Domenica, 25 Ottobre 2020

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Presidente consorzio ''Momenti di gloria'' avvia sciopero della fame: quinto esposto

Posted On Giovedì, 18 Giugno 2020 12:19 Scritto da Riceviamo e pubblichiamo

I rappresentanti delle società aderenti al Consorzio Sportivo “Momenti di Gloria” comunicano che «in data odierna il presidente del Consorzio, Giancarlo Satiro, ha iniziato presso il Palamilone lo sciopero della fame per protestare contro la politica della chiusura degli impianti portata avanti dal Comune di Crotone».

«Come sportivi – spiegano – abbiamo il dovere di rivendicare il diritto a praticare lo Sport nella città di Crotone e lo eserciteremo con tutte le forme di protesta democratica che riusciremo a mettere in campo». Il Consorzio comunica inoltre di aver provveduto al deposito dell’esposto per «interruzione di pubblico servizio sottoscritto da molti dei cittadini che hanno partecipato alla manifestazione tenutasi nella mattina odierna in piazza della Resistenza». L’esposto è indirizzato al ministro dell’Interno, al ministro dello Sport, al procuratore della Repubblica di Crotone e alla Procura regionale della Corte dei Conti.

«Il commissario straordinario del Comune di Crotone, Tiziana Costantino – si legge nell’esposto –, ha avviato, sin dal suo insediamento, un’azione amministrativa finalizzata alla revoca delle concessioni di affidamento di alcune strutture sportive comunali ai consorzi sportivi che per anni le hanno gestite preservandole ed al contempo garantendone la fruibilità ai cittadini. Dopo la chiusura della piscina olimpionica, la cui responsabilità è riconducibile alla passata amministrazione, il Comune, dalla stessa guidato, non ha pubblicato alcun atto amministrativo finalizzato a riaprire l’impianto natatorio che continua da mesi a rimanere chiuso, con effetti deleteri per la attuale e futura funzionalità dello stesso. Inoltre, continua ad emanare atti amministrativi finalizzati a chiudere gli altri impianti sportivi della città (Palamilone, Palakro, Settore B) senza aver in alcun modo reso noto le modalità con cui intende garantire alle associazioni sportive, e quindi agli atleti, la possibilità di praticare la disciplina sportiva di appartenenza».

«È facile prevedere – sostiene il consorzio – che per un tempo indeterminato, per come si sta già verificando per la piscina olimpionica, anche le altre strutture rimarranno chiuse. L’effetto dell’azione amministrativa portata avanti dal commissario straordinario si è concretizzata in una interruzione di un servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità,  quale deve intendersi l’accesso allo sport e il diritto oltre che la necessità di praticare una disciplina sportiva, conseguenza diretta della chiusura degli impianti sportivi crotonesi, senza peraltro aver garantito una gestione alternativa a quella esistente al punto da costringere gli atleti ad allenarsi per le strade cittadine ovvero a ricorrere all’utilizzo di impianti ubicati fuori provincia».

«Inoltre, il Commissario – incalza ancora il consorzio – non ha in alcun modo precisato come intenda mantenere in buono stato gli immobili e gli impianti, patrimonio della collettività, e quindi come intenda evitare che anche questi siano destinati alla stessa miserevole sorte della piscina olimpionica. La giurisprudenza ha precisato come - in astratto - "i tratti distintivi del servizio pubblico siano ravvisabili nel servizio di gestione della piscina comunale. Difatti si tratta di un'attività oggettivamente correlata alla realizzazione di interessi pubblici essendo funzionale, per le sue caratteristiche intrinseche, a consentire a qualunque interessato lo svolgimento di attività sportiva, strettamente connessa con la tutela della salute pubblica che l'art. 32 della Costituzione individua quale fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività; d'altro canto è evidente che si tratta di un'attività prestata direttamente in favore degli utenti per soddisfare interessi di rilevanza generale (TAR Veneto, III, 13 novembre 2009, n. 5021)"».