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Rifiuti, Tar rigetta istanza Ato Crotone su sospensione ordinanza regionale

Posted On Martedì, 27 Luglio 2021 12:36 Scritto da Redazione

Il Tar Calabria ha rigettato l’istanza di «annullamento previa sospensione dell'efficacia» presentato dall’Ato Crotone avversa all’ordinanza contingibile e urgente emanata dal presidente facente funzioni della Regione Calabria (la numero 46 del 14 luglio scorso) che dà il via libera al conferimento di 600 tonnellate al giorno di Rsu presso la discarica di Sovreco a Crotone.

Il presidente della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale, Giancarlo Pennetti, non ha infatti ritenuto di dover applicare misure cautelari monocratiche provvisorie, ritenendo di dare prevalenza, in questa fase di emergenza, alle ragioni propugnate dalla Regione. Il giudice ha comunque fissato la trattazione collegiale del ricorso attraverso la camera di consiglio fissata per il prossimo 8 settembre.

Si legge nel decreto: «Considerato che dalle premesse dell'atto impugnato emerge che, a causa dell'interruzione, già dalla prima metà di luglio, dei conferimenti nelle discariche pubbliche di S. Giovanni in Fiore e di Cassano allo Ionio, della saturazione degli impianti di trattamento negli ATO Cosenza e Reggio Calabria, con spazi di stoccaggio ormai esauriti, si verrà a determinare una interruzione del servizio pubblico con impossibilità degli impianti di trattamento di poter accogliere i rifiuti raccolti nei comuni né far fronte al prevedibile aumento della produzione degli stessi tipico della stagione estiva, in particolare da metà luglio a tutto il mese di agosto;

Considerato che, a fronte di detta situazione e al netto del ricorso in misura parziale al conferimento -assai costoso- in siti extraregionali di detti rifiuti nonché tenuto presente l'impegno già pieno della discarica pubblica regionale di Lamezia Terme con gli scarti di lavorazione degli altri ATO (Catanzaro, Vibo V., Crotone e in parte Città Metropolitana di Reggio C.) sembrano delinearsi –per come rappresentato dalla Regione Calabria- i contorni d'una emergenza ravvicinata e imminente (ulteriormente esplicitata al primo "Considerato che" di pagina 5) ove non debbano da subito trovarsi rimedi a loro volta naturaliter di portata straordinaria;

Ritenuto che, in questo contesto, sembra pertanto imprescindibile il ricorso all'utilizzo della discarica "per rifiuti pericolosi e non" in località Colombra del Comune di Crotone il cui gestore privato opera da tempo sul mercato in virtù di titoli autorizzativi -il cui rinnovo, posto che il relativo iter procedimentale è sostanzialmente concluso e comunque attualmente in regime di prosecuzione dell'attività- e che dispone di volumetria utile per i conferimenti poc'anzi menzionati;

Considerato pure che nell'atto impugnato si fa presente come l'AIA riferita alla citata discarica preveda codici EER dei rifiuti -pericolosi e non- conferibili tra cui sono compresi i rifiuti non pericolosi codici EER 19.12.12, 19.05.03 e 19.05.01 prodotti dagli impianti di trattamento dei rifiuti urbani, pubblici e privati, asserviti al servizio;

Ritenuto che quest'ultima circostanza sembra fugare la preoccupazione secondo cui l'attività di conferimento nella discarica in parola possa dare luogo ad una miscelazione di rifiuti pericolosi (art. 187 del D. Lgs. n.152/06) prospettata da parte ricorrente -più che altro sulla base di dubbi genericamente enunciati- e pertanto, come precisato dalla Regione, non si verte in ipotesi di nuova autorizzazione bensì di utilizzazione di volumi residui già autorizzati in passato in relazione a rifiuti di origine urbana non pericolosi e compatibili;

Considerato che, a fronte dei rischi inerenti l'ambiente e la salute, per loro natura interessi assai reattivi ad ogni crisi del sistema di gestione dei rifiuti urbani specie nel periodo estivo, l'ordinanza regionale ha ritenuto di porre su un piano di preminenza proprio la cura di detti interessi pubblici per un periodo comunque temporalmente limitato;

Considerato che a fronte di detta attribuzione di prevalenza ai cennati interessi appare recessiva, almeno in questa fase, ogni considerazione sulle conseguenze economiche ricadenti sul ricorrente in dipendenza del provvedimento impugnato, tanto più che in ricorso viene fin d'ora proposta domanda risarcitoria in relazione al danno patrimoniale che deriverebbe dall'incremento di spesa derivante dalla contrattualizzazione imposta dall'ordinanza regionale;

Ritenuto infine che le preoccupazioni di parte ricorrente in ordine ai riflessi di natura ambientale che l'esecuzione dell'atto impugnato avrebbe sul territorio del Comune di Crotone e dell'ATO di Crotone hanno la consistenza di preoccupazioni certamente legittime e coerenti con la delicatezza dei temi di cui si discute, a fronte delle quali però, per quanto rappresentato dalla Regione Calabria, si contrappone un quadro previsionale che sembra nettamente orientato, ove non adeguatamente fronteggiato fin da adesso, verso una assai verosimile "emergenza rifiuti" di concreta e non trascurabile rilevanza nel pieno della stagione estiva e turistica;

Ritenuto conclusivamente doversi pertanto comparare i contrapposti interessi in gioco dando prevalenza in questa fase a quelli propugnati dalla Regione con la presente ordinanza fermo restando la cognizione collegiale propria dell'udienza camerale cautelare ordinaria;

P.Q.M.

Rigetta la suindicata istanza di misure cautelari monocratiche provvisorie. Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio dell'8 settembre 2021. Il presente decreto sarà eseguito dall'Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Catanzaro il giorno 23 luglio 2021».