Martedì, 11 Agosto 2020

 

PRIMO PIANO NEWS

antonella rizzo consiglio regionaleQuesta mattina, dopo una riunione della Conferenza di servizi presieduta dall'assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo, che si è svolta nella sede dell’assessorato a Catanzaro, è stato approvato il Piano operativo di bonifica fase 1 relativo alla realizzazione delle opere a mare di difesa costiera redatto dalla società Syndial. L'assessore Rizzo parla di "un risultto storico", ed esprime la propria soddisfazione per questo ulteriore tassello "che diventa fondamentale per avviare la bonifica del sito industriale ex Pertusola ed ex Fosfotec. D’altronde - prosegue la Rizzo - sin dal mio insediamento, partecipando alle conferenze di servizi presso il Ministero, ho avanzato la proposta della realizzazione degli interventi di difesa costiera necessarie a garantire la rimozione delle discariche industriali in assoluta sicurezza per i cittadini crotonesi e l’ambiente marino. Le opere di protezione idraulico-marittima approvate rappresentano la prima fase della bonifica delle due discariche fronte mare, in particolare l’opera è costituita da 8 tratti di scogliere foranee emerse, longitudinali alla linea di costa e da 2 pennelli trasversali di raccordo innestati alla costa a Sud e a Nord, con un allineamento di protezione pari a circa 1.100 m al tratto di costa antistante l’arenile delle due discariche. Una strategia che si è dimostrata vincente e che ha permesso di istruire ed assumere nell’ambito dello stesso procedimento tutte le autorizzazioni necessarie alla realizzazione operativa del progetto, con un consistente guadagno di tempo. Durante l'incontro di oggi - sottolinea ancora l'assessore all'ambiente - hanno espresso parere favorevole tutti gli Enti presenti, compreso l’Autorità di bacino e il sindaco Ugo Pugliese, che ringrazio personalmente perchè, oltre ad esprimere parere favorevole alla realizzazione del progetto, si è impegnato a un celere rilascio della concessione demaniale entro il prossimo 18 dicembre. Nel ringraziare tutte le Istituzioni che si sono impegnate per il raggiungimento di questo primo traguardo, mi coglie l’obbligo di rivolgere un sentito ringraziamento al prefetto di Crotone Cosima Di Stani, per l’impegno profuso e per l’attività di raccordo Istituzionale, preziosissimo in questa delicata fase. Dopo decenni di attesa - dichiara infine l'assessore Rizzo - la città di Crotone vedrà finalmente i primi cantieri per la bonifica già dal prossimo mese di maggio, così come assicurato da Syndial".
pesce pugliese germinara bonificaIl sindaco Ugo Pugliese ha tenuto questo pomeriggio una conferenza stampa che si è tenuta nella sala giunta indetta proprio a seguito alla conferenza dei servizi che si è tenuta questa mattina presso la Cittadella regionale. Conferenza alla quale con tutti gli assessori della Giunta hanno partecipato il dirigente del Settore Ambiente Giuseppe Germinaria e i funzionari Franco Milito e Danilo Pace. "Ci sono anni – ha detto il sindaco – che possono segnare la storia di una città. Il 2019 sarà sicuramente uno di questi. E sarà ricordato come l'anno in cui, finalmente, ha preso il via la bonifica dell'ex aree industriali. Ed è motivo di soddisfazione pensare che è stata la mia amministrazione a definire un percorso che era fermo da vent'anni al palo di partenza. Ma soprattutto la soddisfazione è per la città ed i crotonesi che possono guardare al futuro con positività".
Parte la bonifica dunque, dopo il lavoro di squadra e di condivisione tra tutti gli enti interessati, in stretta sinergia con la Prefettura e la Procura che il sindaco ha inteso ringraziare unitamente alla Regione, all'Ispra, all'Arpacal, alla stessa Syndial oltre alla dottoressa Belli che è stata commissario straordinario per la Bonifica. Parte con l'approvazione del piano operativo di bonifica fase uno relativo alla realizzazione delle opere a mare di difesa costiera a cura di Syndial e validato dal ministero dell'Ambiente. Sostanzialmente si tratta della bonifica delle due discariche fronte mare che libera la città da tonnellate di sostanze nocive che saranno portate fuori dai confini cittadini. Quella che venne frettolosamente e tristemente battezzata come la "passeggiata degli innamorati" e che ha conservato per anni nel suo corpo materiali fortemente pericolosi tornerà realmente nelle fruibilità della comunità a seguito dell'attività che sarà messa in campo a partire dal 2019. La prima attività che sarà messa in campo è la fase Pob 1 cioè la realizzazione di opere di protezione idraulico – marittime che precede la bonifica delle due discariche. "Bonifica integrale" come ha sottolineato il sindaco Pugliese. Una attività che è valutata intorno ai dieci milioni di euro nell'ambito di un processo come ha evidenziato il sindaco è destinato a portare sicurezza ambientale, lavoro, sviluppo e per il quale si intende coinvolgere le imprese crotonesi.
Non è l'unica buona notizia arrivata in questo 13 dicembre. E' stato emesso il Decreto del Ministero dell'Ambiente che autorizza la rimozione del Cic dalla scuola di S. Francesco. Una attività valutata oltre 13.000.000 € che consentirà di liberare e mettere a disposizione della comunità un'area nel centro della città e che si inserisce pienamente nella programmazione dell'Antica Kroton. "Adesso che il percorso è avviato definitivamente non permetterò a nessuno di rallentarlo. Siamo di fronte ad una bonifica dinamica non statica. E la città sarà informata, passo dopo passo, di tutto ciò che avverrà", ha concluso il sindaco Pugliese.

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

barbuto corrado sorriso«Nel pomeriggio di lunedì 12 novembre scorso – informa una nota – le onorevoli Elisabetta Barbuto e Margherita Corrado hanno avuto un incontro col caposegreteria tecnica del ministero dell'Ambiente per porre alla sua attenzione le preoccupazioni proprie e della comunità crotonese in merito alla vicenda, tristemente nota, del grave inquinamento da rifiuti industriali interrati in tutta l’area urbana ed anche in località limitrofe. Le parlamentari hanno innanzitutto sollecitato, a seguito della scadenza lo scorso giugno dell'incarico della dottoressa Elisabetta Belli, la nomina di un nuovo Commissario che si faccia carico di avviare finalmente una bonifica "vera" dell’area Sin e di altre zone extra Sin che si stanno via via rivelando altrettanto contaminate. “Questa problematica – hanno sottolineato le portavoce pentastellate – è molto sentita dalla cittadinanza, come mostra sia il successo della raccolta firme promossa dal gruppo consiliare del M5s nel maggio 2017 per richiedere un’assemblea pubblica sul tema (richiesta rimasta totalmente inascoltata dal primo cittadino), sia la petizione online lanciata nel giugno scorso dal comitato cittadino “La collina dei veleni” (giunta a 64.000 firme!) per richiedere al ministro Costa interventi di bonifica seri e risolutivi. Pertanto abbiamo chiesto al funzionario ministeriale che si riesamini con estrema attenzione il Progetto operativo di bonifica (Pob) Fase 2 proposto dai tecnici di Syndial che suscita molte perplessità, soprattutto riguardo all'intenzione di non rimuovere, ma di lasciare sul posto, tombata, una enorme mole di veleni presenti nel terreno dell'ex area industriale”. Crotone non può più essere lasciata sola a fronteggiare una situazione ambientale esplosiva che già troppo ha compromesso la salute dei suoi cittadini».

 

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

bonifica meetup crotone in movimento«Il meetup Crotone in movimento – informa una nota – ha il piacere di invitarvi al convegno "Bonifica: declino o rinascita?", che si svolgerà sabato, 13 ottobre prossimo, alle ore 18, presso la sala dell'ex chiesa S. Margherita a Crotone. Il programma dell’iniziativa prevede i saluti iniziali di Andrea Correggia (consigliere M5s Comune di Crotone); gli interventi di Walter Frisina (meetup Crotone in movimento), di Pasquale Marasco (meetup Crotone in movimento) e di Vincenzo Garrubba (meetup Crotone in movimento); mentre le conclusioni sono affidate alla senatrice Patty L'Abbate (Portavoce M5S – Commissione ambiente)».

 

 

 

 

Pubblicato in Attualita'

syndial bonifica cartello«Chiusi i soliti tasselli, inizia così la campagna elettorale per le Regionali da parte dei noti politicanti che, malgrado gli importanti incarichi istituzionali ricoperti, hanno solo affossato Crotone, non portando alcun risultato e beneficio al territorio». Lo scrivono in una nota quelli del meetup “Crotone in movimento” a proposito della bonifica dell’ex sito industriale. «L'argomento “cavallo di battaglia” – prosegue la nota – che gli stessi utilizzano da dieci anni è sempre la bonifica, accostata alla chimera del lavoro. Visti i risultati alquanto discutibili della Conferenza dei servizi, composta purtroppo da gente non all'altezza di interfacciarsi con Syndial-Eni, riteniamo necessario fare delle comparazioni, applicando alla realtà di Crotone quello che è già stato fatto a Bagnoli e a Porto Torres, tramite dei protocolli d'intesa seri e trasparenti (best practice). Di recente, infatti, a Porto Torres, Syndial oltre a dover restituire le aree completamente bonificate, spendendo 700 milioni di euro, sarà anche tenuta a realizzare un impianto fotovoltaico su 42 ettari della potenza di 31 Mvp, generando ricadute occupazionali. A Crotone, invece, nulla di tutto ciò. Solo contrattazioni peggiorative. Ecco perché riteniamo necessario un colpo di reni da parte di un gruppo politico serio, che monitori ed intervenga in maniera incisiva sul lavoro della Conferenza dei servizi, corroborandola da tecnici di alto profilo (possibilmente del Cnr), già intervenuti in processi di bonifica andati a buon fine. Dovrà essere indicato in modo chiaro dove e come andranno trasportati i rifiuti speciali del Sin fuori regione, senza alcun infingimento. Chi già ride sotto i baffi, ride presto e male, perché la bonifica non può consistere nel lasciare i rifiuti speciali in loco tombati con il cosiddetto cappingin o, ancor peggio, nel toglierli dal Sin ed interrarli in discarica nella stessa Crotone. I comitati d'affari ed i loro infiltrati devono starne fuori, perché quando si tratta della salute delle persone, non può e non deve esistere business. Il territorio è già abbondantemente flagellato da tanti morti per tumore. Ci auguriamo che il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, nomini al più presto un nuovo commissario (visto che, finalmente, la dottoressa Belli, di nomina renziana, ha terminato il suo mandato) e che si possa procedere con trasparenza e legalità. Confidiamo, infine, in un monitoraggio costante dei portavoce del M5s, soprattutto di quelli in commissione Ambiente alla Camera ed al Senato, oltre che dei portavoce eletti nel territorio crotonese. La bonifica deve essere oggetto di una assemblea permanente, aperta a tutti, non appannaggio di pochi».

 

 

 

Pubblicato in Politica

fosforite castello3In riferimento ad alcuni articoli di stampa riguardanti la chiusura del Castello di Carlo V, il segretariato regionale Mibac per la Calabria, Salvatore Patamia, ritiene di «dover fornire alcune precisazioni, anche al fine di rendere partecipe la città di Crotone sullo stato dell’arte relativa alle operazioni di bonifica ed alla successiva restituzione alla fruizione pubblica del monumento simbolo della città stessa. Come è noto, a seguito della segnalazione di presenza di materiali potenzialmente dannosi per la salute dei visitatori e dei lavoratori presso il Castello, il sindaco di Crotone ha immediatamente richiesto una consulenza all’Arpacal per accertare quanto segnalato in relazione alla “presenza di materiali di colore grigio-celeste con forti analogie visive con la fosforite, minerale nocivo poiché contenente Uranio 238”. Il 4 aprile in base alle misure radiometriche campali effettuate dall’Arpacal, nell’area interna del Castello sono stati registrati valori anomali di radioattività ambientale (hot spot) derivanti dalla presenza di metasilicati contenenti tenorm. Come si evince dalla relazione della stessa Arpacal, dipartimento provinciale di Crotone, “ci sono punti dell’area in cui la dose gamma risulta ad un metro di altezza, triplo del fondo radioattivo ambientale che nella città di Crotone è di 96 ÷ 110 nGy/h. La conferma di tale risultanza è stata evidenziata anche dalla misura a contatto in alcuni punti pari in media a 450 nGy/h e con il contaminametro superficiale che negli stessi punti segnava 50 colpi al secondo, circa 4 volte il fondo di contaminazione beta. Per la maggior parte le anomalie individuate si registrano nella parte di superficie non pavimentata e più precisamente tra l’ex caserma Campana e l’ex caserma sotto Campana”. Lo stesso verbale riporta che “dato il riscontro oggettivo di tipo campale è necessario porre in essere, vista la fruibilità del sito da personale della popolazione e da lavoratori, ogni misura atta a contenere il rischio radiologico, considerata la presenza di anomalie radiometrica”. Con ordinanza n. 32 del 5 aprile il sindaco del Comune di Crotone ha disposto di interdire l’accesso al pubblico dell’intera area del Castello, interessando della vicenda il Mibac proprietario dell’immobile storico, per il tramite della Soprintendenza competente e del Segretariato Regionale Mibac per la Calabria. Peraltro, anche il prefetto di Crotone con note prot. n. 7655 del 06/04/2018 e n. 8511 del 17/04/2018, chiedeva di conoscere le iniziative adottate per la risoluzione del problema. Il prefetto, considerato che la problematica non è nuova nel territorio crotonese, ha opportunamente reso noto, con nota prot. 6040 del 15/03/2018, che il dipartimento Arpacal di Catanzaro aveva predisposto una sorta di Linea guida recante “L’approccio metodologico – proposta di gestione di siti potenzialmente contaminati da Tenorm al di fuori dell’area perimetrale Sin” nella quale venivano indicate le procedure per la bonifica dei siti contaminati.

fosforite castello2In sintesi, la suddetta procedura, piuttosto complessa, prevede una serie di passaggi obbligati che consistono in una fase preliminare dove si nomina un esperto qualificato in radio protezione; l’esperto qualificato redige il documento di valutazione di dose per i lavoratori e per la popolazione per la fase di carotaggio; il Datore di lavoro comunica il Dvrr-Documento valutazione rischio radioprotezione agli enti preposti e alla Prefettura; il datore di lavoro informa gli Enti preposti e la Prefettura in merito a: inizio attività, eventuali rifiuti prodotti, tipologia e smaltimento degli stessi. Al termine delle operazioni di cui sopra è prevista una seconda fase dove il datore di lavoro propone alla commissione tecnica, nominata ai sensi dell’art. 126-bis del D. Lgs. N. 230/95, il progetto di messa in sicurezza provvisoria o permanente e il progetto di bonifica del sito. In considerazione della complessità della questione, il segretariato regionale ha avocato a sé la procedura ed, in data 23 aprile, si è svolta la prima riunione operative presso l’Arpacal di Crotone ove la stessa Agenzia, in pieno spirito di collaborazione ha offerto decisivi suggerimenti in merito alla gestione della problematica secondo “l’approccio metodologico – proposta di gestione di siti potenzialmente contaminati da Tenorm al di fuori dell’area perimetrale Sin”. A seguito di ciò, in data 2 maggio 2018 il segretariato regionale ha immediatamente dato impulso alle iniziative da intraprendere per avviare le necessarie attività di bonifica del sito. In particolare, vista anche la complessità e la specificità dell’intervento, è stata convocata una riunione con i funzionari e dirigenti Arpacal al fine di individuare le direttive da seguire per la bonifica coerenti con l’approccio metodologico di cui sopra, e al contempo ha avviato le procedure amministrative per il conferimento di incarico a un esperto qualificato di secondo grado in radioprotezione ai sensi dell’art. 78 del D. Lgs. N. 230 del 17/03/1995 per la redazione della documentazione tecnico scientifica propedeutica alla bonifica del sito. L’area in questione, tra l’altro, l’8 maggio 2018 è stata visitata da un ispettore ministeriale, inviato a Crotone al fine di verificare in sito la problematica in atto. Il 15 giugno, a seguito delle procedure previste dalla normativa vigente ed in particolare dal Codice dei contratti pubblici, è stato incaricato un esperto qualificato in radio protezione, al fine di redigere la documentazione tecnico scientifica necessaria alla bonifica. Lo stesso professionista, dopo un apposito sopralluogo al Castello, ha constatato con propria strumentazione quanto già accertato da Arpacal e con documentazione acquisita agli atti con prot. n. 4795 del 09/07/2018, ha allegato, coerentemente con le Linee guida di sui sopra, uno specifico piano di indagine che prevede l’estrazione di n. 30 carotaggi (diametro di circa 85/100 mm e profondità pari a circa 2,50 su una superficie totale di 4.200 mq) per poi procedere, previa caratterizzazione ambientale alla redazione del progetto di bonifica.

carotaggi castelloSi ritiene utile evidenziare che il professionista incaricato dal segretariato ha rilevato nell’area circoscritta, di circa 4.200 mq, valori di ratei di dose pari a 400 nGy/H, superiori di circa quattro volte di quelli del fondo radioattivo ambientale che nella città di Crotone è di 96 – 100 nGy/h. Le carote estratte verranno successivamente analizzate dal punto di vista chimico e radiologico al fine di potere stabilire le modalità di risanamento del sito. Trattandosi di area sottoposta a tutela monumentale, il 20 luglio è stata inviata alla Soprintendenza competente la richiesta di autorizzazione ad effettuare le indagini ambientali (carotaggi) come sopra descritte. Dal risultato di tali indagini scaturirà un progetto di bonifica corredato da una perizia di spesa che sarà oggetto di gara d’appalto. Il Progetto, la perizia di spesa e quindi la quantificazione dei costi, dipenderanno dalla profondità e dalla consistenza del materiale inquinato e pertanto dalla quantità di terreno da asportare, trasportare a discarica ed infine smaltire. Quanto sopra per evidenziare, qualora necessario, l’azione fin qui svolta, quale sia stata e quale è tuttora l’attenzione e l’approccio di assoluta solerzia dello scrivente rispetto ad una materia tanto specialistica quanto complessa che non può e non deve assolutamente essere sottovalutata. Si vuole rassicurare la cittadinanza di Crotone sul massimo impegno con il quale il segretariato regionale Mibac continuerà a profondere per una sollecita risoluzione della problematica relativa alla riapertura del Castello e per la quale è stata istituita una unità organizzativa apposita».

 

 

 

 

Pubblicato in In primo piano

elisabetta belliDopo due anni il commissario per la bonifica lascia Crotone senza avere speso un solo centesimo dei circa 70 milioni di euro assegnati alla città dal Tribunale di Milano, quale risarcimento per i danni ambientali subiti. Nella lettera di commiato Elisabetta Belli parla al cuore dei crotonesi e li ringrazia “per la semplicità e la vicinanza”. Spiega che “il problema della bonifica è complesso e non esistono soluzioni semplici”, che richiedono tempi lunghi sia per i lacci burocratici, ma anche per la “gestione degli interessi”. Belli ha vissuto tutta questa complessità sulla sua pelle di commissario incaricato dall’ex ministro dell’Ambiente Galletti. Dopo due anni di incarico se ne vai con il rimpianto di non avere potuto portare a termine il suo compito mentre era ancora in carica. Adesso il suo posto sarà preso da un nuovo commissario che sarà nominato dall’attuale titolare del ministero dell’Ambiente. Il problema è se il nuovo commissario intenderà avviare le procedure partendo da zero, cioè annullando tutto quello che la Belli ha costruito nei suoi due anni. Se così dovesse essere occorreranno altri due anni per mettere insieme il progetto. In due anni può ricambiare il governo e potrebbe essere nominato un nuovo commissario. La storia si ripete: i soldi destinati a Crotone per un motivo o per l’altro non si spendono. Potrebbe essere la maledizione di Pitagora? Non si può escludere, ma in questo caso è più legittimo pensare che si tratta della scarsa credibilità della nostra classe dirigente. Nella sua lettera di addio la Belli si “permette di dare un consiglio non richiesto: diffidate dai promotori di soluzioni semplicistiche che dicono sempre no senza costruire niente” e, infine, lancia l’auspicio “che la nuova fase di bonifica “vera” che si sta per avviare possa finalmente segnare la ripresa e lo sviluppo di Crotone”. A leggere questi passaggi della lettera della Belli si ha l’impressione che l’ex commissario abbia voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe. La sua soddisfazione, però, non produce benefici alla città di Crotone, che ha voluto ringraziare. Se la dottoressa Belli vuole lasciare davvero un buon ricordo di sé dica nome e cognome di quelli che dicono sempre no” e la stessa cosa faccia per quelli che non volevano la bonifica “vera” e che, con il loro comportamento, hanno ritardato un processo già molto complesso.

 

 

 

Pubblicato in In primo piano
Pagina 4 di 23