Giovedì, 22 Ottobre 2020

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L'EDITORIALE│Non bisogna sperare nell'arrivo di Pitagora: aiutiamo i giovani a costruire il futuro

Posted On Venerdì, 16 Ottobre 2020 18:03 Scritto da Antonio Carella

In questa ultima tornata elettorale è successa una cosa straordinaria per Crotone e i Crotoniati: una "sommossa" politica che ha sbaragliato in un sol colpo una classe dirigente superata e inadeguata ai bisogni della gente.

L'elezione del nuovo consesso civico è la conseguenza di atti poco chiari che hanno portato perfino allo scioglimento della consiglio a seguito dell'inchiesta scaturita dalla Procura di di Crotone sull'affidamento in gestione dell'impianto della piscina Coni a un consorzio privato. circostanza, questa, che ha spinto il sindaco Ugo Pigliese a dimettersi prima della sua scadenza naturale e, quindi, allo scioglimento del consiglio.

Le ceneri di tutto ciò rappresentano un popolo deluso e affranto da decisioni prese da amministratori che hanno lasciato a desiderare sul piano della giustizia e dell'onestà intellettuale. Insomma ci siamo trovati di fronte a una classe dirigente sempre più legata agli interessi personali. Tutto ciò ha suscitato nei cittadini sdegno e rabbia fino al punto di affidare la propria fiducia a un'area civica guidata dall'oggi sindaco Vincenzo Voce.

Crotone non è nuova a questo tipo di comportamenti: quando si tratta di giudicare i suoi amministratori. Facendo un salto nel tempo, la storia ci riporta al popolo guidato da Cylone, stufo dell'oligarchia pitagorica, che portò per la prima volta la spinta progressista nella poleis di Kroton per gestire il Senato in maniera democratica e popolare. Tra gli altri riferimenti storici, un altro esempio calzante fu quello portato avanti da una parte della nobiltà crotonese quando nel 1799 alzò l'Albero della Libertà, dando vita all'estemporanea "Repubblica di Crotone", ma pagando a caro prezzo il gesto con la morte di 4 martiri fucilati sulla spianata del Castello. Un'altra rivolta storica fu negli anni Venti del secolo scorso, allorquando il socialista Mastracchi si ribellò alle prepotenze compiute dagli amministratori e dai commercianti riguardo la mancata distribuzione degli alimenti. Ed ancora assistiamo a due altri eventi contemporanei: quello detto di Senatore e oggi a quello compiuto da Voce.

Ora si tratta di saper governare questi processi di rinnovamento, altrimenti si vanifica tutto ciò che si crea per il bene comune. Per esperienza storica, si può cogliere il riferimento al periodo pitagorico quando Cylone divenne sì innovatore della politica, ma poi venne screditato clamorosamente da un certo demagogo di nome Ninone che vanificò tutto quanto era stato fatto. Costui, preso dalla sete del potere, fece ripiombare la cosa pubblica negli abusi e nelle ingiustizie. Nacque da questo momento storico, quando cioè si fa abuso della democrazia, il detto: "non siamo più ai tempi di Ninone".

Adesso, occorre approfittare di questo clamoroso azzeramento dei partiti puntando sui giovani per rifondare la formazione di riferimento, unica forza democratica a cui affidare il consenso, mettendo gli uomini giusti e quindi ricreare un punto di riferimento continuo per il governo della città. Quando Pitagora giunse a Crotone nel V secolo a.C., richiamato dalla scuola medica crotoniate, riconosciuta come la più importante nel mondo, proveniente da Sibari, vide a ridosso della riva dei pescatori mentre tiravano le reti ancora immerse nelle acque e, avvicinatosi a questi, predisse quanti pesci contenevano le nasse. A fronte di questa sua dichiarazione i pescatori risposero che se la previsione fosse stata esatta (cosa che poi accadde), il pescato sarebbe stato rimesso in libertà con l'esonero dal pagarlo, altrimenti lui stesso avrebbe saldato il prezzo della merce senza poterla prelevare. Alla fine Pitagora, pur avendone indovinato il numero esatto dei pesci, pagò lo stesso facendoli liberare nel nostro azzurro e limpido mare. Il "Chiomato" si presentò in questo modo al popolo crotoniate. Un'altra cosa che destò subito scalpore fu quando Pitagora, parlando ai giovani, chiese rispetto per i genitori e per il prossimo come condizione indispensabile perché una società potesse considerarsi civile. I Crotoniati, frastornati dalla saggezza di quest'uomo, lo invitarono a fare un discorso al senato crotoniate; per argomento lui scelse "l'armonia" delle cose e del rapporto umano, poiché senza questa non si può programmare nessun futuro.

Ecco, alla luce di tutto ciò, se Pitagora tornasse a rimettere piede idealmente nella nostra meravigliosa città, di sicuro farebbe le stesse cose d'allora. Necessariamente si rivolgerebbe ai giovani, che oggi hanno perso ogni senso di rispetto per il prossimo e per le idee altrui. Una buona parte di loro altro non fanno che pensare ad un consumismo sfrenato e non tengono conto degli effetti collaterali che esso provoca. Spesso dimenticano le condizioni economiche disagiate in cui versa la propria famiglia e, irresponsabilmente, fanno delle richieste insostenibili per i propri genitori. La maggior parte di questi giovani fa poco o nulla per migliorare il tenore di vita e di cultura della nostra città (eccezione fatta per un piccolo numero di giovani aggregati dal mondo della Chiesa e di pochi valorosi studenti che fanno di tutto per incitare i coetanei alle lotte per l'ammodernamento delle strutture scolastiche). Il motto di questa parte di società è: presto e tutto, senza badare che necessita prima acquisire esperienza sul campo per svolgere una qualsiasi attività. Essi sono molto orgogliosi di sé, ma anche molto mesti nel fare.

Allora ecco che Pitagora, indignato, interverrebbe sicuramente per rieducare i nostri giovani. Ci inviterebbe innanzitutto a rivedere il nostro sistema scolastico perché è proprio lì che risiede l'humus naturale per la giusta educazione (paidea) da dare al futuro cittadino crotonese. Ripristinare l'insegnamento basato sul rispetto delle regole e sull'importanza che il giovane ricopre nella società civile: l'ambizione deve essere quella del vivere civile al centro. Necessita risvegliare la coscienza dei giovani crotonesi: essi rappresentano il nostro futuro, e bisogna strapparli al mondo del consumismo e alla disgregazione sociale. Sicuramente, Pitagora, troverebbe il sistema adatto per integrare il giovane in armonia tra scuola e famiglia, tra scuola e mondo del lavoro.

Che direbbe poi il "Filosofo" a questa moderna classe politica costretta, da esigenze di partilo o di ideologia, ad anteporre agli interessi dei cittadini quelli dettati dalla loro direzione partitica, quasi sempre alla ricerca di scopi individuali e non collettivi. La frenesia dell'individualismo più sfrenato in seno al Consiglio Comunale di Crotone ha consentito la disgregazione delle forze politiche. Come si può, senza "l'armonia" dei rapporti sociali ed istituzionali, pensare a programmare un progetto di sviluppo per Crotone? 

Noi non dobbiamo aspettare il Pitagora della situazione per risolvere i problemi della nostra Crotone. Dobbiamo aiutare i giovani ad essere pronti e capaci a risolvere i nostri problemi, necessariamente si deve essere meno teorici e più concreti. Gli sforzi da fare vanno rivolti alla formazione dell'uomo crotoniate e quindi avere la certezza che questo diventi un principio e che abbia l'osservanza delle regole. Questo è quanto Pitagora ci ha lasciato in eredità da realizzare. Forse oggi è giunta l'ora di alzare la testa e guardare in avanti, per un futuro meritevole di lode e di amore per la città di Crotone e dei suoi abitanti.