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«Niente irregolarita' nell'erogazione del pocket money», Migliore su Misericordie e gestione Cara

Posted On Martedì, 14 Luglio 2015 18:25 Scritto da

commissione inchiesta immigrazioneVIDEO - Cambiare orientamento in merito ai Centri ad alta densità d'accoglienza come nel caso del Cara di Crotone. Bisogna invece incrementare la dotazione delle forze di polizia impiegate nella sicurezza del Centro e, ancora, snellire le pratiche burocratiche per il rinnovo dei permessi, magari delegando l'istruzione di tali adempimenti alle Questure. Sono queste alcune delle proposte scaturite dall'ispezione della Commissione d'inchiesta sul sistema dell'accoglienza dei migranti al cara di Sant'Anna. Due giorni di audizioni e visite presso il secondo centro di accoglienza d'Europa. Queste le proposte che la Commissione farà al governo in base riscontri raccolti durante la visita al Cara, ma anche dall'analisi e dall'elaborazione dei dati raccolti. A spiegarlo – oggi in Prefettura a Crotone - sono stati i componenti della Commissione stessa, i deputati Gennaro Migliore, Gregorio Fontana, Paolo Beni e Maria Lucia Lorefice. «A noi - ha detto il presidente di Commissione, Migliore - non sfugge tutta la complessità che si trovano ad affrontare i responsabili dell'ordine pubblico e i funzionari dello Stato che operano nelle condizioni che sono oggettive di tagli di personale e anche di risorse. Riteniamo che si debba ottenere un maggiore incremento delle dotazioni di personale e finanziarie per affrontare una presenza così massiccia di migranti in questo territorio: la metà di quelli che sono presenti in Calabria sono concentrati tra il Cara di Sant'Anna e progetti Sprar per minori non accompagnati». «In ogni caso, lo Stato ha investito sulla struttura di Crotone – ha osservato ancora - che è quasi ultimata. E ciò modificherà notevolmente la vita in questo Centro. Dal sopralluogo si nota che per quanto riguarda la condizione abitativa è effettivamente mutata nel corso delle ultime settimane con la dismissione dei container. Riteniamo che il primo passo sia eliminare strutture precarie che potevano presentare problemi da un punto di vista igienico sanitario». A queste parole rassicuranti, hanno fatto seguito numerosi interrogativi e proposte che i deputati trasferiranno al Governo, affinché si modifichino alcune storture o "bizzarrie" del sistema dell'accoglienza, come le ha definite lo stesso Migliore. «Non si capisce perché – ha detto Migliore - molte di queste persone debbano recarsi presso lo sportello della Questura di Crotone per il rinnovo di alcuni permessi. Bisogna rendere possibile farlo presso qualsiasi sede, dal momento che siamo nell'era di internet, tranne nel caso in cui si tratti di soggetti di conclamata pericolosità sociale. Ma non si capisce proprio – ha puntualizzato - perché l'azione repressiva possa essere espletata in modo capillare in tutta la nazione, mentre la parte dei permessi di soggiorno, umanitari e non, non possa essere fatta in tutte le questure italiane». «Inoltre – ha aggiunto – non si può scegliere la prefettura di un comune come questo, tra i più inaccessibili d'Italia per la definizione di un numero così elevato di pratiche». Migliore ha spiegato di aver approfondito anche il sistema della gestione e del funzionamento del Cara e di aver controllato la parte finanziaria affidata alle Misericordie, la stessa associazione che gestisce il Centro di Lampedusa. «Il secondo aspetto - ha proseguito - riguarda la questione del pocket money rispetto alla quale abbiamo riscontrato che c'è stata una ottemperanza a quelle che sono le richieste che erano state fatte per il rilascio di ricevute agli ospiti nel momento in cui i pocket Money venivano erogati». Anche il deputato Paolo Beni ha evidenziato le problematiche funzionali delle grandi strutture di accoglienza come quella del Cara di Isola e l'opportunità di prevedere invece un modello differente di gestione, dal momento che le problematiche scaturite da una presenza così massiccia di immigrati sul territorio sono difficilmente sostenibili in termini di costi e di sicurezza sociale. Si è parlato dell'annoso problema della Stazione di Crotone, nella quale bivaccano i migranti in attesa dei documenti in condizioni precarie e disumane, con giacigli di fortuna, materassi buttati vicino ai binari o nelle sale d'attesa, fontanelle usate come docce, binari dismessi usati come dormitori. «Il problema della Stazione va risolto subito – ha detto Migliore – non si possono tenere persone in questo stato di degrado. Bisogna offrire un contesto civile di accoglienza. In questo abbiamo visto che potrà dimostrarsi importantissimo l'apporto delle associazioni e del volontariato del terzo settore. Ma anche le amministrazioni locali, in primis il sindaco della città, si dovranno muovere.». Per quanto riguarda la cura e la sicurezza sanitaria, Migliori ha ribadito che non c'è allarme sociale per quanto riguarda contagi da malattie infettive «Anche per i casi di scabbia – ha concluso – bisogna capire che il contagio è limitato al contatto diretto o alla condivisione degli stessi indumenti o per esempio degli stessi materassi. Si tratta di una malattia curabile con due giorni di profilassi e non c'è nessun allarme sociale».