Giovedì, 22 Ottobre 2020

PRIMO PIANO NEWS

L'EDITORIALE│Comuni sciolti per 'ndrangheta nel Crotonese e a settembre di vota...

Posted On Domenica, 09 Agosto 2020 18:07 Scritto da Gaetano Megna

La ‘ndrangheta fa da padrona nei Comuni della provincia di Crotone. Lo dicono i dati sugli scioglimenti decisi dal ministero dell’Interno. Negli ultimi tempi i Comuni della provincia pitagorica sciolti per condizionamenti o per contiguità con la ‘ndrangheta sono stati sei: Isola Capo Rizzuto, Cirò Marina, Cutro, Strongoli, Casabona e Crucoli.

Lo scioglimento di Cutro è stato deciso dal Governo nazionale venerdì scorso e reso noto ieri, mentre Isola Capo Rizzuto è tornata alla gestione democratica dopo un lungo periodo di commissariamento prefettizio. Ai Comuni sciolti per ‘ndrangheta bisogna aggiungere quello di Crotone, che è stato sciolto per le dimissioni del sindaco Ugo Pugliese in seguito ad un’indagine giudiziaria, che appunto riguardava la gestione dell’ente. Sono troppi i Comuni che non hanno le carte in regola: quasi il 30%. Senza volere attribuire specifiche responsabilità, sarà magari una coincidenza, ma dei sette Comuni sciolti, ben tre coalizioni sono state allestite con il contributo importante del movimento politico del “reuccio” Enzo Sculco: Cirò Marina, Cutro e Crotone. Due addirittura sono stati sciolti per ‘ndrangheta: Cutro e Cirò Marina.

Non è una buona carta di credito per chi è impegnato in politica e gli elettori di Crotone e Cirò Marina, che sono chiamati ad eleggere le nuove amministrazioni comunali il 20 e il 21 settembre prossimi dovrebbero tenere ben presente quello che è successo nelle loro realtà e le penalizzazioni che sono stati costretti a subire per i lunghi periodi di commissariamento prefettizio. Sono tanti gli attacchi che vengono fatti in questi giorni al commissario prefettizio del Comune di Crotone, Tiziana Costantino, per le scelte che ha messo e sta mettendo in campo. Costantino non è un politico eletto dal popolo. E’ stata nominata dal Governo in seguito allo scioglimento anticipato del consiglio comunale. Non è immune da difetti e non sempre ha fatto scelte condivisibili, ma non si può dire che abbia preso decisioni che non siano in linea con le leggi che governano il nostro Paese. Lei amministra Crotone per la cattiva gestione politica che c’è stata negli ultimi tre anni e mezzo. Un consiglio comunale a pezzi e la maggioranza che si è squagliata sotto il caldo sole di Crotone.

La guida politica dell’amministrazione comunale ha mostrato tutti i suoi grandi limiti. Sculco è uno stratega quando deve organizzare liste e candidati, ma mostra tanti limiti quando è chiamato a guidare politicamente le amministrazioni che hanno la sua impronta. A valutare i fatti si limita a fare l’elenco dei finanziamenti che ha saputo portare alla città. Una lista che anche altri hanno fatto nel passato. Il problema è che Crotone non vede la luce del sole da quando è andato in crisi il sistema industriale, che ha fatto la storia della città. Ci sono più poveri di quanto si riesca ad immaginare e i nostri giovani, soprattutto le menti più eccelse, che hanno conseguiti lauree che fanno girare la testa stanno emigrando in realtà dove ci sono e ci sono stati amministratori che non si sono limitati a fare solo chiacchiere.

Nel nostro territorio i soldi sono arrivati, in alcuni momenti anche a pioggia, ma non si capisce che fine abbiano fatto. Lo scioglimento per ‘ndrangheta dei nostri Comuni non è solo un dato statistico. A chi si candida si chiede concretezza e mani pulite. Un programma snello di cose che si possono e si devono fare e non la lista dei soldi che ci sono. L’ultima amministrazione comunale ha speso ben 110.000 per una festa. Sono i soldi del progetto “Antica Kroton”. Se  i fondi si devono spendere così è meglio che non arrivino proprio.