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Silvio, 30 anni, omosessuale: «Il mio unico sogno? Costruire una famiglia e crescere due bambini»

Posted On Giovedì, 27 Agosto 2015 18:13 Scritto da

arcigay cosenza«Intanto grazie mille per la voglia di trattare temi, ancora, e sottolineo ancora, scottanti e quasi trasgressivi. Sono pronto a rispondere». Esordisce così Silvio Cilento, 30 anni, nel raccontare il suo rapporto con l'omosessualità. Lo fa con garbo, grande disponibilità, con quella strana e inconfondibile leggerezza dell'essere, molto gradita e gradevole, spesso comune alle persone dotate di una certa intelligenza e sensibilità. Alla domanda: «Quando hai scoperto di essere gay» lui si apre con estrema naturalezza e precisa: «Mi chiamo Silvio, ho 30 anni. Non ho mai scoperto di essere gay, sono nato e cresciuto ed educato, grazie alla splendida famiglia che mi ritrovo, nel modo più spontaneo e normale che possa esserci. È in questa "normalità" che rientra il mio orientamento sessuale gay». Inaspettato e disarmante, l'intervista può adesso andare avanti.
Ma gay si nasce o si diventa?
Gay si è! Etero si nasce o si diventa? Amare se stessi è uno dei traguardi che l'uomo dovrebbe raggiungere nella sua vita. Nel momento in cui ami te stesso puoi estenderti all'altro ed amare. Si ama ciò che si è e che si porta dentro. Non si amano le etichette costruite solo per alimentare l'odio e la discriminazione.
Abbandonando per un attimo la sfera personale, ti chiedo un parere sincero ed eloquente sulle " famigerate" unioni civili, tema più che mai attuale, scottante e caldissimo. E non soltanto perché siamo ancora in agosto. In Italia infatti, fra società civile, Governo e Chiesa, che la pensano in modo diametralmente opposto, per diversi motivi di "rappresentanza", non si riesce ancora ad individuare una soluzione...
Le famigerate unioni civili, che sembrano far tanto male al nostro Paese, sono una delle spine nel fianco di uno Stato che continua ad ostentare omofobia, odio, discriminazione. In una sola parola razzismo. È facile dire: è colpa della chiesa se le unioni civili non arrivano in Italia; è colpa dei politici che non votano per la giusta mozione; è colpa di Bagnasco e Giovanardi. In realtà, io credo che non vi siano colpe da attribuire nei traguardi non ancora raggiunti, probabilmente non vi sono ancora i tempi e i modi per poter rispettare l'amore che lega due persone dello stesso sesso.
Ma ste "benedette" unioni civili (speriamo non ci legga il cardinal Bagnasco), a cosa servono?
Si parla di unioni civili e a cosa servono? Perché non iniziamo a parlare di matrimonio rendendo più ufficiale questa unione? In realtà si ha, in ogni caso, la consapevolezza che potrebbe essere per sempre, nella buona e nella cattiva sorte. L'Italia purtroppo, è un "paesello" ignorante ancora dove chi si professa eterosessuale regala rapporti sessuali a individui del suo stesso sesso e chi si definisce omosessuale pecca di omofobia interiorizzata. Mancano le giuste conoscenze, quelle basi che potrebbero considerarci persone, uguali, diverse, simili, separate, indecise, belle e brutte, ma persone. Solo allora forse potremmo parlare di "rispetto" per ogni forma di amore e di "tutela" di quel sentimento che lega due persone. In fondo ci si accoppia perché scatta una strana attrazione che va oltre i due corpi, oltre i cuori e le menti, quasi oltre le anime stesse.
Cosa pensi del cardinal Bagnasco che è, a torto o a ragione, palesemente contro le unioni che non siano fra uomo e donna uniti in matrimonio?
Bagnasco? Dovrebbe occuparsi dei problemi che girovagano tra le sante mura del Vaticano, e professare la parola scritta nel sacro libro cattolico: ama il prossimo tuo come te stesso! Intanto aspettiamo e valutiamo i movimenti del nostro Governo, che in una crisi non solo economica, sembra abbia perso la sua identità, se mai ha scoperto la sua vera identità. Io sono gay, amo, ho amato e amerò ancora. Ho le mie basi molto forti e credo e rispetto le mie radici calabre, terra che mai lascerò.
Ma qual è il più grande sogno della tua vita, ma anche il tuo augurio in merito alla vostra condizione di persone giuridicamente "sospese"?
Il mio unico sogno? Costruire una famiglia e crescere due bambini per riuscire a trasmettere e dare la giusta continuità all'amore ed a tutti quei valori che i miei genitori sono riusciti ad inculcarmi con pazienza e sacrificio! Il mio augurio? Spero che l'Italia riesca a crescere e adeguarsi all'intera Europa, senza considerare merce buona parte dei suoi figli. Una crescita che dovrebbe anche necessariamente tenere conto di un pezzo di società che purtroppo non accetta ancora né gay, né migranti.
Che differenza c'è secondo te?
Non vi è nessuna differenza. È razzismo in ogni caso. Additare, sfregiare, violentare e umiliare un'altra persona per il colore diverso della pelle o per il suo orientamento sessuale, o ancora per semplici tratti somatici diversi dai nostri, è segno di ignoranza ed inciviltà. Siamo tutti uguali e diversi, siamo vivi sotto lo stesso cielo. Dovremmo imparare che le differenze non vanno accettate, capite o tollerate, ma vanno solo tutelate, perché sono capaci di arricchire il nostro cammino, il nostro bagaglio culturale e le nostre vite. Rom, giallo, nero, gay, down, trans, disabile, sordomuto, cieco, autistico, sono sfumature del genere umano, ed il genere umano è fatto da persone.

Silvio Cilento è cosentino e componente del direttivo Arcigay di Cosenza (foto). Chiacchierata esaurita qui? Ma neanche a parlarne... La curiosità infatti non è solo delle donne, ma anche e soprattutto dei giornalisti.E allora l'intervista prosegue con lui.

Anche a Crotone esiste un circolo dell'Arcigay?
Anche a Crotone ci sono molte persone che ci seguono. Su Crotone stiamo lavorando noi di Cosenza, perché non vi è ancora un circolo Arcigay locale/provinciale. Speriamo di aprirlo presto con il sostegno e l'aiuto di persone del posto. Volontari che vivono a Crotone e che possono essere in grado di gestire un circolo Arcigay. Offrire servizi di accoglienza e consulenza. Abbiamo gia fatto, qualche mese fa, un corso di formazione per assistenti sociali insieme ad AsNas e Ordine degli assistenti sociali, sulle tematiche Lgbti, (lesbiche, gay, bisessuali, trans, transgender e intersessuali) e devo dire che è stato molto partecipato. La nostra fondata speranza è quella che anche a Crotone molto presto ci sia un circolo Arcigay.
È proprio vero che nella vita non si finisce mai di apprendere qualcosa. Basta ascoltare, capire e confrontarsi. Perché le cosiddette "differenze" non esistono. Ma solo punti di vista e modi di vivere e di pensare, nel pieno rispetto del pensiero e della vita altrui.