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Savino in visita alle salme del naufragio: «Tutti complici del disastro» (VIDEO)

Posted On Lunedì, 27 Febbraio 2023 11:32 Scritto da Giuseppe Livadoti

«Possiamo dire che, dinanzi a queste bare oggi, come credente, incontro Gesù crocifisso, Gesù abbandonato, Gesù negato, Gesù profugo non accolto che muore in mare con questi nostri fratelli e sorelle».

 

Sono le parole durissime del vicepresidente della Cei, monsignor Francesco Savino, si è recato questa mattina a Crotone sul luogo della tragedia in rappresentanza della Conferenza episcopale italiana per un momento di preghiera e per esprimere la prossimità e la vicinanza di tutta la Chiesa italiana. Insieme all'arcivescovo di Crotone Santa-Severina, Raffaele Angelo Panzeta, hanno raggiunto il Palamilone dove risiedono le vittime del tragico naufragio il cui numero è salito adesso a 62.
Fuori dal Palamilone tanti fiori portati dai cittadini in segno di cordoglio e anche la comunità mussulmana che ha pregato per le vittime, le loro famiglie e i sopravvissuti. Monsigno Savino e l'imam Abul hanno condiviso un momento di profondo raccoglimento.
Alle ore 11 il sindaco, Vincenzo Voce, con alle spalle il gonfalone cittadino, ha quindi ossesrvato il minuto di silenzio proclamato ieri con il lutto cittadino.
«Dobbiamo lasciarci interrogare responsabilmente - ha detto monsignor Savino - da questa ennesima tragedia rispetto alla quale rischiamo di ventare tutti i complici nel momento in cui non attiviamo politiche europee e politiche nazionali alte e altre».
«Dinanzi a queste bare mi permetto di dire - ha chiosato il vescovo di Cassano allo Ionio - che la civiltà è solo una parola e che la democrazia reale è soltanto un'utopia che non diventa realtà. Davanti a queste bare mi permetto di dire che l'umanità è sconfitta. Come credente - ha ribadito Savino - mi sento uno sconfitto quando mi chiedo: perché tutto questo? Non potevano forse essere aiutati e accolti per un processo di integrazione nei nostri territori», ha chiesto il vicepresidente della Cei.
«Diciamolo chiaramente - ha sottolineato Savino - Crotone la Calabria stanno dimostrando di essere la regione solidale e accogliente, ma ci sono evidentemente pregiudizi che vengono da altre parti. Ci sono pregiudizi ideologici che non ci consentono molto spesso di accompagnare questi nostri fratelli in un processo di integrazione che è possibile. Vorrei far rilevare che il fenomeno migratorio, cioè italiani che vanno all'estero o al Nord, è a un fenomeno più numeroso rispetto al fenomeno immigratorio».
«Bisogna fare un po' di verità - ha incalzato Savino - anche nei numeri. Sono qui a Crotone a rappresentare tutti i fratelli vescovi a nome della Conferenza episcopale italiana Sono qui anche a nome di tutti i vescovi calabresi con cui abbiamo diffuso un comunicato in cui parliamo di naufragio dell'umanità. Ecco queste bare ci dicono che l'umanità è naufragata».
«Lasciatemi anche dire - ha concluso Savino - una parola di gratitudine per tutti i soccorritori che, sempre e con generosità non vengono mai meno a questa frase di accoglienza. Lasciatemi anche dare la solidarietà ai sopravvissuti».

Intanto il Palamilone è off-limit perché la polizia scientifica sta eseguendo sui cadaveri i rilievi per poter procedere ad un riconoscimento. «Sono ancora morti senza nome» ha detto il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che ha annunciato l'allestimento di una camera ardente appena verranno completate le operazioni della polizia. Fuori dal cancello è venuto anche Khalid, un giovane marocchino che stende verso la Mecca il suo giubbotto e inizia a pregare. Vive in Italia da sempre è arrivato con i genitori in modo regolare. «Dobbiamo capire - ha detto - che questi fratelli partono per la disperazione perché altrimenti quale genitore metterebbe i figli su una barca se non per disperazione? Se non capiamo questo siamo tutti morti».
Alle 18, davanti al Palamilone, si terrà una fiaccolata indetta dalle associazioni del terzio settore.