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Giovedì, 18 Luglio 2024

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rizzo oliverio regioneIl presidente della giunta regionale calabrese, Mario Oliverio, ha incontrato il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Crotone, Giuseppe Capoccia. L’incontro è avvenuto questa mattina presso l’ufficio di Capoccia a Crotone ed Oliverio era accompagnato dall’assessore regionale all’Ambiente, Antonella Rizzo. Secondo quanto è stato possibile apprendere l’argomento trattato è stato quello della bonifica dell’area industriale di Crotone. Sembrerebbe che Oliverio abbia voluto incontrare il procuratore Capoccia, prima della riunione del tavolo tecnico fissata per il prossimo 28 marzo, per informarlo di tutte le attività messe, sino ad oggi, in campo per la bonifica. Al di là di questo incontro il procuratore segue attentamente tutte le vicende che riguardano la questione ambientale di Crotone, sin dal primo momento del suo insediamento. Oliverio avrebbe proceduto ad informare Capoccia sui passaggi che sono stati fatti a livello istituzionale, prima della riunione del tavolo tecnico per gli interventi nell’ex area industriale, che è stata convocata, presso la sala giunta della Provincia di Crotone, lo scorso 17 marzo dal commissario per la bonifica, Elisabetta Belli. L’ordine del giorno prevede la trattazione di cinque punti: “Procedure operative di collaudo degli interventi di cui al decreto del ministero dell’Ambiente – direzione generale per la salvaguardia del territorio delle acque – Prot. n. 20/STA del 03/02/2017 concernente l’approvazione del “progetto operativo di bonifica dei suoli dello stabilimento ex Agricoltura – Revisione1”, trasmesso da Syndial attività diversificate Spa, ricadente nel sito di interesse nazionale di Crotone, Cassano e Crotone”; esiti delle sperimentazioni condotte nel sito ex Pertusola, giusta autorizzazione provvisoria all’avvio dei lavori di cui al Decreto ministro prot. 1098 del 25/1/2011; approfondimenti in merito ai vincoli idraulici nell’area ex industriale e alla loro incidenza sulla normativa relativa ai rifiuti pericolosi; interventi proposti dalla curatela fallimentare nell’area ex Sasol: iter di approvazione, modi e tempi di realizzazione dei lavori; varie ed eventuali”.

 

 

 

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riunione cciaaIl sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, non si presenta ad una riunione sulla bonifica organizzata dalla Camera di commercio. L’incontro si è tenuto nel pomeriggio di ieri. Alla riunione erano anche presenti i rappresentanti del Comitato cittadino “La collina dei veleni”, che ha deciso di presentare un ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Calabria contro il decreto del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare del 3 febbraio scorso, con il quale viene autorizzato il progetto di bonifica presentato da Syndial “per i suoli dello stabilimento ex Pertusola”. Secondo Vincenzo Voce, esponente di primo piano del Comitato cittadino, il sindaco è stato atteso sino alle 17, dopo di che si è preso atto che non sarebbe più venuto. Voce racconta che il Comitato cittadino, prima di rivolgersi all’avvocato crotonese Sandro Cretella che ha accettato il patrocino del ricorso al Tar a titolo del tutto gratuito, aveva contattato il sindaco per capire se vi fosse la possibilità di intraprendere un’azione comune. Sempre secondo Voce, Pugliese avrebbe rappresentato la volontà di ricorrere al Tar nominando come amministrazione un proprio legale. Il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dal 3 febbraio, data di approvazione del progetto Syndial da parte del Ministero. L’avvocato Cretella ha, quindi, deciso di accettare il patrocinio a titolo gratuito, ma per la presentazione del ricorso dovrà esaminare le carte per capire se vi siano i presupposti per chiedere al Tribunale amministrativo la sospensiva del Decreto. Il patrocinio legale è gratuito, ma i ricorrenti dovranno fare fronte ai costi di cancelleria e tasse. Nei prossimi giorni, sulle questioni della bonifica, il Comitato cittadino incontrerà anche i sindacati. La Camera di commercio, invece, va avanti negli incontri, in conformità alle proposte avanzate alla riunione del Tavolo dello sviluppo, che si è tenuto nelle scorse settimane su iniziativa della stessa Camera. Il tema della bonifica era il primo dell’elenco predisposto dal Tavolo dello sviluppo, la prossima settimana ci sarà un nuovo incontro e l’11 aprile il confronto con Elisabetta Belli, commissario della bonifica, che ha preso l’impegno di portare alla riunione i tecnici del ministero dell’Ambiente.

(Foto: Repertorio)

 

 

 

 

 

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bonifica suddivisione aree«Il Comitato cittadino “La Collina dei Veleni” – informa una nota firma dell’attivista Enzo Frustraci –, congiuntamente ai cittadini crotonesi ed alle associazioni sindacali e di categoria, proporranno un ricorso al Tar contro il decreto del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare (Prot. 0000018/STA del 3 febbraio 2017), che ha approvato una finta bonifica proposta da Syndial attività diversificate spa, per i suoli dello stabilimento ex Pertusola. Si tratta di un primo lotto d’interventi, con i quali Syndial dovrà verificare i limiti delle prestazioni delle tecniche applicate e la congruità con gli obiettivi di bonifica. A titolo di esempio si consideri che su circa 5 ettari del sito di Pertusola sarà applicata la fitorimediazione, con tempi previsti da Syndial di 15 anni, mentre in realtà la contaminazione del sito è talmente elevata che occorreranno almeno 4.000 anni. Non possiamo permetterci di aspettare tutto questo tempo. Soprattutto non accetteremo che sul sito di Pertusola si realizzino due discariche per rifiuti pericolosi sopra una montagna di sostanze cancerogene, con la compiacenza di politici locali e non. Il ricorso si ritiene necessario per amore e per dignità verso la nostra città e, soprattutto, a difesa della nostra salute e del nostro futuro. Il ricorso sarà predisposto grazie al supporto legale dell’avvocato Sandro Cretella e della consulenza tecnica dell’ingegnere Vincenzo Voce, i quali a titolo gratuito offriranno le loro prestazioni professionali. A tal fine, il Comitato attiverà una raccolta firme dei cittadini residenti a Crotone a sostegno dell’iniziativa con l’utilizzo di banchetti informativi previsti da sabato 25 marzo 2017 sul corso Vittorio Veneto e sul lungomare Cristoforo Colombo».

 

 

 

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oliverio mario«Voglio essere estremamente chiaro: sulla bonifica di Crotone si gioca una partita importante anche sul piano della trasparenza e della legalità, in una regione massacrata nella sua storia dalle organizzazioni criminali e mafiose». Lo ha detto il governatore della Calabria, Mario Oliverio, nel corso dell’audizione alla Commissione parlamentare sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti dell’8 febbraio scorso. Oliverio paventa il pericolo che le organizzazioni ‘ndranghitiste possano entrare nell’affare della bonifica considerato che in ballo vi sono diverse centinaia di milioni di euro e per questo pensa che sia «importante che per la gestione della bonifica del sito Sin Crotone si avvii al più presto la sottoscrizione di un protocollo di legalità, che veda tra gli altri anche la presenza autorevole del ministero dell’Interno». In questa direzione Oliverio ha detto di impegnare l’amministrazione da lui presieduta a mettere in campo attività e strumenti finalizzati ad impedire «infiltrazioni di malaffare o di qualsiasi tipo, che vanificherebbero gli sforzi di rilancio del territorio e dell’intera collettività a favore di gruppi ristretti e di forze che nel corso di un lungo periodo hanno condizionato negativamente la vita in Calabria». In precedenza Oliverio aveva parlato del ruolo del commissario per la Bonifica, Elisabetta Belli, che, a suo dire, avrebbe dovuto facilitare «un percorso con un atteggiamento super partes, improntato alla risoluzione dei problemi e al superamento degli ostacoli» e, invece, «purtroppo registriamo un comportamento che… sta creando una forte confusione». «Secondo quanto stabilito dall’articolo 4 del decreto legislativo n. 145 del 2013 – ha detto ancora Oliverio – il commissario cura le fasi progettuali, promuovendo le opportune intese tra i soggetti pubblici e privati». Secondo il governatore «i soggetti pubblici interessati alla bonifica sono il ministero dell’Ambiente, la Regione, la Provincia e il Comune di Crotone», mentre il soggetto privato è la Syndial. La Belli, quindi, farebbe confusione «anche in questo caso».

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farina trappeto2Il problema è la discarica. Si acuisce lo scontro sulla bonifica tra Regione Calabria e Comune di Crotone-commissario per la bonifica Elisabetta Belli. A rendere incandescente il dibattito sono le dichiarazioni rilasciate dal governatore della Calabria, Mario Oliverio, durante un’audizione alla commissione parlamentare sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti. Oliverio a testa bassa attacca la Belli dicendo che “il ruolo del commissario dovrebbe, dico dovrebbe, essere quello di facilitare il percorso con un atteggiamento super partes improntato alla risoluzione dei problemi e al superamento degli ostacoli. Purtroppo e sottolineo purtroppo, registriamo un comportamento che, forse per la non conoscenza del territorio, sta creando una forte confusione che viene quotidianamente strumentalizzata”. Rincarando la dose Oliverio aggiunge: “Mentre si avvia una discussione vera che richiede un serrato confronto sulle tecniche e le metodologie di bonifica, si tengono nel territorio incontri, per esempio con pseudo associazioni che nascono alla giornata , che nulla hanno a che vedere con i tavoli tecnici istituzionali”. Sin dalla sua nomina risalente al giungo del 2016 non c’è stato un buon rapporto tra la Belli e la Regione Calabria. Le divergenze sono emerse in più occasioni, ma la scintilla che ha messo fuoco alla polveriera è stata una lettera scritta dall’assessore regionale all’ambiente, Antonella Rizzo, con la quale si chiedevano i verbali di alcuni incontri e il cronoprogramma delle attività. A quella lettera ha replicato sulla stampa la stessa Belli e a sostegno della commissaria sono scesi in campo il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, e la Prossima Crotone, coalizione che ha sostenuto Pugliese alle elezioni amministrative. Quali sono i motivi dello scontro? A naso si capisce che c’è una diversa visione di come dovrà essere fatta la bonifica, rispetto alle due ipotesi messe in campo. Oliverio da sempre sostiene che la bonifica deve essere fatta senza la costruzione di nuove discariche (tesi sostenuta anche nell’ultima audizione riportata sopra). Una bonifica fatta inertizzando i veleni e tombandoli nella stessa area. Evidentemente l’asse Comune-Belli propende per l’ipotesi che prevede il trasporto in discarica. In quale discarica? Se la Regione dice discariche zero potrebbe voler dire che c’è qualcuno che vorrebbe costruire una discarica a Crotone, aprendo così le porte a progetti vecchi e nuovi di discariche. Se dovesse essere questa l’ipotesi Crotone diventerebbe la città delle discariche. E’ arrivato il momento di dire chiaramente in quale discarica si intendono conferire i veleni presenti nell’area industriale nel caso in cui non dovesse passare il progetto che prevede l’inertizzazione.

 

 

 

 

 

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rizzo belli pugliese bonifica«Polemiche utili solo a rallentare i processi». A sostenerlo sono quelli della Prossima Crotone, movimento politico locale che ha la maggioranza al Comune di Crotone, a seguito della missiva inviata dall’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo [LEGGI ARTICOLO] in cui, questa, chiedeva conto alla commissaria per il Sin, Elisabetta Belli, del cronopragramma degli interventi di bonifica e delle modalità con cui sarebbero stati impegnati i 70 milioni di euro derivanti dalla sentenza del Tribunale di Milano a carico di Eni per danno ambientale. Ne sono seguiti una risposta della stessa commissaria [LEGGI ARTICOLO], con un duro attacco del Pd provinciale al suo indirizzo [LEGGI ARTICOLO] e una nota di sostegno del sindaco Ugo Pugliese [LEGGI ARTICOLO]. L’impressione è che, dopo l’insediamento del commissario, si siano create a Crotone due fazioni: una, che ruota attorno all’area Sculco, l’altra, che si frappone e risponde all’area dem. «La vicenda della bonifica – scrive nel comunicato – merita un piccolo momento di riflessione soprattutto visto la positiva accelerata dell'iter data dalla commissaria Elisabetta Belli. Per ben 17 anni di bonifica si è solo parlato senza che nulla di concreto venisse messo in piedi. Così come i 71 milioni di euro del danno ambientale, fermi da anni alla Presidenza del Consiglio dei ministri e mai programmati. Eppure mai come in questi anni c'era una filiera istituzionale che avrebbe dovuto facilitare la risoluzione dei problemi. Crotone, la Calabria ed il Governo erano tutti a guida Pd, ma in realtà quello che avrebbe dovuto essere un vantaggio si è trasformato in una palude istituzionale. Oggi finalmente siamo giunti ad uno snodo cruciale. Syndial, nei prossimi giorni, dovrà presentare due progetti alternativi per effettuare la bonifica. E già da tempo il Comune di Crotone ha trasmesso alla Regione Calabria le aree Cic su cui dovranno essere progettati gli interventi di riqualificazione ambientale per spendere i famosi 71 milioni di euro. Si attende, da più di un mese, la delibera di giunta regionale che invii al ministero ufficialmente la documentazione per i siti Cic. Così come si attende da tempo, molto tempo, la firma dell'Apq da parte della Regione per svincolare i 6 milioni di euro da utilizzare sempre su queste aree. I nodi, quindi, sono giunti al fatidico pettine, e potranno essere sciolti nei prossimi giorni, cancellando, di fatto, tutti questi anni di immobilismo. Non vorremmo, però, che alcune polemiche, sorte quasi ad arte, servano solo a bloccare nuovamente gli iter messi in campo. Il nostro invito, rivolto a tutti i soggetti in campo istituzionali e politici, quindi, è quello di agire di più e parlare di meno. I luoghi di confronto ci sono, sono i tavoli tecnici e le conferenze di servizio. Chi deve fare la propria parte la facesse, chi sta fuori da Crotone e non ha ancora compiuto gli atti necessari per far partire quegli interventi che la città attende da anni, li facesse. Non consentiremo a nessuno di fare pleonastiche e nocive polemiche strumentali, utili solo a fermare i processi in corso. La bonifica si deve fare perché non è più ammissibile che dopo 17 anni si perda ancora tempo, per questo si deve fare presto e bene nell'esclusivo ed unico interesse della città e dei cittadini. Così come pensiamo che i 71 milioni di risarcimento dedicati alla riqualificazione ambientale della città di Crotone debbano essere utilizzati celermente, per non deludere ancora le attese e le aspettative dei crotonesi. In questo senso non possiamo che riconoscere e apprezzare il ruolo della commissaria Belli, che si sta muovendo in assoluto ossequio al decreto di nomina e con rispetto nei confronti di tutti le istituzioni e le parti sociali, territoriali e no».

 

 

 

 

 

 

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