il personale interno di categoria B1 per il concorso a C. Tale affermazione non risponde al vero poiché l'orientamento n. 1370, chiarisce che non è possibile il reiquadramento automatico dei profili B1 in B3, e riporta inoltre che fermo restando l'unicità della Categoria B, il profilo professionale B3 è diverso dal B1, ma non è riportato in nessuna parte che il B1 non può usufruire della riserva interna prevista nel Bando di concorso. L'amministrazione comunale avrebbe dovuto, a nostro avviso, in caso di dubbi (per noi inesistenti), avvalersi dell'orientamento dell'Aran riportato nella Raccolta sistematica contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto Regioni e Autonomie locali sottoscritti DAL 6/7/1995 AL 22/1/2004, dove alla pagina 84 viene posto il quesito, questo si specifico ed inequivocabile: Quesito: R 3. Alle selezioni per la categoria C possono partecipare i dipendenti classificati in B1 o soltanto quelli in B3? Risposta: Le selezioni verticali interne, ai sensi dell'art. 4 del CCNL del 31.3.1999, sono previste per i passaggi del personale da una categoria a quella immediatamente superiore, senza alcuna specifica e particolare limitazione. Conseguentemente, alle selezioni per la categoria C possono partecipare tutti i dipendenti comunque classificati in B (da B1 a B6). Se siamo tutti in buona fede, di cosa stiamo parlando? Il Ccnl 31/03/1999 - revisione sistema classificazione professionale, pubblicato sul sito dell'Aran, riporta Parte I Art. 3 Il sistema di classificazione del personale: 1. Il sistema di classificazione è articolato in quattro categorie denominate, rispettivamente, A, B, C e D. Inoltre nello stesso contratto vengono inserite le nuove tabelle di equiparazione delle categorie con i livelli funzionali in cui viene riportata la vecchia e la nuova corrispondente categoria in cui si evince chiaramente e senza dubbi che la categoria B è unica ed accorpa i precedenti livelli differenziati, omississ. In ogni caso la scelta dell'amministrazione di osteggiare la riserva al personale interno, si pone in netto contrasto con ogni logica di meritocrazia e di valorizzazione del personale interno, che è il principio cardine della riforma del pubblico impiego, art. 1, comma 2 del citato D.Lvo 150 ........"Le disposizioni del presente decreto assicurano una migliore organizzazione del lavoro, rispetto degli ambiti riservati rispettivamente alla legge e alla contrattazione collettiva, elevati standard qualitativi ed economici delle funzioni e dei servizi, incentivazione della qualità della prestazione lavorativa, selettività e la concorsualità nelle progressioni di carriera, riconoscimento di meriti e demeriti, selettività e valorizzazione delle capacità e dei risultati ai fini degli incarichi dirigenziali, rafforzamento dell'autonomia, dei poteri e della responsabilità della dirigenza, incremento dell'efficienza del lavoro pubblico e contrasto alla scarsa produttività e all'assenteismo, trasparenza dell'operato delle amministrazioni pubbliche anche a garanzia della legalità". Tale logica assunta dall'Amministrazione Comunale, in netto contrasto con quella del legislatore, porta ad uno stallo delle progressioni di carriera del personale interno, impedendo la possibilità di valorizzare il personale, spesso in possesso di titoli e professionalità che vanno ben oltre quelli richiesti per l'accesso alle categorie cui si fa riferimento, con le inevitabili conseguenze che ciò comporta in termini motivazionali e di produttività e, quindi, sul benessere organizzativo di un ente così importante. Ribadendo, infine, l'esigenza di non trascurare il diritto di ogni dipendente a non essere discriminato in ordine alle opportunità di sviluppo professionale e che gli eventuali comportamenti non sorretti da norme, ragionevolezza, correttezza e buona fede, creano inutili contenziosi ed aggravi di spese per i quali qualcuno sarà chiamato a farvi fronte, ci permettiamo di esprimerle la nostra più vibrata protesta, che vuole essere semplicemente un monito affinché, dalla saggezza dei suoi capelli bianchi, possa nascere un segnale di modestia foriero di un opportuno chiarimento, e consequenziale intervento presso gli organi di gestione preposti, nell'interesse dei dipendenti interessati e dei ruoli che ognuno, a vario titolo, ricopre. Qualora Lei intendesse proseguire il suo cammino, di responsabile di questo importante Ente, calcando il terreno del non confronto, è doveroso da parte nostra rappresentarle che la determinazione delle scriventi organizzazioni sindacali sarà commisurata al rispetto delle regole sulla base di un attento e vigile controllo del suo operare nella gestione della cosa pubblica».