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Giovedì, 18 Luglio 2024

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syndial bonifica cartello«Un'assemblea cittadina per la bonifica». A proporla sono i portavoce del Movimento 5 stelle di Crotone Ilario Sorgiovanni e Andrea Correggia. «Se c'è una cosa – commentano i due consiglieri d’opposizione – che accomuna noi crotonesi è sicuramente il desiderio di eliminare tutti i veleni dai terreni inquinati nella zona industriale. Non solo perché è un diritto di noi tutti ma perché è un dovere civile lasciare alle generazioni future un paese migliore! In passato abbiamo chiesto al sindaco di convocare un consiglio comunale aperto a tutte le forze in gioco sulla questione della bonifica, ma come al solito siamo rimasti inascoltati, perché questa amministrazione si è chiusa a riccio. Non chiedeteci il perché, non lo sappiamo. Quando le Istituzioni latitano o brancolano nel buio, i cittadini si sentono smarriti e, in situazioni così delicate e difficili, si può facilmente incorrere in errori di valutazione, scelte affrettate non supportate da valide e certe prove ed argomentazioni. Siamo fortemente preoccupati di questa incapacità della politica di coinvolgere i cittadini in un processo decisionale così importante. Viviamo nel paese della "Terra dei fuochi" e non sono lontani i tempi in cui nella vicina Campania la criminalità organizzata ha arrecato danni incalcolabili al paesaggio, al territorio, ai cittadini, alla loro Salute ed alla loro Economia. Non è forse logico pensare al rischio che anche la 'ndrangheta voglia mettere le mani sulla nostra bonifica? Il vuoto lasciato dalla politica è estremamente pericoloso e potrebbe lasciare lo spazio ad interessi personalistici, a presenzialismi inutili o, peggio, ad affari illeciti che comporterebbero danni irreversibili e incalcolabili. In questo frangente l'unità e la partecipazione dei cittadini è fondamentale, perché sono loro i migliori controllori di una fase delicata come questa! Quindi, rinnoviamo l'invito a Pugliese affinché convochi un'assemblea cittadina, come previsto dall'articolo 55 del Regolamento per la partecipazione popolare, assemblea aperta a tutti i livelli istituzionali, con le parti sociali, Provincia, Regione, tutti i deputati e senatori eletti nel territorio calabrese, i Tecnici della Regione e del Ministero e gli stessi dirigenti Syndial. Noi, intanto, ci attiveremo per raccogliere le firme per una convocazione prevista dal secondo comma del citato articolo del Regolamento comunale. Vediamo se il sindaco sarà più veloce dei cittadini. Noi a dialogare con loro ci siamo. E lei, sindaco?».

 

 

 

 

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bonifica discariche mareSi va verso una bonifica con conferimento in discarica. Si tratta ancora di indiscrezioni rimbalzate da Roma, ma pare che vi siano stati incontri tra Syndial e la Regione Calabria rappresentata dal governatore Mario Oliverio e dall’assessore all’Ambiente, Antonella Rizzo, che abbiano indirizzato la scelta verso l’ipotesi di effettuare la bonifica dei suoli con conferimento in discarica, scartando il progetto che prevede l’inertizzazione dei veleni e il tombamento in sito. Un’ipotesi che sarebbe maturata nelle scorse settimane dopo un incontro avuto da Oliverio e Rizzo con il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, Giuseppe Capoccia. Nel corso dell’incontro con Capoccia Oliverio e Rizzo hanno ribadito il concetto di effettuare la bonifica senza la costruzione di nuove discariche, ma sarebbe stato anche affrontato il tema di garantire la salute anche dei cittadini che abitano anche nelle periferie lontane dall’area industriale considerato che tra i veleni presenti nel territorio ci sono il Norm e il Tenorm, che sono radioattivi. Dopo l’incontro con i rappresentanti della Regione il procuratore Capoccia, accompagnato da periti, si è recato presso l’area industriale dove ha incontrato i rappresentanti della Syndial. Ci sarebbe, quindi, anche la convergenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone sull’ipotesi di puntare ad una bonifica con conferimento in discarica e sull’importanza di garantire la salute di tutti i cittadini di Crotone.

 

 

 

 

 

 

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tempio vegetale bonifica«Sosteniamo l’iniziativa di adire il Tar Calabria». Lo scrive il coordinamento di "Cambiare il Pd - Ricostruire l’Italia" in merito all’iniziativa promossa dal comitato cittadino “La collina dei veleni” che viene definita «lodevole, perché interpreta tutta il malessere e il protagonismo dei cittadini, che da troppo tempo si sentono abbandonati e raggirati dalle istituzioni a tutti i livelli». «La città - spiega il coordinamento dell'associazione politico-culturale - continua ad essere marginalizzata dai processi di sviluppo economico, senza infrastrutture adeguate e moderne, con una situazione sociale esplosiva per i livelli di disoccupazione e di povertà, aggredita dalle società multinazionali petrolifere che continuano a trivellare le nostre profondità marine, ingannata per la mancata realizzazione, dopo la dismissione dell’apparato industriale, della bonifica integrale del suo territorio. Sono trascorsi appena pochi anni dall’accertamento giudiziario di ben 24 siti urbani inquinati da materiale tossico e pericoloso, tra i quali anche alcuni istituti scolastici pubblici. E poi, l’altissima percentuale di mortalità per malattie tumorali. E’ intollerabile, dopo anni di bugie e di rinvii ora la Syndial, insieme alle istituzioni incapaci e genuflesse, vuole barattare l’auspicata bonifica integrale con la messa in sicurezza del sito, mantenendo i rifiuti ed materiali pericolosi coperti da un sarcofago affidandosi alla fitorimediazione. Siamo d’accordo, questa è l’ultima occasione per dire NO a quanti invece di proporci sviluppo e lavoro vogliono fare del nostro territorio la più grande “pattumiera” di rifiuti tossici e pericolosi d’Italia. Pertanto sosteniamo, con convinzione e partecipazione, l’iniziativa di adire il Tribunale amministrativo regionale con una petizione sottoscritta da tutti i cittadini di Crotone».


 

 

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colline syndial bonificaFilly Pollinzi dirigente nazionale di Possibile interviene in merito alla discussione in atto sulle metodologie di bonifica dell'ex sito industriale di Crotone e attacca la Regione per le dichiarazioni fatte di recente nel merito. Scrive Pollinzi: «Il presidente della giunta regionale Mario Oliverio e l'assessore Antonella Rizzo (della quale abbiamo perso le tracce mentre attendavamo mantenesse l'impegno di ricorrere contro i decreti che autorizzano airgun), vengano a Crotone prestissimo per spiegare, insieme al Sindaco Ugo Pugliese e alla commissaria Elisabetta Belli, a tutti i cittadini cosa sta succedendo davvero sul fronte bonifica. Dopo 20 anni siamo fermi nello stesso punto: quello della confusione e della mancanza di trasparenza. Ci spiace che il presidente della Regione, anziché farsi garante e promotore della partecipazione, lamenti l'apertura del commissario straordinario per la bonifica a quei comitati civici che hanno semplicemente chiesto di confrontarsi sulla questione. Ci spiace dovergli ricordare che son proprio i crotonesi a riconoscere che il risanamento ambientale del Sin è preminente rispetto a ogni altra questione. Se l'emergenza si è cronicizzata la colpa è certamente di quella politica che non ha saputo governarla. E non pare sia molto diversa da quella attuale. Abbiamo letto lo studio di fattibilità presentato da Syndial, abbiamo letto i verbali delle audizioni tenute dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti e continuiamo a leggere i soliti rimpalli sui giornali. Sicuri di non parteggiare per alcuno, ma volendo dar voce unicamente allo sconcerto e al bisogno di capire di molti, ci preme insistere perché sia fatta chiarezza. Perché la Regione continua a sostenere che non accetterà alcuna soluzione che preveda l'utilizzo o la creazione di una discarica, sbandierando il principio del "discariche zero" recepito dal Piano regionale dei rifiuti? Condividiamo l'obiettivo posto nel Piano rifiuti, ma ci duole sottolineare la contraddizione del presidente della giunta regionale e dell'assessore che, invece, quello studio di fattibilità presentato da Syndial sarebbero pronti a sottoscriverlo anche domani. Con un artifizio terminologico, l'abbancamento di rifiuti pericolosi e non pericolosi, disegnato come fossero colline, previsto nella proposta, viene indicato come "impianto di confinamento" da realizzarsi sul sito e quindi esattamente in città. E' la stessa Syndial a specificare nello Studio che cosa si intende per impianto di confinamento e a quale normativa fa riferimento. Le due colline, che tanto piacciono alla Regione Calabria e su cui disconosciamo la valutazione dell'amministrazione comunale che finge di non sapere, vengono classificate dallo stesso proponente per quello che effettivamente sono: discariche così come normate dal D.lgs. 36/2003 "Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti". E con quale criterio politico si può pensare di far passare una proposta di questo genere che, per rendere tutto più scorrevole e socialmente accettabile, la arricchisce di parchi per bambini, spazi aperti per il gioco, il teatro e le passeggiate archeologiche? Forse ha ragione l'assessore regionale all'Ambiente quando sostiene che un modello di risanamento ambientale di tal genere non esisterebbe in alcuna parte del mondo: in nessun paese civile si accetterebbe mai di far giocare i bambini su colline di rifiuti create giustamente in conformità alla normativa sulle discariche».

 

 

 

 

 

 

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falbo tomaino detursiSi allarga il fronte dei sottoscrittori del ricorso al Tribunale amministrativo regionale per la bonifica. Camera di commercio, associazioni di categoria, Cgil, Cisl e Uil firmeranno il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Calabria proposto dal Comitato cittadino “La collina dei veleni” contro il decreto del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare del 3 febbraio scorso, con il quale viene autorizzato il progetto di bonifica presentato da Syndial “per i suoli dello stabilimento ex Pertusola”. La decisone è stata presa ieri, durante un incontro tenutosi nella sede della Uil di Crotone. L’obiettivo è quello di costituire un gruppo di risorse locali per controllare le attività che la Syndial intende mettere in campo per effettuare la bonifica. Secondo il Comitato cittadino le proposte fatte dalla Syndial e accolte dal ministero dell’Ambiente, con decreto del 3 febbraio scorso, non possono essere condivise in quanto si tratterebbe di “una finta bonifica” quella proposta “per i suoli dello stabilimento ex Pertusola”. In questa battaglia il Comitato cittadino non è più da solo.

 

 

 

 

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eni comune pugliese«Si avvia oggi una nuova stagione del rapporto tra il Comune di Crotone e Eni». Lo rende noto il Comune di Crotone in una nota. «Si apre una nuova fase – prosegue la nota – in cui i temi della condivisione, della cooperazione e della responsabilità acquistano un nuovo rilievo ed assumono un ruolo di riferimento. Sono presenti da ieri a Crotone, a riprova di questo, in rappresentanza istituzionale di Eni: Francesca Zarri, nuovo direttore del “Dime” il Distretto meridionale di Eni che presiede e governa tutti i processi produttivi e strategici nelle aree meridionali ed anche in Calabria e Francesco Manna, vicepresidente del dipartimento Affari istituzionali - relazioni Enti locali. E con entrambi, in delegazione, i tecnici dei settori Geologia e attività estrattive e dell'ufficio legale. Il sindaco Pugliese e l'intera giunta comunale hanno incontrato, unitamente al consigliere regionale, Flora Sculco, i vertici dell'Eni nella mattinata di oggi 23 marzo nella sede del Palazzo comunale. Tutti a Crotone, dunque, per avviare un percorso di relazioni, innovativo rispetto al passato e che dovrà essere perfettamente e rigorosamente coerente con la volontà - più volte ribadita dall'Amministrazione comunale - di realizzare una nuova politica ambientale, di tutela del territorio, di crescita e di sviluppo economico della città. Sulla base di queste premesse è stato avviato il primo ed immediato confronto di merito che ha riguardato innanzitutto il tema della sostenibilità ambientale dei processi produttivi di Eni in essere e futuri nell'area della città di Crotone. La tutela dell'ambiente come paradigma preliminare dell'azione della pubblica amministrazione e criterio ispiratore del rapporto nuovo con la società petrolifera. A partire dal tema della "subsidenza" che da sempre ha interessato la sensibilità della città di Crotone. La proposta all'ordine del giorno è stata quella dell'istituzione di un "Comitato tecnico scientifico paritetico" con il compito di condividere i dati e gli studi già compiuti sulle attività di rilevamento pluriennali svolte da Eni sul territorio. Lo studio e l'analisi di quei dati costituirà il primo impegno del Comitato che avrà sede nella città di Crotone e nel quale il Comune svolgerà un ruolo di regia. Individuando le figure più qualificate e definendo gli obbiettivi e le finalità nella logica condivisa di subordinare ogni ipotesi di sviluppo industriale ad una precisa consapevolezza di sostenibilità ambientale. Il Comitato avrà il compito in primo luogo di acquisire i dati e le conoscenze scientifiche sullo stato del territorio che dovranno consentire di proporre una politica di sviluppo sostenibile per la città di Crotone. Insomma una innovativa e virtuosa visione di prospettiva. L'intento comune è quello di rappresentare ad Eni le esigenze prioritarie del territorio, sul piano ambientale e dello sviluppo economico e sociale, avviando un confronto permanente che individui e condivida programmi e progetti. A seguito di questo primo incontro si è comunemente convenuto di fissare un cronoprogramma di riunioni a scadenze anche ravvicinate, attraverso il quale declinare in termini operativi tutte le opportunità e le strategie di sviluppo che possono conseguire da questo nuovo sistema di relazioni, che saranno rese disponibili alla partecipazione ed alla condivisione dei cittadini. Altresì l'Amministrazione comunale intende avviare un analogo percorso di cooperazione riguardo al tema attualissimo delle attività di bonifica affidate alla controllata di Eni, Syndial SpA. Due tavoli operativi, professionali e tecnici i cui lavori dovranno sincronizzarsi per assicurare soddisfazione alle istanze del territorio».

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