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La relazione della Dna: «In Emilia la 'ndrangheta parla l'accento della zona di Crotone»

Posted On Martedì, 24 Febbraio 2015 16:33 Scritto da

roberti dnaIn Emilia «la 'ndrangheta parla l'accento della zona di Crotone che si fonde con quello locale, ed è specificamente riferibile, al potente sodalizio mafioso di Cutro». E' quanto scrive la Direzione nazionale Antimafia (Dna) nella relazione 2014 presentata oggi a Roma nella Sala degli atti parlamentari della biblioteca del Senato dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e dalla presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi. Ma non è tutto. Secondo la Dna l'influenza di questo sodalizio si estende anche ad altri territori della limitrofa Lombardia (sostanzialmente corrispondenti all'area di competenza del Distretto di Brescia) e del Veneto. Nella relazione si sostiene che a Bologna è stata accertata l'esistenza di un potere criminale di matrice 'ndranghetista la cui espansione, «al di là di ogni pessimistica previsione», vede coinvolgimenti con apparati politici, economici ed istituzionali. A tale livello che quella che una volta era orgogliosamente indicata come una Regione modello di sana amministrazione ed invidiata per il buon livello medio di vita dei suoi abitanti, «oggi può ben definirsi "terra di mafia" nel senso pieno della espressione, essendosi verificato quel fenomeno cui si era accennato nella relazione dello scorso anno, quando si era scritto di una "infiltrazione che ha riguardato, più che il territorio in quanto tale con una occupazione "militare", i cittadini e le loro menti; con un condizionamento, quindi, ancor più grave"». Gli investigatori considerano ancora più grave il fatto che «questa realtà non si è creata come effetto di un "contagio" delle terre emiliane dovuto alla presenza della 'ndrangheta negli altri territori dell'Italia settentrionale (ovvero in buona parte della Lombardia, Piemonte e Liguria), bensì per ragioni ed in forza di dinamiche criminali distinte». E dunque in Emilia «la 'ndrangheta parla l'accento della zona di Crotone che si fonde con quello locale, ed è specificamente riferibile, al potente sodalizio mafioso di Cutro».

 

Il predominio della 'ndrangheta sulla mafia negli affari illeciti.

Nel nord Italia c'e' «il predominio di organizzazioni criminali di origine calabrese a discapito di altre compagini associative, come quella di origine siciliana».  Questo un altro dei passaggi della relazione annuale della Dna. «La 'ndrangheta - si legge nella relazione -, dopo anni di insediamento in Lombardia, ha acquisito un certo grado di indipendenza rispetto all'organizzazione di origine, con la quale ha continuato comunque ad intrattenere rapporti. I suoi appartenenti dimorando al nord ormai da piu' generazioni, hanno progressivamente acquisito una piena conoscenza del territorio consolidando rapporti con le comunita' locali e privilegiando contatti con rappresentanti della politica e delle istituzioni locali». Le indagini, prosegue il rapporto,  «hanno evidenziato la perdurante posizione di assoluta primazia della 'ndrangheta nel traffico internazionale di stupefacenti, traffico che ha generato, e continua a generare, imponenti flussi di guadagni in favore della criminalita' organizzata calabrese che reinveste, specie nel settore immobiliare, i proventi di tale attività». Traffico consentito «anche e soprattutto dal controllo totalizzante del Porto di Gioia Tauro, ove attraverso una penetrante azione collusiva, gli 'ndranghetisti riescono a godere di ampi, continui, si direbbe inesauribili, appoggi interni».