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Martedì, 28 Maggio 2024

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No allo sfruttamento di ''San Biagio'', Italia nostra e Gak: «Estendere il vincolo»

Posted On Martedì, 06 Febbraio 2024 17:35 Scritto da

«Dopo aver appreso del vincolo a Piano di San Biagio a Crotone di quello che può essere definito “un fazzoletto di terreno” relativo solo all’edificio di culto tardo antico-basso medievale (particelle numero 145/p, numero 30/p; decreto Segretariato regionale per la Calabria del 2/10/2023)», Italia nostra e il Gruppo archeologico krotoniate chiedono che «al più presto venga emanato un ulteriore decreto di vincolo su tutto il pianoro (ai sensi dell’articolo 142 lettera “m” del codice dei Beni culturali e del paesaggio (dl 42/2004), al fine di scongiurare ulteriori, irreparabili danni al patrimonio paesaggistico e archeologico dello Stato».

 

 

È quanto scrivono in una nota congiunta Teresa Liguori, consigliere nazionale e presidente di “Italia nostra” Crotone, e Vincenzo Fabiani, direttore del Gruppo archeologico krotoniate.

«Il decreto di vincolo emanato dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone - spiegano Liguori e Fabiani, anche a seguito della richiesta datata 2021 di Italia nostra e del Gruppo archeologico krotoniate, lascia perplessi per l’esiguità della sua estensione e, quindi, della sua efficacia».
«Sulla zona in questione - sottolineano i due -, molto interessante dal punto di vista archeologico e paesaggistico, come attestato dalla documentazione alla base del procedimento della Soprintendenza dal 2012 (si tratta di un sito popolato in continuità diacronica a partire dall’età preistorica fino a quella tardo antica e medievale), da sempre ruotano vari interessi che vanno dalla realizzazione di impianti eolici e/o fotovoltaici, alla costruzione di varie tipologie di edifici».

«Pertanto, delude - stigmatizzano Italia nostra e Gak - che, non solo si sia intervenuti in ritardo e nel frattempo si siano autorizzati impianti eolici vicini al pianoro di cui, in particolare, una pala che incombe sulla zona ora vincolata, ma che ci si sia limitati a una misura che rischia di non avere l’efficacia sperata».