fbpx
Lunedì, 06 Dicembre 2021

PRIMO PIANO NEWS

La consigliera Sculco sarebbe ineleggibile? Se fosse accaduto in Emilia Romagna sì!

Posted On Venerdì, 16 Gennaio 2015 17:59 Scritto da

ricorso sculcoLe precisazioni sull'articolo riguandante i contenuti del ricorso presentato da Sergio Costanzo, primo dei non eletti al consiglio regionale della Calabria nella lista "Calabria in rete".

Non c'è pace per chi vuole fare informazione corretta e scevra da appartenenze. Ci sono state diverse reazioni nel circuito di Facebook all'articolo, già pubblicato sulle pagine on line della Provincia KR [LEGGI ARTICOLO], del ricorso prodotto presso il Tribunale civile di Catanzaro da Sergio Costanzo, primo dei non eletti al consiglio regionale della Calabria nella lista "Calabria in rete". Il candidato escluso chiede che sia riconosciuta l'ineleggibilità di Flora Sculco. Il primo intervento registrato ieri al riguardo è stato quello dei DemoKratici di Cutro, che hanno inteso postare sulla nostra pagina una replica dell'avvocato Giuseppe Pitaro (legale rappresentante di Flora Sculco), contenuta in un articolo pubblicato sempre on line dal Corriere della Calabria, ma prima ancora che fosse formalizzato il ricorso di Costanzo. Sostanzialmente l'avvocato Pitaro scrive che: «La presunta ineleggibilità riguarderebbe eventualmente, ai sensi della normativa vigente, e specificatamente ai sensi delle leggi 165/2004 e 154/1981, i casi di dipendenti regionali, e non certo i collaboratori esterni dei consiglieri regionali che hanno prestato la loro attività ad tempus e fino alla durata del mandato elettorale di tali consiglieri regionali». Nel Ricorso presentato dall'avvocato Giuseppe Spadafora, invece, che è il legale rappresentante di Sergio Costanzo, si insiste sull'esistenza della incompatibilità della Sculco. Nel ricorso vengono anche riportate con specifici riferimenti a numeri di protocollo gli interventi di Franco Pugliano circa il pagamento della mensilità del mese di ottobre 2014. Pugliano asserisce, per chiarire il ragionamento, che la Sculco ha percepito lo stipendio di ottobre, ma ha lavorato sino al 22 dello stesso mese per un numero di ore tali da consentirle di percepire l'intera competenza economica. Se non ci sono motivi di incompatibilità, perché allora Pugliano si è affrettato a chiarire questa circostanza? Ricordiamo, comunque, come si può leggere anche dalla copia della prima pagina del ricorso di Costanzo (foto), che sulla questione viene sollecitato l'intervento del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro. Il nostro amico e assiduo lettore Enrico Pedace (che fra l'altro è consigliere comunale eletto al Comune di Crotone fra le fila dei Demokratici), sempre su Facebook ha scritto: «non corrisponde al vero il ricorso dell'avvocato Costanzo... mai stata dipendente della Regione...purtroppo ata aviri pacenza (dovete avere pazienza, ndr)». Il ricorso c'è e non si comprende, per tanto, a chi il consigliere comunale si rivolga per avere pazienza. C'è il ricorso e c'è anche che il vademecum del consiglio regionale dell'Emilia Romagna che riconosce l'incompatibilità dei dipendenti regionali a tempo determinato. Per quanto riguarda chi scrive, invece, è doveroso precisare che si è interessato alla vicenda per esclusivo interesse giornalistico. D'altro canto, sempre lo scrivente ritiene opportuno aggiungere che, da Crotonese fino al midollo, quando ci vanno di mezzo Crotone e i cittadini di questa città, non può fare a meno che schierarsi dalla loro parte. Questo non significa, però, che è disponibile a fare informazione scorretta. Nello specifico, si continuerà a fare il "tifo" per la consigliera Sculco, anche se, chi scrive, non ha mai votato né lei, né altri rappresentanti della sua area politica.