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Martedì, 16 Agosto 2022

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L'EDITORIALE│Si chiede la testa del sindaco Voce, ma qual e' l'alternativa?

Posted On Sabato, 11 Giugno 2022 19:52 Scritto da Gaetano Megna

Tra favorevoli e contrari si scommette sullo scioglimento anticipato del consiglio comunale di Crotone. Soprattutto sui social si è scatenata la bagarre. I social, però, non fanno testo perché quello che conta è la volontà della maggioranza del consiglio comunale.

Se 17 consiglieri comunali (la metà più uno) dovessero decidere di sfiduciare il sindaco Vincenzo Voce si tornerebbe a votare dopo un periodo di commissariamento prefettizio. Nei suoi circa due anni di governo della città, Voce non ha mantenuto gli impegni presi con il popolo. Governare da piazza della Resistenza è molto più complesso che urlare in piazza Marinai d'Italia. In piazza della Resistenza ci sono regole e controlli e, quindi, non si può fare quello che si vuole perché altrimenti si corre il rischio di diventare ospiti della struttura carceraria di Passovecchio. Urlare e lanciare anatemi da Piazza Marinai d'Italia non ha effetti negativi sull'urlatore, a meno che non venga diffamato qualcuno. Questa premessa è stata necessaria per chiarire che Crotone si è fidata degli anatemi e promesse fatte in piazza Marinai d'Italia.
Un'esperienza che dovrebbe fare testo per il futuro, per evitare di eleggere un altro urlatore senza un partito di riferimento e senza un vero progetto per amministrare una città difficile qual è Crotone. Il momento è, comunque, molto delicato perché ci sono progetti già finanziati che potrebbero subire un rallentamento con conseguenza perdita dei fondi. Questo non può e non deve succedere. Se ci fosse, poi, la proposta di un sindaco capace di governare meglio dell'attuale, sarebbe opportuno andare subito al voto. A mio avviso una proposta seria, al momento, non c'è. Né si può pensare un ritorno al passato andando a recuperare soggetti politici che hanno governato come coalizione e non hanno ottenuto risultati migliori dell'attuale sindaco. Il sentore, che qualche vecchio arnese della politica voglia rimettere le mani sulla città, purtroppo c'è.
Considerato che i movimenti e gli urlatori dei social non hanno sortito risultati positivi bisogna pensare ai partiti. Chiedere loro di individuare candidati capaci su cui i cittadini possano fare una scelta e contestualmente presentare un progetto di rilancio economico e sociale, che metta al centro la questione del lavoro per consentire ai giovani di restare a Crotone e formarsi una famiglia. Non una lista della spesa, quindi. Nemmeno denunce urlate per convincere gli allocchi a votare. Questo è il punto. Si può, quindi, porre fine all'attuale consiliatura? Molti lo stanno chiedendo, ma non dicono quello che vogliono fare.
L'idea che viene fuori è che vogliono sostituire il guidatore per piazzarsi loro al posto di comando. Una semplice sostituzione del comandante del vapore, quindi. Se questo dovesse succedere gli elettori di Crotone sarebbero costretti a votare, ancora una volta. L'ultima questione che voglio trattare riguarda l'eventuale composizione di una nuova maggioranza. Non avrei condiviso l'entrata in maggioranza di Forza Italia, perché nasceva su un presupposto di potere. Forza Italia aveva chiesto il presidente del consiglio comunale e la delega dell'Ambiente, che Voce a sinora tenuto per sé. Francamente non sembrava un accordo per il bene della città, anche se magari qualche ricaduta positiva l'avrebbe potuto avere.
Fallito questo tentativo per volontà dei vertici regionali di FI, che hanno “convinto” i consiglieri forzisti a fare un passo indietro, a Voce non resta altro che recuperare i pezzi della sua maggioranza persi lungo la strada. I pezzi recuperabili sono i quattro consiglieri che hanno costituito il gruppo dell'opposizione “responsabile”. Non si tratta di un gruppo di opposizione vero e proprio. I quattro, infatti, hanno già salvato Voce astenendosi al momento dell'approvazione del bilancio consuntivo. Senza la loro astensione il Consiglio sarebbe stato sciolto.
La trattativa è stata già avviata e forse ci sono le condizioni per il ritorno nella maggioranza. Vorrei ricordare ai frequentatori dei social che tutti i sindaci eletti direttamente dai cittadini hanno avuto problemi di maggioranza pur avendo eletto, con le proprie liste, molti consiglieri. E' il sistema dell'elezione diretta che porta a queste conseguenze, in più si aggiunga che molti consiglieri pensano di essere un partito autonomo e il quadro diventa chiaro.