Giovedì, 22 Ottobre 2020

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Palamilone, il Tar Calabria occoglie il ricorso presentato dal consorzio ''Momenti di gloria''

Posted On Giovedì, 20 Febbraio 2020 11:34 Scritto da Redazione

Il Tar Calabria dà ragione al consorzio di associazioni sportive “Momenti di gloria”: l’affidamento del Palamilone è legittimo, anche se deve essere stipulata una convenzione.

Il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria (sezione seconda) ha depositato questa mattina la sentenza che accoglie il ricorso presentato dal consorzio e, per l’effetto della stessa, ha annullato il provvedimento dirigenziale del 17 gennaio scorso del Comune di Crotone con cui la dirigente di settore, Mariateresa Timpano, dava esecuzione alla deliberazione commissariale numero 11 del 10 gennaio scorso, attraverso cui intimava «la consegna con effetto immediato, dell’immobile comunale PalaMilone, sito in via IV Novembre, a questo Ente, libero da eventuali beni e attrezzature di vostre proprietà». 

Il collegio della seconda sezione del Tar Calabria, composto da Nicola Durante (presidente), Arturo Levato (referendario) e Gabriele Serra (referendario, estensore) ha ritenuto che «è fondata la tesi della parte ricorrente, per cui quest’ultima non possa essere considerata occupante sine titulo dell’immobile di proprietà comunale per cui è causa, in quanto non può essere condivisa la equiparazione, operata dal provvedimento impugnato, tra il titolo di detenzione del Consorzio, costituito dalla nota prot. 45574 del 27.9.2012 del Comune di Crotone “Affidamento gestione provvisoria dell’impianto sportivo PalaMilone” e una occupazione abusiva dell’immobile, del tutto carente di titolo o con titolo scaduto, unica fattispecie che legittimerebbe il provvedimento di “consegna” impugnato».

Inoltre per il collegio giudicante la «nota di protocollo 45574 del 27 settembre 2012 del Comune di Crotone, recante “Affidamento gestione provvisoria dell’impianto sportivo PalaMilone”, non è stata mai revocata o annullata, né è mai stato adottato un provvedimento di decadenza dalla concessione medesima», così come «in ordine al mancato pagamento degli oneri derivanti dalle utenze da parte dei ricorrenti non sia idoneo a sostenere la legittimità del provvedimento, in quanto non emerge che il Comune ne abbia mai chiesto l’assolvimento né che, a ben vedere, gli stessi siano neppure mai stati quantificati dal Comune stesso».