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Sono 10.300 i minori non accompagnati giunti in Italia dal 2015, Sestito (Arci): «Ricchezza culturale»

Posted On Martedì, 25 Agosto 2015 19:10 Scritto da

filippo sestitoMai piu minori soli o morti ammazzati. Che fine hanno fatto, oppure, che fine faranno i 10.300 minori non accompagnati [LEGGI ARTICOLO], giunti in Italia via mare dall'inizio del 2015 una volta maggiorenni e ottenuta la protezione umanitaria? Un numero di per sè impressionante e che assume contorni e risvolti delicati e importantissimi se solo si pensa che stiamo parlando di minorenni: bambini o ragazzi che, se hanno avuto "la fortuna" di arrivare in Italia vivi, una volta messo piede a terra, sono soli. Sistemati nei centri Sprar di appartenenza, ma comunque completamente soli. Terribile. Bambini e ragazzi in prevalenza eritrei, ma anche nigeriani e del Burkina Faso, abbandonati al proprio destino, perché la maggior parte di loro, molto difficilmente riusciranno a riabbracciare i propri cari. A meno di difficili e rari ricongiungimenti. Immaginate per un attimo cosa si può provare in questi tragici frangenti? E riuscite ad immaginare cosa possono provare o vivere i genitori di questi bambini, che molto probabilmente non rivedranno più? Sentimenti disperati e soffocati dagli eventi, e condizionati dalle atrocità della guerra. Questa non è vita, non può essere la vita. E se fossero i vostri, i nostri figli?Ed è proprio delle ultimissime ore la tristissima morte di un quattordicenne somalo, violentemente maltrattato in Libia, e arrivato cadavere in Italia, a bordo di una nave di Medici senza frontiere. Non aggiungiamo altro. Se non chiedere e pretendere una soluzione immediata. «Bisognerebbe dare a questi ragazzi un ruolo più attivo e chiedere loro di trasferirci i loro saperi, arricchendoci ognuno della cultura dell'altro - dice in proposito Filippo Sestito, della presidenza nazionale dell'Arci-Contaminandoci - interagendo e generando, così, una nuova dimensione culturale, economica ed umana. Perdere l'occasione di crescere insieme a queste ragazze ed a questi ragazzi è uno degli errori più gravi che l'occidente neoliberista sta compiendo». Molto probabilmente infatti, rifacendici a tali, opportune riflessioni, potrebbero essere proprio loro il futuro della nostra Italia. Perché il loro coraggio, la loro voglia di riscatto e l'amore per la vita, andrebbero capitalizzati e resi nostri a tutti gli effetti. Partiamo da qui: accoglienza, solidarietà, integrazione. Il resto verrà da solo.