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L'EDITORIALE│Un silenzio che fa paura: tre atti intimidatori in una settimana e nessuna reazione da parte di istituzioni e cittadini

Posted On Venerdì, 21 Luglio 2017 17:50 Scritto da

carabinieri via reggioUn silenzio che fa paura. In una sola settimana la criminalità che opera in città ha messo a segno ben tre attentati: il 14 luglio la tanica di benzina-bomba ad una pizzeria di via discesa S. Leonardo, ieri la bottiglia di benziana-bomba ad una sala scommesse in via Torino (alle spalle del palazzo comunale) e all’alba di oggi cinque colpi di pistola esplosi contro la saracinesca di una orologeria di via Reggio. Sono segnali che non fanno presagire nulla di buono e che richiederebbero una reazione immediata da parte delle istituzioni e dei cittadini tutti. Cantano le pistole, saltano le saracinesche delle attività commerciali e di questi fatti si occupano solo i magistrati, le forze dell’ordine che svolgono le indagini e i giornalisti che raccontano i fatti. Tutto il resto tace. Si ha l’impressione di vivere in una città abitata da gente che non vede, non sente e non parla e la cui classe dirigente ha interesse solo nella gestione di fondi pubblici e di poltrone. Non parlano le istituzioni, non dicono nulla i partiti e nemmeno i sindacati, mentre ci sarebbe bisogno di un sussulto di orgoglio per dire no ai delinquenti che hanno deciso di imporre la legge della giungla. Sui gravi episodi non c’è stato un solo comunicato di denuncia, addirittura non è stata spesa nemmeno una parola. Quando si fa silenzio su questi episodi vuol dire che i territori hanno toccato il fondo e sono allo sbando. Abbassare la guardia potrebbe, tra l’altro, favorire il progetto di avventurieri e “professionisti” del gioco delle tre carte di mettere le mani sulle istituzioni.

 

 

 

 

 

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